
Intervista collettiva al Comitato Varesino per la Palestina
Pressenza - Friday, February 27, 2026Abbiamo intervistato alcuni componenti dello storico Comitato Varesino per la Palestina per farci raccontare la loro esperienza da attivisti Pro Pal nella Città Giardino. Abbiamo parlato con Filippo Bianchetti e Fiorella Gazzetta, entrambi medici di medicina generale in pensione; Nada Urso ci ha parlato dei progetti in corso, mentre Giulia Dragonetti e Donata Scacciotti sono attive anche nel movimento pacifista Donne in nero.
Come nasce il Comitato Varesino per la Palestina (CVP)?
Filippo: Nel 2002 sono stato in Cisgiordania come medico e quando sono tornato ne ho scritto e parlato; da lì si è mosso un bel gruppo di persone che non ha mai smesso di partecipare, tenendo alta l’attenzione sulla causa palestinese. Ci sono stati momenti in cui la partecipazione è stata più intensa e altri in cui è diminuita, ma il Comitato è sempre stato attivo, facendo tantissime cose.
Ci puoi raccontare dei viaggi a Gaza e in Cisgiordania?
Filippo: Abbiamo fatto diversi viaggi: a cavallo tra il 2008 e il 2009, ai tempi dell’operazione Piombo Fuso, una campagna militare israeliana contro la Striscia di Gaza che uccise 1.400 persone, di cui 300 bambini, Fiorella ed io abbiamo potuto andare là in veste di medici. Arrivammo una quarantina di giorni dopo il termine del massacro tramite due associazioni: il Forum Palestina di Roma, e Mente e Guerra di Imperia (un gruppo di psicologi e psichiatri). In quella occasione abbiamo conosciuto Vittorio Arrigoni, con cui siamo poi sempre rimasti in contatto, creando un intenso legame di amicizia.
A un anno da Piombo Fuso una quindicina di persone da Varese hanno partecipato alla Gaza Freedom March , che aveva l’intento di raggiungere Gaza passando dall’Egitto. Eravamo1500 persone di una cinquantina di nazioni, tra cui 150 italiani. Il regime di Mubarak negò il permesso per l’ingresso a Gaza, costringendoci a manifestare al Cairo.
Nel 2012, ad aprile, a un anno dall’assassinio di Vittorio Arrigoni, una delegazione del CVP è stata a Gaza, facendo molta fatica a entrare: siamo riusciti a stare dentro la Striscia solo per 48 ore e abbiamo visitato i nostri contatti, fra cui molti conoscenti di Vittorio.
In questi viaggi siamo entrati in contatto con molte persone, fra cui importanti figure palestinesi e israeliane e con parecchi gruppi filopalestinesi italiani.
Nel 2014 Fiorella ed o siamo stati in Libano, a titolo individuale volontario, per una breve missione sanitaria nei campi profughi palestinesi con Palmed Italia – Associazione dei Medici Palestinesi in Italia. In quell’occasione abbiamo conosciuto il Dr. Raed Almajdalawi, originario di Gaza ma medico radiologo a Brescia, che in seguito è venuto diverse volte a Varese, invitato dal CVP per incontri pubblici.
Chi sono gli attivisti del CVP?
Fiorella: Sono persone di ogni tipo. Ci sono studenti, operai, pensionati e attivisti di altre associazioni o gruppi come ANPI, Donne in Nero, Abbasso la Guerra di Venegono, BDS e altri.
Quali attività significative sono state svolte nel tempo?
Fiorella: Nel corso di questi anni abbiamo fatto molte cose: organizzato manifestazioni, incontri pubblici con personalità di spicco, conferenze, mostre, iniziative di boicottaggio, presentazione di gruppi musicali gazawi, incontri nelle scuole.
Abbiamo fatto conoscere ai cittadini varesini personalità importanti come: Omar Barghouti, attivista palestinese per i diritti umani, cofondatore di BDS e vincitore del premio Gandhi per la Pace 2017; Oren Yiftachel, professore israeliano di geografia politica, noto per il suo attivismo attento alla causa palestinese; Mohammed al-Halabi, funzionario della municipalità di Gaza; la famiglia Abusalama, che ci ha ospitato a Gaza e che poi abbiamo ospitato più volte a Varese; il compianto Alfredo Tradardi, con la moglie Diana Carminati, docente di Storia all’Università di Torino, due figure di spicco nella realtà torinese e italiana in difesa della Palestina. Abbiamo avuto molti contatti e collaborazioni con le realtà lombarde e piemontesi, ma anche di varie altre regioni italiane.
Io e Filippo, essendo medici di base siamo stati tra i primi a rifiutare visite da informatori della gigantesca multinazionale farmaceutica israeliana TEVA e a sostenerne il boicottaggio.
A quali progetti state lavorando attualmente?
Nada: stiamo lavorando a prossime manifestazioni di piazza, a conferenze e mostre di interesse storico-politico e a eventi artistici, come sempre.
Al momento abbiamo all’attivo, insieme al gruppo Tenda per la Palestina e contro le armi, una Rassegna di libri intitolata Lib(E)ri tutti: il 21 febbraio abbiamo presentato il libro “Palestina Eroica” di Umberto Lucarelli e il 27 febbraio “Olocausto Palestinese” di Angela Lano.
Stiamo cercando uno spazio al coperto per proseguire con il progetto della “Tenda per la Palestina e contro le armi”. Lo scorso autunno era stata installata una vera tenda nel cortile della Biblioteca Civica di Varese e ora vorremmo dare continuità a quel progetto insieme ad altre associazioni e realtà interessate alla causa palestinese e al disarmo.
Filippo: Recentemente avevamo appeso uno striscione con la scritta Restiamo Umani sulla cancellata del Comune di Varese, con tutte le autorizzazioni del caso, ma è stato rubato da ignoti. Abbiamo fatto denuncia, ma purtroppo non ci aspettiamo ulteriori sviluppi in merito.
Donata: da fine luglio 2025 continuiamo a fare rumore ogni sabato sera in piazza del Garibaldino a Varese. Questa attività non è molto partecipata come nei mesi del viaggio della Flotilla, ma c’è un gruppo di trenta, quaranta persone che resiste e ottiene comunque visibilità e ascolto nel centro della città. Sarebbe bello essere di più, ma noi non demordiamo.
Come vedete la situazione in merito al Board of peace (BOP)e alla partecipazione dell’Italia come osservatore?
Filippo: Il governo italiano è stato denunciato alla Corte Internazionale di Giustizia per complicità nel genocidio già prima della sua partecipazione al BOP. Il BOP si configura come l’ONU privata del presidente USA Donald Trump che, insieme a Israele, sta esautorando l’ONU, quella vera.
Come state valutando e gestendo il possibile DDL sull’antisemitismo?
Filippo: La criminalizzazione della resistenza palestinese e quella delle legittime critiche alle politiche sioniste procedono contemporaneamente in molti Stati occidentali che sostengono in tutti i modi quelle politiche. Sembra proprio che i popoli di quegli stessi Paesi non siano d’accordo con i loro governi. Questa contraddizione fondamentale non potrà durare a lungo.
Che riscontro trovate nelle persone sul territorio, sia come cittadini sia come istituzioni? Collaborate con altre associazioni?
Fiorella: Ultimamente si è sentita molto la collaborazione delle istituzioni e anche delle scuole, dove veniamo chiamati a parlare di Palestina.
Per ovviare al problema delle circolari ministeriali che impediscono al personale scolastico di affrontare la questione palestinese gruppi di (alcuni) ragazzi interessati all’argomento si organizzano come soggetto studentesco e chiamano il CVP per incontri informativi (a partecipare al dibattito). Ad esempio, al Liceo artistico Frattini gli studenti hanno organizzato delle raccolte fondi, a cui hanno aderito anche alcuni professori, per Gazzella Onlus e Amnesty International. Siamo stati invitati anche in due scuole in Piemonte.
Donata: Collaboriamo con altre realtà come il gruppo varesino del movimento delle Donne in Nero, nato in Israele nel 1988, presente ormai in diversi Paesi del mondo, che si caratterizza per una forte opposizione alla guerra e al militarismo. Il loro presidio è presente un paio di volte al mese in corso Matteotti, all’angolo con piazza Monte Grappa, con le modalità del silenzio e del volantinaggio. Il loro motto è FUORI LA GUERRA DALLA STORIA.
Filippo: Abbiamo punti di contatto con il Collettivo da Varese a Gaza. Ci sono diverse occasioni per incontrarsi e coordinarsi. Insieme abbiamo organizzato varie attività e facciamo incontri periodici.

Fiorella: È sempre auspicabile una più intensa collaborazione con loro, visto che siamo sullo stesso territorio e ci occupiamo della stessa causa. Infatti, insieme stiamo dando supporto a due studenti universitari gazawi che stanno frequentando l’Università dell’Insubria di Varese.
Cosa vi dà la forza per continuare nel vostro impegno per la Palestina nonostante tutto?
Fiorella: la ricerca di giustizia.
Donata: la rabbia.
Filippo: La forza viene dall’osservazione dei palestinesi e della loro resistenza. Sicuramente ognuno di noi ha delle motivazioni personali di tipo etico e di coscienza. E poi ci sono tutti i motivi politici, sociali e culturali che non possiamo ignorare. Il nostro scopo è aumentare la consapevolezza delle persone e questo dovrebbe stimolarne la coscienza politica, nel senso più largo.
Siamo persone che hanno visto, toccato con mano e a lungo osservato quello che succede a Gaza e in tutta la Palestina e non possiamo ignorarlo.
C’è qualcosa che vorreste aggiungere?
Filippo: Mi piacerebbe che si raccontasse di Vittorio Arrigoni, che ho ricordato durante la spedizione della Flotilla ad agosto/settembre. Suggerisco di guardare l’intervista molto toccante a Egidia Beretta, la sua mamma, sul canale YouTube del CVP: https://youtu.be/snSbUTF8CIg?si=xZITgfTukaGMfH_6 che è una bellissima testimonianza di chi è stato Vittorio.
Per contatti e iniziative:
Pagina Instagram: https://www.instagram.com/comitatovaresinoperlapalestina/
Canale YouTube: https://www.youtube.com/@comitatovaresinopalestina