Emirati Arabi Uniti tra Israele e Italia: alleanza militare ed economica all’insegna della guerra

Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Sunday, January 25, 2026

Non sfugga alla nostra attenzione il recente accordo militare tra Italia ed Emirati Arabi, paese nel Golfo particolarmente vicino allo Stato di Israele. Il 24 febbraio 2025 era stato approvato un memorandum tra i due Paesi, che ha dovuto attendere 11 mesi prima della sua ratifica (avvenuta il 20 Gennaio con l’approvazione del Consiglio dei Ministri italiano). Un accordo complesso di cui si apprende notizia direttamente dai siti ministeriali e che stabilisce reciproche intese in innumerevoli campi, inclusa l’innovazione tecnologica, per un valore complessivo di 40 miliardi di dollari: «I due leader hanno concordato di sviluppare un partenariato strategico complessivo, concentrando in particolare la cooperazione tra le due Nazioni nei settori dell’economia più orientati al futuro, sfruttando la capacita di innovazione italiana ed emiratina in ambiti strategici quali l’intelligenza artificiale e la creazione di data center, l’industria avanzata e le nuove tecnologie, le interconnessioni digitali ed energetiche, le tecnologie in ambito subacqueo, i minerali critici e lo spazio» (clicca qui per la fonte).

Non per nulla, il viaggio negli Emirati della premier assieme a innumerevoli esponenti dell’imprenditoria fu accolto, all’epoca, da notevole enfasi. È inoltre bene ricordare che un anno fa il Ministro Urso parlava di alleanza strategica per il futuro e di un accordo che includeva il rifornimento di materie prime critiche e, oltre agli investimenti nei settori tecnologici, anche quelli effettuati in ambiti più tradizionali (ad esempio infrastrutture e farmaceutica).

Non è dato sapere che fine abbia fatto il Gruppo di Lavoro che nelle note ufficiali veniva annunciato per individuare i progetti congiunti tra Emirati e Italia e offrire ampi spazi alle imprese per investimenti, con il supporto della Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e dell’Abu Dhabi Investment Office (ADIO), che sottoscrissero un Memorandum per agevolare l’accesso degli investitori ai mercati di riferimento. Altri e rilevanti accordi di analogo contenuto furono sottoscritti tra Confapi e AIM Global Foundation e, ancora, tra la Abu Dhabi Chamber of Commerce e Confindustria Lazio. E allora sarebbe forse bene ricordare che gli Emirati vengono apertamente accusati da alcune Ong di armare le milizie che stanno insanguinando il Sudan commettendo veri e propri crimini di guerra.

Solo pochi anni fa, nel 2019, l’allora Governo Conte vietò la vendita di armi ad Arabia Saudita ed Emirati, cancellando accordi di governi precedenti a seguito della fratricida guerra nello Yemen che i due paesi del Golfo combattevano, sia pur indirettamente, sovvenzionando i due contendenti.

Il testo dell’accordo attualmente in vigore mostra che la decisione del 2019 era stata solo un incidente di percorso e che oggi il Governo italiano è pronto a fare la sua parte a sostegno delle ordinazioni militari, visto che rappresentano una componente significativa delle intese commerciali – come precisa anche Il Fatto Quotidiano con un articolo pubblicato il 21 Gennaio: «L’architettura è specificata nell’articolo 3, che istituisce un “Comitato Congiunto di Cooperazione per la Difesa”, composto da rappresentanti paritari dei Ministeri della Difesa (italiano e emiratino). Il vero fulcro sostanziale è l’articolo 4, che elenca le 25 aree di cooperazione. Spaziano dal convenzionale (politiche di sicurezza, addestramento militare, esercitazioni) all’avanzato: cooperazione industriale, ricerca e sviluppo su spazio e IA, cyber-security, export di equipaggiamenti militari con supporto logistico, sviluppo di “sistemi d’arma futuri”, intelligence militare e persino aspetti “soft” come storia militare, attività sportive o sostenibilità ambientale. Una visione onnicomprensiva: non solo scambio di beni, ma co-sviluppo tecnologico e joint venture industriali. Operazioni che andranno protette da attenzioni indesiderate: l’articolo 9 infatti dedica ampio spazio alla gestione di “informazioni classificate”, equiparando livelli di segretezza (Segretissimo=top Secret) e imponendo protezioni rigorose contro divulgazioni, con obbligo di indagini e divieto di trasmissione a terzi senza consenso» (T. Rodano, Italia-Emirati Arabi, patto d’acciaio su armi e Difesa, «il Fatto Quotidiano», 21 Gennaio 2026).

Gli Emirati Arabi sono quindi un partner energetico di primaria importanza, che possiede non solo greggio ma anche diversi giacimenti di metalli rari. Inoltre, come accennavamo sopra, sono anche un alleato di Israele: assieme a questo stanno tentando di estendere la propria influenza sino al Corno d’Africa (ad esempio dislocando basi militari nel Somaliland). La cittadinanza italiana è disposta a chiudere un occhio davanti a questi fatti?

F. Giusti ed E. Gentili, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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