Emirati Arabi Uniti tra Israele e Italia: alleanza militare ed economica all’insegna della guerraNon sfugga alla nostra attenzione il recente accordo militare tra Italia ed
Emirati Arabi, paese nel Golfo particolarmente vicino allo Stato di Israele. Il
24 febbraio 2025 era stato approvato un memorandum tra i due Paesi, che ha
dovuto attendere 11 mesi prima della sua ratifica (avvenuta il 20 Gennaio con
l’approvazione del Consiglio dei Ministri italiano). Un accordo complesso di cui
si apprende notizia direttamente dai siti ministeriali e che stabilisce
reciproche intese in innumerevoli campi, inclusa l’innovazione tecnologica, per
un valore complessivo di 40 miliardi di dollari: «I due leader hanno concordato
di sviluppare un partenariato strategico complessivo, concentrando in
particolare la cooperazione tra le due Nazioni nei settori dell’economia più
orientati al futuro, sfruttando la capacita di innovazione italiana ed emiratina
in ambiti strategici quali l’intelligenza artificiale e la creazione di data
center, l’industria avanzata e le nuove tecnologie, le interconnessioni digitali
ed energetiche, le tecnologie in ambito subacqueo, i minerali critici e lo
spazio» (clicca qui per la fonte).
Non per nulla, il viaggio negli Emirati della premier assieme a innumerevoli
esponenti dell’imprenditoria fu accolto, all’epoca, da notevole enfasi. È
inoltre bene ricordare che un anno fa il Ministro Urso parlava di alleanza
strategica per il futuro e di un accordo che includeva il rifornimento di
materie prime critiche e, oltre agli investimenti nei settori tecnologici, anche
quelli effettuati in ambiti più tradizionali (ad esempio infrastrutture e
farmaceutica).
Non è dato sapere che fine abbia fatto il Gruppo di Lavoro che nelle note
ufficiali veniva annunciato per individuare i progetti congiunti tra Emirati e
Italia e offrire ampi spazi alle imprese per investimenti, con il supporto della
Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e dell’Abu Dhabi Investment Office (ADIO), che
sottoscrissero un Memorandum per agevolare l’accesso degli investitori ai
mercati di riferimento. Altri e rilevanti accordi di analogo contenuto furono
sottoscritti tra Confapi e AIM Global Foundation e, ancora, tra la Abu Dhabi
Chamber of Commerce e Confindustria Lazio. E allora sarebbe forse bene ricordare
che gli Emirati vengono apertamente accusati da alcune Ong di armare le milizie
che stanno insanguinando il Sudan commettendo veri e propri crimini di guerra.
Solo pochi anni fa, nel 2019, l’allora Governo Conte vietò la vendita di armi ad
Arabia Saudita ed Emirati, cancellando accordi di governi precedenti a seguito
della fratricida guerra nello Yemen che i due paesi del Golfo combattevano, sia
pur indirettamente, sovvenzionando i due contendenti.
Il testo dell’accordo attualmente in vigore mostra che la decisione del 2019 era
stata solo un incidente di percorso e che oggi il Governo italiano è pronto a
fare la sua parte a sostegno delle ordinazioni militari, visto che rappresentano
una componente significativa delle intese commerciali – come precisa anche Il
Fatto Quotidiano con un articolo pubblicato il 21 Gennaio: «L’architettura è
specificata nell’articolo 3, che istituisce un “Comitato Congiunto di
Cooperazione per la Difesa”, composto da rappresentanti paritari dei Ministeri
della Difesa (italiano e emiratino). Il vero fulcro sostanziale è l’articolo 4,
che elenca le 25 aree di cooperazione. Spaziano dal convenzionale (politiche di
sicurezza, addestramento militare, esercitazioni) all’avanzato: cooperazione
industriale, ricerca e sviluppo su spazio e IA, cyber-security, export di
equipaggiamenti militari con supporto logistico, sviluppo di “sistemi d’arma
futuri”, intelligence militare e persino aspetti “soft” come storia militare,
attività sportive o sostenibilità ambientale. Una visione onnicomprensiva: non
solo scambio di beni, ma co-sviluppo tecnologico e joint venture industriali.
Operazioni che andranno protette da attenzioni indesiderate: l’articolo 9
infatti dedica ampio spazio alla gestione di “informazioni classificate”,
equiparando livelli di segretezza (Segretissimo=top Secret) e imponendo
protezioni rigorose contro divulgazioni, con obbligo di indagini e divieto di
trasmissione a terzi senza consenso» (T. Rodano, Italia-Emirati Arabi, patto
d’acciaio su armi e Difesa, «il Fatto Quotidiano», 21 Gennaio 2026).
Gli Emirati Arabi sono quindi un partner energetico di primaria importanza, che
possiede non solo greggio ma anche diversi giacimenti di metalli rari. Inoltre,
come accennavamo sopra, sono anche un alleato di Israele: assieme a questo
stanno tentando di estendere la propria influenza sino al Corno d’Africa (ad
esempio dislocando basi militari nel Somaliland). La cittadinanza italiana è
disposta a chiudere un occhio davanti a questi fatti?
F. Giusti ed E. Gentili, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e
delle università
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