
Un ulteriore tassello alla militarizzazione dell’Europa: il “Preserving Peace”
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Sunday, October 19, 2025“Preservare la pace – Tabella di marcia per la prontezza alla difesa 2030”, questo il titolo di un piano, l’ennesimo, che dovrebbe dare forza e impulso al sistema militare UE. Non bastava il libro bianco della difes e il Rearm Europe che ora arriva un altro tassello dei processi di militarizzazione, un piano globale per rafforzare le capacità di difesa europee.
Questa la dichiarazione della Presidenza della Commissione europea: “Le recenti minacce hanno dimostrato che l’Europa è a rischio. Dobbiamo proteggere ogni cittadino e centimetro quadrato del nostro territorio. E l’Europa deve rispondere con unità, solidarietà e determinazione. L’odierna tabella di marcia per la difesa presenta un piano chiaro con obiettivi condivisi e tappe concrete nel nostro percorso verso il 2030. Perché solo ciò che viene misurato viene fatto. Passando dai piani all’azione, la tabella di marcia propone quattro iniziative faro europee: l’iniziativa europea per la difesa dai droni, l’Eastern Flank Watch, lo scudo aereo europeo e lo scudo spaziale europeo. Ciò rafforzerà le nostre industrie della difesa, accelererà la produzione e manterrà il nostro sostegno di lunga data all’Ucraina” Tabella di marcia per la preparazione al 2030 – Commissione europea
Le tempistiche erano già note, il Consiglio europeo aveva chiesto, a fine primavera, una tabella aggiornata con tanto di tappe, impegni da assumere a livello comunitario e da parte dei singoli Paesi al fine di intensificare gli sforzi per la difesa verso il 2030.
Ma quali sono le iniziative cardine dl riarmo europeo? Innanzitutto, la costruzione di droni di ultima generazione, l’Eastern Flank Watch, lo scudo aereo europeo e lo scudo spaziale europeo.
In fondo la linea tracciata era quella della Bussola Europea che aveva già previsto il progetto della UE di acquisire piena autonomia operativa dalla NATO per intervenire tempestivamente in ogni scenario di crisi, per questo non deve meravigliare che gli Stati membri dovranno essere in grado di anticipare, prepararsi e rispondere a qualsiasi crisi, compresi i conflitti ad alta intensità.
La UE si sta già muovendo nella direzione di potenziare difesa aerea e missilistica, utilizzo di droni di ultima generazione, oltre a investimenti per cyber, intelligenza artificiale, guerra elettronica, missili e munizioni, droni e contro-droni, combattimento a terra e marittimo.
La UE deve quindi acquisire autonomia nelle catene di approvvigionamento della difesa e dell’energia, acquisire le materie prime e i metalli rari, ma l’obiettivo ambizioso è anche quello di dare vita a un mercato bellico europeo eliminando i conflitti interni tra i vari Paesi attorno ad alcuni progetti che possono vedere protagoniste delle aziende escludendone altre.
Sullo sfondo si muovono le multinazionali USA, che da tempo cercano di conquistare la collaborazione di singole imprese comunitarie per evitare che unendosi e ponendo fine a piani tra loro concorrenziali possano rappresentare un concorrente per i prodotti di Oltreoceano.
Si conferma il piano ReArm Europe/Readiness 2030, si invitano i singoli Paesi ad approvare manovre di Bilancio che certifichino l’aumento delle spese belliche, si parla di “istituire uno spazio di mobilità militare a livello dell’UE entro il 2027, con norme armonizzate e una rete di rotte terrestri, aeree e marittime per spostare rapidamente truppe e attrezzature in tutta Europa”.
Di grande aiuto, per i piani di riarmo, sarà la clausola di salvaguardia nazionale del patto di stabilità per indirizzare risorse crescenti ai piani della difesa, i Paesi UE sono indirizzati verso i prestiti SAFE.
E, mentre si impongono ai Paesi misure atte a ridurre il deficit, si contrae nuovo debito sia sotto forma di finanziamenti comunitari sia con lo stratagemma delle deroghe all’impianto di Maastricht per i soli fini di carattere militare.
Fai clic per accedere a 9db42c04-15c2-42e1-8364-60afb0073e68_en

Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università