Perù: la Camera dei Deputati approva l’abrogazione di due leggi che favoriscono la criminalità

Pressenza - Thursday, October 22, 2026

Una decisione di grande portata. La Commissione Giustizia e Diritti Umani della Camera dei Deputati, presieduta da Catherine Palomino, ha approvato l’abrogazione delle prime due leggi definite “favorevoli alla criminalità” – la Legge n. 32130 e la Legge n. 32735 – accogliendo così una richiesta dell’opinione pubblica. Diversi gruppi della società civile, che si sono fatti promotori dell’iniziativa, hanno accolto con favore la decisione parlamentare; tuttavia, l’iter di abrogazione dovrà ora essere perfezionato al Senato.

La Legge n. 32130, destinata a essere abrogata, riguarda le indagini preliminari: una competenza che in precedenza spettava al Pubblico Ministero, ma che era stata successivamente trasferita alla Polizia Nazionale. La Legge n. 32735 concerne invece i “reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni” e prevede, per tali casi, il ricorso alla giurisdizione militar-poliziesca anziché al normale iter giudiziario ordinario.

“Ci sono ancora altre 11 leggi che favoriscono la criminalità da abrogare, e l’iter per queste due deve essere completato. Abbiamo concordato di proseguire il lavoro comune per ottenere l’abrogazione di tutte queste norme, nonché per definire un nuovo quadro giuridico che consenta una lotta efficace contro la criminalità e favorisca una riforma del sistema giudiziario”, ha dichiarato Grimaldo Ríos, rappresentante delle organizzazioni che sostengono le abrogazioni.

Un impegno congiunto della società civile

L’abrogazione di tali leggi rappresenta una richiesta costante dell’opinione pubblica peruviana, poiché tali misure hanno indebolito l’impianto normativo volto a contrastare la criminalità organizzata. A tal fine, si sono mobilitate diverse realtà della società civile, tra cui: l’Ordine degli Avvocati di Lima (CAL), la Piattaforma dei Cittadini per la Vita e la Sicurezza, l’Accordo Storico dei Cittadini (AHC), la Piattaforma per la Democrazia, il Coordinamento Nazionale per i Diritti Umani, il gruppo di cittadini “Concentración Perú”, il Collettivo Unità Democratica e numerose altre associazioni – tra cui rappresentanti degli imprenditori di Gamarra, operatori del settore dei trasporti, conducenti di mototaxi, studenti universitari e beneficiari di borse di studio.

Un colpo alla Camera dei Deputati

Mentre l’opinione pubblica apprendeva questa importante notizia, il Senato in seduta plenaria — già nella mattinata — votava a favore della concessione dei poteri legislativi richiesti dall’Esecutivo. Il governo aveva aggiunto altri sette ambiti ai 20 già approvati dalla Camera dei Deputati.

«Ritengo che l’Esecutivo non avesse bisogno di nient’altro per affrontare il fenomeno El Niño e la criminalità. Ha insistito così tanto per ottenere questi poteri da mettere ora a rischio diversi diritti dei cittadini, specialmente con queste ultime sette aggiunte. In particolare, conferire maggiori prerogative alla DINI [Direzione Nazionale dell’Intelligence] — trasformandola di fatto in un altro servizio di intelligence che ricorda l’epoca di Montesinos — consentirà di monitorare e controllare qualsiasi iniziativa dei cittadini che esprima dissenso nei confronti del governo», ha dichiarato Ríos.

«Ciò che colpisce maggiormente è che questa decisione del Senato assesta, di fatto, un colpo alla Camera dei Deputati. In ultima analisi, ciò innescherà una crisi nei rapporti istituzionali all’interno del Congresso. Sono segnali preoccupanti per la società», ha aggiunto.

Redacción Perú