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Perù: poteri legislativi e presenza militare statunitense
Nel corso del programma “Al Filo”, il conduttore Javier Torres Seoane – affiancato dal giornalista Martín Sarmiento (della testata *La Mula*) e dall’esperto di diritto internazionale Ricardo Soberón – ha analizzato i retroscena e le implicazioni della decisione del Senato di conferire poteri legislativi all’Esecutivo. I partecipanti hanno concordato sul fatto che il panorama politico sia mutato radicalmente, sollevando interrogativi quali: “Si può ora parlare di ‘Fuji-Obrismo’?” e “Siamo di fronte a un intervento in Perù?”. Riguardo ai poteri concessi, Martín Sarmiento ha osservato che l’emergere del “Fuji-Obrismo” era già evidente durante la votazione alla Camera dei Deputati. “Il gruppo parlamentare ‘Obras’ è stato determinante affinché la Camera approvasse questi 20 punti relativi alla delega di poteri legislativi”, ha affermato il giornalista. Torres Seoane ha inoltre esaminato la nuova realtà politica determinata dai 35 voti ora a disposizione della coalizione di governo per i dibattiti legislativi. Si è interrogato sull’andamento dei lavori al Senato, sottolineando come i gruppi parlamentari “Obras” e “Buen Gobierno” giocheranno un ruolo cruciale nelle future votazioni. Ha aggiunto che, in seguito a tali “negoziazioni”, “potremmo assistere a un déjà vu di quanto accaduto nella precedente legislatura”. Nel frattempo, l’esperto di diritto internazionale Ricardo Soberón ha discusso dell’iniziativa “Scudo delle Americhe” (*Shield of the Americas*) e della sua influenza sulla politica nazionale. Ha fatto notare che tale iniziativa non ha seguito le procedure formali previste per un trattato, avvertendo che “ci troviamo di fronte a un caso di intervento politico-militare congiunto tra Perù e Stati Uniti”. «Se osserviamo l’arco temporale che va dal 3 gennaio al 21 ottobre — un periodo durante il quale il signor Donovan ha già esaminato le risorse disponibili — appare chiaro che siamo molto vicini a un possibile intervento congiunto, di natura sia di polizia che militare, tra Perù e Stati Uniti. È quanto è già accaduto in Ecuador e ritengo che, con l’approvazione della normativa relativa ai “gruppi ostili” — legge che è stata effettivamente varata —, il prossimo passo al Congresso sarà l’adozione di una misura che consentirà: in primo luogo, arresti senza mandato giudiziario; in secondo luogo, l’estradizione immediata o l’espulsione amministrativa; e, in terzo luogo, la presenza sul territorio peruviano di personale dell’FBI, della DEA, della CIA e — aspetto di particolare rilievo — del Comando Sud degli Stati Uniti (U.S. Southern Command) e delle Forze Speciali statunitensi». L’intervista completa è disponibile al seguente link: https://www.youtube.com/live/IHhNAeMns1Q?si=cBzTAfWpJ3nXvwYe Redacción Perú
October 23, 2026
Pressenza
Perù: la Camera dei Deputati approva l’abrogazione di due leggi che favoriscono la criminalità
Una decisione di grande portata. La Commissione Giustizia e Diritti Umani della Camera dei Deputati, presieduta da Catherine Palomino, ha approvato l’abrogazione delle prime due leggi definite “favorevoli alla criminalità” – la Legge n. 32130 e la Legge n. 32735 – accogliendo così una richiesta dell’opinione pubblica. Diversi gruppi della società civile, che si sono fatti promotori dell’iniziativa, hanno accolto con favore la decisione parlamentare; tuttavia, l’iter di abrogazione dovrà ora essere perfezionato al Senato. La Legge n. 32130, destinata a essere abrogata, riguarda le indagini preliminari: una competenza che in precedenza spettava al Pubblico Ministero, ma che era stata successivamente trasferita alla Polizia Nazionale. La Legge n. 32735 concerne invece i “reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni” e prevede, per tali casi, il ricorso alla giurisdizione militar-poliziesca anziché al normale iter giudiziario ordinario. “Ci sono ancora altre 11 leggi che favoriscono la criminalità da abrogare, e l’iter per queste due deve essere completato. Abbiamo concordato di proseguire il lavoro comune per ottenere l’abrogazione di tutte queste norme, nonché per definire un nuovo quadro giuridico che consenta una lotta efficace contro la criminalità e favorisca una riforma del sistema giudiziario”, ha dichiarato Grimaldo Ríos, rappresentante delle organizzazioni che sostengono le abrogazioni. UN IMPEGNO CONGIUNTO DELLA SOCIETÀ CIVILE L’abrogazione di tali leggi rappresenta una richiesta costante dell’opinione pubblica peruviana, poiché tali misure hanno indebolito l’impianto normativo volto a contrastare la criminalità organizzata. A tal fine, si sono mobilitate diverse realtà della società civile, tra cui: l’Ordine degli Avvocati di Lima (CAL), la Piattaforma dei Cittadini per la Vita e la Sicurezza, l’Accordo Storico dei Cittadini (AHC), la Piattaforma per la Democrazia, il Coordinamento Nazionale per i Diritti Umani, il gruppo di cittadini “Concentración Perú”, il Collettivo Unità Democratica e numerose altre associazioni – tra cui rappresentanti degli imprenditori di Gamarra, operatori del settore dei trasporti, conducenti di mototaxi, studenti universitari e beneficiari di borse di studio. UN COLPO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI Mentre l’opinione pubblica apprendeva questa importante notizia, il Senato in seduta plenaria — già nella mattinata — votava a favore della concessione dei poteri legislativi richiesti dall’Esecutivo. Il governo aveva aggiunto altri sette ambiti ai 20 già approvati dalla Camera dei Deputati. «Ritengo che l’Esecutivo non avesse bisogno di nient’altro per affrontare il fenomeno El Niño e la criminalità. Ha insistito così tanto per ottenere questi poteri da mettere ora a rischio diversi diritti dei cittadini, specialmente con queste ultime sette aggiunte. In particolare, conferire maggiori prerogative alla DINI [Direzione Nazionale dell’Intelligence] — trasformandola di fatto in un altro servizio di intelligence che ricorda l’epoca di Montesinos — consentirà di monitorare e controllare qualsiasi iniziativa dei cittadini che esprima dissenso nei confronti del governo», ha dichiarato Ríos. «Ciò che colpisce maggiormente è che questa decisione del Senato assesta, di fatto, un colpo alla Camera dei Deputati. In ultima analisi, ciò innescherà una crisi nei rapporti istituzionali all’interno del Congresso. Sono segnali preoccupanti per la società», ha aggiunto. Redacción Perú
October 22, 2026
Pressenza
Perù: la Commissione Costituzionale del Senato approva poteri legislativi con 7 punti aggiuntivi
Notizia sgradita. La Commissione Costituzionale del Senato – parte del Congresso della Repubblica – ha approvato i poteri legislativi richiesti dal governo di Keiko Fujimori, includendo sette punti supplementari che non sono stati oggetto di dibattito, come invece previsto dal regolamento. L’attribuzione di tali poteri è stata resa possibile dal voto del senatore Roger Astucuri, del gruppo parlamentare “Obras” (Opere) – un ex esponente dell’opposizione. Inizialmente, si prevedeva che i poteri legislativi si limitassero ai 20 punti già approvati dalla Camera dei Deputati, un perimetro concordato in quella sede dai blocchi di opposizione “Juntos por el Perú”, “Ahora Nación”, “Buen Gobierno” e “Obras”. Tuttavia, grazie alla partecipazione di Astucuri (Obras), la commissione ha potuto riunirsi e raggiungere il quorum necessario per approvare tutti i 27 punti. Era presente anche il legislatore Daniel Barragán (anch’egli di “Obras”), il quale ha dichiarato: “Non siamo l’opposizione, siamo la soluzione” (sebbene oggi sia emerso che sua sorella è stata assunta in un incarico nel settore pubblico). Dopo il parere della Commissione Costituzionale, la delega di poteri passerà all’ordine del giorno dell’aula del Senato per il dibattito finale e la votazione. Per l’approvazione sarà richiesta una maggioranza qualificata di 66 voti, una soglia che la maggioranza di governo conta di raggiungere con il sostegno del gruppo “Obras”. I sette punti aggiuntivi includono modifiche alle norme che regolano l’uso della forza da parte delle Forze Armate, una nuova classificazione per le organizzazioni criminali (inserendole in un quadro giuridico analogo a quello previsto per i terroristi), un’estensione delle tutele legali nei casi di legittima difesa e il rafforzamento dell’autorità operativa della Direzione Nazionale dell’Intelligence (DINI), tra le altre misure. Il percorso verso l’approvazione definitiva di questi poteri delegati rimane complesso e incerto. Inizialmente, la richiesta di poteri legislativi speciali riguardava anche altri ambiti che incidevano sui diritti dei lavoratori, ma l’approvazione alla Camera dei Deputati ne ha circoscritto l’ambito a due sole questioni: la sicurezza e il fenomeno “El Niño”. Per quanto riguarda l’attuale iter di approvazione, era stato raggiunto un accordo su 20 punti; tuttavia, in seguito a un mutamento di posizione da parte del settore dei Lavori Pubblici, oggi sono stati approvati altri sette punti senza un adeguato dibattito. Il Paese resta vigile, auspicando che l’opposizione non ceda nemmeno di un millimetro nella difesa dei diritti della stragrande maggioranza. Redacción Perú
October 21, 2026
Pressenza
Perù: proposte misure per contrastare le economie illegali in Amazzonia
Le economie illegali – come l’estrazione aurifera illecita, il traffico di droga, il disboscamento illegale, il traffico di terreni e la tratta di esseri umani – presenti nell’Amazzonia peruviana sono state al centro di un seminario tenutosi il 28 settembre, intitolato “Oltre il crimine: come affrontare il futuro dell’Amazzonia partendo dalle sue condizioni socioeconomiche?”. L’evento ha fatto emergere possibili soluzioni, tra cui la promozione dell’agricoltura familiare, la tutela del territorio e l’integrazione dei saperi locali. Organizzato dal Centro di Ricerca Sociologica, Economica, Politica e Antropologica (CISEPA) e dal Gruppo di Ricerca su Stato e Società (GIES) della Pontificia Università Cattolica del Perù (PUCP), l’incontro ha messo in luce come i conflitti per la terra e la carenza di servizi pubblici alimentino tali problematiche. Secondo l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), tra il 2015 e il 2025 le economie illegali nell’Amazzonia peruviana hanno generato circa 199,9 miliardi di dollari all’interno del Paese. Tali attività interessano le regioni amazzoniche di Madre de Dios, Loreto, Ucayali e Huánuco, oltre alle zone di confine con il Brasile e la Colombia. La dottoressa Maritza Paredes, ricercatrice presso il GIES e il Dipartimento di Scienze Sociali della PUCP, ha osservato che l’espansione delle “frontiere estrattive” – favorita dalla costruzione di strade e dalla promozione dell’agricoltura – sta procedendo più rapidamente rispetto alla regolamentazione e al conferimento dei titoli di proprietà collettiva sulle terre. Ha inoltre sottolineato l’esistenza di una “zona grigia” in cui nessuna autorità si assume la responsabilità di quanto accade, il che facilita notevolmente il perdurare di attività illecite in queste aree. Da parte sua, Apu Julio Cusurichi – membro del consiglio direttivo dell’Associazione Interetnica per lo Sviluppo della Foresta Peruviana (AIDESEP) – ha chiesto che vengano riconosciuti gli sforzi di tutela territoriale compiuti dalle comunità native e che venga garantita una vigilanza volta a salvaguardare la sopravvivenza dei popoli che vivono in isolamento; “una realtà che rimane invisibile”, ha osservato. I dettagli sull’evento sono disponibili al seguente link: https://puntoedu.pucp.edu.pe/investigaciones/amazonia-proponen-agricultura-familiar-proteccion-territorial-y-uso-de-saberes-locales-para-combatir-economias-ilegales/ Redacción Perú
October 21, 2026
Pressenza
Perù: la società civile chiede un piano di emergenza per affrontare il fenomeno El Niño
Data l’imminente llegada del fenomeno El Niño —che, secondo tutte le previsioni, sarà di intensità “straordinaria” o “molto forte” nel Pacifico centrale— la società civile si sta mobilitando per mitigarne gli impatti. Tra questi figurano precipitazioni superiori alla media, temperature estreme (fino a 36°C), paradossi territoriali (come esondazioni di fiumi e smottamenti in alcune zone, contrapposti a carenza idrica o siccità in altre) e rischi significativi per le infrastrutture legate all’acqua potabile, all’agricoltura, ai trasporti, all’energia e alla salute pubblica. La Rete di Studi sullo Sviluppo (Redes) ha lanciato un appello, tramite il proprio profilo LinkedIn, alla futura amministrazione della regione di Loreto (situata nella foresta pluviale, nel nord-est del Paese), sollecitandola a predisporre un piano di emergenza per affrontare El Niño. La questione è particolarmente critica, poiché l’evento coinciderà con una transizione politica (l’insediamento del nuovo governo regionale è previsto per gennaio 2027). Il dato preoccupante è che questa situazione riguarda l’intero Paese… Siamo preparati? EL NIÑO NEL BEL MEZZO DI UN CAMBIO DI AMMINISTRAZIONE Per quanto riguarda la regione di Loreto, Redes sottolinea che “le precipitazioni coincideranno con il cambio di amministrazione: le nuove autorità regionali entreranno in carica il 1° gennaio 2027, proprio mentre è previsto il periodo critico per le inondazioni, tra gennaio e marzo dello stesso anno. L’amministrazione attuale deve garantire che i piani siano già ben avviati, affinché chi subentra non debba ricominciare da zero nel pieno di un’emergenza”, ha rimarcato l’organizzazione. La proposta è stata accompagnata da una valutazione dei rischi per Loreto, che individua 116.000 persone ad alto rischio, 29.000 abitazioni esposte a inondazioni, oltre a 123 strutture sanitarie e 1.502 istituti scolastici potenzialmente colpiti. Come affrontare, dunque, l’emergenza? Redes propone di «approvare piani di emergenza, definire azioni e risorse per le situazioni critiche e coordinare gli interventi tra le autorità regionali, locali e nazionali. È il governo regionale a dover attuare questo piano di emergenza», ha dichiarato Cynthia Sánchez, portavoce per le questioni economiche di Redes. L’appello di Redes apre un dibattito sulle misure preventive necessarie per affrontare il fenomeno El Niño, che negli anni passati ha causato danni in tutto il Paese. I primi effetti si stanno già manifestando, spingendo il governo peruviano a stanziare oltre 4 miliardi di sol per far fronte alle conseguenze del fenomeno. Inoltre, sono in corso operazioni di pulizia degli alvei fluviali e dei corsi d’acqua in punti critici del territorio nazionale, e vengono coordinate azioni preventive in collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite. Redacción Perú
October 16, 2026
Pressenza
In Perù il tasso di denunce per corruzione è raddoppiato
Tra il 2018 e il 2025 il Perù ha raddoppiato il tasso di denunce per corruzione, secondo quanto indicato dall’Istituto Peruviano di Economia (IPE) e dall’INCORE (Indice di Competitività Regionale). La ricerca ha rilevato che le denunce riguardano principalmente il funzionamento delle istituzioni e il controllo della corruzione; queste sono aumentate da 5.2 a 10.9 ogni mille dipendenti pubblici. Secondo il rapporto, i dipartimenti di Ucayali (regione della giungla) e Ancash (regione montuosa) registrano i tassi più elevati di denunce per corruzione; seguono principalmente Moquegua, Ayacucho (entrambe nella zona montuosa centrale) e Tumbes (nel nord del Paese); mentre solo il dipartimento di Pasco ha ridotto le proprie denunce nello stesso periodo. L’aumento delle denunce per corruzione è un indicatore del fatto che i cittadini, i giornalisti o i dipendenti pubblici utilizzano maggiormente i canali per segnalare irregolarità, ma riflette anche un reale incremento dei comportamenti illeciti all’interno delle istituzioni pubbliche. Questa realtà provoca un deterioramento della fiducia nelle istituzioni e compromette la legittimità delle autorità. DODICI REGIONI CON UN RISCHIO MOLTO ALTO O ALTO DI CORRUZIONE Lo studio ha inoltre valutato l’Indice dei Rischi di Integrità Subnazionale (IRIS), rilevando che dodici regioni presentano un rischio molto alto o alto di corruzione e sfiducia; mentre altre 11 regioni presentano rischi medio-alti e due regioni un rischio medio-basso. Va sottolineato che l’IRIS è un indicatore che valuta la capacità dello Stato di individuare e sanzionare la corruzione, nonché la fiducia dei cittadini nella gestione pubblica e nelle istituzioni. Redacción Perú
October 14, 2026
Pressenza
Perù: Comunicatori alternativi: “Siamo tremendamente scomodi per il potere”
Uomini e donne della stampa, provenienti da Lima e dalle province del Perù, hanno denunciato atti di criminalizzazione subiti nell’esercizio del giornalismo. L’incontro si è svolto nell’ambito del Forum “Stampa concentrata e criminalizzazione della stampa alternativa”, tenutosi ieri lunedì 12, nell’ufficio del senatore Humberto Morales, del gruppo parlamentare Juntos por el Perú (JP). L’evento si è svolto nell’ufficio del senatore Humberto Morales, e ha visto la partecipazione delle senatrici Ruth Luque e Iber Maravi, oltre a Tania Pariona, ex parlamentare e segretaria esecutiva del Coordinamento Nazionale per i Diritti Umani (CNDDHH). I comunicatori alternativi erano invece rappresentati da Pavel Yabar (Yachay Wasy), Timoteo Cutipa, José Luis Manrique (Federazione della stampa delle province), Jorge Mendivil (Unancha Tv), Carlos Anaya (Combi Tv), Miguel Angel (Conexión Directa), Jesica Rosario (Cusco en portada.com), tra gli altri. “SIAMO TREMENDAMENTE SCOMODI PER IL POTERE” Jesica Rosario (della testata Cuscoenportada.com) ha dichiarato che “in pratica siamo sotto processo, dobbiamo difenderci assumendo avvocati, utilizzando le nostre risorse economiche, ed è quello che sta succedendo a tutti i media, Hildebrandt en sus trece, Yachay Wasy, e a molti dei presenti. Per questo, le chiedo, signor Senatore, che questo non sia solo un protocollo, ma che ci siano azioni concrete per creare una rete di accompagnamento. Siamo anche bersaglio degli hacker perché siamo tremendamente scomodi per il potere. Abbiamo bisogno anche di questo sostegno tecnologico per proteggerci e proteggere i nostri media indipendenti. Per proteggere questo baluardo del giornalismo”. “C’È UNA MANCANZA DI PROTEZIONE PER LA FUNZIONE DI INFORMARE” Da parte sua, il comunicatore Miguel Angel (di Conexión Directa) ha ringraziato per l’invito e ha sottolineato che “il popolo ha sempre voluto esprimere la propria opinione, ma ora dispone di canali che prima non esistevano. Un’altra cosa è essere consapevoli che viviamo in un’epoca dalle caratteristiche molto particolari. La stampa alternativa si trova in una situazione difficile, perché manca la protezione per la funzione di informare. La comunicazione è importante perché ora non solo si ha l’opportunità di esprimere la propria opinione, ma noi comunicatori alternativi raccogliamo il sentimento popolare. Questo è un patrimonio informativo che non deve essere sprecato”. Al termine dell’evento, il senatore Humberto Morales ha sottolineato la possibilità di un’iniziativa legislativa con la partecipazione dei comunicatori alternativi e ha dichiarato che “il nostro popolo ha bisogno di conoscere la verità, una verità che a volte viene mostrata solo in parte, o che viene costruita attraverso una narrazione che non corrisponde alla realtà, falsificando la verità. Uno degli obiettivi di avere giornalisti come voi è mettere in discussione tutto questo, informare sui fatti che attentano alla democrazia, non solo rivolgendosi a chi crea questa realtà, ma anche a chi ascolta e a chi agisce, perché questo ci conduce alla violenza”. Il Forum “Stampa concentrata e criminalizzazione della stampa alternativa” può essere visualizzato al seguente link: https://www.youtube.com/live/9X4QDpfEiao Redacción Perú
October 13, 2026
Pressenza
Perù: Una proposta dallo spirito umanista per trasformare l’istruzione superiore
Qualsiasi progetto educativo che aspiri a essere serio e genuino deve essere necessariamente integrale se vuole trasformare la vita umana. È precisamente ciò che realizza Jadira del Rocío Jara Nunayalle, umanista e riconosciuta specialista in gestione curricolare e accreditamento universitario e docente di corsi post-laurea in diverse università del Paese, nella sua recente pubblicazione intitolata DAR: Direzione, Azione e Rinnovamento. Richiamando la radice latina del verbo dare (offrire, donare), l’autrice sottolinea che educare è un atto di dedizione che trascende il meramente tecnico per raggiungere una sintesi equilibrata di scienza, tecnica e umanesimo. Questa prospettiva ci ricorda che la vera qualità universitaria non risiede nell’accumulo smisurato di esigenze burocratiche, bensì nell’articolazione fluida tra la progettazione curricolare, il lavoro docente e la trasformazione integrale dello studente. Esistono numerose pubblicazioni sulla pianificazione per competenze nell’istruzione superiore dedicate all’elaborazione di programmi didattici, alla progettazione degli insegnamenti e alla predisposizione di rubriche di valutazione con notevole accuratezza tecnica. La proposta di Jara Nunayalle risulta molto più audace, poiché non si limita alla sola organizzazione operativa di contenuti o indicatori, ma subordina tutto questo procedimento tecnico a un’intenzionalità etica orientata alla crescita umana e piena dello studente. Il contributo del testo risiede nel far convergere la psicologia educativa istruzionale di John Biggs con l’Approccio Umanista Universalista ispirato a Silo. Dal primo, l’autrice riprende l’allineamento costruttivo e la precisione della tassonomia SOLO (dalle sue iniziali in inglese, Structure of Observed Learning Outcome, traducibile come struttura dei risultati di apprendimento osservati); dal secondo, recupera l’etica della nonviolenza attiva e della cura dell’altro che conferiscono alla progettazione curricolare, e, in definitiva, alla pratica pedagogica, un orizzonte veramente umano e trascendente. Questa proposta metodologica si articola in tre processi interconnessi: Direzione: Definisce l’orizzonte formativo mediante la pianificazione congiunta in équipe docenti (co-docenza), superando l’isolamento del professore e garantendo un allineamento sia orizzontale sia verticale degli apprendimenti. Azione: Sviluppa la proposta in aula mediante dinamiche flessibili e partecipative che promuovono il lavoro collaborativo in équipe diverse, la riflessione critica e la costruzione attiva della conoscenza. Rinnovamento: Promuove la trasformazione personale e relazionale attraverso una valutazione integrale (autovalutazione, valutazione tra pari ed eterovalutazione), la metacognizione e la trascendenza dell’apprendimento verso l’impegno comunitario. DAR ha origine nella pratica stessa. Nella sezione introduttiva, l’autrice condivide la genesi della sua metodologia come apprendimento situato e testimoniale, maturato nelle aule di un’università pubblica già diversi anni fa. Lì, di fronte al logoramento e alla rigidità dei tradizionali processi di accreditamento, è emersa una risposta concreta e sperimentata per restituire vitalità e finalità pedagogica alla gestione accademica. È così che la metodologia DAR si erge infine non solo come guida tecnica, ma come autentico manifesto pedagogico che rivendica l’istruzione superiore come atto di impegno nei confronti degli studenti. Recensione di «DAR: Direzione, Azione e Rinnovamento. Una metodologia per la gestione dell’apprendimento intenzionale nell’istruzione superiore», di Jadira del Rocío Jara Nunayalle (Lima: Corta Rama Editores / ACRECERTI, 2026). Juan Carlos Díaz Lara Docente dell’Università Antonio Ruiz de Montoya – Dipartimento di Filosofia e Teologia Redacción Perú
October 8, 2026
Pressenza
Pressenza riceve in Perù un riconoscimento per la sua campagna «Il Buon Governo è un diritto»
L’Associazione Nazionale dei Giornalisti del Perù (ANP) ha riconosciuto la Campagna Internazionale di Pressenza «Il Buon Governo è un diritto», presentata da Judith Purizaga Granados, redattrice dell’agenzia in Perù. La cerimonia si è svolta il 30 settembre 2026, nell’ambito delle attività commemorative per la Giornata del Giornalista peruviano. Di: Erika Vicente. Lanciata nel 2025, la campagna promuove la trasparenza e la lotta alla corruzione, e rivendica il buon governo come un diritto della cittadinanza. Attraverso una copertura informativa internazionale, mira a dare visibilità alle iniziative e alle rivendicazioni sociali che contribuiscono a una buona governance. Nell’ambito di questa iniziativa, la redazione di Pressenza in Perù ha organizzato il webinar «Il Buon Governo è un diritto», uno spazio di confronto sulle sfide della governance, della trasparenza e sul ruolo della società di fronte alla corruzione. La registrazione dell’incontro è disponibile online. La campagna si inserisce nell’approccio del giornalismo nonviolento di Pressenza, impegnata nella difesa dei diritti umani e delle rivendicazioni delle popolazioni che cercano di partecipare alle decisioni che riguardano le loro vite. Premi “Roberto Mejía Alarcón” e “Melissa Alfaro” Durante la cerimonia, l’ANP ha premiato lavori giornalistici legati alla difesa della libertà di espressione e dei diritti umani. La presidente della sezione di Lima, Jeanette Pérez Osorio, ha sottolineato l’importanza di questi spazi di riconoscimento e riflessione per la categoria. Tra i lavori premiati figuravano nella categoria “Roberto Mejía Alarcón” l’articolo “Omaggio ai grandi della nostra cultura” di Agustín Pérez Aldave (primo posto), “Prevenzione della violenza di genere” di Gladis Núñez Castillo (secondo posto) e l’articolo “Informare in Perù è oggi la cronaca di una morte annunciata?” di Juan Mendoza Paucarmayta (terzo posto); oltre alla Menzione d’onore alla campagna “Il buon governo è un diritto” pubblicata su Pressenza. Nella categoria “Melissa Alfaro” per studenti di giornalismo, sono emerse creatività, impegno sociale e nuove forme di raccontare le storie, come “Prova finale” di Sandra Ponce Cano e Carlos Salazar Carbonero (primo posto – Universidad Nacional Federico Villarreal); il lavoro “Tra zampette – Difesa degli animali indifesi” di Lesly Malma Rodríguez (Universidad Nacional Federico Villarreal); Ariana Leyva Guerrero (dell’Istituto ISIL) e Gabriela Millán Peláez (Universidad de San Martín de Porres) al secondo posto. E al terzo posto, Matías Tasayco, Adriana Vargas, María Rodríguez, Eros Olivares e Angello Laman (Universidad de San Martín de Porres) con il loro lavoro “Anche Dio ha il Wifi” e; altre menzioni d’onore per produzioni come “Il Denaro MP4”, “Quando la parola trasforma”, “Gli eroi dimenticati del Cenepa”, “Malattie rare, storie straordinarie”, “Legge morta per i bambini malati di cancro” e “Economia e aumento dei prezzi”. Redacción Perú
October 6, 2026
Pressenza
Perù: Dialogo tra Parlamentari, esperti e cittadini per abrogare le Leggi Procrimine
Oggi, martedì 29 settembre, presso la sede del Collegio degli Avvocati di Lima (CAL) si terrà il Forum Cittadino “Leggi Pro Crimine? Dialogo tra Parlamentari, Esperti e Cittadini colpiti”, con un nutrito tavolo di specialisti come Carlos Rivera, Erika Solís, Ricardo Soberón e Cruz Silva del Carpio, relatori con una lunga esperienza nella difesa dei diritti umani; e un tavolo di parlamentari come Catherine Palomino, Ernesto Zunini, Fernando García Huby e Cesar Holguin Loaiza. Il Forum mira ad analizzare l’impatto delle leggi pro-crimine e a formulare proposte praticabili per la loro abrogazione, a partire da iniziative della società civile. È organizzato dalla Direzione Accademica e Promozione Culturale del Collegio degli Avvocati di Lima (CAL) e dalla Piattaforma in Difesa della Vita e della Sicurezza dei Cittadini. L’appuntamento è oggi alle 6.00 p.m. nel distretto di Miraflores, Lima. POLITICA DI SICUREZZA INTEGRALE CON PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI Uno degli organizzatori, la Piattaforma Cittadina in Difesa della Vita e della Sicurezza, ha emesso un comunicato in merito alla presentazione della mozione di censura contro il ministro dell’Interno, Cesar Astudillo, esprimendo un esplicito “riconoscimento ai deputati che hanno promosso la mozione di censura, poiché questa iniziativa contribuisce a porre al centro del dibattito nazionale la grave crisi di insicurezza che colpisce la popolazione peruviana”, hanno dichiarato “L’aumento degli omicidi, degli omicidi su commissione, delle estorsioni e di altre forme di criminalità rappresenta un rischio reale per la vita e l’integrità di milioni di peruviani. Questa situazione richiede risposte integrali, ferme e democratiche” si leggeva nel comunicato. Il gruppo che riunisce decine di organizzazioni sociali di base propone una risposta integrale per combattere la criminalità: con la riorganizzazione integrale della Polizia Nazionale, l’abrogazione delle leggi pro-crimine, una politica di Stato contro la criminalità e la difesa della vita come priorità nazionale. “Per un Perù sicuro, democratico e con giustizia per tutti” hanno aggiunto gli organizzatori. Redacción Perú
September 29, 2026
Pressenza