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Perù: la Camera dei Deputati approva l’abrogazione di due leggi che favoriscono la criminalità
Una decisione di grande portata. La Commissione Giustizia e Diritti Umani della Camera dei Deputati, presieduta da Catherine Palomino, ha approvato l’abrogazione delle prime due leggi definite “favorevoli alla criminalità” – la Legge n. 32130 e la Legge n. 32735 – accogliendo così una richiesta dell’opinione pubblica. Diversi gruppi della società civile, che si sono fatti promotori dell’iniziativa, hanno accolto con favore la decisione parlamentare; tuttavia, l’iter di abrogazione dovrà ora essere perfezionato al Senato. La Legge n. 32130, destinata a essere abrogata, riguarda le indagini preliminari: una competenza che in precedenza spettava al Pubblico Ministero, ma che era stata successivamente trasferita alla Polizia Nazionale. La Legge n. 32735 concerne invece i “reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni” e prevede, per tali casi, il ricorso alla giurisdizione militar-poliziesca anziché al normale iter giudiziario ordinario. “Ci sono ancora altre 11 leggi che favoriscono la criminalità da abrogare, e l’iter per queste due deve essere completato. Abbiamo concordato di proseguire il lavoro comune per ottenere l’abrogazione di tutte queste norme, nonché per definire un nuovo quadro giuridico che consenta una lotta efficace contro la criminalità e favorisca una riforma del sistema giudiziario”, ha dichiarato Grimaldo Ríos, rappresentante delle organizzazioni che sostengono le abrogazioni. UN IMPEGNO CONGIUNTO DELLA SOCIETÀ CIVILE L’abrogazione di tali leggi rappresenta una richiesta costante dell’opinione pubblica peruviana, poiché tali misure hanno indebolito l’impianto normativo volto a contrastare la criminalità organizzata. A tal fine, si sono mobilitate diverse realtà della società civile, tra cui: l’Ordine degli Avvocati di Lima (CAL), la Piattaforma dei Cittadini per la Vita e la Sicurezza, l’Accordo Storico dei Cittadini (AHC), la Piattaforma per la Democrazia, il Coordinamento Nazionale per i Diritti Umani, il gruppo di cittadini “Concentración Perú”, il Collettivo Unità Democratica e numerose altre associazioni – tra cui rappresentanti degli imprenditori di Gamarra, operatori del settore dei trasporti, conducenti di mototaxi, studenti universitari e beneficiari di borse di studio. UN COLPO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI Mentre l’opinione pubblica apprendeva questa importante notizia, il Senato in seduta plenaria — già nella mattinata — votava a favore della concessione dei poteri legislativi richiesti dall’Esecutivo. Il governo aveva aggiunto altri sette ambiti ai 20 già approvati dalla Camera dei Deputati. «Ritengo che l’Esecutivo non avesse bisogno di nient’altro per affrontare il fenomeno El Niño e la criminalità. Ha insistito così tanto per ottenere questi poteri da mettere ora a rischio diversi diritti dei cittadini, specialmente con queste ultime sette aggiunte. In particolare, conferire maggiori prerogative alla DINI [Direzione Nazionale dell’Intelligence] — trasformandola di fatto in un altro servizio di intelligence che ricorda l’epoca di Montesinos — consentirà di monitorare e controllare qualsiasi iniziativa dei cittadini che esprima dissenso nei confronti del governo», ha dichiarato Ríos. «Ciò che colpisce maggiormente è che questa decisione del Senato assesta, di fatto, un colpo alla Camera dei Deputati. In ultima analisi, ciò innescherà una crisi nei rapporti istituzionali all’interno del Congresso. Sono segnali preoccupanti per la società», ha aggiunto. Redacción Perú
October 22, 2026
Pressenza
Perù: proposte misure per contrastare le economie illegali in Amazzonia
Le economie illegali – come l’estrazione aurifera illecita, il traffico di droga, il disboscamento illegale, il traffico di terreni e la tratta di esseri umani – presenti nell’Amazzonia peruviana sono state al centro di un seminario tenutosi il 28 settembre, intitolato “Oltre il crimine: come affrontare il futuro dell’Amazzonia partendo dalle sue condizioni socioeconomiche?”. L’evento ha fatto emergere possibili soluzioni, tra cui la promozione dell’agricoltura familiare, la tutela del territorio e l’integrazione dei saperi locali. Organizzato dal Centro di Ricerca Sociologica, Economica, Politica e Antropologica (CISEPA) e dal Gruppo di Ricerca su Stato e Società (GIES) della Pontificia Università Cattolica del Perù (PUCP), l’incontro ha messo in luce come i conflitti per la terra e la carenza di servizi pubblici alimentino tali problematiche. Secondo l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), tra il 2015 e il 2025 le economie illegali nell’Amazzonia peruviana hanno generato circa 199,9 miliardi di dollari all’interno del Paese. Tali attività interessano le regioni amazzoniche di Madre de Dios, Loreto, Ucayali e Huánuco, oltre alle zone di confine con il Brasile e la Colombia. La dottoressa Maritza Paredes, ricercatrice presso il GIES e il Dipartimento di Scienze Sociali della PUCP, ha osservato che l’espansione delle “frontiere estrattive” – favorita dalla costruzione di strade e dalla promozione dell’agricoltura – sta procedendo più rapidamente rispetto alla regolamentazione e al conferimento dei titoli di proprietà collettiva sulle terre. Ha inoltre sottolineato l’esistenza di una “zona grigia” in cui nessuna autorità si assume la responsabilità di quanto accade, il che facilita notevolmente il perdurare di attività illecite in queste aree. Da parte sua, Apu Julio Cusurichi – membro del consiglio direttivo dell’Associazione Interetnica per lo Sviluppo della Foresta Peruviana (AIDESEP) – ha chiesto che vengano riconosciuti gli sforzi di tutela territoriale compiuti dalle comunità native e che venga garantita una vigilanza volta a salvaguardare la sopravvivenza dei popoli che vivono in isolamento; “una realtà che rimane invisibile”, ha osservato. I dettagli sull’evento sono disponibili al seguente link: https://puntoedu.pucp.edu.pe/investigaciones/amazonia-proponen-agricultura-familiar-proteccion-territorial-y-uso-de-saberes-locales-para-combatir-economias-ilegales/ Redacción Perú
October 21, 2026
Pressenza
In Perù il tasso di denunce per corruzione è raddoppiato
Tra il 2018 e il 2025 il Perù ha raddoppiato il tasso di denunce per corruzione, secondo quanto indicato dall’Istituto Peruviano di Economia (IPE) e dall’INCORE (Indice di Competitività Regionale). La ricerca ha rilevato che le denunce riguardano principalmente il funzionamento delle istituzioni e il controllo della corruzione; queste sono aumentate da 5.2 a 10.9 ogni mille dipendenti pubblici. Secondo il rapporto, i dipartimenti di Ucayali (regione della giungla) e Ancash (regione montuosa) registrano i tassi più elevati di denunce per corruzione; seguono principalmente Moquegua, Ayacucho (entrambe nella zona montuosa centrale) e Tumbes (nel nord del Paese); mentre solo il dipartimento di Pasco ha ridotto le proprie denunce nello stesso periodo. L’aumento delle denunce per corruzione è un indicatore del fatto che i cittadini, i giornalisti o i dipendenti pubblici utilizzano maggiormente i canali per segnalare irregolarità, ma riflette anche un reale incremento dei comportamenti illeciti all’interno delle istituzioni pubbliche. Questa realtà provoca un deterioramento della fiducia nelle istituzioni e compromette la legittimità delle autorità. DODICI REGIONI CON UN RISCHIO MOLTO ALTO O ALTO DI CORRUZIONE Lo studio ha inoltre valutato l’Indice dei Rischi di Integrità Subnazionale (IRIS), rilevando che dodici regioni presentano un rischio molto alto o alto di corruzione e sfiducia; mentre altre 11 regioni presentano rischi medio-alti e due regioni un rischio medio-basso. Va sottolineato che l’IRIS è un indicatore che valuta la capacità dello Stato di individuare e sanzionare la corruzione, nonché la fiducia dei cittadini nella gestione pubblica e nelle istituzioni. Redacción Perú
October 14, 2026
Pressenza
Perù: Forum per l’abrogazione delle leggi pro-crimine: un impegno politico
Dimostrando un impegno politico nei confronti del Paese, lo scorso martedì 29 si è tenuto il “Forum cittadino ¿Leggi pro-crimine? Dialogo tra parlamentari, esperti e cittadini colpiti”. Vi hanno partecipato la senatrice Mirtha Vasquez, i deputati Catherine Palomino e Fernando García; oltre agli specialisti Ricardo Soberón, Cruz Silva, Erika Solis e Carlos Rivera. Il Forum si è concluso con le parole di Delia Espinoza, decana del Collegio degli Avvocati di Lima (CAL) e con le domande dei leader sindacali direttamente colpiti dal sicariato e dall’estorsione. “Chi è qui, viene perché vuole assumere un impegno politico, di lotta, contro la criminalità organizzata e guidata da determinati settori; ma questo non si esaurirà nel presentare progetti, nell’abrogare alcune norme, bensì dobbiamo affrontare quel potere politico; e credo che la cosa più importante qui sarà lottare contro quel potere” ha dichiarato Mirtha Vasquez, senatrice ed ex premier nel governo dell’ex presidente Pedro Castillo. LA LINEA DURA DA SOLA NON È GARANZIA DI ALCUN RISULTATO A sua volta, lo specialista in materia di sicurezza dei cittadini, Ricardo Soberón, ha sfatato il discorso dell’attuale Esecutivo, che presenta la “linea dura” come politica di Stato per recuperare la sicurezza dei cittadini: “il discorso della linea dura in Perù ha almeno 20 anni di storia. Per esempio, dal 2016 il Congresso della Repubblica ha affrontato il tema della sicurezza dei cittadini con questo discorso. Il risultato che abbiamo avuto in questo decennio, della linea dura, ci indica già qualcosa che dobbiamo prendere in considerazione: La linea dura da sola non è garanzia di alcun risultato. Al contrario, la linea dura da sola ci porta a un problema tanto grave quanto la situazione disumana del nostro sistema carcerario, con 69 centri di detenzione e 106.000 detenuti, un sovraffollamento di oltre il 120%”. Mentre Catherine Palomino, attuale presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, ha ricordato che il suo ufficio aveva già presentato un disegno di legge per l’abrogazione delle leggi pro-crimine: “oggi si sarebbero dovuti votare due pre-pareri, tuttavia non abbiamo avuto tutti i deputati come previsto, poiché è stata inviata una questione breve sulle competenze; la decisione sarà presa nella prossima sessione della Commissione Giustizia. Quello sarebbe il procedimento che manca per poter affrontare il progetto. Solamente la votazione per approvare due pre-pareri che abbiamo già elaborato”. L’evento, che è stato un incontro tra parlamentari impegnati nell’affrontare le leggi pro-crimine, esperti di sicurezza e leader sociali presenti, ha affrontato diversi approcci per dare una soluzione alle morti per sicariato o estorsione: avere un sistema carcerario migliore, comprendere che il sistema criminale è un tutto che va oltre l’operazione di polizia in sé; comprendere che il tema della sicurezza non è solo di competenza della polizia, né dei militari; e che, in nessun caso lo stato di emergenza garantisce risultati, tra gli altri. Redacción Perú
October 2, 2026
Pressenza
Perú: «Dobbiamo essere attivi come società»
Il Perù entra nuovamente in un processo elettorale: le elezioni regionali e municipali per il periodo 2027-2030 si terranno il prossimo 4 ottobre, quando saranno eletti governatori, consiglieri, sindaci e consiglieri municipali provinciali e distrettuali. La competizione elettorale pone il seguente interrogativo: quali sono le principali richieste della popolazione che i futuri governatori e sindaci dovranno affrontare? La provincia costituzionale del Callao, con oltre un milione di abitanti, nonostante sia una regione chiave per il Paese grazie alla presenza dell’aeroporto internazionale Jorge Chavez e del porto marittimo, oggi deve affrontare sfide persistenti come l’informalità lavorativa, la mancanza di occupazione, l’insicurezza, la povertà monetaria, l’anemia infantile, tra gli altri problemi sociali. Pressenza ha intervistato Victor Huaranca Medina, candidato al Governo Regionale del Callao per il partito Buen Gobierno. La sua esperienza come attivista sociale anticorruzione, sostenuto da un partito che si colloca all’opposizione, lo presenta come il probabile outsider che, a suo dire, cerca di trasformare il Callao nel «primo asse logistico portuale». LOTTA ALLA CORRUZIONE PRESSENZA: VICTOR, PUÒ RACCONTARCI DELLA SUA ESPERIENZA NELLA LOTTA ALLA CORRUZIONE? Victor Huaranca: I candidati, da 20 anni a questa parte, non hanno fatto altro che continuare lungo il corso di un fiume pieno di acque reflue, perché alla fine sfociano nella corruzione e persino in fatti di sangue. Alcuni di loro sono ancora oggi candidati, soprattutto per la regione. Ebbene, la lotta alla corruzione è stata difficile. Molti cittadini sono stati minacciati, aggrediti; purtroppo qui non si può dire chi viene ucciso e perché. Alcuni mesi fa, per una questione legata al traffico di terreni, il nostro amico Germán Congona, una persona con disabilità, è stato colpito da sei o sette proiettili e si è salvato per miracolo. E non hanno alcun riguardo, sparano a chiunque. Il problema di ciò che sta accadendo qui nel Callao è che tutti sanno come stanno le cose, ma tacciono. Io le dico apertamente. Ho combattuto contro la corruzione degli ex Chimpum Callao, poi trasformatisi in «Contigo» e successivamente in «Podemos». Se guardi, tutte le pareti del Callao sono dipinte con denaro di cui non si sa la provenienza. Nessuno può dire nulla perché abbiamo paura che ci feriscano o ci aggrediscano. QUALI SONO STATI I RISULTATI DI QUESTA LOTTA ALLA CORRUZIONE? V.H.: La prima condanna di Félix Moreno è stata ottenuta grazie alla mia denuncia. Non perché lo abbia denunciato il procuratore, no, è stata la mia denuncia. E ho avuto, diciamo, la fortuna di poter contare su molti cittadini che lottavano anch’essi. E così abbiamo potuto unirci. Questo soggetto, Oscar Peña Aparicio, complice di Félix Moreno, si accordò con lui per appropriarsi, a un prezzo irrisorio, del parco zonale di Pachacute, che ha 240.000 metri quadrati, e del mercato di Oquendo, che ne ha 70.000. Ebbene, questa è la prima cosa che salta agli occhi. Inoltre, io ero possessore di 3.000 metri quadrati di questo mercato di Oquendo e fui l’unico a denunciare. Ma, poiché denunciai, fui perseguitato, denunciato e calunniato. Non so se furono loro o altri a minacciarmi di morte, perché questo non si sa, in fin dei conti. E tutto veniva fatto dall’operatore Pedro Espadaro; sono state presentate denunce pubbliche contro di lui. Ebbene, alcuni vigilanti del Comune di Ventanilla, che in seguito dichiararono di non lavorare più per il Comune, mi ruppero il braccio e la spalla e, quando il procuratore chiese a quegli stessi dirigenti, denunciati da Panorama, dissero di non avere registrazioni. Ma le registrazioni effettuate dallo stesso Comune, una mano benevola me le fece arrivare anonimamente, e tutti quegli elementi sono serviti a condannare uno di questi bracci armati di Félix Moreno e di Espadaro, che è stato condannato per lesioni gravi. QUALI SONO I PRINCIPALI PUNTI DELLA SUA CAMPAGNA? V.H.: Faremo una campagna coerente, ma coraggiosa. Chiameremo le cose con il loro nome. Non ci saranno più estorsioni. Non ci saranno più sicari. Come lo controlleremo? Esiste un programma, ma con un rimedio diverso, perché deve essere applicata la forza coercitiva dello Stato. E lo Stato non sta esercitando la forza coercitiva della PNP. Se oggi sono aumentati gli omicidi su commissione e le estorsioni, ciò è stato favorito dalle leggi che sono state approvate. E perché moltissimi poliziotti, non posso dire tutti, ma moltissimi poliziotti sono complici e persino capi di questi soggetti. Utilizzeremo una tecnologia che acquisirà le immagini delle telecamere di tutti i commercianti. I droni saranno integrati in questo sistema. E si seguiranno i volti di coloro che stanno commettendo reati. E ci sarà una base di polizia per l’intervento immediato e rapido, per catturare i delinquenti in flagranza, giusto? E in quella base lavoreranno tutti in modo coordinato: il governo regionale, il Comune, la polizia, il Ministero Pubblico, il potere di polizia. Ed è questo che dobbiamo fare. Dobbiamo esigere che la polizia svolga i propri servizi, giusto? Ebbene, combatteremo. Se il Ministero dell’Interno non vorrà farlo, andremo persino a parlare con la signora Keiko Fujimori. Non si può permettere che la gente venga uccisa impunemente. In questo momento la popolazione ha ceduto, la cittadinanza ha ceduto le strade ai sicari. Questo non può essere. I valori non esistono più. Ora si promuovono soltanto disvalori. Quindi dobbiamo fare qualcosa al riguardo. Questa è la questione prioritaria. Istruzione: salvare i ragazzi Poi, immediatamente, l’istruzione. Come salviamo questi ragazzi che, nascendo con la benedizione di Dio e con la benedizione dei loro genitori, vengono al mondo nell’ambiente che stiamo descrivendo? Come possono queste creature sfuggire a questo ambiente? Con l’istruzione. La questione dell’istruzione è vitale: i ragazzi sono intrappolati e non hanno nemmeno opportunità di lavoro. E finiscono nella droga, finiscono… Prima, nei politecnici o nelle nostre scuole di formazione professionale di livello intermedio, si diplomavano saldatori, addetti al carico, operatori di carrelli elevatori. E ora no. E stavamo pensando… Questo può essere fatto attraverso laboratori. Affinché i ragazzi possano sfuggire al loro ambiente, perché molti non vogliono tornare nel loro ambiente e sono costretti a farlo perché non hanno dove mangiare, dove vivere, dove dormire. Pensiamo di realizzare una sorta di struttura ricettiva per cinquemila ragazzi. No? Per quelli del terzo, quarto e quinto anno della scuola secondaria. Forse persino fino ai vent’anni. Dove possano essere accolti. Dove vengano forniti loro tutti i servizi: il computer, i tavoli, la cucina, la lavatrice, tutte le loro cose. In modo che abbiano, per esempio, venti o venticinque metri quadrati per studiare, vivere e realizzarsi lì. Quindi, se un ragazzo non ha questa possibilità nel Callao, semplicemente perché si trova in un ambiente negativo, viene trasferito lì. Callao: asse logistico portuale Il Callao è il centro nevralgico del Paese. Il Callao è il centro in cui si trova il porto marittimo che movimenta più o meno il 60% dell’attività commerciale. Abbiamo un aeroporto. Quindi è il centro nevralgico economico del Paese. Ma viene trattato come se fosse l’ultima ruota del carro. Ebbene, ciò che faremo è sfruttare questi elementi strategici e, per esempio, nell’asse logistico portuale che si sta sviluppando, Callao-Hong Kong-Chancay, intendo creare una partnership con gli imprenditori e con tutti gli altri, affinché possiamo sostenere e puntare a generare maggiore ricchezza nella zona. Perché se c’è maggiore ricchezza, c’è ovviamente maggiore occupazione, in modo tale da generare entrate per il Callao. Inoltre, esiste un progetto di cui si parla da molti anni: l’isola San Lorenzo. Un progetto enorme, come un mega-porto. Deve essere sviluppato. Dobbiamo creare un tavolo di lavoro su questo tema, perché significa incorporare almeno 24 chilometri quadrati, sia per attività imprenditoriali, sia per attività portuali, sia semplicemente come area urbana. Immagina cosa significherebbe in termini di entrate per il Comune. Decisione politica Quindi, ciò che intendiamo fare è: niente corruzione, niente omicidi su commissione. D’accordo? Istruzione e salute. Dobbiamo prendere la decisione politica di farlo, e anche la decisione politica affinché vi siano opere realizzate tramite il meccanismo delle opere per imposte, portando a termine i progetti, che sono molti. Per esempio, l’Ospedale San José: il progetto è già terminato e passa ora alla fase di esecuzione e gara d’appalto, d’accordo? Poi, l’Ospedale di Ventanilla. Ma dobbiamo cercare di ricategorizzarli affinché possano fornire assistenza e maggiore servizio alla popolazione. PRESSENZA: CI SARÀ UN CONTROLLO? V.H.: Il controllo che intendo effettuare consiste in un audit internazionale della regione, almeno degli ultimi 20 anni. Non importa se i reati sono caduti in prescrizione. Serve semplicemente ad avere un archivio storico di coloro che hanno commesso simili atrocità. E se potessi fare la stessa cosa parlando con il sindaco che verrà eletto, farei lo stesso nei comuni. Il messaggio fondamentale ai funzionari pubblici è che dobbiamo restituire dignità al lavoro del funzionario pubblico, perché sono loro a essere sottoposti all’estorsione mediante la quale viene ridotto il loro stipendio. In modo che quel funzionario pubblico riceva una retribuzione dignitosa e abbia anche l’obbligo di servire il cittadino in modo efficiente. E non cerchi altre «alternative». D’altro canto, a qualunque costo, purché io debba coordinarmi con il Comune e con gli enti competenti e nel rispetto della legge, insisterò con decisione politica affinché vengano recuperati tutti i terreni che al momento sono liberi, che non entrino in conflitto, e per procedere alla piantumazione o alla forestazione con alberi ornamentali e alberi da frutto stagionali della zona. Questo genera empatia. Anche unità. Quindi, in alcuni luoghi dove non c’è una popolazione nelle immediate vicinanze, si può comunque piantare; questo in tutto il Callao, cioè Ventanilla, Pachacútec, in tutte le zone. Ma allo stesso tempo ciò creerà anche posti di lavoro immediati. Quindi è chiaro: lotta alla corruzione, istruzione, salute, lavoro e, soprattutto, generare una sinergia tra molti imprenditori, non soltanto del Callao. Ebbene, so che l’asse logistico portuale esiste già, ma noi dobbiamo partecipare, perché altrimenti ci passerà semplicemente davanti agli occhi e non faremo nulla. Dobbiamo essere attivi come società. Redacción Perú
August 18, 2026
Pressenza
Perù: Il costo di indagare sul potere: il caso di Harvey Colchado
Il deputato Harvey Colchado ha annunciato, durante la sessione di insediamento della Commissione di Etica del Congresso del Perù, tenutasi il 10 agosto scorso, che metteva la sua nomina come membro di quel gruppo di lavoro a disposizione dell’aula plenaria. La decisione è stata presa dopo che si è venuti a conoscenza della richiesta di accusa fiscale nei suoi confronti per i presunti reati di negoziazione incompatibile e falsità ideologica. A differenza di altri casi recenti in Congresso, Colchado ha scelto di sottoporre la sua permanenza al criterio dell’aula plenaria prima di assumere formalmente l’incarico. Con questa decisione, ha evitato che il dibattito sulla sua situazione giuridica condizionasse la composizione e il funzionamento della Commissione di Etica. Il suo operato può essere interpretato come un gesto di responsabilità politica e istituzionale, lasciando che sia lo stesso Congresso a determinare la sua permanenza, invece di rimanere in carica mentre affronta il procedimento fiscale. Secondo la tesi della procura, l’indagine su Cholchado è legata all’affitto di un immobile di proprietà dei suoi genitori alla Polizia Nazionale del Perù per il funzionamento del Dipartimento di Investigazione Criminale (DEPINCRI) di Comas, dal 2018, periodo durante il quale ricopriva l’incarico di capo della Divisione di Investigazioni ad Alta Complessità (DIVIAC). PROBLEMA PUBBLICO: PROTEZIONE DEGLI INVESTIGATORI DELLA CORRUZIONE Al di là della situazione giuridica di Harvey Colchado, questo caso evidenzia un problema pubblico: la necessità di rafforzare le garanzie istituzionali che proteggono coloro che indagano sulla corruzione e assicurano la continuità delle indagini ad alto impatto. Prima di arrivare al Congresso, Colchado ha guidato e partecipato ad alcune delle più rilevanti indagini anticorruzione degli ultimi anni. Tra queste spicca il caso Los Cuellos Blancos del Puerto, che ha rivelato una presunta rete di corruzione composta da giudici, procuratori, ex consiglieri dell’estinto Consiglio Nazionale della Magistratura, imprenditori e politici. Oltre alle indagini legate a Lava Jato, al caso Cócteles e alle attività investigative relative a Fuerza Popular, secondo informazioni del Ministero Pubblico. Nel caso Los Cuellos Blancos del Puerto, il nome della procuratrice Diana Paico è stato oggetto di indagine nel 2023 per traffico di influenze. Oggi, quella stessa procuratrice fa parte della squadra del Ministero Pubblico che chiede 9 anni e 4 mesi di carcere per Harvey Colchado per i presunti reati di negoziazione incompatibile e falsità ideologica. L’ALTRO COSTO DELLA LOTTA ALLA CORRUZIONE L’accusa contro Colchado non è avvenuta in modo isolato. Nel 2021, la DIVIAC ha perso 96 dei suoi 161 membri dopo una serie di riassegnazioni che IDL-Reporteros ha definito una “epurazione”. Nel 2022, si è tentato di allontanarlo dalla squadra di polizia che sosteneva le indagini anticorruzione. Nel 2024, dopo aver guidato la perquisizione dell’abitazione della presidente Dina Boluarte ed essere intervenuto nelle indagini sul caso Los Waykis en la Sombra, è stato temporaneamente allontanato dalla DIVIAC. Successivamente ha dovuto affrontare critiche pubbliche per l’affitto di un immobile dei suoi genitori, è stato riassegnato a compiti di pattugliamento e infine è stato collocato a riposo dalla Polizia Nazionale. Ognuno di questi fatti risponde a decisioni diverse e con motivazioni proprie. Tuttavia, osservati nel loro insieme, hanno alimentato il dibattito sulla capacità dello Stato di garantire la continuità delle indagini ad alto impatto quando cambiano o vengono allontanati i funzionari che le conducono. IL VERO PROBLEMA PUBBLICO La questione di fondo non è unicamente l’accusa fiscale contro Harvey Colchado. Il vero problema pubblico è se lo Stato disponga di meccanismi istituzionali che garantiscano che i funzionari incaricati di indagare e perseguire la corruzione possano esercitare le loro funzioni con autonomia e che le indagini proseguano con indipendenza, indipendentemente da chi le diriga. Questo fatto pone un interrogativo di politica pubblica: le garanzie istituzionali esistenti sono sufficienti a evitare che procedimenti in corso finiscano per indebolire la partecipazione di funzionari che hanno guidato indagini ad alto impatto? Se la risposta è negativa, questa vulnerabilità potrebbe essere sfruttata da attori interessati a ridurre la portata delle indagini sulla corruzione. Pertanto, questo caso dimostra che la sfida del Perù è costruire istituzioni che proteggano l’indipendenza di coloro che indagano, e assicurino la continuità delle indagini generando fiducia nei cittadini. Quando si rispetta lo Stato di diritto, vince la democrazia; tuttavia, esiste sempre il rischio che l’interesse pubblico venga relegato in secondo piano rispetto agli interessi particolari. Jhovana Yauri Redacción Perú
August 15, 2026
Pressenza
Perù: le comunità indigene seguono un corso di formazione su “Governance comunitaria e difensori dei diritti”
Costruire una buona governance. La comunità indigena dei Kirikiari, situata nella parte alta del fiume Ene, nella foresta centrale del Paese, ha ospitato il terzo modulo del corso di formazione “Governance comunitaria e difensori”, un’iniziativa volta a rafforzare le capacità di giovani, donne, leader e autorità comunitarie nella difesa dei propri diritti e territori. In un contesto caratterizzato da crescenti pressioni sui territori indigeni, tra cui l’avanzata delle economie illecite, la formazione mira a rafforzare la leadership comunitaria, l’organizzazione e la governance, affinché le comunità possano affrontare queste sfide attraverso l’esercizio dei propri diritti collettivi. Durante questa giornata, i partecipanti hanno approfondito le proprie conoscenze nella redazione di documenti comunitari, quali i verbali delle assemblee, tra gli altri. Hanno inoltre partecipato a un corso pratico sull’uso dei droni per il monitoraggio e la sorveglianza del territorio. È stato inoltre approfondito il tema “Incidenza verso lo Stato”, affrontando le principali sfide per la difesa dei diritti collettivi, la definizione di programmi di incidenza e l’identificazione di alleati strategici per rafforzare l’azione comunitaria. Questo percorso formativo fa parte della Sfida n. 10 della Strategia CARE al 2030, volta a rafforzare la governance nelle 45 comunità dell’Ene e a promuovere una gestione comunitaria basata sul kametsa asaike, il «buon vivere» asháninka. Va sottolineato che il corso si sviluppa all’interno del  Proyecto Defensores, con  l’appoggio della UE e di DAR Perú.     Redacción Perú
August 9, 2026
Pressenza
Perù: Keiko Fujimori inizia il suo mandato con un messaggio privo di mea culpa
Finalmente, lo scorso 28 luglio, Keiko Fujimori Higushi ha assunto la carica di presidente costituzionale della Repubblica del Perù, dopo tre precedenti tentativi: nel 2011 (contro Ollanta Humala), nel 2016 (contro Pedro Pablo Kuczynski) e nel 2021 (contro Pedro Castillo). Oggi ha pronunciato il suo primo discorso alla nazione e ha insediato il Consiglio dei ministri. ANALISI DELLA SITUAZIONE SENZA MEA CULPA Nel primo discorso alla nazione in qualità di presidente eletta, Keiko Fujimori ha ribadito le dichiarazioni rilasciate nei giorni precedenti, sottolineando di trovare uno «Stato in stato di abbandono, privo di una visione per il Paese, carente di gestione strategica e indebolito dalla corruzione». Fujimori Higushi ha tracciato una diagnosi dello stato in cui si trova il Paese, sottolineando che esso è caduto «nelle mani di interessi poco trasparenti, a scapito dei cittadini; appalti pubblici in perdita, estorsioni che soffocano gli imprenditori e i piccoli commercianti» e ha promesso «un nuovo modo di governare». Per il raggiungimento dei suoi obiettivi, ha proposto di avviare il proprio mandato con sette punti chiave: 1. Emergenza e sicurezza dei cittadini (utilizzando tutti gli strumenti dello Stato). 2. Migliorare la qualità della vita (riorganizzare i programmi sociali). 3. Potenziare le infrastrutture produttive. 4. Semplificare il funzionamento dello Stato (trasformare il sistema degli appalti pubblici). 5. Sostenibilità fiscale (aumentare il salario minimo vitale a 1.300 soles, ridurre gli ostacoli agli investimenti stranieri e riattivare Prompyme). 6. Rafforzare lo Stato di diritto (nel rispetto dell’indipendenza dei poteri). 7. Rafforzare la politica estera. Tuttavia, il discorso, durato circa un’ora, è stato privo di un mea culpa riguardo all’operato del suo gruppo parlamentare Fuerza Popular e dei suoi alleati negli ultimi anni, i quali avrebbero contribuito a determinare in parte la situazione descritta dalla stessa presidente. Al di là della diagnosi e delle proposte, sono rimasti anche seri dubbi su ciò che non è stato detto o è rimasto in sospeso. Rimane quindi da chiarire la portata di affermazioni quali «fare uso di tutti gli strumenti dello Stato per ristabilire l’autorità» e il «rafforzamento e l’ampliamento delle unità di flagrante delitto», per le quali saranno richieste deleghe (nel caso della sicurezza). Un altro aspetto da approfondire è quale sarà la «riorganizzazione dei programmi sociali», dato che nel corso di una riforma, nell’aprile del 2025, il governo precedente ha chiuso il programma sociale Qali Warma, che forniva pasti a oltre 4,2 milioni di scolari di oltre 64.000 istituti scolastici pubblici. Nel discorso alla nazione, la presidente eletta ha inoltre annunciato di voler «raddoppiare la rata bimestrale del programma Pensione 65» da 350 a 700 soles, destinato a oltre 820.000 beneficiari a livello nazionale; e di aumentare il salario minimo vitale, che passerà da 1.130 a 1.300 soles e includerà un bonus compensativo per le micro e piccole imprese (mypes). SENATORI E DEPUTATI DELL’OPPOSIZIONE ABBANDONANO L’AULA In un evento senza precedenti, prima del suo primo discorso alla nazione, i membri dell’opposizione del Senato e della Camera dei deputati hanno abbandonato l’aula e si sono recati in Plaza San Martín, dove si sono uniti alla popolazione che manifestava in concomitanza con il passaggio ufficiale di consegne. Senatori e deputati hanno concluso il loro percorso davanti al Palazzo di Giustizia, lanciando un messaggio di speranza ai cittadini, che attendono azioni concrete dal nuovo governo. «NON CREDIAMO A NULLA DI CIÒ CHE DICE» Víctor Cutipa Ccama, senatore di Juntos por el Perú (JP), ha dichiarato a Pressenza che si sono ritirati dall’emiciclo in segno di protesta: «È un atto di espressione attraverso il quale sottolineiamo che non crediamo a nulla di ciò che dice questo regime che affonda le sue radici negli anni ’90, con repressione, morte, violazione dei diritti umani; e crediamo – e ne siamo certi – che ciò che accadrà nei prossimi giorni o a partire da oggi non sia altro che una copia, una ripetizione degli anni ’90. I popoli del Perù si aspettavano da queste elezioni la vittoria dell’opposizione al Senato, affinché in tal modo potessimo almeno fare un bilancio e avere un equilibrio nel Paese. Purtroppo ciò non è avvenuto: si sono già impadroniti del Senato e della Presidenza del Congresso della Repubblica. Ma dalla Camera dei Senatori e dei Deputati opporremo la resistenza necessaria per impedire che questo regime avanzi impunemente. Inizieremo dalle leggi che favoriscono la criminalità: dobbiamo abrogarle. Ma abbiamo un debito in sospeso nei confronti dei popoli del Perù, ovvero istituire un’Assemblea Costituente per redigere una nuova costituzione. Inoltre, dobbiamo ottenere la legge sul referendum. In passato, in prima votazione, il Congresso votava sulle questioni di riforma costituzionale e nella seconda votazione si doveva consultare tramite referendum i popoli del Paese. Hanno eliminato questa procedura, l’hanno cancellata, l’hanno abrogata perché hanno abusato della maggioranza parlamentare di cui disponevano. Oggi la ripristineremo”. «ABROGHEREMO LE LEGGI CHE FAVORISCONO LA CRIMINALITÀ ED ELIMINEREMO I PRIVILEGI» Anche la deputata Caterin Palomino Casavilca, di Juntos por el Perú (JP) per Huancavelica, ha dichiarato a Pressenza che: «Come accordo di gruppo e in risposta al popolo, presenteremo l’abrogazione di tutte le leggi che favoriscono la criminalità, ma è anche una richiesta del popolo quella di eliminare i privilegi che si verificano in Congresso, come l’abolizione dei bonus. Il popolo sta morendo di fame, non c’è istruzione, non c’è assistenza sanitaria, ma ci sono i bonus per i lavoratori e per i membri del Congresso. Queste sono disuguaglianze. Inoltre, lavoreremo per la liberazione del nostro presidente Pedro Castillo Terrones, che è la bandiera che stiamo sventolando. È ciò che chiede il popolo». ROBERTO SÁNCHEZ (JP) INSIEME AI FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA VIOLENZA DI STATO Anche il presidente del partito Juntos por el Perú (JP) ed ex candidato alla presidenza, Roberto Sánchez, ha partecipato alla mobilitazione indetta dai familiari delle vittime della violenza di Stato, dalle organizzazioni sociali, studentesche e dai partiti politici. In questa occasione sono state richieste giustizia e riparazione in vista di una riconciliazione nazionale. STUDENTI UNIVERSITARI: «AUMENTATE IL BILANCIO DESTINATO ALLE UNIVERSITÀ» «Ci sono molte richieste che si possono avanzare, ma una di queste è che venga aumentato il bilancio assegnato alle università pubbliche, perché sta diminuendo sempre di più; e oltre a ciò, che venga valutato attentamente come funziona e come viene gestito il bilancio all’interno delle stesse università, perché c’è molta corruzione che incide negativamente e c’è un uso improprio, che in realtà non si riflette in modo adeguato nella soddisfazione dei nostri bisogni primari», hanno sottolineato. Redacción Perú
July 29, 2026
Pressenza
Perù: respinta la richiesta di grazia per l’ex presidente Pedro Castillo
Il Ministero della Giustizia e dei Diritti Umani ha respinto la richiesta di grazia a favore dell’ex presidente Pedro Castillo Terrones, presentata dal deputato Elías Varas. La Direzione delle Grazie Presidenziali ha comunicato che il fascicolo non specificava il tipo di grazia presidenziale (grazia, commutazione della pena o diritto di grazia) né soddisfaceva i requisiti di base del Regolamento Interno della Commissione per le Grazie Presidenziali. Con la decisione del Ministero della Giustizia, si chiude la possibilità di un perdono che il presidente José María Balcázar avrebbe potuto concedere prima di lasciare la carica, uno degli impegni da lui assunti nei confronti dei sostenitori di Castillo. L’ex presidente Pedro Castillo sta scontando una pena di 11 anni di reclusione nel carcere di Barbadillo, a seguito del suo tentativo di colpo di Stato del 7 dicembre 2022, quando aveva trasmesso un messaggio alla nazione in cui scioglieva il Congresso della Repubblica. Successivamente è stato destituito dal Congresso e arrestato, fino a quando, nel novembre 2025, il tribunale lo ha condannato per il reato di cospirazione a fini di ribellione, assolvendolo dall’accusa di ribellione consumata, poiché non aveva preso le armi. Un giorno prima della decisione della Commissione per le Grazia Presidenziali, la Corte Suprema di Giustizia ha respinto il ricorso in appello presentato dalla difesa di Castillo Terrones e ha confermato la sua custodia cautelare per 12 mesi. IL GOVERNO IGNORA LE RACCOMANDAZIONI DELL’ONU Va ricordato che lo scorso luglio il Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha concluso che la detenzione dell’ex presidente Pedro Castillo Terrones è «arbitraria» e ne ha raccomandato l’immediata liberazione, concedendo allo Stato peruviano un termine di sei mesi per riferire in merito alle difficoltà nell’attuazione delle raccomandazioni. Il governo mantiene una posizione di non ottemperanza, sottolineando che la dichiarazione non è vincolante. Redacción Perú
July 24, 2026
Pressenza
Perù: un «nuovo» governo all’insegna della continuità
La decisione del Procuratore Generale della Nazione, Tomás Galvez Villegas, di nominare Patricia Benavides coordinatrice nazionale delle Procura specializzate in flagrante delitto è un segnale preoccupante per il Paese: indica infatti che la continuità sarà il tratto distintivo del nuovo governo di Keiko Fujimori e che, con il «nuovo ordine», si concretizzerà la presa dell’ultimo potere dello Stato che ancora manteneva una certa autonomia. La nuova nomina di Patricia Benavides (ex Procuratrice Generale) è del tutto controversa, poiché su di lei pendono diverse indagini per reati gravi quali la guida di un’organizzazione criminale ai vertici del Ministero Pubblico, traffico di influenze, corruzione e presunto plagio della sua tesi di laurea, interferenze nelle indagini penali come quella riguardante sua sorella, tra le altre cose. GARANZIA DI GIUSTIZIA? Sebbene le accuse a carico di Benavides siano state archiviate, la popolazione si chiede: come è possibile che una figura con questi precedenti torni nuovamente a ricoprire cariche pubbliche di grande influenza? Non ci sono forse procuratori integri, in grado di garantire una giustizia efficace e di esercitare tali cariche con competenza? Continuerà la nomina di personaggi controversi, che monopolizzano sempre più i poteri dello Stato? Secondo la Delibera 1967-2026-MP-FN pubblicata il 22 luglio sul quotidiano ufficiale «El Peruano», Benavides avrà il compito di dirigere e supervisionare le procure specializzate in flagrante delitto. Sarà inoltre responsabile della standardizzazione dei criteri operativi e del coordinamento tra questi uffici procuratori. Va sottolineato che la risoluzione che nomina Patricia Benavides a tale carica è stata emanata dopo che il Consiglio dei Procuratori Supremi aveva disposto la creazione, a livello nazionale, delle Procure Penali Provinciali per i reati in flagrante, mediante la Risoluzione n. 045-2025-MP-FN-JFS, datata 7 agosto 2025. La notizia della nomina della futura Coordinatrice Nazionale delle Procure Specializzate in Flagrante Delitto è stata accolta con sorpresa nel settore giudiziario; allo stesso modo, la società civile continua a vigilare sui cambiamenti che il governo di José María Balcázar sta attuando, a pochi giorni dal cambio di presidenza. L’esperienza insegna e, alla luce dei risultati delle recenti elezioni, se c’è una lezione da trarre, è questa: che i risultati odierni sono stati «preparati» in anticipo e senza alcuna consultazione; da qui l’importanza della vigilanza dei cittadini. Redacción Perú
July 23, 2026
Pressenza