In Italia, e tutto il mondo, la ‘maggioranza silenziosa’ va a vedere cosa fa l’IDF, e come

Pressenza - Thursday, October 1, 2026

“Oltre un milione di euro incassato in due giorni e una risposta del pubblico superiore alle attese”. Nei cinema italiani continuerà a venire proiettato a oltranza.

Prevista per tre date, dal 28 al 30 settembre, la programmazione è stata prolungata da I Wonder Pictures, la casa distributrice del film in Italia, il cui fondatore, Andrea Romeo, ha annunciato: “Finché le sale lo vorranno, Naza continuerà a essere proiettato nei cinema”.

“A modificare quelli che erano i piani del debutto sono stati senza dubbio i numeri – riferisce Marica Lancellotti su Movieplayer.it – Ma non solo quelli degli incassi (lunedì 28 settembre 451.872 euro, martedì 29 settembre ben 623.164 euro), perché naturalmente di pari passo è salito il numero degli spettatori: 60.467 il primo giorno, 83.163 nel secondo. 392 le strutture coinvolte, molte delle quali hanno già annunciato proiezioni almeno fino a domenica 4 ottobre”.

“Molte proiezioni hanno registrato il tutto esaurito – precisa la redattrice del media specializzato, dedicato all’informazione sugli spettacoli e ‘all’esplorazione del mondo del cinema e delle serie TV’ – Secondo l’ANEC [Associazione Nazionale Esercenti Cinema], l’affluenza ha interessato soprattutto le sale di qualità e il circuito d’essai, ma con un pubblico più ampio e diversificato rispetto a quello abitualmente associato a questo segmento”.

“Il risultato è arrivato inoltre in un giorno feriale e all’interno di una formula inconsueta per un documentario: un’uscita-evento di lunedì, martedì e mercoledì. Un elemento che ha contribuito a rendere il debutto particolarmente significativo per gli esercenti – riferisce la giornalista di Movieplayer.it – L’affluenza ha coinvolto spettatori di età diverse e persone già interessate al tema insieme a un pubblico arrivato al film attraverso la sua esposizione mediatica e il riconoscimento ottenuto a Venezia (il Premio Speciale della giuria). È proprio questo uno degli elementi più osservati dagli operatori: un documentario fortemente legato a un tema politico e contemporaneo è riuscito a trasformarsi in un appuntamento cinematografico capace di generare una domanda superiore alle aspettative iniziali”.

Queste analisi degli esperti hanno confermato la mia impressione dopo che ieri sera sono andata a vedere Gaza al cinema più vicino a casa mia, un multisala di una cittadina di provincia… proverbialmente ‘assopita’, dove i drammi che martoriano il mondo intero non fanno clamore, hanno una risonanza ‘attutita’ dalla lontananza geografica e un eco ‘ovattato’ dalla distanza emotiva.

Ieri sera la sala in cui al Cinelandia di Casale Monferrato veniva proiettato Naza era piena. Gli spettatori erano persone di ogni età: tanti, come me, ‘over 60′, molti adulti e parecchi giovani.

Alcuni, come me, attivisti sempre o assiduamente presenti alle manifestazioni e iniziative organizzate dai gruppi locali, come la settimanale mezz’ora di silenzio per la pace e giustizia sociale e gli incontri a tema, tra cui la rassegna EireneFest / Un libro o due al mese per parlare di pace…

La gente che ieri sera vedeva Naza era, per la maggior parte, una parte della ‘maggioranza silenziosa’ che non  protesta contro il genocidio dei palestinesi andando in piazza, o frequentando circoli e salotti.

E quando il film è finito, mentre sullo schermo venivano proiettati i titoli di coda e nella sala si sono riaccese le luci, tutti sono rimasti fermi ammutoliti.

Per qualche istante, forse un minuto, non si è sentito il solito brusio con cui gli amici si scambiano opinioni sul film appena visto e si mettono d’accordo su cosa fare dopo, in quale bar andare a bere qualcosa, come organizzarsi per la prossima uscita insieme, per una cena in compagnia o per una partita a calcetto.

Piano piano, tutti si sono alzati e sono usciti dal cinema in silenzio, un silenzio ‘assordante’, perché espressivo di ciò che ciascuno aveva percepito e capito: Naza non ‘racconta’ una storia, non è una ‘narrazione’, perché quello che mostra è la realtà, aberrante, che si compie sotto gli occhi di tutti.

Qualcuno recentemente ha criticato Naza asserendo che illustra fatti, crimini di guerra e contro l’umanità denunciati ormai già da anni con molte prove documentali, le testimonianze delle vittime, e che ‘dando voce’ ai carnefici, i militari israeliani protagonisti del film, faccia più spettacolo, e business, che altro.

Dopo averlo visto, ritengo che Naza mostri ‘qualcosa’ che bisogna tutti vedere, e capire.

E sono convinta che il suo ‘successo’ al festival di Venezia e nei cinema italiani e non solo – anche al festival ora in svolgimento a New York e nei cinema americani e alle rassegne e nei cinema di tutto il mondo… tranne che in Israele, dove è stato censurato – sia meritato, importante e necessario.

 

Maddalena Brunasti