D’Amore e Guerra a Eirenefest Firenze

Pressenza - Sunday, September 27, 2026

Parlare di pace ti mette a nudo. Farlo in pubblico ancora di più. Farlo parlando di amore come antidoto alla guerra è letteralmente dirompente. L’amore ti fa sentire indifeso. Ti parla di una abbandono possibile e disinteressato. Sentirsi innamorato è la dimensione più vicina all’estasi che possiamo conosce in questa vita. Ed è per questo che capovolge tutti i presupposti su cui si fonda l’ordine costituito.

L’amore è rivoluzionario, travolge le barriere, esonda gli spazi, chiede tempo. E’ disinteressato ir-razionale. E’ la perfetta negazione dell’assetto capitalista che genera le distorsioni del mondo in cui viviamo. Per questo fa paura. Per questo si ha paura di parlare d’amore.

Amare significa riconoscere e rispettare l’umanità del’altro/a nella sua dimensione più profonda, laddove la guerra, è, al contrario, la negazione più radicale della dignità umana. L’amore è conoscenza, empatia, com-passione, solidarietà. La guerra è negazione, distanza, odio, disprezzo.
Tutte le guerre hanno la medesima radice. Che ci richiama il potere, la dimensione del dominio, dell’accaparramento, della sete di ricchezza. Laddove l’amore ci mette a nudo, spogliandoci di tutte le sovrastrutture.

Il libro e il reading d”amore e guerra nasce da questa visione: non è possibile chiedere pace al mondo se non siamo in grado di darla a noi stessi. Non è possibile pretendere che i popoli del mondo vadano d’accordo se noi per primi siamo in grado di scannarci per un soprasso o un parcheggio. Non è possibile chiedere rispetto per i diritti dei popoli, se quando vediamo un nostro collega maltrattato, ci giriamo dall’altra parte. Non è immaginabile piangere per la sorte di un bambino in un teatro di guerra se ci disinteressiamo dei bambini che nella nostra città vivono in condizioni di disagio. Non è immaginabile pretendere che i conflitti vengano superati se nel nostro piccolo continuiamo ad alimentarli. Per una parola non detta o detta male. O per un principio che non si condivide.

La pace si costruisce innamorandoci della vita. E rispettando la vita degli altri. Le nostre piccole guerre quotidiane sono in nuce la radice delle grandi guerre che diciamo di osteggiare. Ma se non siamo capaci di darci pace, come possiamo pretendere che il mondo se la dia?

Questo mondo è costruito sull’asse potere denaro. E’ per la sete di potere e di ricchezze che ci si sbrana. E allora la prima cosa che dobbiamo fare se davvero vogliamo che il mondo proceda in pace è smettere di rincorre denaro e comando: il coraggio delle vittime è quello che ci salverà. Il coraggio di sentirci indifesi, di consegnarci all’altro/o. Esattamente come si fa quando siamo innamorati. Da una parte dunque l’amore, dall’altra la guerra. E noi nel mezzo che possiamo scegliere da che parte stare.

Domenico Guarino

foto di Irene L’Abate della lettura scenica con accompagnamento musicale realizzata sabato 26 Settembre al Paco dell’Anconella nell’ambito di Eirenefest Firenze 2026

Redazione Toscana