Altre sanzioni contro Cuba mentre l’ONU chiede di cessare le ostilità contro l’isola

Pressenza - Friday, August 7, 2026

Mentre i relatori delle Nazioni Unite chiedono agli Stati Uniti di cessare l’ostilità contro Cuba il Dipartimento di Stato statunitense annuncia nuove sanzioni contro L’Avana, un segno evidente di come il Consiglio per i Diritti Umani venga ascoltato solamente quando persegue gli interessi di Washington.

Relatori speciali ed esperti indipendenti del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra hanno chiesto agli Stati Uniti di fermare le minacce e gli atti ostili contro Cuba, denunciando misure coercitive che cercano di alterare l’ordine costituzionale di uno Stato sovrano.

Secondo il portale del Ministero degli Affari Esteri cubano nella loro dichiarazione i relatori hanno esortato la comunità internazionale e la società civile ad agire rapidamente per evitare che si instaurasse una “Gaza silenziosa” sull’isola, mentre avvertivano dell’impatto di queste azioni sui settori vulnerabili della popolazione.

Gli esperti Onu hanno sottolineato che l’energia, i trasporti, le forniture idriche e i servizi di base stanno subendo ripercussioni irreversibili a causa delle misure di Washington. Vengono colpiti  in modo sproporzionato donne, bambini e anziani.

“Le misure che privano deliberatamente una popolazione dei mezzi per sopravvivere minacciano le garanzie più basilari del diritto alla vita e minano l’essenza stessa della dignità umana”, hanno dichiarato gli esperti.

Di fronte a questa ennesima denuncia, dato che arriva da un organo delle Nazioni Unite, ci aspetteremmo una mobilitazione internazionale, ma come sempre accade quando a violare i diritti umani di una nazione sono gli Stati Uniti il mondo che noi definiamo civile e democratico mette la testa sotto la sabbia.

Gli esperti dell’ONU hanno inoltre denunciato il rapporto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti pubblicato il 20 luglio, in cui Cuba è descritta come una presunta minaccia per la sicurezza nazionale e la stabilità emisferica. Il rapporto, come sempre, non fornisce alcuna prova concreta che l’isola sostenga il terrorismo, ma è sufficiente che lo affermi la Casa Bianca per essere preso come oro colato.

Viene sottolineato che le misure coercitive unilaterali contravvengono all’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite e fanno parte di una strategia di cambio di regime, che include il blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba per decenni.

“Il governo degli Stati Uniti deve porre fine a tutte le minacce e gli atti ostili contro la sovranità di Cuba e revocare le misure imposte al Paese. Il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea generale devono affrontare urgentemente queste minacce come una questione di pace e sicurezza internazionale”, hanno sottolineato gli esperti ONU.

La dichiarazione è stata firmata da George Katrougalos, Zaina Jallad, Sofía Monsalve Suárez, Shalmali Guttal, Carlos Duarte, Davit Hakobyan, Uche Ofodile, Geneviève Savigny e Surya Deva, titolari del mandato del Consiglio per i diritti umani.

Dal febbraio 2026, più di una dozzina di esperti, insieme all’Alto Commissario Volker Turk e all’Alto Commissario Aggiunto Awa Dabo, hanno rilasciato nove dichiarazioni pubbliche contro l’inasprirsi del blocco e l’ostilità degli Stati Uniti nei confronti di Cuba.

Mentre usciva questa dichiarazione il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti annunciava altre sanzioni contro Cuba con il chiaro obiettivo di aumentare la pressione nei confronti del legittimo governo di L’Avana, sperando che queste misure portino alla sommossa popolare sull’isola e avvenga il tanto auspicato cambio di governo.

Queste sanzioni colpiscono cinque entità cubane e otto funzionari di alto rango, con l’accusa di facilitare l’importazione di armi e lo sviluppo della cooperazione militare con Russia e Cina.

La misura, adottata ai sensi dell’Ordine Esecutivo 14404 firmata dal presidente Donald Trump, è stata resa nota dal Dipartimento di Stato e rappresenta un’escalation della pressione economica contro l’isola.

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Andrea Puccio