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Gaza, operatori UNICEF uccisi dalle IDF. Global Sumud Flotilla: “Interrompere ogni rapporto con Israele è urgente e necessario”
Il 17 aprile due autotrasportatori dell’UNICEF sono stati uccisi a Nord di Gaza mentre portavano rifornimenti d’acqua potabile alla popolazione; altre due persone sono rimaste ferite. Intanto Roma e Berlino sostengono il rinnovo degli accordi di partenariato UE-Israele. L’UNICEF chiede ad Israele un’indagine su quello che nel comunicato dell’organizzazione viene definito ‘incidente’, malgrado il fatto che si sia verificato, come dichiarato, “durante le normali operazioni di trasporto dell’acqua, senza alcuna variazione nei percorsi o nelle procedure.”  Solo il 6 aprile scorso, un mezzo della World Health Organization era stato colpito dal fuoco israeliano, che aveva causato la morte dell’autista, il ferimento di un medico e di altri operatori. Mentre l’attenzione globale è dominata dalla guerra Usa -Iran, la striscia di Gaza continua a essere martoriata da attacchi indiscriminati e da sistematiche violazioni del diritto internazionale umanitario. A seguito dell’uccisione dei due autotrasportatori, l’UNICEF ha sospeso le attività di rifornimento, il che comporta un ulteriore peggioramento delle condizioni di sopravvivenza della popolazione civile.  Colpisce la flebile eco mediatica suscitata da questi crimini, compiuti, lo ricordiamo, durante la “tregua” siglata il 10 ottobre 2025, un accordo di pace criminale che abbiamo denunciato sin dall’inizio e che è servito unicamente a far calare il silenzio sui crimini di guerra che continuano ad essere perpetrati nella striscia di Gaza e nei territori della Cisgiordania.  Poche note ad allungare la conta disumana dei morti. A fronte di questa barbarica devastazione di ogni principio di diritto internazionale e delle reiterate violazioni dell’accordo di cessate il fuoco, i governi europei, e fra questi Roma e Berlino,  scelgono di non sospendere l’accordo commerciale UE- Israele, forti della necessità dell’unanimità per la sospensione piena del partenariato. Come afferma l’eurodeputata Left Lynn Bolylan: “Qualsiasi cosa che non sia la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele sarebbe un atto di profonda codardia morale dal quale l’UE potrebbe non riprendersi mai.” La sospensione del Memorandum di cooperazione con Israele nel settore militare, dichiarata pochi giorni or sono dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mostra quindi la sua effettiva inconsistenza politica e la natura puramente opportunistica dettata dal frangente post-referendario. Chiediamo ai gruppi parlamentari di opposizione di schierarsi in modo netto e di utilizzare tutti gli strumenti idonei a loro disposizione per avere chiarezza sullo stato di rinnovo degli accordi di partenariato UE-Israele, per i quali il Ministro degli Esteri Antonio Tajani si è espresso favorevolmente, deresponsabilizzando ancora una volta i veri artefici politici e materiali del massacro di civili palestinesi. “In aggiunta ” – dichiara la delegazione italiana della Global Sumud Flotilla – “è necessario e urgente fare pressione per l’introduzione di sanzioni al governo Netanyahu , che non sono ancora state imposte. Contestiamo la narrazione secondo cui le responsabilità sarebbero da attribuire a singole “schegge impazzite”.   Pretendiamo il riconoscimento delle reali responsabilità di ciò che è accaduto e che continua a protrarsi”. L’Europa dei governi, ancora impassibile di fronte al genocidio, rinnega irreparabilmente i principi e i valori su cui è stata fondata. Urge un cambio di rotta! Global Movement to Gaza
April 23, 2026
Pressenza
La newsletter di Carteinregola del 20 aprile 2026
Vicenda 15.000€ di sanzioni a Carteinregola, se ne è parlato nel Consiglio del II Municipio (e sulla stampa) Leggi vai a 15.000 euro di sanzioni a Carteinregola per affissioni abusive di manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti) ­ Centro Archeologico Monumentale: lo stato dell’arte raccontato in Commissione Giubileo di Paolo Gelsomini Leggi  scultura albero andrea Roggi Humanitas foto ambm 25 7 25 Il “Regolamento del Verde” resta sulla carta: tra motoseghe e potature fuori tempo di Paola Loche Leggi   ­ I rischi dell’espianto degli alberi per i lavori della metro C di Paola Loche Leggi   Metro C e alberi (le risposte dell’Assessora Alfonsi) di Anna Maria Bianchi Leggi Foto AMBM Il condono edilizio a Roma, ovvero una storia infinita di Giancarlo Storto  Leggi -------------------------------------------------------------------------------- I cittadini vincono il ricorso al TAR contro il progetto di uso temporaneo per l’area di Parco Tripoli approvato da Roma Capitale – di Anna Maria Bianchi e Thaya Passarelli Leggi ­ Rilanciamo una richiesta della Comunità Territoriale di Rebibbia (con una premessa sulla nostra associazione) Leggi ­ Controriforma della Corte dei conti, un altro provvedimento da rivedere di Maria Teresa Pòlito, Presidente aggiunto onorario della Corte dei conti (intervento  tratto dal libro di Carteinregola “Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli”) Leggi ­ Ricordando Bernardo di Enzo Scandurra Leggi  In ricordo di Giorgio Boldini di Giorgio Osti Leggi  Avviso:  i webinar del dossier mobilità sono stati momentaneamente sospesi, riprenderanno con un nuovo format che stiamo elaborando. Intanto si può consultare il dossier Mobilità di Roma: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte”  SEGNALAZIONI Dal 23 al 26 aprile IV edizione della Festa della Resistenza: quattro giornate di cultura, dibattito, partecipazione collettiva, spettacolo e musica. Oltre 100 appuntamenti quasi totalmente a ingresso libero e gratuito fra lectio, presentazioni, teatro, proiezioni, musica, mostre e percorsi eleggendo a sede principale il rinnovato Mattatoio di Testaccio. Il palinsesto di eventi coinvolgerà anche luoghi della memoria e della storia, musei, biblioteche, cinema e teatri in tutta la città. vai al programma  venerdì 8 maggio alle ore 17:00 presso l’Auditorium della Basilica di Santa Croce al Flaminio (via G. Reni 2, Roma) la Consulta per la Tutela del Verde e del Decoro Urbano del Municipio II, in collaborazione con l’Associazione AMUSE presenta il libro “Cronache da un pianeta confuso”.Sarà presente l’autore, Francesco Ferrini, professore di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree presso l’Università di Firenze ROMA CAPITALE RomaRivista il nuovo magazine culturale gratuito di Roma Capitale, disponibile presso librerie, musei e biblioteche della città. CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Vai alla pagina – Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività   CARTEINREGOLA Tutte le nostre iniziative  – Iscriviti alla Newsletter Carteinregola ringrazia chi vorrà sostenere l’attività dell’associazione anche tramite un’erogazione liberale  vai alla pagina con le istruzioni ­ 20 aprile 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
April 20, 2026
carteinregola
Vicenda 15.000€ di sanzioni a Carteinregola, se ne è parlato nel Consiglio del II Municipio (e sulla stampa)
Al Consiglio del II Municipio il dibattito sulle sanzioni comminate a Carteinregola- la registrazione e un commento, con i ringraziamenti ai consiglieri comunali e municipali Carteinregola a inizio febbraio ha scritto al Sindaco e alle istituzioni capitoline e municipali* segnalando la vicenda delle multe ricevute per affissione abusiva di 17 manifesti, realizzati da anonimi e affissi da anonimi, a cui l’associazione è completamente estranea. La Polizia di Roma Capitale ha individuato Carteinregola come responsabile solo per un comunicato pubblicato sul sito con lo stesso titolo (senza il testo nè tantomeno le grafiche) “Siamo tutti/e sulla stessa strada” dei manifesti affissi a San Lorenzo. Comunicato che Carteinregola ha copiato dalla pagina FB di ANPI San Lorenzo, nel quale si invitavano le istituzioni capitoline, in occasione del Giubileo, a occuparsi delle persone più deboli in emergenza abitativa. Alla nostra lettera hanno risposto alcuni consiglieri del I Municipio (con una mozione poi non approvata per la mancanza del numero legale) e 4 consigliere del II Municipio, che hanno proposto al Consiglio l’ODG n. 25 dal titolo “Espressione di solidarietà e vicinanza istituzionale all’associazione Carta in regola e richiesta di chiarimenti e confronto in merito alle sanzioni comminate per presunte affissioni abusive“; l’ODG era firmato dalla consigliera Barbara Auleta (AVS) Francesca Morpurgo (Roma futura) Elisabetta Galassi (M5S) Marinella Antonia Inguscio (Azione). Anche in questo caso l’ODG non è stato approvato, ma lo riteniamo ugualmente un grande successo. Infatti l’obiettivo principale di Carteinregola era proprio quello che si aprisse un dibattito sul tema, cosa che è assolutamente avvenuta, un dibattito in Consiglio in cui la Presidente dell’associazione è intervenuta aggiungendo particolari all’esposizione della consigliera Auleta, prima firmataria dell’ODG, e rispondendo alle domande dei consiglieri, con la conseguenza, come si evince dalla registrazione (in calce il link), di uno stupore generale per quanto è accaduto. Grande soddisfazione abbiamo avuto anche per gli interventi di molti consiglieri di maggioranza e di tutte le opposizioni, che hanno dichiarato stima e apprezzamento per il lavoro di Carteinregola, manifestando la propria solidarietà. Il motivo della mancata approvazione dell’ODG, poi ritirato dalle firmatarie, è stata la formulazione del testo, che alcuni ritenevano non conforme al compito di un Consiglio municipale. Però il dibattito si è concluso con l’assicurazione, da parte di praticamente tutte le forze politiche, di sottoscrivere un altro ODG a sostegno delle richieste di Carteinregola, essenzialmente quella di un dibattito pubblico e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale sulle interpretazioni normative che possono avere, come in questo caso, gravi ripercussioni su realtà civiche incolpevoli. Rimaniamo quindi in attesa del nuovo ordine del giorno, ringraziando le consigliere promotrici, i consiglieri che hanno espresso la propria solidarietà all’associazione, e i numerosi soci di Carteinregola che si sono recati in aula per presenziare al dibattito. Solidarietà che era già stata da tempo anticipata dalla Presidente del Municipio Del Bello, con una nota inviata a Carteinregola il 25 febbraio 2026 ,che pubblichiamo in calce insieme agli altri messaggi ricevuti da consiglieri capitolini e municipali. Ringraziamo tutti, insieme alla giornalista Laura Martellini per l’articolo sul Corsera Roma del 15 aprile 2026** Carteinregola continuerà a promuovere sempre nuove iniziative per mantenere viva l’attenzione sulla vicenda e scongiurare i rischi che possono riguardare tanti cittadini e associazioni romane. Carteinregola > vai a 15.000 euro di sanzioni  a Carteinregola per affissioni abusive di > manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti) immagine dalla registrazione (il video si può vedere cliccando sul link) > Vai alla registrazione del Consiglio del II Municipio del 9 aprile 2026 > (Illustrazione ODG di Barbara Auleta (AVS) a 13’30” ca da inizio – Intervento > Anna Maria Bianchi Presidente Carteinregola a circa 25′ da inizio fino a > 36’40”, poi si succedono gli interventi dei consiglieri I MESSAGGI DI SOLIDARIETA’ Pubblichiamo la nota ricevuta dalla Presidente del II Municipio Del Bello, dalla consigliera Linda Meleo del gruppo capitolino Movimento 5 Stelle 2050 e il comunicato stampa del consigliere Ferdinando Bonessio capogruppo AVS Alla Assemblea Capitolina, che si aggiungono ai messaggi di interessamento e solidarietà dei consiglieri capitolini: Tommaso Amodeo, Lista Civica Gualtieri, Giovanni Caudo, Roma Futura, dei consiglieri municipali Lorenzo Minio Paluello Roma futura I Municipio che insieme a Nathalie Naim, Lista civica Gualtieri ha promosso una mozione approvata in Commissione Bilancio del I Municipio, ma non dal Consiglio, la consigliera Maristella Urru di Aurelio in Comune del XIII Municipio. Hanno inviato  la propria solidarietà anche  il segretario del PD Roma Enzo Foschi  e la portavoce del Forum Terzo Settore Lazio Francesca Danese, oltre a tante realtà civiche, che intendiamo invitare a un’assemblea pubblica. La lettera della Presidente Del Bello del 25 febbraio 2026 Gentile Presidente, cara Annamaria, ho letto con attenzione la vostra missiva del 5 febbraio u.s. e quanto esposto ha destato in me stupore e preoccupazione. Garantisco che farò approfondimenti sulla vicenda, rendendomi sin d’ora disponibile per un dibattito pubblico a salvaguardia di realtà civiche come Carteinregola, da sempre a salvaguardia della cosa pubblica. Confermando la mia stima, resto a disposizione e invio i miei migliori saluti. Francesca Del Bello Gruppo Movimento 5 Stelle 2050 a La Presidente Associazione Carteinregola RQ 4933 del 9/3/2026 Oggetto: vicenda sanzione amministrativa per affissioni abusive – solidarietà e richiesta maggiori informazioni Desidero esprimere, a nome mio e del gruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, la più sincera solidarietà per la vicenda della sanzione amministrativa di 15.000 euro per presunta affissione abusiva che, da quanto si apprende, riguarderebbe manifesti della cui esistenza la stessa associazione dichiarerebbe di non essere stata nemmeno a conoscenza. La storia e l’attività di Carteinregola sono da anni un punto di riferimento nel panorama civico romano: il vostro lavoro di informazione, monitoraggio e stimolo nei confronti delle istituzioni sui temi della trasparenza amministrativa, della partecipazione dei cittadini, dell’urbanistica e della tutela del territorio rappresenta un contributo prezioso per la città di Roma. Proprio per questo motivo la vicenda della sanzione suscita attenzione e preoccupazione e quindi sarebbe utile poter comprendere più nel dettaglio come si siano svolti i fatti, quali siano le contestazioni mosse e in che modo si sia arrivati all’attribuzione di questa responsabilità all’associazione. Ritengo importante fare piena chiarezza su quanto accaduto, anche per evitare che iniziative civiche e associative, che rappresentano una ricchezza per la nostra Città, possano trovarsi esposte a situazioni analoghe senza un adeguato contraddittorio Nel rinnovare la mia vicinanza e stima per il lavoro che da anni portate avanti con competenza e spiritocivico, resto in attesa di eventuali ulteriori elementi utili a comprendere meglio la vicenda e a valutarepossibili iniziative nelle sedi istituzionali. Cordialità. Linda Meleo La lettera è stata anche diffusa come comunicato stampa ripreso da varie agenzie tra le quali Agenparl 11 3 2026 ROMA. BONESSIO (EV-AVS): SANZIONE IMMOTIVATA CONTRO ‘CARTEINREGOLA’ (DIRE) Roma, 11 mar. – “È grave e inaccettabile la sanzione di oltre 15mila euro comminata all’associazione Carteinregola per presunte affissioni abusive a San Lorenzo, basata su un collegamento del tutto indiretto con un post online sull’emergenza abitativa. Un provvedimento sproporzionato e fondato su presupposti tutt’altro che chiari”. Così in una nota Nando BONESSIO, capogruppo EV – Alleanza Verdi Sinistra in Assemblea Capitolina. “La stessa associazione ha sempre dichiarato e comprovato la propria estraneità alle affissioni contestate e la vicenda è ora all’esame del Giudice di Pace, che si pronuncerà nel febbraio 2027. Chiunque potrebbe recuperare su internet il testo prodotto da un’associazione e poi usarlo per realizzare e affiggere manifesti abusivi: ma questo non vuol dire che l’associazione sia responsabile o correa. Nel frattempo, Carteinregola ha scritto al Sindaco, ai consiglieri capitolini e municipali per evidenziare le criticità di un accertamento che appare privo di adeguati riscontri. Esprimo piena solidarietà a Carteinregola. Episodi come questo rischiano di colpire e scoraggiare il lavoro delle associazioni civiche e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Difendere la libertà di espressione e il ruolo della società civile significa anche evitare provvedimenti punitivi non adeguatamente fondati. Mi auguro che venga fatta rapidamente chiarezza e che si riconosca il valore del lavoro che Carteinregola svolge da anni accanto alle istituzioni per promuovere partecipazione, trasparenza e diritti nella nostra città”. (Com/Buc/ Dire) 14:52 11-03-26 NNNN Per osservazioni e precisazioni scrivere a : laboratoriocarteinregola@gmail.com 18 aprile 2026 -------------------------------------------------------------------------------- NOTE (*)La lettera al Sindaco Gualtieri del 5 febbraio 2026 Alla CA di Roberto Gualtieri Sindaco di Roma Capitale – Svetlana Celli Presidente  Assemblea Capitolina – Consigliere e Consiglieri Assemblea Capitolina – Presidenti, Giunte, Consigli  dei Municipi – E pc Mario De Sclavis Comandante Corpo di Polizia Locale Roma Capitale OGGETTO: 15.000 euro di sanzioni comminate a Carteinregola per affissione abusiva di manifesti a cui è completamente estranea, richiesta di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale,per evitare che la nostra e altre realtà civiche possano subire analoghe sanzioni ingiustificate, con conseguenze sull’impegno dei cittadini attivie sulla vita democratica della città Roma, 5 febbraio 2026 L’Associazione Carteinregola comunica di essere  vittima di  una grande  ingiustizia, nella persona della sua Presidente, chiamata a pagare più di 15.000 euro di sanzioni comminate dalla Polizia di Roma Capitale per fatti a cui l’associazione non solo è completamente estranea,  ma di cui non era nemmeno a conoscenza. La vicenda scaturisce da 17 verbali per affissione abusiva di  17 “manifesti pubblicitari fuori dagli appositi supporti” emessi  il 12 febbraio 2025dalla Polizia di Roma Capitale in seguito all’accertamento dell’affissione abusiva in due località del quartiere San Lorenzo. Manifesti, che  non presentavano alcuna firma, ed erano quindi stati stampati e affissi da ignoti, e che non recavano alcun riferimento a Carteinregola e alle sue attività, e che, come spiegato nel colloquioavuto presso il Comando della Polizia Locale competente dopo il ricevimento delle sanzioni, non solo non erano  stati affissi,  ma non erano  stati né ideati, né realizzati, né stampati e   nemmeno  riprodotti sul sito di Carteinregola, e quindi la loro diffusione non poteva portare alcun vantaggio né diretto né indiretto all’associazione. Trattandosi di una situazione davvero  paradossale, eravamo convinti che si fosse chiarito  l’equivoco nel citato colloquioe che la vicenda si sarebbe rapidamente risolta con il  ricorso al prefetto. Invece nell’autunno scorso abbiamo ricevuto  17 ordinanze/ingiunzioni al pagamento che hanno raggiunto la considerevole cifra di 15.000 €, poiché la  Polizia di Roma Capitale ha confermato le sanzioni, con motivazioni che riteniamo totalmente incongrue,  e abbiamo quindi dovuto   avanzare opposizione davanti al giudice di pace. Paradossale anche trovarsi in tali circostanze per  la nostra associazione, che ha fatto del rispetto delle regole la sua bandiera già nella scelta del proprio nome, ma non solo:  fin dal 2016 abbiamo ideato e promosso ad ogni elezione la  “Carta della candidata e del candidato trasparente” dove all’articolo 3 è inserito: “La candidata o il candidato si impegna a rispettare le normative vigenti per ogni iniziativa inerente la campagna elettorale, dalla richiesta dei permessi per l’occupazione di suolo pubblico, alle affissioni negli spazi consentiti” (Art.3)  e sottoscrivendo in più riprese la campagna contro le affissioni abusive “Non votare chi sporca”[1].   Ma c’è un altro aspetto che ci preoccupa, che va oltre il caso specifico e che può investire anche tante altre realtà di cittadini attivi. La motivazione delle sanzioni della Polizia locale, con il riferimento a sentenze richiamate in modo abnorme per il nostro caso, potrebbe però portare  a conseguenze imprevedibili, in quanto  chiunque intendesse colpire l’ impegno in  difesa dell’interesse pubblico – impegno  che spesso si trova in contrasto con interessi privati anche molto specifici – potrebbe  scaricare dai siti  o dai social delle associazioni locandine che pubblicizzano vari eventi e affiggerle abusivamente  con il preciso obiettivo di danneggiare le realtà scomode. Non solo. Il 10 gennaio scorso abbiamo ascoltato con interesse l’intervento  del Sindaco  Gualtieri all’assemblea per il lancio della campagna VOTA NO per difendere GIUSTIZIA, COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA del Comitato Società civile per il No nel Referendum costituzionale, a cui aderisce anche l’associazione Carteinregola. Dal sito del Comitato https://www.referendumgiustizia2026.it/ sono ora scaricabili dèpliants e volantini, che Carteinregola non intende  diffondere al di fuori del proprio sito e dei propri canali social  (quindi esclusivamente on line); ma  se sciaguratamente qualcuno, tra le migliaia di cittadini che fanno parte delle  tante realtà che aderiscono al Comitato,  prendesse  l’iniziativa di stampare e affiggere dei manifestini fuori dagli spazi autorizzati, Carteinregola potrà ricevere addebiti anche per questo, insieme a tutti gli altri soggetti che hanno aderito al Comitato? L’ipotesi non è peregrina, visto che ci sono state comminate sanzioni addirittura per affissioni di manifesti  che non erano in alcun modo riferibili alla nostra associazione. Per questo, pur confidando nella possibilità di avere giustizia,   ottenendo  una sentenza  che riconosca la totale estraneità dell’Associazione Carteinregola rispetto ai fatti che ci sono stati contestati, chiediamo al Sindaco, alla Giunta e  all’Assemblea Capitolina, nonché ai Presidenti, alle Giunte e ai Consigli di Municipio per quanto di loro competenza, di attivarsi affinchè quanto accaduto alla nostra Associazione diventi oggetto di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale, per garantire che il confronto democratico con la società civile possa svolgersi serenamente, senza Spade di Damocle di ingiuste e pesanti sanzioni,  nei confronti di realtà che si basano sul lavoro volontario dei propri soci e che hanno come unica forma di finanziamento una esigua  quota annuale versata dai propri iscritti. In calce i dettagli della vicenda, siamo a disposizione per fornire tutti i  documenti e le informazioni relative a quanto riportato [1] vedi https://www.carteinregola.it/perunapoliticatrasparentedemocratica/carta-della-candidata-e-del-candidato-trasparente/ https://www.carteinregola.it/non-votare-chi-sporca-la-citta-con-manifesti-abusivi/embed/#?secret=9g72pOf2wM#?secret=QMMd2spp2M (**) Vai all’articolo del Corriere della Sera Roma del 15 aprile 2026: All’Associazione “Carteinregola” 15 mila euro di multa per manifesti abusivi: “ma non li abbiamo afffissi noi” di Laura Martellini
April 18, 2026
carteinregola
La UE degli asini che volano
Continua a girare questa fiaba derelitta per cui l’aggressione statunitense all’Iran sarebbe comprensibile e persino utile, avendo come fine uno strangolamento della Cina. Ho addirittura sentito editorialisti spiegare che Trump sta aiutando le partite IVA italiane perché colpisce la “concorrenza sleale” cinese. Ok, giusto per intenderci. La Cina è sicuramente […] L'articolo La UE degli asini che volano su Contropiano.
April 18, 2026
Contropiano
15, 16 e 17 aprile 1961, i tre giorni che cambiarono la storia di Cuba
Fin dai primi giorni dal trionfo della rivoluzione cubana capeggiata da Fidel Castro, avvenuto il 1° gennaio 1959, gli Stati Uniti hanno cercato di rovesciare il governo con numerose azioni terroristiche che hanno avuto il loro apice nei giorni 15, 16 e 17 aprile 1961, quando fu deciso dall’allora amministrazione guidata da J.F. Kennedy di invadere militarmente l’isola per riportarla sotto il controllo degli Stati Uniti. L’invasione dell’isola sulle spiagge di Playa Giròn, conosciuta anche come Baia dei Porci, si concretizzò il 17 aprile, ma nei due giorni precedenti altri eventi cambiarono il corso della storia di Cuba. Nelle prime ore del 15 aprile 1961 aerei camuffati con il distintivo della Fuerza Áerea Revolucionaria attaccarono simultaneamente l’aeroporto di Ciudad Libertad (nella capitale), la base aerea di San Antonio de los Baños, a sud-est dell’Avana e l’aerodromo della città orientale di Santiago de Cuba. Otto aerei B-26 partirono da Puerto Cabezas, in Nicaragua, con l’obiettivo di distruggere, a terra, la modesta aviazione cubana e per coprire le successive azioni militari sull’isola. L’attacco aveva anche lo scopo di far credere all’opinione pubblica internazionale che una ribellione interna stava avvenendo nel Paese e per questo uno degli aerei camuffati atterrò a Miami, convalidando l’ipotesi della diserzione e della ribellione dei piloti cubani. I bombardamenti causarono sette morti e 53 feriti principalmente tra la popolazione civile a causa dell’intenso mitragliamento da parte degli aerei delle zone circostanti alla base di Ciudad Libertad. Il giorno successivo, il 16 aprile 1961, duranti i funerali dei caduti per i bombardamenti, Fidel Castro proclamò il carattere socialista della rivoluzione in un evento a cui parteciparono migliaia di cubani. “Quello che gli imperialisti non possono perdonarci è che siamo qui, quello che gli imperialisti non possono perdonarci è la dignità, l’integrità, il coraggio, la fermezza ideologica, lo spirito di sacrificio e lo spirito rivoluzionario del popolo di Cuba,” dichiarò. Il bombardamento degli aeroporti cubani era il preludio alla successiva invasione del Paese, che avvenne nelle prime ore del 17 aprile. Fidel aveva capito che quei bombardamenti non erano degli eventi sporadici, ma appunto, il preludio all’invasione e per questo decise di mobilitare le forze armate cubane e le milizie popolari. La decisione di invadere Cuba fu presa nel novembre 1960 negli ultimi mesi della presidenza di Eisenhower, ma si concretizzò con l’arrivo alla Casa Bianca di John Fitzgerald Kennedy. Il nuovo Presidente venne informato nel gennaio dell’anno successivo, ma si rifiutò di far partecipare le truppe statunitensi all’invasione. Affermazione ripetuta anche in un’intervista tre giorni prima dello sbarco. Allo sbarco alla Baia dei Porci partecipò una brigata di un migliaio di esuli cubani, persone reclutate nell’isola provenienti dalla borghesia di estrema destra, dai movimenti studenteschi cattolici e da ambienti legati al clero più reazionario. La brigata arrivò a contare 1.200 guerriglieri e fu addestrata nei mesi precedenti in una base del Guatemala. Contemporaneamente arrivarono sull’isola una cinquantina di agenti con l’obiettivo di creare dei gruppi che appoggiassero dall’interno lo sbarco con azioni di guerriglia. In un primo momento lo sbarco doveva avvenire sulle spiagge di Trinidad, ma poi fu dirottato su Playa Giròn perché le condizioni logistiche erano mutate.  Il progetto iniziale prevedeva dopo lo sbarco la creazione di una testa di ponte a Trinidad, municipio tra i più controrivoluzionari dell’isola, da usare per conquistare l’intera Cuba, dato che la città aveva un porto e un aeroporto. Inoltre era in programma la costituzione di un governo fantoccio che sarebbe stato ovviamente riconosciuto dalla comunità internazionale. La presenza di bande di controrivoluzionari sulle montagne intorno a Trinidad avrebbe permesso un appoggio logistico allo sbarco, ma Fidel Castro aveva in quel periodo ingaggiato una grande lotta alle bande inviando migliaia di miliziani sulle montagne, quindi gli invasori si sarebbero trovati schiacciati alle spalle dai miliziani governativi. Fu deciso allora di spostare lo sbarco più a nord, a Playa Giròn, o Baia dei Porci. Secondo la Cia il movimento controrivoluzionario poteva contare su 3.000 affiliati e 20.000 simpatizzanti, ma alla resa dei conti furono molti meno. Lo sbarco alla Baia dei Porci iniziò la mattina del 17 aprile 1961; la brigata era partita da una base in Nicaragua, ma come scrive Daniele Silvestri in una canzone, “quel giorno il vento cambiò” e dopo 60 ore di duri combattimenti l’attacco viene sventato dall’esercito cubano comandato dallo stesso Fidel. I mercenari sconfitti si arresero a Playa Girón al tramonto del 19 aprile e quest’azione rappresentò la prima grande sconfitta dell’imperialismo in America Latina. Cinque giorni dopo Kennedy ammise pubblicamente la responsabilità degli Stati Uniti nell’invasione di Cuba, ma non la partecipazione. Alla fine dell’anno il governo cubano restituì i prigionieri della spedizione agli Stati Uniti in cambio di farmaci. L’operazione di rimpatrio iniziò il 23 dicembre e terminò il 26 dicembre 1961. Fu organizzato un ponte aereo Miami-L’Avana-Miami; gli aerei caricavano i medicinali negli Stati Uniti, li scaricavano a Cuba e ritornavano in patria con i prigionieri liberati. Si aggiunsero a loro anche 1.015 parenti. I corpi dei quattro piloti nordamericani morti e recuperati dai rottami degli aerei abbattuti durante la battaglia di Playa Giròn restarono a Cuba per oltre vent’anni, perché la Cia non poteva rimpatriarli, altrimenti avrebbe ammesso la sua partecipazione all’azione. La disfatta della Baia dei Porci debilitò e frantumò i numerosi gruppi controrivoluzionari sia in patria che all’estero. Rimprovervaano all’Amministrazione Kennedy di essere stati traditi e lasciati soli per non aver autorizzato l’intervento dei soldati statunitensi. Secondo alcuni fu questa la causa del suo assassinio: la mafia cubano americana non gli avrebbe perdonato il tradimento. Dall’altro lato l’aver respinto l’invasione mercenaria organizzata e finanziata dai nordamericani rafforzò ancora di più il consenso popolare attorno alla rivoluzione e alla figura di Fidel Castro. Il movimento controrivoluzionario vide nella sua figura l’ostacolo maggiore alla vittoria sulla rivoluzione. Vennero concentrate le poche energie rimaste nel tentativo di assassinarlo, ma i complotti furono tutti sventati dall’efficiente servizio di sicurezza popolare. Il servizio di controspionaggio messo a punto dal governo cubano per prevenire le infiltrazioni di agenti stranieri e controllare i gruppi controrivoluzionari presenti sull’isola aveva e continua ad avere un’importanza fondamentale per la sicurezza nazionale. Già a quell’epoca gli agenti cubani riuscivano a infiltrarsi nei vari gruppi terroristici per impedirgli di compiere i loro progetti. Alla fine del 1961 i gruppi controrivoluzionari erano praticamente scomparsi e la Cia non aveva più agenti sull’isola. Da quel momento la sua strategia per combattere la rivoluzione cambiò radicalmente: si passò a eseguire atti terroristici in piena regola, che richiedevano un’organizzazione molto meno complessa. Furono incendiati vari negozi e mercati nella capitale e realizzati altri attentati con lo scopo di terrorizzare il popolo cubano. Il 13 aprile 1961 fu incendiato il supermercato El Canto a L’Avana, dove perse la vita una dipendente. La disfatta di Playa Giròn fece capire al governo statunitense che un intervento armato sull’isola per riportarla sulla retta via non era una strada percorribile. Fu deciso quindi di ricorrere alle sanzioni, tanto amate oggi dai nostri governanti, per strangolare economicamente Cuba e mettere alla fame la popolazione, che così sarebbe insorta contro il governo. Il 7 febbraio 1962 Kennedy firmò la legge che istituiva il blocco economico, commerciale e finanziario ancora in vigore. Gli Stati Uniti non accettarono mai la sconfitta e il carattere socialista della rivoluzione cubana e cercarono in tutti i modi di vendicarsi applicando centinaia di sanzioni economiche, creando un assedio che non ha eguali nella storia mondiale. Nel Medio Evo per conquistare un castello lo si assediava portando la popolazione alla fame e alla disperazione. Sono passati oltre sessanta anni da quei giorni, ma il castello cubano non è caduto. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
April 17, 2026
Pressenza
Secondo gli Stati Uniti Cuba è coinvolta nella guerra in Ucraina
Secondo il Dipartimento di Stato USA Cuba sarebbe direttamente coinvolta nella guerra in Ucraina fornendo combattenti all’esercito russo,. Con la precisione di un orologio svizzero ritorna, proprio adesso che le pressioni di Donald Trump e soci si fanno sempre più violente, l’accusa al governo cubano di sostenere militarmente la Russia inviando suoi cittadini a combattere nelle file dell’esercito di Mosca. Accusa che da tempo gira e periodicamente, nei momenti di maggiore pressione, ritorna sul piatto. In un rapporto al Congresso il Dipartimento di Stato ha dichiarato che Cuba potrebbe aver inviato fino a 5.000 propri cittadini per partecipare al conflitto militare in Ucraina dalla parte della Russia e che fornisce attivamente a Mosca sostegno diplomatico e politico. Il rapporto non fornisce prove dirette dell’invio ufficiale di cubani nelle Forze Armate della Federazione Russa, ma contiene indicazioni che il regime abbia tollerato, facilitato o selettivamente agevolato il flusso di reclute e non abbia protetto i propri cittadini. Secondo dati statunitensi e fonti aperte, quindi del tutto inaffidabili, ma poco importa, basta che sia  Washington ad affermarlo per renderli del tutto attendibili, i cubani sono diventati uno dei gruppi più numerosi di combattenti stranieri dalla parte della Russia nella zona del conflitto in Ucraina; le stime variano da 1.000 a 5.000 unità, mentre l’intelligence ucraina parla di diverse migliaia di cubani al fronte. Sullo sfondo dell’inasprimento della pressione di Washington su L’Avana (incluso un blocco di fatto delle forniture di petrolio), Cuba dichiara di aver avviato procedimenti contro i reclutatori, tuttavia gli Stati Uniti considerano il sistema giudiziario del Paese estremamente opaco. La stessa notizia, priva di ogni conferma, è stata usata come pretesto dagli Stati Uniti per votare contro durante la consueta votazione alla sessione ordinaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove viene ogni anno presentata da Cuba una proposta di risoluzione per la cessazione del sessantennale blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti all’isola. Ovviamente in una situazione dove gli Stati Uniti cercano ogni pretesto possibile per inasprire le sanzioni e magari far digerire all’opinione pubblica occidentale la necessità di un intervento armato a Cuba per riportare la democrazia, usare l’argomento Ucraina, dove ovviamente la retorica impone alla Russia di essere l’aggressore, fa facile breccia nelle menti dell’opinione pubblica poco informata che si alimenta della propaganda occidentale. L’amministrazione di Donald Trump ha ritirato fuori questa storiella anche per screditare tutto il movimento di solidarietà con Cuba che negli ultime settimane ha cercato di alleviare la difficile situazione economica che l’isola sopporta proprio a causa del blocco imposto dalle varie amministrazioni statunitensi dal 1962. Se riescono a far percepire alla maggioranza dell’opinione pubblica che questo movimento internazionale sta aiutando un Paese attivamente coinvolto nella guerra dell’aggressore contro l’aggredito ucraino, il gioco è presto fatto. Insomma, ogni scusa è buona per il pacificatore della domenica per attaccare Cuba, sperando che ciò serva a far crollare il legittimo governo, senza contare poi che le accuse, come sempre fanno dalla Casa Bianca, non hanno uno straccio di prova che le dimostri. Ma si sa, quando lo affermano loro non dobbiamo dubitare; oggi poi che Donald Trump è paragonato a Dio, quindi in possesso della verità assoluta e indiscutibile, dobbiamo fidarci. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
April 16, 2026
Pressenza
Quella tentazione di riaprire i tubi con la Russia
Di fronte al collasso delle forniture energetiche provenienti dal Medio Oriente, anche in Italia si sta riaffacciando la tentazione di riaprire i canali di rifornimento dalla Russia interrotti unilateralmente da quattro anni dall’Unione Europea con le sanzioni o con gli attentati terroristici, come nel caso del gasdotto North Stream. L’ultimo […] L'articolo Quella tentazione di riaprire i tubi con la Russia su Contropiano.
April 14, 2026
Contropiano
Difendere Cuba è una battaglia di tutti!
La manifestazione di oggi a Roma, dal Colosseo alla Piramide, ha riportato al centro il tema della politica estera e dei diritti dei popoli. Oltre diecimila persone hanno preso parte a un corteo che ha posto al centro una questione geopolitica precisa: l’impatto delle recenti decisioni dell’amministrazione statunitense, guidata da Donald Trump, nei confronti della Repubblica di Cuba. Non si è trattata di una protesta simbolica, ma di una risposta a una strategia di pressione economica che ha assunto dimensioni inedite e preoccupanti. La manifestazione di oggi non è stata una semplice sfilata di bandiere o un atto di solidarietà rituale, ma una netta presa di posizione politica contro quello che si configura come il più violento e cinico attacco sferrato dagli Stati Uniti contro l’isola negli ultimi decenni. Al centro del mirino c’è Donald Trump e la sua strategia della cosiddetta “spallata finale”, un piano che mira a ottenere con il ricatto energetico e il sabotaggio sistematico ciò che oltre sessant’anni di embargo non sono riusciti a produrre, ovvero il collasso sociale della Rivoluzione cubana. L’aspetto più brutale dell’attuale fase dell’imperialismo statunitense è senza dubbio l’attacco frontale alle forniture energetiche. L’amministrazione Trump ha intensificato la caccia alle petroliere con una ferocia senza precedenti, sanzionando non solo le compagnie cubane, ma anche le società di navigazione, gli armatori e le agenzie assicurative di Paesi terzi che osano trasportare greggio verso i porti dell’Avana. L’obiettivo è chiaro nella sua criminalità: impedire il rifornimento di petrolio per paralizzare l’intera isola. Senza carburante, il sistema elettrico nazionale subisce blackout che colpiscono la produzione industriale, il trasporto pubblico e, nei casi più drammatici, la conservazione degli alimenti e il funzionamento degli ospedali. È l’applicazione letterale di una strategia da assedio medievale trasposta nel cuore della modernità, un tentativo di esasperare la popolazione civile portandola allo stremo per provocare una sommossa interna. Si tratta dell’attuazione più bieca del memorandum Mallory del 1960, che già allora teorizzava di provocare fame e disperazione per rovesciare il governo, ma oggi Trump lo fa con i mezzi tecnologici e finanziari di una superpotenza che ha smarrito ogni senso del diritto internazionale. Per comprendere l’entità della sfida, bisogna analizzare i dati scientifici di questo genocidio economico. Il bloqueo non è un semplice limite al commercio, ma un muro invisibile che strangola ogni singola transazione finanziaria del Paese. Le stime più recenti indicano che il danno economico accumulato da Cuba supera i 170 miliardi di dollari, una cifra che se rapportata al valore dell’oro supererebbe i 1.400 miliardi. Solo nell’ultimo anno, l’inasprimento delle sanzioni voluto da Trump ha causato perdite medie di 13/14 milioni di dollari al giorno. Sono risorse che vengono sottratte direttamente al benessere dei cittadini, alla manutenzione delle scuole e a quella sanità d’eccellenza che Cuba, nonostante l’assedio, continua a offrire gratuitamente non solo ai propri abitanti, ma al mondo intero. È un paradosso vergognoso che mentre l’Avana invia medici a combattere epidemie in ogni angolo del globo, Washington risponda cercando di lasciare quegli stessi medici senza luce elettrica e senza reagenti chimici per i vaccini. Un altro pilastro fondamentale di questa spallata trumpiana è il mantenimento strumentale di Cuba nella lista degli Stati sponsor del terrorismo. Si tratta di una classificazione kafkiana e priva di fondamento, che serve esclusivamente a terrorizzare il sistema bancario mondiale. Qualsiasi istituto di credito che operi con l’isola rischia multe miliardarie dagli Stati Uniti, rendendo quasi impossibile l’acquisto di pezzi di ricambio vitali per le centrali termoelettriche o di macchinari agricoli per la sovranità alimentare. La piazza di Roma oggi ha gridato con forza che questa non è una battaglia per la democrazia, ma puro bullismo geopolitico. Trump sta usando la vita di undici milioni di persone come un trofeo elettorale per compiacere le frange più reazionarie della Florida, giocando con il destino di un popolo intero per i propri interessi di potere. Il corteo che oggi è sfilato dinanzi alla Piramide Cestia non era composto solo da militanti storici, ma da una nuova generazione di giovani, lavoratori e studenti che vedono in Cuba un’alternativa possibile alla logica del profitto assoluto. Difendere Cuba significa difendere l’idea stessa che un altro modello sociale sia necessario e realizzabile, rivendicando che la salute e l’istruzione debbano essere diritti universali e non merci per chi può permettersele. Se Cuba cadesse sotto i colpi del ricatto energetico di Trump, non cadrebbe solo un governo, ma l’idea che un piccolo paese possa autodeterminarci liberamente. La spallata finale è un monito autoritario rivolto a tutto il Sud del mondo. E’ il messaggio che chiunque tenti una strada diversa verrà punito con il buio e la fame. Le diverse decine di organizzazioni che hanno partecipato a questa mobilitazione esigono che il governo italiano e l’Unione Europea escano finalmente dalla sudditanza psicologica e politica verso la Casa Bianca. Non è più sufficiente votare una risoluzione pro-forma all’ONU contro l’embargo, se poi non si mettono in atto meccanismi legali per proteggere le nostre imprese e i nostri scambi dalla prepotenza extraterritoriale delle leggi americane. È necessario pretendere anche l’immediata rimozione di Cuba dalla lista degli Stati terroristi, la fine del sabotaggio dei rifornimenti petroliferi e la cancellazione totale di un blocco che rappresenta un residuo anacronistico della Guerra Fredda trasformato in strumento di tortura collettiva. Oggi Roma ha dimostrato che la solidarietà è un muscolo che non smette di battere e che oltre diecimila voci possono rompere il silenzio complice dei grandi media. Donald Trump può anche tentare di fermare le navi, ma non potrà mai spegnere la dignità di chi resiste. Foto di ANAIC, Associazione Nazionale Amicizia Italia-Cuba Giovanni Barbera
April 11, 2026
Pressenza
Rilanciamo una richiesta della Comunità Territoriale di Rebibbia  (con una premessa sulla nostra associazione)
Foto da FB Comunità Territoriale dei quartieri di Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal de’ Pazzi PREMESSA L’associazione Carteinregola è diventata un punto di riferimento per tanti cittadini e tante realtà del territorio non solo di Roma. Da più di 13 anni lavoriamo, da un lato, per informare i cittadini di tanti processi in atto – trasformazioni urbane, destinazioni del patrimonio pubblico, proposte normative che riguardano leggi nazionali e regionali o delibere comunali e municipali e molto altro – dall’altro, per far conoscere le vertenze di tante realtà che fanno parte della nostra rete – anche se, lo ricordiamo, Carteinregola non è un coordinamento nè un’associazione di associazioni – ma anche di tanti comitati che ci inviano segnalazioni che riteniamo abbiamo diritto di essere conosciute, ascoltate e magari ricevere risposte dalle istituzioni. Però, come abbiamo raccontato, mesi fa abbiamo ricevuto 17 sanzioni della Polizia di Roma Capitale (1) che hanno raggiunto la cifra di 15.000 euro, per affissioni abusive di manifesti di cui non conoscevamo nemmeno l’esistenza, solo per aver pubblicato sul nostro sito un comunicato della Rete di Quartiere San Lorenzo che era stato pubblicato su Facebook da ANPI San Lorenzo, e che aveva lo stesso titolo (solo il titolo!) dei manifesti stampati e affissi da ignoti. Questo forse dovrebbe indurci a non pubblicare più nulla che non sia prodotto dalla nostra associazione, e a non rilanciare iniziative di altri, per non correre il rischio che possa succedere la stessa cosa – un  anonimo che affigge manifesti in qualche modo collegati al comunicato pubblicato – e di ricevere nuovamente multe salatissime per fatti di cui non abbiamo alcuna responsabilità. Ma non vogliamo che quella incresciosa vicenda ci intimorisca e ci spinga a ridurre il nostro impegno nel farci portatori delle tante criticità e contraddizioni di questa nostra città, dove continua a esistere una grande distanza tra centro e periferie, tra le richieste di chi invoca il decoro e quelle di chi non ha casa, servizi sanitari, collegamenti di trasporto pubblico, prospettive di lavoro e di vita. Per questo rilanciamo il comunicato ricevuto dalla Comunità territoriale dei quartieri di Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal de’ Pazzi (2) che – lo specifichiamo – non fa parte della nostra rete e non comprende nostri soci, ma che fa richieste che ci sembrano giuste e ragionevoli, in linea con le ripetute richieste di Carteinregola affinchè quelle serie infinite di negozi chiusi e inutilizzati in palazzi pubblici nelle tante periferie romane fossero destinate a rilanciare l’occupazione e gli spazi sociali dei quartieri (3). Continuiamo quindi nel compito faticoso – e, abbiamo visto, anche rischioso – che ci siamo dati. Anna Maria Bianchi Missaglia Riceviamo dalla Comunità territoriale dei quartieri di Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal de’ Pazzi(2) e pubblichiamo: IL COMUNICATO DELLA COMUNITA’ TERRITORIALE : CHIUSI DA TANTO, TROPPO TEMPO. Nella giornata di ieri [1 aprile NDR] abbiamo fatto ufficialmente richiesta al Comune di Roma per l’utilizzo di una parte dei negozietti abbandonati in via Giovanni Palombini 15. Dopo la riapertura di Villa Tiburtina e oltre 3000 firme raccolte, è arrivato il momento di far vivere quegli spazi. Non un semplice progetto, ma un sogno concreto: sportelli, aule didattiche, co-working, aula studio, laboratori e tanto altro. Ma anche servizi consultoriali, collaborazioni con il Museo di Casal De’ Pazzi e al ASL Roma 2, centro di raccordo del tavolo interistituzionale sulle politiche socio-sanitarie. In una parola: una casa di quartiere, in continua evoluzione. Un luogo di incontro e condivisione per giovani, famiglie, persone fragili, nuovi abitanti e vecchi residenti. A misura delle 25–30 mila persone che vivono tra Rebibbia, Ponte Mammolo e Casal de’ Pazzi. Basta abbandono: questi locali possono tornare a essere un cuore pulsante, al fianco delle due attività commerciali che hanno resistito in tutti questi anni. Riapriamo i negozietti insieme e ridiamo futuro al quartiere! LA PETIZIONE DELLA COMUNITA’ TERRITORIALE REBIBBIA-PONTE MAMMOLO- CASAL DE’PAZZI  Link per firmare https://chng.it/WwQwVqYp7W (4) Per osservazioni e precisazioni sull’articolo di Carteinregola e sulla pubblicazione del testo della Comunità Territoriale di Rebibbia scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com 7 aprile 2026 NOTE (1) vedi 15.000 euro di sanzioni  a Carteinregola per affissioni abusive di manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti) 26 marzo 2026 (2) la Comunità territoriale Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal De’ Pazzi  è composta da: Casale Alba 2, Comitato di Quartiere Mammut, Riapriamo Villa Tiburtina – Sportello socio-sanitario Mammut, Csoa La Torre, Associazione La Chiocciolina ODV, CdQ Kant-Nomentana, Rete Studenti Roma Est, Insieme per l’Aniene Onlus, Centro Anziani Ponte Mammolo, Museo di Casal De’ Pazzi, Comitato di Quartiere Rebibbia, Red Foxes, Nuova Generazione Natura a.p.s., Azzurra 86 A.s.d.p. , Roma NoProfit, Donne De Borgata, Scuola Palenco – Movimento per il diritto all’Abitare Vedi pagina FB Comunità territoriale Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal De’ Pazzi  https://www.facebook.com/profile.php?id=61574119710356 Informazioni di contatto +39 389 431 4738 comunitaterritoriale00156@gmail.com (3) La Proposta si inserisce in una battaglia di Carteinregola che va avanti da anni affinchè i tanti locali di proprietà pubblica che giacciono abbandonati nelle periferie siano messi a disposizione delle tante realtà che si impegnano nel sociale, o anche dei cittadini di buona volontà, che vogliono riaprire spazi per attività anche commerciali che restituiscano vita e socialità alla comunità. Per questo nelle osservazioni alla Delibera adottata delle modifiche delle norme tecniche del Piano regolatore  abbiamo inserito questa proposta: Titolo I Capo 4° Criteri e modalità di perequazione Art.21 bis Edifici abbandonati e degradati        (comma 1. Le disposizioni del presente articolo si applicano a tutte le aree e gli edifici, indipendentemente dalla destinazione funzionale, individuati sulla base di verbali redatti dalle autorità preposte e approvati con apposito provvedimento della Giunta Capitolina previa comunicazione di avvio del procedimento nei confronti degli interessati. Si considerano abbandonati e/o degradati gli edifici dismessi da più di 3 anni alla data di adozione della presente norma ovvero danneggiati da eventi imprevisti (crollo, incendio, ecc) che determinano pericolo per la sicurezza o per la salubrità o l’incolumità pubblica o disagio per il decoro e la qualità urbana a causa di uno o più dei seguenti aspetti: salute, sicurezza idraulica, problemi strutturali che ne pregiudicano la sicurezza, inquinamento, degrado ambientale, urbanistico-edilizio e sociale.)   OSSERVAZIONE Aggiungere comma 1bis:  I locali commerciali di proprietà comunale  posti al piano terra e dismessi da più di 3 anni alla data di adozione della presente norma, sono messi a bando per finalità  sociali, start up giovanili,  iniziative di imprenditoria femminile o di categorie protette, con canone abbattuto come da Regolamento sull’utilizzo dei beni immobili di Roma Capitale per finalità di interesse generale Art. 20   MOTIVAZIONE: La riapertura di attività artigianali e di commercio di prossimità è di fondamentale importanza per la creazione di opportunità di lavoro e per la vivibilità, accessibilità e sicurezza dei quartieri in maggiore difficoltà, anche in omaggio alla politica capitolina della “Città dei quindici minuti”. (4) Avevamo già rilanciato la petizione un anno fa nell’articolo del 13 aprile 2025 Riapriamo i negozietti abbandonati di via Palombini 15: casa di quartiere e consultorio! https://www.carteinregola.it/riapriamo-i-negozietti-abbandonati-di-via-palombini-15-casa-di-quartiere-e-consultorio/
April 7, 2026
carteinregola
Una petroliera russa raggiunge Cuba, è il momento di intensificare la solidarietà
Mentre le due navi a vela del Nuestra América Convoy di cui si erano perse le tracce al largo del Messico sono arrivate a Cuba, portando ulteriori aiuti materiali alla popolazione colpita dall’assedio criminale degli Stati Uniti, anche una petroliera russa è infine arrivata sull’isola, portando con sé un carico […] L'articolo Una petroliera russa raggiunge Cuba, è il momento di intensificare la solidarietà su Contropiano.
March 31, 2026
Contropiano