
2001-2026 Genova Social Forum ReLoad: assemblea No Kings a Palazzo Ducale
Pressenza - Saturday, July 18, 2026Compilo queste brevi note mentre al Palazzo Ducale di Genova si è appena conclusa la “restituzione”, dai vari focus tematici pomeridiani e dopo la partecipatissima Assemblea No Kings che si è svolta in mattinata.
Ho scritto Palazzo Ducale e intendo dire proprio: dentro. Dentro quella stessa magnifica sala che 25 anni fa accolse gli 8 Grandi del Pianeta – mentre oltre le alte transenne che delimitavano la Zona Rossa, andava in scena una “violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente”, come la definì Amnesty International.


Ben 45 gli interventi che si sono succeduti nella sessione di stamattina che è stata inaugurata dal saluto di Elena Giuliani e che è sforata ben oltre le previste due ore: ci sarà parecchio su cui lavorare nelle prossime settimane, in vista della prossima assemblea che dovrebbe succedere non oltre la prima settimana di ottobre e soprattutto in vista di un importante appuntamento entro la fine dell’anno su scala europea.
E naturalmente c’erano tutti coloro che contribuirono a organizzare quei memorabili giorni di Genova venticinque anni fa. Raffaella Bolini e Walter Massa (ARCI), Marco Bersani (Attac), Alfio Nicotra (Rete Italiana Pace e Disarmo), Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista), e tanti altri. Particolarmente applaudito l’intervento di Vittorio Agnoletto che del Genova Social Forum fu portavoce: “Sebbene possiate considerarci anziani, noi di sogni ne abbiamo ancora tanti…”.
Da remoto sono intervenuti anche tre giovani donne iraniane, un certo Cam Kennedy da Minneapolis, una giovane attivista dall’Albania e persino Omar Barghouti, figlio di Marwan, detenuto da anni nelle carcere israeliane e per la liberazione del quale si stanno mobilitando in tanti anche in Italia.

Hanno preso il microfono anche parecchi giovani, esponenti di varie organizzazioni studentesche, comitati territoriali, movimenti per la casa, in difesa dell’ambiente, contro il riarmo, i decreti sicurezza, la precarizzazione sul fronte del lavoro.


Ci è sembrato particolarmente significativo l’intervento di Carlo Mezzalama di Fridays For Future Torino, che vi proponiamo qui di seguito. Lui che nel 2001 non era ancora nato e adesso che ha solo vent’anni ci dice:
Prepariamoci insieme a cambiare tutto.
Oggi siamo qua come Fridays For Future, come movimento che nasce spontaneamente nel 2018 da migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze che hanno visto davanti ai loro occhi un tradimento storico, generazionale, un furto del nostro futuro.
In milioni abbiamo manifestato in tutto il mondo contro le politiche fossili di governi e multinazionali e con il tempo abbiamo imparato che non si può affrontare la crisi climatica senza guardare in faccia la crisi sociale che ci attanaglia, la corsa alle armi, l’estrattivismo, la battaglia per liberare i popoli dalle eredità del colonialismo e dalle sue nuove forme.
È stato proprio per via di questa nuova consapevolezza, per via delle nostre rivendicazioni sempre più radicali che col tempo anche chi inizialmente ci applaudiva e ci stringeva la mano ci ha voltato le spalle. Hanno capito che quel movimento di giovani non sarebbe rimasto in superficie, ma si sarebbe addentrato nelle radici del problema.
Oggi hanno paura, ancora più di prima e la risposta si è fatta ancora più violenta, un decreto sicurezza alla volta. Negli ultimi due anni le compagnie fossili hanno ricominciato ad annunciare nuovi piani di estrazione di petrolio e gas, eliminando ogni riferimento a sostenibilità e decarbonizzazione.
Siamo diventati ecoterroristi, ecovandali. Il governo Meloni si è premurato di fare delle leggi ad hoc per fermare le nuove forme di protesta che stavano nascendo.
Ma gli ultimi 4 anni sono anche stati quelli in cui in Europa abbiamo perso 200 mila persone a causa delle ondate di calore. Sono numeri comparabili con gli effetti della pandemia da Coronavirus in Italia. Ogni anno che passa l’aria si fa più irrespirabile, i fiumi più vuoti, gli incendi e le tempeste più violente. La crisi climatica ci sta ammazzando, è già arrivata e loro lo sanno: ora ci dicono che dobbiamo abituarci.
Ci stanno togliendo tutto, mentre annunciano di voler reintrodurre la leva, mentre parlano di fermo preventivo per i minorenni, ci tolgono anche la possibilità di immaginare una vita dignitosa per noi e per chi verrà dopo.
Questo non ci ferma, significa che continueremo a riempire le piazze delle nostre città, come un fiume in piena. Non abbiamo scelta, continueremo a lottare e guardiamo a questo autunno come a un momento che può essere davvero di svolta per tutti e tutte noi.
Noi siamo in ascolto, pronti a sostenere il percorso che è nato da questa grandissima aggregazione di persone, organizzazioni e idee che è culminata nella piazza del 28 marzo. Non possiamo immaginare che la banda di criminali corrotti che governa il nostro Paese resti nei gangli del potere per altri 5 anni.
La svolta sarà possibile solo se faremo rete, se resteremo uniti camminando negli stessi cortei. Per questo ringraziamo chi ha portato in questa sala tutte queste persone.
Prepariamoci insieme a cambiare tutto.