Tag - decreti sicurezza

Furundulla 317 – Sinonimi e contrari…
…torniamo ai fondamentali di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Civile: agg. [dal lat. civilis, der. di civis «cittadino»] “Sette degli otto bimbi uccisi erano figli del killer, identificato nel 31enne Shamar Elkins, un veterano dell’esercito” RSI Sparatoria in Louisiana “Mi
Extinction Rebellion chiama: 29 maggio-3 giugno per…
… per una “Prima-vera Democrazia” Extinction Rebellion ha annunciato una settimana di mobilitazione a Roma, dal 29 maggio al 3 giugno: presidi, parate e azioni nonviolente per ribellarsi a guerre, energie fossili e derive autoritarie, all’interno di un percorso più ampio ribattezzato “Prima-vera Democrazia”. La scelta delle date è fortemente simbolica: il 2 giugno 2026 ricorre l’80° anniversario del Referendum istituzionale che
Giustizia o giustizialismo?
La recente vittoria del NO al referendum non deve farci scordare i gravi mali che affliggono la giustizia nel nostro paese. Si tratta ovviamente di una premessa che tutti condividono, ma che viene spesso banalizzata riferendola alla sola efficienza e ai tempi lunghi dei processi, che sono certamente cose importanti, ma che non esauriscono il problema. A mio avviso il vero male che affligge oggi il nostro sistema è la cultura giustizialista che è profondamente radicata sia nel mondo della politica che in quello della magistratura, e che viene coniugata a destra in senso securitario soprattutto contro i movimenti di contestazione e di lotta, e a sinistra in senso puramente legalista. (Fermo restando poi che la classe politica italiana così severa con la gente comune diventa improvvisamente garantista fino alla possibile impunità nei confronti di se stessa.) Prendiamo dalla cronaca due spunti per approfondire la questione. Si è saputo in questi giorni che il Presidente della Repubblica ha concesso la grazia a Nicole Minetti, l’ex consigliera regionale della Lombardia condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell’ambito del processo ‘Ruby bis’, quello delle cosiddette ‘cene eleganti’. Il provvedimento di grazia è giunto per motivi umanitari, in quanto vi sarebbe un minore in gravi difficoltà che necessiterebbe di assistenza e cure. Non ho motivo di ritenere pretestuose queste motivazioni e da garantista non ho nulla da obiettare sul merito. Non posso tuttavia non sottolineare come una tale clemenza molto difficilmente (per non dire mai) sarebbe stata messa in atto per un cittadino comune. Magari (giusto per fare un esempio) un onesto lavoratore condannato a diversi anni di carcere per il solo fatto di avere partecipato ad un sit in pacifico, in ottemperanza di una norma (definita anti Gandhi) prevista in uno dei tanti decreti sicurezza sfornati dal governo Meloni. Ma la cosa ancora più grave è l’ultimo pronunciamento della Corte costituzionale che ha ribadito la possibilità che vengano sequestrati i beni per ipotesi di illecita acquisizione anche a chi per la stesse imputazioni è stato assolto in sede penale. Un vero obbrobrio giuridico per cui sei innocente, ma, come direbbe Tajani, solo fino ad un certo punto. La tua colpa? Vivere in un paese in preda alla mafia e al malaffare, per cui, anche se non lo posso provare, è sempre possibile che tu abbia qualcosa da nascondere. Per questa ragione io Stato ti levo tutto, perché come si sa il fine giustifica i mezzi e se sei innocente pazienza! Una ingiustizia ed una assurdità aggravata dal fatto che quando, per caso, i beni vengono restituiti, (di fatto sempre in macerie), non ne viene garantito il valore iniziale, oppure che, con la stessa logica, viene negato il giusto indennizzo per l’ingiusta detenzione. Ma la cosa che più mi fa male, in quanto da sempre militante della sinistra più radicale, è l’assoluto silenzio dei miei sodali su queste questioni. Non solo va criticata la sinistra tradizionale e parlamentare che da sempre è caratterizzata da un forte giustizialismo, giustificato dall’idea legalista che la legge non solo va rispettata ma ha sempre tendenzialmente ragione, ma vanno anche stigmatizzati limiti delle soggettività antagoniste nate dai movimenti dalla società civile, che ritengono che ciò che è giusto si può coniugare solo nei termini della giustizia sociale e della equa distribuzione della ricchezza ritenendo superflua, o solo formale, ogni altra questione. Su questi temi è ormai tempo di maturare una necessaria e non più rinviabile inversione di tendenza. Antonio Minaldi
April 11, 2026
Pressenza
«Due anarchici di meno»: Questa tragedia ci riguarda tutti
A tre settimane dalla morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, nell’esplosione al Parco degli Acquedotti del 19 marzo scorso, e a quasi due dal divieto della commemorazione che ne volevano fare i loro compagni, col fermo preventivo di 91 persone, riportiamo alcune testimonianze di chi ha conosciuto i due militanti anarchici, ed una riflessione di Marica Fantauzzi e Luigi
91 fermi senza reato: la repressione preventiva è il modello Meloni
della Rete di resistenza legale. Testo ripreso da “Osservatorio repressione”. A seguire un articolo sulla nascita di questa preziiosa “rete” con avvocate/i. La Rete di Resistenza Legale accusa: il fermo preventivo viene usato per neutralizzare il dissenso e trasformare l’ideologia in colpa. Di fronte al fermo preventivo disposto nei confronti di 91 persone, riteniamo necessario intervenire. La storia dimostra che
Appunti di una giornata di lotta romana. Spazi di conflitto al tempo dei decreti sicurezza
Un’azione congiunta del Movimento per il Diritto all’Abitare, di Asia USB, di studentesse e studenti ha incrinato la Città Vetrina che quotidianamente va in scena in un crocevia iconico del turismo (e della turistificazione) come quello tra Fori Imperiali e Colosseo. Un gruppo di compagne e compagni è apparso sul […] L'articolo Appunti di una giornata di lotta romana. Spazi di conflitto al tempo dei decreti sicurezza su Contropiano.
April 3, 2026
Contropiano
Novantuno
Novantuno sono le anarchiche e gli anarchici che domenica 29 sono stati fermati e condotti in questura perché colpevoli di voler portare un fiore in ricordo di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano morti in un casolare abbandonato all’interno del Parco degli Acquedotti  a Roma. Un impressionante spiegamento di polizia in assetto di guerra supportato da blindati, cellulari, reparti a cavallo, è stato schierato domenica 29 al Parco degli Acquedotti per impedire il pacifico ricordo dei due militanti anarchici morti il 20 marzo scorso in circostanze ancora non del tutto chiarite. Certamente Sara e Alessandro facevano parte di quella galassia anarchica che si definisce insu e che da anni si mobilita per la fuoriuscita dell’attivista anarchico Cospito dal 41 bis. Per impedire la deposizione di fiori sul luogo del ritrovamento dei cadaveri, novantuno donne e uomini sono stati circondati dalla polizia e caricati con forza su autobus e tradotti in questura applicando il fermo preventivo. La commemorazione dei due anarchici deceduti era stata vietata dal Questore della Capitale con l’assurda motivazione che “l’inclinazione ideologica dell’anarchismo è in contrasto con i valori della convivenza civile e democratica”. Forse si vuole celare qualche scomoda verità impedendo persino che una commemorazione funebre si possa avvicinare al luogo dove sono stati trovati i cadaveri di Sara e Alessandro? Anche non appartenendo alla categoria dei complottisti, sapendo bene che certe pratiche posso sussistere nell’area insurrezionalista, diversi dubbi possono emergere sul fatto che una coppia di anarchici navigati si metta a fabbricare ordigni esplosivi all’interno di un casolare sito in un parco pubblico frequentato da sportivi, bambini, coppiette, anziani e clochard. Un luogo tutt’altro che appartato e sicuro, un luogo dove difficilmente si passa inosservati. Vengono alla memoria altri casi di presunti terroristi saltati per aria per cause recondite, i miei ricordi vanno a Peppino Impastato e a Giangiacomo Feltrinelli. Il dubbio è lecito. Impedendo una pacifica e floreale commemorazione funebre, la questura di Roma sta applicando i nuovi decreti sicurezza del Governo Meloni, con l’aggravante di indicare che alla base nel movimento anarchico c’è una ideologia “in contrasto con i valori della convivenza civile e democratica”. La solerte questura di Roma sta anche anticipando le proposte di legge liberticide della Lega di Salvini per mettere al bando il movimento degli Antifa e quello anarchico, definendoli “associazioni terroristiche”. Già sabato 28 mattina la polizia di Stato, poche ore prima dell’inizio del maestoso corteo NoKings che nel pomeriggio ha invaso la Capitale, facendo l’irruzione nella stanza d’albergo occupata dall’eurodeputata Ilaria Salis, col pretesto di agire a causa di una vecchia informativa del 2023 contro il movimento Antifa, informativa arrivata dalla Germania, ha messo a nudo il Re. La polizia di Piantedosi non si si è fermata neanche di fronte all’immunità che protegge i parlamentari europei. Mentre si continua a tollerare il saluto romano nei raduni della destra e si continua a non vedere l’occupazione di uno stabile del pubblico demanio al centro di Roma da parte dei neonazisti di Casa Pound, i movimenti antifascisti e anarchici vengono assimilati a movimenti terroristici. La legge liberticida della Lega definirà gli Antifa, “organizzazioni terroristiche e metterà al bando le associazioni anarchiche e i gruppi militanti antagonisti estremisti che con le loro azioni mettono a repentaglio la sicurezza e la stabilità del nostro Paese”. L’idea di dichiarare gli Antifa fuori legge è partita diversi mesi fa da Trump, quando lo scorso settembre firmò un ordine esecutivo in cui lo stesso movimento americano veniva definito “di iniziativa anarchica militarista, che invita al rovesciamento del governo”. Sembra di respirare l’aria di un secolo fa, quando, dopo la marcia su Roma delle bande mussoliniane e la presa del potere dall’autoproclamato duce, si presero di mira il movimento proletario e in particolar modo quello anarchico fino alla loro messa fuori legge e all’istituzione del Tribunale Speciale per la lotta all’antifascismo. Renato Franzitta
March 31, 2026
Pressenza