2001-2026 Genova Social Forum ReLoad: assemblea No Kings a Palazzo Ducale
Compilo queste brevi note mentre al Palazzo Ducale di Genova si è appena
conclusa la “restituzione”, dai vari focus tematici pomeridiani e dopo la
partecipatissima Assemblea No Kings che si è svolta in mattinata.
Ho scritto Palazzo Ducale e intendo dire proprio: dentro. Dentro quella stessa
magnifica sala che 25 anni fa accolse gli 8 Grandi del Pianeta – mentre oltre le
alte transenne che delimitavano la Zona Rossa, andava in scena una “violazione
dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente”,
come la definì Amnesty International.
Ben 45 gli interventi che si sono succeduti nella sessione di stamattina che è
stata inaugurata dal saluto di Elena Giuliani e che è sforata ben oltre le
previste due ore: ci sarà parecchio su cui lavorare nelle prossime settimane, in
vista della prossima assemblea che dovrebbe succedere non oltre la prima
settimana di ottobre e soprattutto in vista di un importante appuntamento entro
la fine dell’anno su scala europea.
E naturalmente c’erano tutti coloro che contribuirono a organizzare quei
memorabili giorni di Genova venticinque anni fa. Raffaella Bolini e Walter Massa
(ARCI), Marco Bersani (Attac), Alfio Nicotra (Rete Italiana Pace e Disarmo),
Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista), e tanti altri. Particolarmente
applaudito l’intervento di Vittorio Agnoletto che del Genova Social Forum fu
portavoce: “Sebbene possiate considerarci anziani, noi di sogni ne abbiamo
ancora tanti…”.
Da remoto sono intervenuti anche tre giovani donne iraniane, un certo Cam
Kennedy da Minneapolis, una giovane attivista dall’Albania e persino Omar
Barghouti, figlio di Marwan, detenuto da anni nelle carcere israeliane e per la
liberazione del quale si stanno mobilitando in tanti anche in Italia.
Hanno preso il microfono anche parecchi giovani, esponenti di varie
organizzazioni studentesche, comitati territoriali, movimenti per la casa, in
difesa dell’ambiente, contro il riarmo, i decreti sicurezza, la precarizzazione
sul fronte del lavoro.
Ci è sembrato particolarmente significativo l’intervento di Carlo Mezzalama di
Fridays For Future Torino, che vi proponiamo qui di seguito. Lui che nel 2001
non era ancora nato e adesso che ha solo vent’anni ci dice:
Prepariamoci insieme a cambiare tutto.
Oggi siamo qua come Fridays For Future, come movimento che nasce spontaneamente
nel 2018 da migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze che hanno visto davanti ai
loro occhi un tradimento storico, generazionale, un furto del nostro futuro.
In milioni abbiamo manifestato in tutto il mondo contro le politiche fossili di
governi e multinazionali e con il tempo abbiamo imparato che non si può
affrontare la crisi climatica senza guardare in faccia la crisi sociale che ci
attanaglia, la corsa alle armi, l’estrattivismo, la battaglia per liberare i
popoli dalle eredità del colonialismo e dalle sue nuove forme.
È stato proprio per via di questa nuova consapevolezza, per via delle nostre
rivendicazioni sempre più radicali che col tempo anche chi inizialmente ci
applaudiva e ci stringeva la mano ci ha voltato le spalle. Hanno capito che quel
movimento di giovani non sarebbe rimasto in superficie, ma si sarebbe addentrato
nelle radici del problema.
Oggi hanno paura, ancora più di prima e la risposta si è fatta ancora più
violenta, un decreto sicurezza alla volta. Negli ultimi due anni le compagnie
fossili hanno ricominciato ad annunciare nuovi piani di estrazione di petrolio e
gas, eliminando ogni riferimento a sostenibilità e decarbonizzazione.
Siamo diventati ecoterroristi, ecovandali. Il governo Meloni si è premurato di
fare delle leggi ad hoc per fermare le nuove forme di protesta che stavano
nascendo.
Ma gli ultimi 4 anni sono anche stati quelli in cui in Europa abbiamo perso 200
mila persone a causa delle ondate di calore. Sono numeri comparabili con gli
effetti della pandemia da Coronavirus in Italia. Ogni anno che passa l’aria si
fa più irrespirabile, i fiumi più vuoti, gli incendi e le tempeste più violente.
La crisi climatica ci sta ammazzando, è già arrivata e loro lo sanno: ora ci
dicono che dobbiamo abituarci.
Ci stanno togliendo tutto, mentre annunciano di voler reintrodurre la leva,
mentre parlano di fermo preventivo per i minorenni, ci tolgono anche la
possibilità di immaginare una vita dignitosa per noi e per chi verrà dopo.
Questo non ci ferma, significa che continueremo a riempire le piazze delle
nostre città, come un fiume in piena. Non abbiamo scelta, continueremo a lottare
e guardiamo a questo autunno come a un momento che può essere davvero di svolta
per tutti e tutte noi.
Noi siamo in ascolto, pronti a sostenere il percorso che è nato da questa
grandissima aggregazione di persone, organizzazioni e idee che è culminata nella
piazza del 28 marzo. Non possiamo immaginare che la banda di criminali corrotti
che governa il nostro Paese resti nei gangli del potere per altri 5 anni.
La svolta sarà possibile solo se faremo rete, se resteremo uniti camminando
negli stessi cortei. Per questo ringraziamo chi ha portato in questa sala tutte
queste persone.
Prepariamoci insieme a cambiare tutto.
Daniela Bezzi