1.000 giorni di genocidio a Gaza e la storia di un disegno

Pressenza - Thursday, July 2, 2026

In un gruppo che lotta c’è sempre una o uno che aiuta con la grafica. Nel gruppo di Piazza Duomo, a Milano, abbiamo Rita, felice di poter usare vecchie tecniche che con le nuove tecnologie ha dovuto mettere nel cassetto. Quando le si chiede qualcosa, il giorno dopo racconta di averci lavorato tutta la notte.

Così anche questa volta abbiamo chiesto se per la giornata del 3 luglio avrebbe messo insieme una locandina.

Il risultato da diversi giorni sta rimbalzando in tutta Italia promuovendo oramai una sessantina di piazze, ma lei ci tiene a spiegarmi: “Il disegno che ho utilizzato ha una storia, non l’ho fatto io. Dal 2014 esiste una carovana che si chiama Gaza Freestyle e sostiene vari progetti a Gaza: piste di skate, attività ludiche, circensi, artistiche e altri progetti (ricordo una Casa delle donne). Molti giovani partivano dall’Italia e stavano con i ragazzi di Gaza. Ci andò mia figlia, io collaboravo da qua. Nel 2015 portarono a Gaza un’idea che si faceva già qui a Milano con i ragazzini: costruire una città come un libro aperto, cartoncini con i quali si costruiscono delle città, tipo pop up. Mandai tanto materiale e lì a Gaza cominciarono, bambini, ragazzini, a costruire, ma anche a scrivere le loro storie e a disegnare. Rappresentavano la città attuale, ma anche quella ideale. Fecero disegni e schizzi, prima di realizzarla in cartone. Uno dei ragazzi, di cui, mi spiace, non so il nome, fece questo disegno, che ora a distanza di 11 anni, io ho scelto. Ho aggiunto la kefia che diventa una serie di fili che uniscono tutte le piazze, i presidi in Italia.

Riosservo lo sguardo di quel ragazzo, mi sembra simile a quello che ha disegnato. È incredibile che dei disegni fatti più di dieci anni fa siano ancora attuali. Mi piacerebbe che quel ragazzo sapesse che il suo disegno sta girando per tutta l’Italia e forse anche fuori.”

Il gruppo Gaza Freestyle esiste ancora e resiste con i ragazzini e le ragazzine, nelle tende, ma cosa immagineranno i bimbi di Gaza pensando alle loro case, quartieri, città? Soprattutto per loro facciamo tutto il possibile per far terminare questo assedio folle e criminale.

 

 

Andrea De Lotto