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La Flotilla sotto attacco. Presidi in tutta Italia
Stamattina la marina israeliana ha abbordato e sequestrato le barche della Global Sumud Flotilla al largo di Cipro: un ennesimo atto di pirateria in acque internazionali, in spregio al diritto marittimo internazionale e alla libertà di navigazione. Il tutto nel silenzio e nella complicità dei governi occidentali. In molte città si stanno organizzando presidi di solidarietà e protesta. Di seguito un elenco in aggiornamento: Biella alle 18 Prefettura, via Repubblica 26 Ivrea alle 18, Piazza F. Nazionale Milano alle 18 Piazza Gaza (ex Piazza Scala) Palermo alle 18 Piazza Gaza (ex Piazza Sant’Anna) Roma alle 18 Piazza Gaza davanti alla Stazione Termini Torino alle 18 Piazza Castello lato Prefettura Varese alle 18:30 Piazza Bambin* di Gaza (ex Piazza Monte Grappa) Vercelli alle 18 Piazza Cavour Redazione Italia
May 18, 2026
Pressenza
La flotilla intercettata da Israele, presidi in tutta Italia
Stanotte Israele ha intercettato le barche della Global Sumud Flotilla nelle acque internazionali al largo della Grecia. Secondo il tracker della Flotilla, 22 barche su circa 60 sarebbero state fermate, mentre almeno 36 continuano la navigazione. A bordo delle imbarcazioni si trovano complessivamente circa 175 attivisti, provenienti da oltre 20 Paesi. Come riportato da Rete No bavaglio, Maria Elena Delia, portavoce della Global Sumud Flotilla Italia, definisce l’attacco “una spregiudicata azione militare, durata tutta la notte, contro barche civili che non erano nemmeno arrivate all’altezza di Creta, quindi di fatto in Europa. Gli attivisti raccontano che due navi militari si sono presentate come israeliane, hanno intimato di fermarsi, hanno puntato laser e armi, poi sono salite a bordo chiedendo alle persone di inginocchiarsi. Dopo di che le comunicazioni si sono interrotte”. Delia ha confermato che la Farnesina si è immediatamente attivata e che sono in corso contatti diretti, ma ha chiesto prese di posizione chiare anche da parte dell’Unione Europea: “Stiamo parlando di interferenze molto gravi nei confronti di civili in acque internazionali. Che cos’altro deve accadere perché si inizi a parlare di strumenti concreti, come le sanzioni?” Per rispondere a questo atto di pirateria si stanno organizzando presidi di protesta e solidarietà in tutta Italia. Ecco una prima lista in aggiornamento. Bari – Piazza Umberto, ore 18 Trento – Piazza D’Arogno, ore 18 Milano – Corso Manforte, ore 17 Treviso – Piazzetta Aldo Moro, ore 18.30 Venezia – Campo S. Bartolomeo, ore 18 Padova – Liston, ore 18 Vicenza – Piazza Castello, ore 19 Bologna – Piazza Nettuno, ore 18 Ancona – Prefettura, ore 18 Napoli – Prefettura, ore 19 (da confermare) Udine – Prefettura, ore 18 Pordenone – Piazzetta Cavour, ore 18 Trieste – Piazza Unita d’Italia, ore 18 Torino – Piazza Castello, ore 18 Livorno – Piazza del Comune, ore 17 Pisa – Piazza Gaza, ore 17 Pavia – Piazza Vittoria, ore 18 Firenze – Piaza Santissima Annunziata, ore 18.30 Roma – Conferenza Stampa Montecitorio, ore 11.30, Colosseo, ore 18.00 Cagliari –  Piazza Yenne, ore 18:30 Palermo – Piazza Verdi, ore 19 Redazione Italia
April 30, 2026
Pressenza
Donne in Nero, protesta e solidarietà
Credo che prima o poi tutti si siano imbattuti in un presidio di Donne in Nero. Nel mondo se ne contano molti gruppi, si stima più di 10mila donne. Ma chi sono, quando sono nate? Ebbene, il primo gruppo fu costituito da 9 donne israeliane a Gerusalemme nel 1988, ai tempi della prima Intifada. Loro non erano sioniste, anzi, protestavano contro l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele. Volevano sostenere in modo pacifico la lotta palestinese, perciò cominciarono a stare in piedi nelle vie cittadine con cartelli neri a forma di mano che chiedevano la fine dell’occupazione. In silenzio e vestite di nero, a lutto, in modo semplice e visibile. Presto furono affiancate da donne arabe e si diffusero anche altrove, con gruppi autonomi senza gerarchie. Attraverso una visione femminista utilizzarono i loro corpi anche per stabilire un legame simbolico tra l’occupazione dei territori palestinesi e l’occupazione  maschile del corpo della donna non consenziente: brutalità violenta militare e patriarcato. Anche oggi in Israele si tengono regolarmente veglie in quattro località. Nel nostro piccolo anche a Viareggio una dozzina di donne in nero si trovano ogni giovedì (giorno di mercato). Il loro striscione “storico” porta una frase lapidaria e definitiva di Lidia Menapace: fuori la guerra dalla storia. A questo si aggiungono svariati cartelli con slogan pacifisti. Oggi il tema particolare era il sostegno alle donne kurde del Rojava, un prezioso esperimento di democrazia partecipata a guida femminile che rischia di essere distrutto dalle forze siriane. La Casa delle Donne di Viareggio ha un rapporto privilegiato con queste comunità. A loro va tutta la nostra solidarietà. Redazione Toscana
January 29, 2026
Pressenza
Sinistra Nato
“Su dai, facciamo anche noi una manifestazione per i diritti del martoriato popolo iraniano, oppresso dagli oscurantisti!” “Quanto hai ragione! E poi domenica tutti in corteo per liberare l’oppresso popolo venezuelano dai populisti!” “Fatta. E lunedì sotto i portici con gli striscioni per il sofferente popolo nordcoreano, incatenato dalla dittatura!” […] L'articolo Sinistra Nato su Contropiano.
January 17, 2026
Contropiano
Dieci presidi No Autonomia differenziata
Mentre tutto intorno tace, i Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti non cessano di esercitare la loro responsabilità: informare, denunciare, mobilitare per ostacolare e bloccare la folle corsa attraverso la quale il governo e il ministro Calderoli – bruciando le tappe e sconfessando la sentenza 192/24 della Corte Costituzionale – stanno portando a compimento il progetto eversivo dell’autonomia differenziata. Da Catania a Torino e Trieste in contemporanea, sotto le sedi dei Palazzi di dieci Regioni, si sono tenuti presidi che si sono conclusi con la consegna di un documento che individua in maniera circostanziata le deviazioni e le vere e proprie inottemperanze che il governo sta compiendo rispetto alla sentenza 192/24 della Consulta. In particolare: * Le pre-intese, nel loro insieme, su materie non LEP[1], tra il governo delle destre e il Veneto, la Lombardia, la Liguria e il Piemonte, perché la Corte Costituzionale ha chiesto che si procedesse con la devoluzione di funzioni specificamente motivate territorio per territorio, mentre le pre-intese sono fatte con il ‘copia-incolla’; * La legge delega sui LEP, AS 1623, perché è per lo più una legge di ricognizione, e dunque fotografa la situazione attuale, legittimando così le estese e profonde disuguaglianze nell’erogazione dei servizi tra Regioni, che i LEP dovrebbero invece superare; * L’inserimento in legge di Bilancio di 6 articoli (123-128), che determinano i LEP su materie particolarmente importanti, dunque sovrapponendosi alla stessa legge delega. Infine, nei documenti presentati dai Comitati, si chiede che le Regioni si impegnino a ricorrere alla Corte Costituzionale rispetto alla determinazione dei LEP, che non saneranno ma sanciranno le differenze territoriali. In 4 capoluoghi di Regione, poi – a Roma, Milano, Torino, Napoli – sono state consegnate le firme raccolte nelle piazze e sui banchetti per chiedere ai presidenti delle Regioni di non procedere o di non intraprendere alcun passo verso l’autonomia regionale. A Roma i consiglieri di opposizione si sono impegnati per fare una seduta straordinaria sul tema. I Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti ringraziano tutti i soggetti del Tavolo NOAD che hanno contribuito alla riuscita delle iniziative e ricordano a tutte e tutti che il tempo di agire è ora per bloccare questo progetto scellerato, i cui effetti saranno devastanti per il Paese. L’azione di Comitati e Tavolo è quanto mai urgente: entro il 31 dicembre, verranno infatti ratificati definitivamente gli accordi di Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte per l’applicazione dell’Autonomia differenziata relativamente a Protezione Civile, Professioni (albi professionali, esami, compensi), Previdenza complementare e integrativa, Coordinamento della finanza pubblica in materia sanitaria. E inoltre, la scorciatoia del collegamento alla legge di Bilancio del ddl Calderoli renderà il percorso di quel provvedimento più agevole e semplificato; al termine di esso potranno essere firmate le intese con le Regioni interessate ad acquisire potestà legislativa esclusiva sulle materie desiderate. Per fermare la folle corsa del ministro Calderoli verso la disgregazione della Repubblica, ci appelliamo alla vigilanza che la Corte ha affermato che avrebbe esercitato; alle forze politiche di opposizione e contiamo sulla mobilitazione di sindacati, associazioni, movimenti, cittadine e cittadini che abbiano a cuore l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti.    Comitati contro ogni AD, associazioni, movimenti, forze sindacali e politiche riunite nel Tavolo NO AD Esecutivo nazionale NO AD dei Comitati contro qualunque autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti. Web:  perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog email: noaogniad@gmail.com Fb:     ControOgniAutonomiaDifferenziata Instagram https://www.instagram.com/no_a_ogni_ad/ Canale Youtube [1] LEP sta per Livelli Essenziali delle Prestazioni, un concetto chiave in Italia che definisce gli standard minimi di servizi e prestazioni (come salute, istruzione, assistenza sociale, lavoro) che devono essere garantiti in modo uniforme e uguale su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali a tutti i cittadini, riducendo i divari tra regioni e attuando i principi costituzionali di uguaglianza. La loro definizione è cruciale nel processo di autonomia differenziata, per stabilire cosa lo Stato deve garantire e come finanziare le regioni per raggiungere questi standard. Redazione Italia
December 20, 2025
Pressenza
Attivisti per Gaza in Valtellina e Valchiavenna, la mobilitazione continua
Dopo quaranta giorni di presidi quotidiani in diversi Comuni della Valtellina e della Valchiavenna in appoggio a Gaza, alla Global Sumud Flotilla e alla Freedom Flotilla, gli attivisti si sono ritrovati sabato 25 ottobre a Ponte in Valtellina per chiudere una tappa e aprirne un’altra. Al posto delle “vele per Gaza” con il simbolo della GSF, restituite al club nautico che le aveva fornite, i presidi diventeranno settimanali e in giorni diversi, in modo da essere sempre presenti e saranno accompagnati da una pianta di ulivo, simbolo di pace e di cura. Ora però è tempo di bilanci e ringraziamenti e così hanno preso la parola rappresentanti dei presidi di Bormio, Tirano, Ponte, Morbegno, Chiesa Valmalenco, Chiavenna e Sondrio, con una poesia letta a nome del presidio di Talamona. Tutti hanno condiviso la soddisfazione per i momenti di confronto, unione, creatività e socializzazione offerti da quell’impegnativo appuntamento quotidiano, che ha permesso di ritrovarsi tra gente di età e provenienze diverse (con una partecipazione spesso superiore alle aspettative) e di uscire dal senso di impotenza suscitato dall’orrore in atto a Gaza e hanno riconosciuto alle flotille il merito di aver smosso e risvegliato tante coscienze, valorizzando l’azione dei singoli e degli insiemi umani. Ora bisogna continuare a mantenere alta l’attenzione sulla Palestina e dare seguito alle enormi mobilitazioni di fine settembre – inizio ottobre, in cui per una volta l’Italia ha fatto da esempio ad altri Paesi. Franco Biscotti, sindaco di Ponte in Valtellina, è intervenuto brevemente esprimendo la soddisfazione per la scelta del suo Comune per questo momento di passaggio, segnato dal dono della pianta di ulivo, albero sacro per i palestinesi. La famiglia di Su Bargauan, che si è imbarcata sulla Global Sumud Flotilla, ha ringraziato i presenti per l’appoggio ricevuto  e la stessa Su è poi intervenuta ricordando l’ondata di denuncia e speranza che ha unito tante persone in cerca di una direzione. Ha quindi contrapposto un sistema che si basa sui profitti e la paura al movimento di resistenza organizzato intorno alle relazioni, alle comunità e alla cura.  La pianta d’ulivo donata dal sindaco è stata poi messa a dimora circondata da bambini, in una sorta di cerimonia laica intensa e commovente. Dopo una pausa conviviale con prelibatezze salate e dolci portate dai partecipanti, l’incontro si è spostato al vicino teatro per un interessante approfondimento sull’intreccio di interessi, investimenti e affari che legano Israele all’Unione Europea. Francesca Bellini di Altreconomia ha ripreso i contenuti del suo articolo uscito lo scorso luglio e alle sue spiegazioni si è aggiunto in collegamento Jasper van Teeffelen, giovane ricercatore olandese del centro indipendente Somo, tradotto da Rosanna di Assopace Palestina. Ne è emerso che l’Europa è il maggiore investitore mondiale in Israele ed è il principale destinatario degli investimenti israeliani, mentre i Paesi Bassi, noto paradiso fiscale, sono da soli responsabili dei due terzi degli investimenti israeliani nell’Unione Europea, molto più di Germania e Stati Uniti. Non c’è da stupirsi dunque del doppio standard applicato a Russia e Israele quando si tratta di sanzioni; la riluttanza europea a rompere i rapporti commerciali con Israele e a decidere un embargo sulle armi acquista così una motivazione non solo politica, ma anche commerciale. E’ un quadro che suscita una profonda indignazione, ma la giornalista e il ricercatore hanno comunque sottolineato l’aumento della consapevolezza dell’opinione pubblica man mano che questa mostruosa realtà viene alla luce ed esortato a mantenere la pressione sui governi complici del genocidio e a continuare a denunciare chi ne trae profitto.     Anna Polo
October 26, 2025
Pressenza
Presidi e denunce contro la presenza di armi nucleari nelle basi di Ghedi e Aviano
Il 24 ottobre 2025 attivisti contro la presenza di armi nucleari sul territorio italiano terranno alle ore 11 presidi informativi davanti alla base militare di Ghedi (o in caso di mal tempo a Piazza della Loggia a Brescia) e davanti alla Loggia del Municipio di Pordenone, in occasione del deposito delle denunce alle Procure di Brescia e Pordenone. Le denunce chiedono di accertare la presenza delle armi nucleari a Ghedi e ad Aviano, presenza certa per i denuncianti; di dichiararne l’illegittimità e di perseguire i responsabili dell’importazione vietata dalla legge 185/90, dal trattato di Parigi del 1947 e dal Trattato di non proliferazione del 1975. Un’analoga denuncia presentata alla Procura di Roma il 2 ottobre 2023 è stata archiviata perché il giudice ha ritenuto di non poter interferire con scelte prettamente politiche. Eppure è principio pacifico che il giudice è garante della legalità e quindi non deve arretrare laddove gli spazi della discrezionalità politica siano circoscritti da vincoli posti da norme, come nel nostro caso. La tenacia dei denuncianti, forti della consapevolezza di essere dalla parte della ragione e del diritto, li ha portati a riproporre l’azione penale in altre sedi, laddove, cioè, non è stata presa la decisione, ma è stata materialmente consumata l’attività di importazione. I comandi e le forze militari hanno posto in essere una condotta illegittima e non potranno trincerarsi dietro una scelta politica ritenuta dal magistrato di Roma non giudicabile. Le due denunce sono sottoscritte da attivisti, pacifisti, antimilitaristi, alcuni dei quali rivestono posizioni apicali in associazioni nazionali e internazionali, come WILPF Italia.     Redazione Italia
October 21, 2025
Pressenza
Presidi a oltranza per la Global Sumud Flotilla in tutta Italia. L’equipaggio di terra si mobilita
Dopo la prima, straordinaria reazione all’attacco israeliano alle barche della Global Sumud Flotilla, la mobilitazione continua in tutta Italia con un elenco in continuo aggiornamento, che riportiamo di seguito. * Napoli, Stazione Centrale. * Roma, Piazza dei Cinquecento – Piazza Gaza * Livorno, Varco Zara * Torino, Piazza Palazzo di città * Pisa, Piazza XX settembre * Firenze, Piazza Annunziata * Milano, Piazza della Scala * Modena, Piazza Garibaldi * Palermo, Piazza Sant’Anna * Varese, Piazza Montegrappa * Genova, Varco Albertazzi * Bologna, Piazza Maggiore * Ravenna, Piazza del popolo * Cuneo, Piazza Europa * Cagliari, Piazza Costituzione * Bergamo, Zona stadio * Ferrara, Piazza della Cattedrale * Taranto, Piazza Garibaldi * Vicenza, Piazza dei Signori * Catania, Piazza Stesicoro * Lecce, Piazza Sant’Oronzo * Pesaro, Piazzale delle libertà * Lodi, Piazza della Vittoria * Brescia, Piazza Duomo * Sassari, Piazza d’Italia * Alghero, Piazza Porta Terra * Cuneo, Piazza Europa * Sassuolo, Piazza Garibaldi * Savona, Piazza Mameli * Perugia, Piazza IV Novembre * Terni, Largo Villa Glori * Parma, Piazzale Picelli * Massa Carrara, Piazza del Teatro * Padova, Corso pedonale Liston * Trieste, Piazza della Borsa * Pavia, Piazza Vittoria * Busto Arsizio, Piazza San Giovanni * Lecco, Largo Montenero * Monza, Via Boccaccio Redazione Italia
October 2, 2025
Pressenza
Attacco alla Global Sumud Flotilla, presidi in tutta Italia
In tutta Italia si stanno organizzando presidi di solidarietà e denuncia dopo il gravissimo attacco di questa notte alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza per forzare l’illegale blocco israeliano. Ecco un elenco in aggiornamento. Fonti: gruppi Whatsapp di attivisti e Radio Onda d’urto. Alle 14 in Piazza Montecitorio a Roma il Global Movement to Gaza ha convocato una conferenza stampa per fare il punto della situazione e chiedere una ferma condanna di Israele. A Varese in Piazza Montegrappa dalle 18:30 al presidio di emergenza indetto dal Gruppo informale di mobilitazione per la Palestina “Da Varese a Gaza”. A Torino è convocata una mobilitazione per le ore 18 in piazza Castello di fronte alla Prefettura. A Milano presidio e assemblea cittadina alle 18 in Piazza Scala. A Trieste, Gorizia e Pordenone presidi sotto le prefetture alle 18. A Udine in piazza Matteotti. A Firenze convocato presidio alle 20,30 in piazza Dalmazia dal Collettivo di Fabbrica ex GKN contro gli attacchi alla Global Sumud Flotilla e contro il genocidio in Palestina Il Centro Sociale Rivolta di Marghera ha organizzato il presidio ” La Global Sumud Flotilla non si tocca, tutti al Municipio di Mestre. Blocchiamo tutto”. Presidio alle 18 in via Palazzo 1. A Livorno alle 13.00 è stata organizzata un’assemblea cittadina al Varco Valessini per organizzarsi e proseguire il presidio al Molo Italia. A Modena presidio-corteo con appuntamento alle 18.30 in Piazza Matteotti. A Terni presidio alle 18.00 in Piazza della Repubblica. A Bologna  presidio alle 19.30 in Piazza Nettuno. A Bari presidio alle 18.30 in Piazza Prefettura. A Brescia presidio alle 18.00 in Piazza Rovetta A Pisa ore 17.30 Piazza XX Settembre. A Bergamo ore 19.00 in Largo Porta Nuova. A Lugano ore 18.00 Piazza Riforma. A Torino ore 18.00 Piazza Castello. A Trieste ore 18.00 sotto la Prefettura. A Parma ore 18.30 Piazza Garibaldi. A Darfo Boario Terme in Valcamonica ore 18.00 piazzale autostazione. A Bagheria ore 19.00 Piazza Garibaldi. A Trento ore 18.00 al Commissariato del Governo A Reggio Emilia ore 18.30 Piazza Prampolini A Chieti ore 18.00 Università Gabriele D’Annunzio A Ferrara ore 21.00 Piazza Cattedrale A Grosseto ore 18.00 presso libreria-bar QB A Palermo ore 18.00 via Cavour A Napoli ore 18.30 Largo Berlinguer A Venezia ore 18.30 sotto il Comune a Ca’Farsetti A Verona ore 19.00 Piazza dei Signori A Fermo ore 15.00 Corso Cavour A Macerata ore 15.00 Piazza Libertà A Genova ore 18.00 Largo Lanfranco. Alle 19 assemblea cittadina in Piazza De Ferrari A Salerno ore 18.00 Piazza Amendola     Anna Polo
September 24, 2025
Pressenza
MOBILITAZIONE GENERALE A FIANCO DELLA PALESTINA – DALLE 18 LA DIRETTA CON I PRESIDI ANNUNCIATI IN TUTTA ITALIA
Striscia di Gaza, 16 settembre 2025. Da questa notte Israele ha iniziato l’operazione di conquista totale di Gaza City, effettuando bombardamenti a tappeto su tutta la città per preparare il terreno all’invasione via terra. Almeno 68 i palestinesi uccisi dal fuoco israeliano, secondo quanto riferito da fonti ospedaliere del territorio. Un bilancio parziale, visto che a Gaza City ora è fuga di massa dal massacro in mezzo ai palazzi rasi al suolo. Dopo 710 giorni di genocidio, pure gli investigatori Onu si accorgono di quanto è sotto gli occhi del mondo intero; “Israele ha commesso un genocidio a Gaza dall’ottobre 2023, con l’intento di distruggere i palestinesi. “Gaza sta bruciando, scendi in piazza”. Sono state annunciate mobilitazioni in tutta Italia per la Palestina e la Global Sumud Flotilla. Questo martedì, sin dal pomeriggio, cortei e presidi lanciati in diverse città, come Milano, Roma, Firenze, Bologna, Padova, Cosenza, Udine, Pisa, Trieste, Palermo, Messina, Reggio Emilia, Monza, Pavia, Parma, Bari, Varese, Torino e Napoli. Domani, mercoledì annunciati altri appuntamenti di piazza. A Ravenna alle 17.30 corteo con il Coordinamento Bds e il Cap – Comitato Autonomo Portuali – contro l’economia di guerra e il traffico di armi dallo scalo marittimo romagnolo. * Da Ravenna Linda Maggiori giornalista d’inchiesta che ha resono noto il traffico di armi che coinvolge il porto romagnolo  Ascolta o scarica Sempre dall’Italia, quest’oggi, decine di studenti e studentesse per la Palestina ha interrotto una lezione presso il polo Piagge all’Università di Pisa, tenuta dal professor Rino Casella, docente associato di diritto comparato e apertamente “sionista”, come denunciato via social da attivisti e attiviste. L’aula è stata occupata. * Da Pisa sentiamo Linda di Student per la Palestina Ascolta o scarica Giovedi 18 settembre a Roma è stato indetto uno “sciopero di quartiere per la Palestina” organizzato “da chi vive e lavora a Torpignattara, Pigneto e Quadraro” in risposta alla richiesta di indire uno sciopero globale per la Palestina da parte delle organizzazioni dei lavorator palestinesi. * Come è stata organizzata questa iniziativa? L’intervist a Lorenzo, compagno di Roma Ascolta o scarica Intanto non si fermano le campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele. Sarà infatti un weekend di “azione globale” dal 18 al 21 settembre, data fissata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come termine ultimo in cui Israele deve porre fine all’occupazione illegale e all’apartheid. * Ne parliamo con Raffaele Spiga, di BDS Italia Ascolta o scarica
September 16, 2025
Radio Onda d`Urto