Attivisti per la Palestina, la necessità di fare squadra

Pressenza - Wednesday, June 24, 2026

Nei giorni scorsi a Cremona abbiamo ospitato tre eventi che ci hanno descritto una situazione tragica in merito a quello che sta vivendo la popolazione palestinese.

L’11 giugno incontro con PalMed – organizzazione di medici pro-Palestina – con la presenza di Raed Almajadalawi, medico palestinese gazawi che ora vive in Italia.

Il 16 giugno incontro con Loris de Filippi, neonatologo già presidente di MSF, al rientro da una missione durata 18 mesi a Gaza con l’Unicef.

Il 19 giugno incontro con Francesca Albanese in collegamento online con oltre 150 piazze italiane.

Tutti noi attivisti in vari modi coinvolti in questa tragedia siamo ed eravamo già a conoscenza di quanto sta accadendo, ma quello che, a mio parere, è emerso come davvero fondamentale e necessario e che è stato ribadito in tutti e tre gli incontri è la necessità di “fare squadra”.

Noi che ci ritroviamo giornalmente o settimanalmente o “quando è possibile” nelle nostre città cercando di coinvolgere quelle persone che umanamente condannano ma materialmente si sentono impotenti, spesso abbiamo la brutta sensazione che il nostro impegno sia inutile, eppure la nostra coscienza ci impone di non mollare. Allora ci chiediamo: “Cosa possiamo fare di più incisivo?”

La risposta ci è arrivata forte e unanime dai relatori di questi tre eventi: occorre fare rete, unirci, collaborare, partecipare, informarci, prendere posizione e diffondere tutte le iniziative delle oltre 150 piazze che in Italia si mobilitano in favore del popolo palestinese e per la giustizia di tutti.

Dall’incontro con Francesca Albanese è apparso evidente che non siamo “quattro o dieci pensionati nullafacenti” come ci definiscono sui social. Siamo migliaia e ognuno di noi ha le competenze per fare qualcosa, anche piccola, che serve a svegliare in primis una coscienza collettiva e pensante che possa fare pressione sul nostro governo e sull’Europa, che invece ci stanno trascinando in un baratro disumano.

I politici italiani ormai hanno il solo obiettivo di vincere le elezioni; noi attivisti da ogni città dobbiamo fargli capire che le priorità sono altre e che vogliamo essere rispettati e ascoltati in merito a:

  • Lo stop alla vendita di armi
  • Il diritto all’obiezione di coscienza
  • Il boicottaggio dei prodotti israeliani
  • La condanna e le sanzioni al governo israeliano
  • La condanna alle azioni militari immotivate del governo americano
  • Il riconoscimento dello Stato di Palestina
  • Obbligare Israele a consentire l’ingresso di aiuti sanitari e umanitari a Gaza.

In sintesi, noi siamo nel giusto e restando uniti possiamo fare molto.

Fiorenza Dall’Olmo. Gruppo Palestina viva/cessate il fuoco, Cremona

 

 

Redazione Italia