
MEDIO ORIENTE: TRA BOMBARDAMENTI ISRAELIANI E CESSATE IL FUOCO VIOLATI, IL LIBANO RIMANE IL NODO NEI NEGOZIATI IRAN-USA
Radio Onda d`Urto - Friday, June 5, 2026
Ancora stragi e massacri per mano israeliana in Libano, con il numero delle vittime dal 2 marzo a oggi sempre più vicino a quota 4mila, a cui si aggiungono 11mila feriti e centinaia di migliaia di sfollati.
In questo quadro Hezbollah respinge la tregua che esclude il Libano del sud e di fatto trasforma le autorità libanesi nel cane da guardia di Tel Aviv contro il movimento sciita, che ieri ha “informato il premier Aoun del rifiuto all’intesa: qualsiasi accordo deve partire dal ritiro completo di Israele”. Il presidente sciita del parlamento libanese, Nabih Berri, vicino a Hezbollah, ha spiegato che se le truppe israeliane lasciassero il sud del Paese, anche il movimento sciita potrebbe ritirarsi.
Nonostante il cessate il fuoco – teoricamente – in vigore, l’aggressione israeliana non si ferma, in particolare nel sud e nell’est del Paese dei Cedri: almeno 15 le persone uccise dai bombardamenti israeliani oggi, venerdì 5 giugno. Le ultime nel primo pomeriggio, con 2 morti a Tiro e uno a Nabatiye in seguito a bombardamenti israeliani. Tra gli obiettivi colpiti anche l’ospedale Jabal Amel dove 4 persone sono state uccise e 7 ferite, oltre a danni alla struttura sanitaria.
Sul fronte iraniano, Trump parla – come fa da settimane – di un’intesa che arriverà nei prossimi giorni, ma Teheran frena e ribadisce i propri punti fermi: la riapertura di Hormuz, lo stop alle sanzioni, la restituzione dei beni congelati in Qatar e lo stop agli attacchi israeliani in Libano. Mentre rimane il giallo nel vicino Oman: esplosione a Mina Al Fahal, punto cruciale per l’esportazione del petrolio. La compagnia statale conferma l’esplosione, limitandosi a ribadire che le operazioni “proseguono nella normalità”. Tace pure Israele di fronte allo scoop della Cnn, che mostra come Tel Aviv abbia dispiegato unità militari d’élite in Azerbaigian, nell’ambito di una rete di siti clandestini in tutto il Medio Oriente, per condurre operazioni contro l’Iran.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi con la professoressa Rosita Di Peri, docente di Storia del Medio Oriente e Scienze politiche e relazioni internazionali all’Università di Torino. Ascolta o scarica.