MEDIO ORIENTE: TRA BOMBARDAMENTI ISRAELIANI E CESSATE IL FUOCO VIOLATI, IL LIBANO RIMANE IL NODO NEI NEGOZIATI IRAN-USAAncora stragi e massacri per mano israeliana in Libano, con il numero delle
vittime dal 2 marzo a oggi sempre più vicino a quota 4mila, a cui si aggiungono
11mila feriti e centinaia di migliaia di sfollati.
In questo quadro Hezbollah respinge la tregua che esclude il Libano del sud e di
fatto trasforma le autorità libanesi nel cane da guardia di Tel Aviv contro il
movimento sciita, che ieri ha “informato il premier Aoun del rifiuto all’intesa:
qualsiasi accordo deve partire dal ritiro completo di Israele”. Il presidente
sciita del parlamento libanese, Nabih Berri, vicino a Hezbollah, ha spiegato che
se le truppe israeliane lasciassero il sud del Paese, anche il movimento sciita
potrebbe ritirarsi.
Nonostante il cessate il fuoco – teoricamente – in vigore, l’aggressione
israeliana non si ferma, in particolare nel sud e nell’est del Paese dei Cedri:
almeno 15 le persone uccise dai bombardamenti israeliani oggi, venerdì 5 giugno.
Le ultime nel primo pomeriggio, con 2 morti a Tiro e uno a Nabatiye in seguito a
bombardamenti israeliani. Tra gli obiettivi colpiti anche l’ospedale Jabal Amel
dove 4 persone sono state uccise e 7 ferite, oltre a danni alla struttura
sanitaria.
Sul fronte iraniano, Trump parla – come fa da settimane – di un’intesa che
arriverà nei prossimi giorni, ma Teheran frena e ribadisce i propri punti fermi:
la riapertura di Hormuz, lo stop alle sanzioni, la restituzione dei beni
congelati in Qatar e lo stop agli attacchi israeliani in Libano. Mentre rimane
il giallo nel vicino Oman: esplosione a Mina Al Fahal, punto cruciale per
l’esportazione del petrolio. La compagnia statale conferma l’esplosione,
limitandosi a ribadire che le operazioni “proseguono nella normalità”. Tace pure
Israele di fronte allo scoop della Cnn, che mostra come Tel Aviv abbia
dispiegato unità militari d’élite in Azerbaigian, nell’ambito di una rete di
siti clandestini in tutto il Medio Oriente, per condurre operazioni contro
l’Iran.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi con la professoressa Rosita Di
Peri, docente di Storia del Medio Oriente e Scienze politiche e relazioni
internazionali all’Università di Torino. Ascolta o scarica.