FRANCE: “L’ALLIANCE DES NUMEROS 10 DES QUARTIERS POPULAIRES” PARTE DA SAINT DENIS PER PRENDERE PAROLA“Il nome che ha preso questa iniziativa è “Alliance des numéros 10 des quartiers
populaires”, un’espressione calcistica che designa chi crea la dinamica di gioco
e questo vuol dire che i quartieri popolari in questa campagna presidenziale non
vogliono restare spettatori ma diventare attori, vogliono prendere la parola e
vogliono esserci.“Alice Ferraglio, compagna bresciana che vive e lavora da anni
oltralpe ed è consigliera comunale a Saint Denis, comune della banlieu nord di
Parigi comincia un ciclo di corrispondenze periodiche che verteranno sulle
prossime presidenziali del 2027 e sul contesto di mobilitazioni sociali e
sindacali in cui si svilupperà la campagna elettorale. “La strategia elettorale
de La France Insoumise (LFI) è di andare a cercare i voti di quelli che
normalmente si astengono perché da un punto dell’analisi di classe sono le
persone che hanno un interesse concreto e materiale a votare per il nostro
programma. Queste persone si trovano soprattutto nei quartieri popolari, nei
quartieri periferici, non soltanto nelle aree urbane ma anche nelle zone rurali.
Per andare a intercettare questo tipo di voto è nata una iniziativa cittadina
che non è della LFI anche se ci sono esponenti della LFI dei quartieri popolari
che vi aderiscono, penso ad esempio al nostro sindaco di Saint Denis, Bally
Bagayoko; è una dinamica nata da degli attivisti, da esponenti di associazioni
ma anche da influencer dei quartieri popolari che fanno politica sui social.”
Questa iniziativa è partita con una sua prima manifestazione domenica 30 agosto
proprio a Saint Denis, la seconda città più popolosa della regione
Île-de-France dopo Parigi con circa 150 mila abitanti: “differenti persone
provenienti da diverse realtà non solo politiche ma associative hanno preso la
parola in sostegno della campagna presidenziale di Jean-Luc Mélenchon perché
vedono nella La France Insoumise la possibilità di portare la loro voce, le loro
situazioni ed i loro problemi che vivono quotidianamente, e di provare ad avere
una risposta. E’ stato l’inizio di una campagna di questa Alliance des numero 10
che continuerà in tutta la Francia, in tutte quelle zone, quartieri popolari,
urbane e rurali.” Prossime tappe sono già previste a Marsiglia,Lille,
Strasburgo, Tolosa ed in altre città.
Intanto in Francia oltre ad alcune vertenze e lotte sindacali sono ci saranno
prossimamente due importanti mobilitazioni: il 20 settembre in decine di città
si terranno manifestazioni (quella principale a Parigi) “contro la legge
definita Permis de tuer, permesso di uccidere; legge approvata il 7 luglio,
proposta dai repubblicani, sostenuta dal governo e voluta dall’estrema destra.
Concede la presunzione di legittima difesa agli appartenenti delle forze
dell’ordine, cosa significa questo? Che quando un agente sparerà a qualcuno,
normalmente ad un manifestante o a una persona razzializzata perché sono queste
categorie nel mirino delle forze dell’ordine, non ci sarà la necessità di
spiegare la legittimità di quell’atto; lo sparo sarà a priori considerato
legittimo e sarà a carico degli eventuali famigliari della vittima provare che
quello sparo è stato illegittimo. Questo creerà problemi allo stato di diritto.”
Le manifestazioni sono sostenute anche da amnesty International, da LFI e dal
collettivo SAVE (Stop Aux Violences d’Etat). Mentre per il 29 settembre è stata
indetta una manifestazione dall’intersindacale “per contestare i tagli del
governo e domandare una rivalorizzazione dei salari, perché il giorno seguente
ci sarà la presentazione della manovra economica finanziaria 2027.”
La corrispondenza di Alice Ferraglio, compagna bresciana che vive e lavora da
anni oltralpe ed è consigliera comunale a Saint Denis Ascolta o scarica