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FUORI ALFREDO DAL 41 BIS: PRESENZA SOLIDALE IN OCCASIONE DELL’UDIENZA AL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI ROMA
Dopo l’incontro del 4 giugno presso la sede della Fondazione “La Rossa Primavera”, in via Mecenate 27 a Roma, compagne e compagni solidali con la lotta di Alfredo Cospito hanno organizzato una presenza solidale per il prossimo 12 giugno in occasione dell’udienza al tribunale di sorveglianza di Roma. Durante l’incontro è stato fatto il punto sulla situazione di Alfredo Cospito (compagno anarchico rinchiuso nel regime di tortura del 41 bis dal 2022) e si è discusso dei prossimi impegni di lotta, a partire dai processi in corso per la mobilitazione a sostegno dello sciopero della fame attuato per oltre 6 mesi da Alfredo, contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo. “Abbiamo iniziato questa lotta con Sara e Sandro al nostro fianco, la porteremo avanti fino in fondo anche per loro” è stato ribadito e sottolineato durante la riunione. Il resoconto di un compagno di Roma che ci ricorda le prossime iniziative Ascolta o scarica  COMUNICATO STAMPA Fuori Alfredo dal 41 bis. Presenza solidale in occasione dell’udienza al tribunale di sorveglianza (Roma, 12 giugno 2026) Con l’approssimarsi della scadenza dei primi quattro anni di applicazione, il 30 aprile il Ministero della Giustizia ha reso noto il rinnovo per altri due anni del regime di 41 bis nei confronti di Alfredo Cospito. Il 12 giugno è prevista l’udienza presso il Tribunale di Sorveglianza di Roma in merito al ricorso contro il rinnovo da parte del ministero. Alfredo Cospito è un anarchico imprigionato nel 2012 per aver colpito uno dei massimi responsabili del disastro nucleare che verrà. Dopo quasi 10 anni di carcere, veniva trasferito nel più afflittivo e vessatorio regime detentivo esistente nelle carceri italiane. Un provvedimento in linea con le manovre repressive di tutti gli ultimi governi, quindi palese espressione di politiche di guerra interna, imposto con lo scopo di ammutolirlo e interrompere la circolazione dei suoi testi. Contestualmente, nella fase finale del processo anti-anarchico “Scripta Manent”, veniva messo a rischio di una condanna all’ergastolo ostativo. Il movimento di solidarietà internazionale del 2022-’23, sviluppatosi particolarmente durante il lunghissimo sciopero della fame di Alfredo, ha infranto l’equilibrio politico e repressivo su cui si basava l’intento di annientamento totale rappresentato dalla combinazione del 41 bis con il rischio di una condanna all’ergastolo (all’epoca pressoché certa). Al tempo stesso, quella mobilitazione ha squarciato la coltre di silenzio imposta su un regime detentivo di tortura prima di allora intoccabile. Risale infine allo scorso anno il proscioglimento di 12 anarchici, tra cui Alfredo stesso, inquisiti a Perugia per la pubblicazione di un giornale anarchico rivoluzionario. Un’inchiesta che era stata un importante sostegno al trasferimento in 41 bis. Alfredo Cospito è tutt’oggi recluso in quel regime di tortura bianca, pertanto la mobilitazione non è conclusa. Continuare a lottare contro il 41 bis non ha solamente a che vedere con il carcere e la repressione statale: la reclusione di alcuni rivoluzionari nelle sezioni speciali è un monito alle componenti più vive nell’ambito della lotta contro lo Stato e il capitalismo. Continuare a lottare contro il 41 bis è quindi parte integrante di una prospettiva rivoluzionaria che non si estingue. Per una libertà autentica e integrale che ancora non esiste in questa realtà, ma che continua a pulsare nei nostri cuori, così come in quelli di coloro che hanno dato tutto sé stessi, fino alla fine e senza mezze misure. Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, anarchici tragicamente morti in azione nel mese di marzo, sono tra questi compagni la cui coerenza e dignità continueranno a turbare il potere. Anche per loro prendiamo l’iniziativa. VENERDÌ 12 GIUGNO 2026, ORE 09:00: PRESENZA SOLIDALE NEI PRESSI DEL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI ROMA, IN VIA TRIBONIANO. individualità anarchiche sparse  
June 10, 2026
Radio Onda d`Urto
LOTTE OPERAIE: SI COBAS LANCIA UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE NEI PORTI CONTRO I “LICENZIAMENTI RITORSIVI E GLI ATTACCHI ANTISINDACALI”
Mercoledì 10 giugno sarà una giornata di sciopero e mobilitazione nazionale nei porti italiani. A chiamarla il sindacato SI Cobas in risposta ai “licenziamenti ritorsivi” e agli “attacchi antisindacali” avvenuti a fine maggio nei porti di Salerno e di Napoli. Ciccio Collina, RSU SI Cobas alla Logiport di Salerno (gruppo Grimaldi), è stato infatti licenziato lo scorso 26 maggio con motivazioni pretestuose, probabilmente legate al suo impegno sindacale per la sicurezza e contro l’economia di guerra e il traffico di armi destinato ad alimentare il genocidio in Palestina. Negli stessi giorni, al porto di Napoli, due operai dell’impresa marittima De Luca, Giuseppe e Salvatore, sono stati licenziati a seguito della loro sindacalizzazione nei SI Cobas. “Licenziamenti di rappresaglia”, secondo il sindacato, che ora chiede il reintegro immediato per i tre lavoratori. Ma non solo. Dalla partecipata assemblea nazionale di sabato 6 giugno – all’interno della quale è stata lanciata la mobilitazione di domani – sono state molte le istanze che hanno poi dato forma alla chiamata, in primis quelle inerenti la sicurezza sul lavoro, ma anche quelle concernenti la deregolamentazione selvaggia “della turnistica, della flessibilità e degli straordinari”;  il riconoscimento del lavoro portuale come attività usurante e “contro l’utilizzo dei Terminal per il trasporto di armi e di materiale bellico diretto allo stato genocida di Israele”. Molte le adesioni alla giornata di mobilitazione e sciopero già pervenute agli organizzatori, dalla Freedom Flotilla ai Giovani Palestinesi d’Italia, dai Ferrovieri contro la guerra al Fronte della gioventù Comunista, dall’Unione degli Studenti a Link sindacato universitario, a cui si aggiungono Bds Italia, il partito dei Carc e molte altre realtà. L’iniziativa principale sarà al porto di Salerno domani mattina – con appuntamento alle ore 8,00 alla rotonda Ligea – ma non si escludono ulteriori iniziative in altri porti. Ai nostri microfoni per approfondire la cornice e le istanze alla base dell’iniziativa, Giuseppe d’Alesio dei SI Cobas Napoli-Salerno Ascolta o scarica
June 9, 2026
Radio Onda d`Urto
ONDA ANOMALA: LA RIVOLUZIONE DEI FENICOTTERI ARRIVA A BRESCIA. INTERVISTE, SUONI E IMMAGINI DELLA MANIFESTAZIONE
“Onda Anomala”- Notizie eventi movimenti dal clima che cambia, la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto all’interno della casetta degli attrezzi del martedi pomeriggio alle 18.45 in replica il mercoledi in apertura di trasmissioni alle 6.30. Nella puntata di oggi parliamo della cosiddetta Rivoluzione dei Fenicotteri in corso in Albania. Lo facciamo con Martina Mezini italiana di origine albanese che vive a Padova e con le interviste raccolte a Brescia durante la manifestazione che si è tenuta lune3di 8 giugno ai giardini di via dei Mille. Ascolta o scarica    Di seguito il comunicato diffuso dal CS Intifada di Empoli che evidenzia il quadro giuridico da cui si è innescata la lotta. ALBANIA IS NOT FOR SALE Da giorni si susseguono imponenti manifestazioni a Tirana e in tutta l’Albania, contro il governo guidato da Edi Rama (quello che si inginocchia a Giorgia), che ha svenduto il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali. La Rivolta dei fenicotteri è esplosa contro il progetto di costruzione di un resort di lusso sull’isola di Saseno, simbolo nazionale e luogo legato alla resistenza contro fascisti e nazisti, nonché nella vicina area costiera di Narta/Zvernec, un’oasi naturale protetta di grande valore ambientale. A capo dell’operazione è Jared Kushner, genero di Donald Trump, sostenitore di Israele. La strategia che ha permesso questa privatizzazione scellerata, è stata l’introduzione della legge n. 21/2024 soprannominata “la legge dei resort”. Legge che sostanzialmente apre al turismo di lusso nelle aree protette. Analizzando quello che, a nostro avviso, sono i punti che hanno portato alla svendita del bene comune agli oligarchi americani ed israeliani, ci teniamo ad evidenziare: – Art. 1: introducendo il concetto di “turismo di eccellenza” autorizzando di fatto la costruzione di strutture finalizzate, appunto, alle attività turistiche e di supporto al turismo. – Art. 3: ciò che prima era vietato nelle zone considerate protette, adesso viene ammesso. – Art. 14: sostituisce integralmente l’art.33 della legge 81/2017, ed è su questo punto che si è profondamente acceso il tema politico, in quanto elimina la logica conservativa delle aree protette, che permettevano sì, attività economiche e turistiche, ma subordinate agli obiettivi di conservazione. Dopo la sostituzione, l’articolo non ha subito una modifica tecnica, ma ha subito un cambio di paradigma creando corsie preferenziali per investimenti turistici di alto livello, infatti il punto 2 di tale articolo dice: “Sono consentite le attività svolte in strutture ricettive di eccellenza classificate a cinque stelle o superiori, nel settore turistico, nonché qualsiasi attività o infrastruttura ad esse connessa o funzionale, indipendentemente dal fatto che tali attività siano espressamente previste nel provvedimento di istituzione dell’area protetta.” – Art. 17: istituzione di nuovi uffici amministrativi, ZAPK (Zyra e Administrimit të Parqeve Kombëtare, Uffici di Amministrazione dei Parchi Nazionali) che, sostituiscono le precedenti amministrazioni delle aree protette, organi centralizzati che gestivano i parchi nazionali, le riserve naturali, le aree marine protette, paesaggio protetti. Di fatto la legge dice che quando viene istituito un ZAPK che non sono dei semplici uffici amministrativi, ma una nuova autorità gestionale del parco nazionale, nei commi 8-9 e 12 si capisce chiaramente la natura centralizzata di questo organo che di fatto diventa il braccio esecutivo del governo. “La loro struttura organizzativa e la relativa dotazione organica sono approvate con decreto del Primo Ministro.” Sono questi gli articoli che sostanzialmente hanno creato il quadro giuridico perfetto, che ha aperto le porte agli “investimenti strategici”, come definiti dal governo albanese. Unendo quindi il motore economico (nuovo Art.33) con quello amministrativo delle ZAPK si crea un modello dove la cura del bene comune viene demandata alle lobby del capitale, per fini esclusivamente economici e anti-sociali. Giuridicamente parlando, la domanda che ci si poneva nel 2017 era: “Perché permettere di costruire in un’area protetta?”. Dopo le modifiche del 2024 la domanda diventa: “Per quale motivo dovremmo vietare tale attività? Dato che l’abbiamo inserita tra quelle ammissibili?” Al Fianco delle proteste solidali con la popolazione contro i devastatori della ambiente. PROTEGGETE I FENICOTTERI, CONTRO I NUOVI OLIGARCHI! L’ALBANIA NON È IN VENDITA CSA INTIFADA EMPOLI ITALIA
June 9, 2026
Radio Onda d`Urto
PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA: TRE INDAGATI PER CORRUZIONE, COINVOLTO L’EX PRESIDENTE AGGIUNTO DELLA CORTE DEI CONTI
Nemmeno è stato costruito e già è arrivata un’indagine per corruzione per quanto riguarda la maxi opera dello Stretto di Messina. La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Tommaso Miele, ex presidente aggiunto di Corte dei Conti (in quiescenza dal febbraio scorso); Giacomo Francesco Sacoomanno, nel cda di “Stretto di Messina Spa”; e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio. I tre, accusati di corruzione e di rivelazione di segreto, secondo i pm avrebbero fatto pressioni sui magistrati contabili per dare un parere favorevole all’opera. Alla luce della bocciatura della delibera del Cipess nell’ottobre del 2025 da parte della Corte dei Conti, il magistrato contabile indagato ‘si era impegnato a predisporre una memoria da consegnare alla società’. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il commento di Daniele, del Comitato No Ponte – Capo Peloro. Ascolta o scarica.
June 9, 2026
Radio Onda d`Urto
“MILANO NON E’ GREEN MA GREY”. MERCOLEDI 10 COMITATI IN PIAZZA DAVANTI A PALAZZO MARINO
Mercoledì 10 giugno 2026, nel giorno stesso dell’apertura della Green Week promossa dall’Assessorato al Verde del Comune di Milano, i comitati civici ambientalisti della città daranno vita a un presidio in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino, dalle ore 17 alle 19,30. L’iniziativa — intitolata “Milano non è GREEN, ma GREY!” — è promossa dalla Rete dei Comitati della Città Metropolitana di Milano, dal gruppo “ForestaMI e poi DimenticaMI” e dall’associazione “Facciamo l’appello – Stop consumo di suolo”, e si rivolge a «cittadine, cittadini, gruppi informali di cittadinanza attiva, comitati e associazioni». Alle ore 18 gli attivisti daranno vita al flash mob “È la Giunta GREY che conta!”. La presentazione con Monica Negri della Rete dei Comitati della Citta’ Metropolitana di Milano e membro dell’Associazione Parco Piazza d’Armi-Le Giardiniere Ascolta o scarica  COMUNICATO STAMPA Mercoledì 10 giugno: i comitati milanesi in piazza contro la Green Week E per settembre annunciano una nuova edizione della Fake Week Dal 2022 nella fitta agenda delle week milanesi si è insinuata una week di cui la Giunta comunale avrebbe fatto volentieri a meno: è quella che i comitati civici ambientalisti organizzano in concomitanza alla Green Week dell’Assessora Elena Grandi per denunciare l’ipocrisia dell’amministrazione Sala, la distanza tra le promesse e le narrazioni propinate ai cittadini (tante proprio durante le week) e la realtà dei fatti che le smentisce. Inizialmente denominata Grey Week dal colore del cemento che a Milano prevale decisamente sul “green”, la settimana dei comitati si è evoluta in una Fake Week articolata in quattro giornate di convegni, dibattiti, laboratori e momenti di piazza la cui organizzazione fa capo alla Rete dei Comitati della Città metropolitana di Milano, con la partecipazione di altre realtà civiche – anche gruppi giovanili e centri sociali – e di docenti universitari, esperti, giornalisti. La Grey e la Fake Week dei comitati milanesi si erano sempre svolte a settembre, negli stessi giorni della Green Week comunale. Nel 2026 però l’Assessorato al Verde – con una mossa a sorpresa non pubblicizzata sui media- haspostato la Green Week a giugno, secondo qualche maligno proprio nel tentativo di liberarsi dalla “copertura” della Fake Week. La Rete dei Comitati, dal canto suo,ha confermato la programmazione della Fake Week 2026 per settembre. Ma gli attivisti dei numerosi comitati ambientalisti milanesi – la stessa Rete ma anche il gruppo afferente alla nota pagina Facebook “ForestaMI e poi DimenticaMI” ed altri – non hanno voluto mancare all’appuntamento con la Green Week e hanno deciso di far sentire la propria voce critica proprio nel giorno della sua apertura, mercoledì 10 giugno, dando vita a un presidio intitolato “Milano non è GREEN; ma GREY!” davanti a Palazzo Marino, dalle ore 17 fino alle 19,30. La chiamata alle armi, rivolta a “cittadine, cittadini, gruppi informali di cittadinanza attiva, comitati e associazioni”, che sono tutti invitati a scendere in piazza, si legge a chiare lettere sulla pagina Facebook di “ForestaMI e poi DimenticaMI”, dove è annunciato anche un flash-mob che si preannuncia stuzzicante: “10 giugno tutt@ in piazza Scala dalle 17 per denunciare l’ipocrisia di Milano Green City! Mercoledì 10 giugno noi di ForestaMI e poi DimenticaMI insieme alla Rete dei Comitati della Città Metropolitana di Milano e ‘Facciamo l’appello-Stop consumo di suolo’ andiamo in piazza – nel giorno di apertura dell’ennesima Green Week della Giunta Sala – per denunciare, ancora volta, che Milano è malata di ipocrisia green. Il primo passo verso la guarigione è guardare la realtà sotto la cortina di fumo green continuamente alimentata da narrazioni, proclami e comunicati stampa su iniziative di facciata e interventi pochissimo rilevanti dal punto di vista ambientale. La realtà è un decennio di manutenzione del verde pietosa e un crescendo di scempi ambientali (da piazzale Baiamonti a San Siro), il proliferare di piazze-isole di calore (altro che i milioni di alberi e le foreste urbane promessici col progetto ForestaMI!), mentre la città è preda degli appetiti dei privati e dei fondi immobiliari che costruiscono come se non ci fosse un domani, il nostro domani! Il secondo passo verso la guarigione è chiedere, pretendere tutt@ insieme politiche di vera discontinuità. Alle ore 18 gli attivisti dei comitati daranno vita al flash mob ‘E’ la Giunta GREY che conta!’”. Comunicato stampa a cura di “ForestaMI e poi DimenticaMI”  
June 9, 2026
Radio Onda d`Urto
“SBAM! MUSICA GIOIA E RIVOLUZIONE”: 12-13-14 GIUGNO A MILANO IL FESTIVAL DELLE BANDE E FANFARE
Il festival SBAM! Musica, Gioia e Rivoluzione si terrà a Milano dal 12 al 14 giugno 2026. Organizzato dalla Fonc e dalla Banda degli Ottoni a Scoppio, è un’iniziativa autofinanziata di fanfare militanti che animerà le strade e gli spazi sociali della città con musica di lotta e resistenza.Il festival vedrà la partecipazione di diverse formazioni musicali e collettivi che si esibiranno in vari punti di Milano a sostegno di lotte e diritti sociali. La presentazione del Festival SBAM con Alberto Abo Di Monte nostro collaboratore da Milano Ascolta o scarica  Per conoscere orari e esibizioni https://www.instagram.com/reel/DYHFM8qtpNI/  
June 9, 2026
Radio Onda d`Urto
GUERRA: “ISRAELE CONTRO L’ACCORDO E NEL SUD LIBANO PROSEGUE PROGETTO SIONISTA DI PULIZIA ETNICA E OCCUPAZIONE”
“Come mai questo accordo Usa-Iran è così difficile da raggiungere? La risposta è perché l’Iran vuole assicurarsi che la guerra non ricominci subito, cioè che dopo il raggiungimento dell’intesa non ci siano altri attacchi come quello dell’anno scorso dei 12 giorni o quelli del 2024, e perché questo succeda è necessario arrivare a delle clausole stringenti che evidentemente impediscano a Netanyahu di fare quello che vuole. Per questo la risposta che c’è stata ieri da parte dell’Iran agli attacchi su Beirut è molto importante, perché vuol dire che per l’Iran non è più accettabile scendere a compromessi e permettere che Israele continui con la sua guerra permanente.” Il professor Giuseppe Acconcia, docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università Statale di Milano, valuta così lo stato del negoziato e le dichiarazioni di Trump secondo il quale la diplomazia si trova nelle sue “fasi finali” per un “ottimo” accordo con l’Iran, “entro 2-3 giorni”. Stavolta Teheran conferma seppur parzialmente le parole di Washington: il rappresentante all’Onu Saeed Iravani ha espresso la speranza che “il processo si concluda entro la fine di questo mese. Il cessate il fuoco sarà globale e riguarderà l’intera regione, Libano compreso”.  “L’escalation che c’è stata nelle ultime ore con i raid reciproci tra Israele e Iran hanno messo a dura prova la possibilità di un negoziato che abbia una soluzione positiva che porti alla fine della guerra – prosegue il docente – evidentemente non è nell’interesse di Israele che questo accordo si realizzi, anzi il premier israeliano Netanyahu ha tutto l’interesse che questo accordo fallisca e quindi sta facendo di tutto per mettere a rischio ogni possibilità negoziale.”Tra i punti ritenuti fondamentali secondo l’Iran per arrivare ad un’intesa, come condizione, c’è la fine delle ostilità in Libano: “vuol dire che l’Iran si pone non solo come paese centrale e mantiene la sua capacità di difesa in Medio Oriente ma ha anche un ruolo importante per l’asse della resistenza e quindi interviene a difesa di paesi come il Libano ma pensiamo anche a Gaza e Cisgiordania o allo Yemen. Evidentemente è una grande novità perché fino a questo momento l’Iran a parole aveva difeso gli interessi dell’asse della resistenza ma in realtà  non è mai intervenuto in  maniera attiva per difendere questi interessi.” Proprio nel sud del Paese dei Cedri Israele continua però a condurre raid: nella notte 9 morti a Tiro, tra cui un paramedico. Proprio la millenaria città del sud è al centro oggi di nuovi ordini di evacuazione da parte degli occupanti, compresi i quartieri abitati dalla popolazione libanese cristiana. Dal 2 marzo, le vittime totali libanesi per mano di Israele sono ormai 3.700; “questo vuol dire che l’esercito israeliano sta facendo in Libano quello che ha fatto a Gaza, ricordiamo anche le accuse di uso del fosforo bianco. Fondamentalmente il Libano è un’altra Gaza nel senso che anche qui si persegue pulizia etnica, apartheid e genocidio. A questo si aggiunge l’annessione di una parte importante di territorio, evidentemente questo non sarà mai accettato dal leader di Hezbollah che parla di capitolazione, che ha detto al presidente libanese di non proseguire il negoziato, ha detto di essere contrario al disarmo e la questione che adesso viene posta è quella di costruire delle zone pilota, mentre l’esercito israeliano continua ad avanzare, che sono praticamente degli avamposti dove dovrebbe avvenire il passaggio di consegne dalle forze militari israeliane all’esercito libanese che è estremamente debole; quindi è evidente che in questa zona del sud del Libano il progetto sionista va avanti.” A questo punto quindi sarà necessario che nell’accordo “ci sia il ritiro di IDF dal sud del fiume Litani e quindi la liberazione dei territori occupati al confine nord di Israele, così come dovrebbe essere fondamentale una vera pacificazione di Gaza dove la guerra continua, 8 morti nelle ultime 24 ore, anche quello è un altro punto centrale la guerra deve finire, ci deve essere un cessate il fuoco vero non fasullo.” Giuseppe Acconcia, docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università Statale di Milano autore di diversi lavori sul Medioriente tra gli altri “Il grande Iran” e “Taccuino arabo” Ascolta o scarica  
June 9, 2026
Radio Onda d`Urto
FESTA DI RADIO ONDA D’URTO: PRESENTATI I CONCERTI SUL PALCO PRINCIPALE DELLA XXXIV EDIZIONE, “DEDICATA A JEAN-LUC STOTE”
Oggi, martedì 9 giugno, durante una conferenza stampa che si è tenuta negli studi della nostra emittente, è stata presentata la XXXIV Festa di Radio Onda d’Urto, in programma da mercoledì 5 a sabato 22 agosto 2026 all’area feste di via Serenissima a Brescia. Al centro dell’incontro con i media i concerti sul palco principale, con 45 esibizioni live dall’Italia e dal mondo in 18 serate, a prezzi popolari, oltre a un altro centinaio abbondante di concerti e djset tra Tenda Blu, Patchanka, Chiringuito. E ancora: dibattiti, libri e incontri di carattere politico, ludico e culturale, gli stand enogastronomici e tanto altro ancora: il programma completo, in fase di pubblicazione, è su www.festaradio.org. L’edizione 2026 della festa estiva di Radio Onda d’Urto è dedicata a Jean-Luc Stote, storico redattore della nostra emittente, per anni responsabile della redazione musicale, volontario della Festa, scomparso lo scorso settembre, poco dopo l’ultima edizione. Di seguito la registrazione degli interventi della conferenza stampa: Michele Borra, redattore di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica. Luciano Taffurelli, direttore artistico della Festa di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica. Simone Cavagnini, della redazione musicale di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica. Laura Pescatori, della redazione musicale di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
June 9, 2026
Radio Onda d`Urto
LIBIA: ANCORA PRIGIONIERI DELLE MILIZIE DI HAFTAR 10 ATTIVISTI DEL CONVOGLIO SUMUD SOLIDALE CON LA PALESTINA
In Libia restano prigionieri 10 attivisti del convoglio Sumud di terra bloccati ormai a fine maggio dalle milizie libiche di Haftar alle porte di Sirte; tra loro anche 2 attivisti italiani. Secondo il ministro degli esteri Tajani “ci sono interlocuzioni in corso che hanno portato a un miglioramento delle loro condizioni di detenzione. Non sono stati ancora formalizzati i capi di accusa nei loro confronti”. Tajani ha aggiunto che oggi, martedì, “è in programma una nuova udienza di fronte al procuratore libico”. Decine di attivisti di 13 paesi tra cui Canada, Spagna, Italia, Stati Uniti e Sudafrica, sono in sciopero della fame in solidarietà nei confronti dei 10 rapiti della Flotilla in Libia e per chiedere che “i governi intervengano e garantiscano l’immediato rilascio”. Sara, Global Sumud Flotilla. Ascolta o scarica
June 9, 2026
Radio Onda d`Urto
PERU’: AL BALLOTTAGGIO DELLE PRESIDENZIALI VINCE IL CANDIDATO PROGRESSISTA ROBERTO SANCHEZ
Ballottaggio delle presidenziali a sorpresa in Perù domenica 7 giugno 2026, con l’estrema destra che va verso una battuta d’arresto dopo diverse vittorie elettorali in SudAmerica, grazie alla regia di Washington. I risultati vedono una proiezione al 50.3% del candidato progressista Roberto Sanchez, rispetto all’estrema destra dell’eterna candidata Keiko Fujimori, figlia dell’ex dittatore peruviano Alberto e avanti al primo turno. Lo scrutinio reale prosegue con lentezza (qui i risultati ufficiali), ma al 95% Sanchez è al 50,11%, contro il 48,99% della Fujimori. Uno scarto minimo ma che continua, lentamente a crescere, con l’arrivo dei risultati delle zone rurali peruviane, tradizionalmente favorevoli alle forze progressiste rispetto alla costa conservatrice. Al netto degli (scontati) ricorsi e delle possibili tensioni per le mosse della Fujimori, il nuovo presidente peruviano sarà quindi progressista. Le valutazioni su Radio Onda d’Urto di Rodrigo Andrea Rivas, giornalista, analista e profondo conoscitore della politica latinoamericana. Ascolta o scarica  
June 9, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: VENERDì 12 GIUGNO CENA BENEFIT PER LO SRI LANKA AL CSA MAGAZZINO 47
Venerdì 12 giugno 2026 al C.S.A. Magazzino 47 di Brescia: Cena sociale a sostegno della popolazione dello Sri Lanka. Oltre al consueto appuntamento con il Mercato 47 e l’aperitivo in Enoteca-libreria, alle 20.00 cena a supporto della popolazione dello Sri Lanka, Il ricavato della cena andrà a finanziare borse di studio per bambini/e srilankesi, tramite l’associazione Piyapath, associazione benefit srilankese. Sottoscrizione: 12 euro per entrambi i menù Prenotazione obbligatoria: 03045670. Specificare la preferenza tra i due menù. Menù carne: Patis Riso basmati Pollo curry Lenticchie dahl al curry Ananas piccante Fagiolini al curry Papadam Dolce  Menù vegano: Patis Riso basmati Patate saltate in padella Lenticchie dahl al curry Ananas piccante Fagiolini al curry Papadam Dolce
June 9, 2026
Radio Onda d`Urto
MILANO: “DECIDE LA CITTA'”. CONFERENZA STAMPA DEL LEONCAVALLO DAVANTI ALLA SEDE (SGOMBERATA E VUOTA) DI VIA WATTEAU.
Conferenza stampa lunedì 8 giugno 2026 in via Watteau a Milano, dove fino allo sgombero dell’agosto 2025 si trovava lo Spazio Pubblico Autogestito Leoncavallo. Durante l’iniziativa è stata resa nota un’offerta indicativa da 5 milioni di euro (il doppio rispetto alla perizia di stima di valore) per riprendere l’area di via Watteau e consentire il ritorno del Leoncavallo nella sua sede storica a Milano. È il risultato del percorso avviato negli ultimi mesi dagli ambasciatori del centro sociale meneghino nella trattativa, Sergio Cusani e Pino Tripodi, che hanno tuttavia denunciato   lo stallo dell’iniziativa per la mancata apertura di una trattativa da parte della proprietà, la famiglia Cabassi, che non ha risposto alle sollecitazioni del Leoncavallo. “In assenza di sbocchi potrebbero essere le nuove generazioni a individuare percorsi diversi; nulla è escluso” hanno fatto sapere attiviste e attivisti del Leo. La conferenza stampa con l’intervento di Pino Tripodi. Ascolta o scarica L’intervento di Daniele Farina, portavoce del Leoncavallo. Ascolta o scarica Le domande dei giornalisti presenti e le risposte. Ascolta o scarica
June 8, 2026
Radio Onda d`Urto