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MANTOVA: INCENDIO AL POLO ENI-VERSALIS, “UNA ZONA POTENZIALMENTE DINAMITARDA”. RISCHIATA LA TRAGEDIA
Sono state domate le fiamme scaturite stamane da un incendio al magazzino di materiale plastico dell’azienda Eni-Versalis. Resta ancora una sparuta nume di fumo ma la situazione è sotto controllo. Le fiamme hanno causato una densa nube di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, con gravi rischi per l’ambiente, che restano ancora da valutare. Gli operai sono stati immediatamente evacuati, uno è intossicato. Il presidio interno dei Vigili del fuoco, previsto per legge per questo tipo di aziende ad alto rischio, è prontamente intervenuto. Spostati dai binari della ferrovia Mantova – Monselice, chiusa, tre vagoni contenenti cloruro di titanio, a rischio esplosione. Si è rischiata una tragedia poiché in zona sono presenti numerose aziende del settore petrolchimico, tra le quali Eni Power, cui stabilimento è stato evacuato, l’ex raffineria Ies, che ancora stocca carburanti e la Sapio, che produce ossigeno e idrogeno. Da Mantova sentiamo Federico Chiavolelli, Segretario Organizzativo locale della Filctem-Cgil, che tra l’altro abita a 500 metri dalla zona nella quale è scoppiato l’incendio, che lo stesso Chiavolelli ha definito “potenzialmente dinamitarda”. Ascolta o scarica
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
MESSICO: PROTESTE E SCONTRI NEL GIORNO DELL’INAUGURAZIONE DEI “MONDIALI DELLE DISUGUAGLIANZE”
Nello stadio di Città del Messico ieri sera la cerimonia di apertura dei Mondiali di Calcio più grandi, lucrosi e diseguali di sempre, le cui gare si giocano tra Messico, Usa e Canada. Sul palco ore di star internazionali, nel segno dello slogan voluto dalla Fifa: “il calcio unisce tutto il mondo”. Parole surreali e insultanti, almeno per le migliaia di persone – insegnanti, lavoratori, sindacati, madres buscadoras, movimenti sociali e per la giustizia climatica – che ieri sera per ore hanno provato a superare il muro di polizia posto a oltre un km dallo stadio messicano, tra scontri, arresti e cannoni ad acqua. A festeggiare è solo la Fifa, con un giro d’affari da 13 miliardi di euro, sulla pelle di popoli e territori. Da Città del Messico il contributo di Claudio Albertani,docente all’università autonoma della capitale messicana, che ci racconta delle mobilitazioni e offre una panoramica delle rivendicazioni espresse dai movimenti sociali messicani. Ascolta o scarica
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
MEDIO ORIENTE: UN AGGIORNAMENTO TRA PALESTINA E IRAN CON LA GIORNALISTA ELIANA RIVA
Medio Oriente. Secondo le agenzie Reuters e Bloomberg un memorandum d’intesa tra Usa e Iran per porre fine alla guerra nel Golfo potrebbe essere firmato già domenica a Ginevra. Secondo le loro fonti, non specificate, il testo dell’intesa sarebbe ancora in fase di definizione. La road map prevederebbe che la formulazione venga definita entro sabato, in modo che l’accordo possa essere firmato dal vicepresidente Usa JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf il giorno successivo. Non sarebbe ancora stata stabilita una sede, ma Ginevra parrebbe la più probabile. L’accordo imminente era stato annunciato, per la 39esima volta dall’inizio dei negoziati, ieri sera dal presidente statunitense Trump, passato in poche ore da voler scagliare nuovi, pesanti, bombardamenti contro l’Iran ad annunciare l’intesa e una presunta vittoria della guerra. Da Teheran, all’inizio, è giunta una reazione fredda, sostituita con il passare delle ore da toni rivendicativi: ‘Il testo approvato è quello proposto dall’Iran’, afferma la tv di Stato. Secondo l’agenzia semi-ufficiale iraniana Mehr, Usa e Iran “si apprestano ad avviare i negoziati finali incentrati su questioni nucleari ed economiche, escludendo però il programma missilistico”, di cui si parlerà in seguito. La bozza attuale prevede, pare, la fine del blocco Usa di Hormuz, la riapertura dello Stretto, la revoca delle sanzioni petrolifere, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e l’impegno degli Usa a ritirare le forze dalle aree circostanti l’Iran. Colto di sorpresa, in parte, Netanyahu che sperava di essere riuscito a sabotre i negoziati. Il premier israeliano – che si è limitato a parlare di un “pieno accordo” con Washington sulla questione del nucleare – ha comunque già fatto sapere che Tel Aviv non è coinvolta nell’accordo e non ha alcuna intenzione di porre fine alle aggressioni militari in tutta l’area. Resta nel mirino il martoriato Libano. Proseguono gli attacchi a sud del Paese dei cedri, in particolare contro la città millenaria di Tiro. Almeno 7 le persone uccise nelle ultime ore, con l’esercito occupante israeliano che avrebbe occupato l’area a nord del torrente Wadi Saluki, a 10 km dalla linea blu di demarcazione. Un altro raid ha colpito un centro sanitario della Al-Risala Emergency Medical Association. In risposta Hezbollah – i cui portavoce si dicono fiduciosi sul fatto che l’accordo Usa-Iran comprenderà anche il Libano – ha effettuato 24 attacchi contro le forze israeliane. Il movimento sciita libanese rivendica l’uccisione di un soldato israeliano vicino Tiro. Anche in Palestina l’esercito di occupazione israeliano continua gli attacchi mortali, la pulizia etnica e il genocidio. Almeno 3 persone hanno perso la vita tra droni e artiglieria nella Striscia di Gaza, tra l’estremo sud e l’area centrale, quella del campo profughi di Nuseirat. In Cisgiordania invece raid e attacchi continui dei coloni, in tandem con l’esercito occupante: secondo Oxfam in soli 5 mesi, i primi del 2026, accertati 550 assalti mentre dall’ottobre 2303 a oggi il numero di civili palestinesi uccisi in Cisgiordania ha superato quello dei 17 anni precedenti”, 1.200, di cui circa 300 bambini. Ci aggiorna sulla situazione in questi Paesi Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri e collaboratrice de Il Manifesto. Ascolta o scarica
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: TORNA LA BIENNALE ITINERANTE DEL SOCIALE. NEGLI SPAZI DI CARME LE FOTOGRAFIE CHE SI OCCUPANO DI “CRISI AMBIENTALI E DIRITTI NEGATI”
Inizierà sabato 13 giugno e prosegue fino al prossimo al 2 agosto 2026, negli spazi di CARME di via delle Battaglie 61/1 a Brescia, la seconda edizione della BIS – Biennale Itinerante del Sociale. Titolo di questa edizione sarà “Geografie del margine. Tra crisi ambientali e diritti negati” e come ogni anno l’evento è promosso dall’Associazione Culturale Pachamama. La rassegna riunisce questo 2026 dieci fotografi e fotografe internazionali che affrontano, attraverso il linguaggio del reportage, temi legati ai diritti umani, alle marginalità sociali e alle trasformazioni ambientali. Il percorso espositivo presenta progetti realizzati in diverse aree del mondo, dal Sud America al Medio Oriente, dall’Africa all’Europa, offrendo uno sguardo su territori e comunità interessati da conflitti, cambiamenti ambientali e disuguaglianze sociali. Presenta l’edizione ai nostri microfoni Paula Jesus, la direttrice artistica  di questa Biennale e dell’associazione Pachamama. Ascolta o scarica
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: CONTRO LA RETORICA FASCISTA E RAZZISTA DELLE “REMIGRAZIONE” APPUNTAMENTO DI PIAZZA IN CONCOMITANZA CON ROMA
Mentre a Roma nella giornata del 13 giugno è attesa una ampia partecipazione alla manifestazione contro la calata fascista sulla Capitale che va sotto il nome di “remigrazione”, anche a Brescia si propone un appuntamento di piazza: alle ore 16 in Piazza Garibaldi diverse forze politiche e sociali si danno appuntamento per “fermare l’odio razzista e difendere la democrazia”. Ci parla dei contenuti della manifestazione Dino Greco, dell’assemblea permanente antifascista di Brescia. Ascolta o scarica
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
DALLA PARTE DEL DIRITTO ALL’ABITARE: SABATO MANIFESTAZIONI A MILANO E ROMA. IL 18 GIUGNO MOBILITAZIONE A BRESCIA CONTRO GLI SFRATTI
“Dalla parte del diritto all’abitare”, trasmissione quindicinale di informazione e approfondimento sulle lotte per la case, contro sfratti, sgomberi e pignoramenti. In questa puntata: Brescia: giovedi 18 giugno ci sarà una giornata di mobilitazione generale contro gli sfratti con 3 picchetti per bloccare 4 esecuzioni. In almeno due ci sarà l’intervento della polizia. Sentiremo Alice compagna di Diritti per tutti e del Csa Magazzino 47 Milano: manifestazione sabato 13 giugno per il diritto alla casa e alla città promossa dal Movimento 3 luglio che racchiude vari collettivi, associazioni e sindacati inquilini. La partenza sarà da Piazza Tricolore alle ore 16 ma dal mattino ci saranno iniziative e preconcentramenti in alcuni quartieri popolari come il Gratosoglio, Giambellino, Baggio e Via Padova. Ci presenta la giornata Gianni Carenza di unione inquilini di Milano Roma: nella giornata di mobilitazione antifascista e antirazzista “Fuck remigration” ci sarà anche il corteo contro il piano casa del governo Meloni, contro sfratti e sgomberi.  Sentiremo Paolo Divetta del Movimento per il diritto all’abitare La puntata della trasmissione Dalla parte del diritto all’abitare Ascolta o scarica  
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
GUERRA: “SULL’ACCORDO USA IRAN CI SONO DIVERSE VARIABILI, UNA DI QUESTE E’ ISRAELE, CHE LO RENDONO FRAGILE”
“La base negoziale è verosimilmente quella iraniana, tuttavia ci sono diverse variabili, una di queste naturalmente è Israele.” Comincia con queste parole il commento del giornalista esperto di medio oriente Marco Magnano sulla possibile svolta nel negoziatoUsa-Iran. Poco prima delle 20 di ieri sera Trump, dopo avere trascorso la giornata ad annunciare raid massicci sull’Iran, per “fare come in Venezuela”, ha poi smentito se stesso: “abbiamo l’accordo, niente raid. Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo. Firmeremo molto presto, forse nel fine settimana in Europa.“subito dopo la firma riaprirà anche lo Stretto di Hormuz’, dove però nel frattempo ‘resta pienamente in vigore’ il blocco navale e dove nelle ultime ore sono stati abbattuti dagli Usa 2 droni iraniani. Da Teheran, la freddezza iniziale di fronte alla giravolta di Trump è stata sostituita, con il passare delle ore, da una postura quasi rivendicativa: ‘Il testo approvato è quello proposto dall’Iran’, ha fatto sapere la tv di Stato. Dietro le quinte in realtà si lima e si tratta ancora, ma qualcosa di vero nelle parole di Trump c’è, stando ad alcune agenzie di stampa semiufficiali iraniane: per la Mehr, Usa e Iran “si apprestano ad avviare i negoziati finali incentrati su questioni nucleari ed economiche, escludendo però il programma missilistico”, di cui si parlerà in seguito. La bozza di memorandum prevede la fine del blocco Usa di Hormuz, la riapertura dello Stretto, la revoca delle sanzioni petrolifere, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e l’impegno degli Usa a ritirare le forze dalle aree circostanti “Netanyahu subito dopo le parole di Trump sull’accordo raggiunto – prosegue il commento Magnano – ha rilasciato un comunicato stampa in cui è scritto che Israele non è parte del possibile accordo, ma apprezzava alcuni passaggi delle dichiarazioni di Trump quelle in cui il presidente Usa aggiungeva che tra le parti dell’accordo c’è la cessione di tutto l’uranio arricchito iraniano che sarà ceduto a qualche stato terzo approvato dai negoziatori; quindi questo, il limite sulla produzione missilistica e la cessazione del supporto per i cosiddetti proxy nella regione, ovvero in particolare a Hezbollah. E’ interessante perché nel comunicato iraniano tutto questo è completamente riformulato, quindi abbiamo ancora un gap molto ampio da colmare però detto questo è vero che siamo effettivamente davanti ad una possibile, possibile, svolta.” L’analista di questioni internazionali evidenzia però un altro grande punto debole:  “l’aspetto strategico, ovvero a che cosa può servire questo cessate il fuoco, questo accordo, perché Trump continua a parlare di pace quando non ci sono nella regione le condizioni per la pace e lo vediamo da tantissimi aspetti, uno naturalmente sono questi attacchi che comunque hanno continuato a susseguirsi, un secondo è il fronte collegato a quello tra Iran e Stati Uniti che è quello che si combatte in Libano e su cui Israele ha tutto l’interesse a tenere l’accordo separato e non rispettarlo anche se dovesse essere firmato e quindi questo è un punto estremamente debole.“ Esiste poi secondo Magnano anche un altro aspetto che rende fragile l’eventuale intesa: “l’altro punto critico sono tutti gli altri vari attori del Golfo che in questo momento stanno cercando delle vie più o meno diplomatiche o economiche per mantenere comunque una posizione di forza rispetto all’Iran, penso ad esempio all’Arabia Saudita, quindi non ci sono effettivamente le condizioni per accertarsi e per poter avere la logica speranza che questo cessate il fuoco sia destinato a trasformarsi in qualcos’altro cioè una stabilizzazione della regione, anche perché questa stabilizzazione non fa comodo a nessuna delle potenze militarmente rilevanti di questo territorio compresa la Turchia. Tutto questo rende questo accordo di breve respiro.” Nella seconda parte dell’intervista rilasciata a Radio Onda d’Urto Marco Magnano parla della situazione in Libano dove si sta recando e dell’obiettivo di Israele di rafforzare la propria posizione militare sul campo occupando maggior territorio possibile verso nord per avere poi maggior forza al momento del negoziato sul Libano. L’intervista a Marco Magnano, giornalista e analista di questioni internazionali e mediorientali Ascolta o scarica
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
SCIOPERO NAZIONALE DEL COMPARTO CULTURA E SPETTACOLO. DECINE DI ORGANIZZAZIONI E SINDACATI MOBILITATI, COME NON ACCADEVA DA 50 ANNI
Sciopero di tutto il comparto cultura e spettacolo – musei, biblioteche, archivi, teatri, oltre a precari di editoria, musica, produzione artistica e culturale – indetto per tutta la giornata da Cub, Cobas, Clap, Adl Cobas, Usi e per i confederali da Fp e Nidil Cgil, oltre ad associazioni autorganizzate del settore come Mi Riconosci, Redacta, Galassia, Vogliamo Tutt’Altro. “Da circa 30 anni, i governi in Italia hanno spinto verso una privatizzazione selvaggia della cultura, in tutte le sue forme. Risultato? Non di certo più efficienza, ma povertà salariale, disorganizzazione e mercificazione del patrimonio pubblico sottratto a cittadini e cittadine”, denunciano i sindacati. Uno sciopero ampio e trasversale, indetto con questa profondità di settori e organizzazioni come non accadeva da 50 anni. Oltre le singole vertenze locali e settoriali, al centro c’è il diritto a condizioni lavorative dignitose per tutte e tutti, contro l’unica logica del profitto e per una cultura non mera merce di scambio. Per questo, decine i presidi e i sit in lungo tutta Italia. Da Pisa Federico Giusti, della CUB. Ascolta o scarica. Da Roma Vincenzo Miliucci, confederazione COBAS. Ascolta o scarica.
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: “LA SITUAZIONE È GRAVISSIMA” LA CORRISPONDENZA DA GAZA CON SAMI ABU OMAR
La scorsa notte, aerei da guerra dell’esercito di occupazione israeliano hanno effettuato un raid contro un’abitazione nei pressi dell’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, nella città di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Gli ospedali e le cliniche rimasti parzialmente operativi sono ormai a corto di farmaci, bende e attrezzature specialistiche: “La situazione attuale evidenzia chiaramente una carenza generalizzata di materiali di consumo medico e strumenti chirurgici” afferma il dottor Hussam Dawoud, primario di oftalmologia e chirurgia oculare e direttore dell’ospedale “Attualmente riusciamo a fornire circa il 60% dei servizi che offrivamo prima della guerra. La ragione principale è che Israele impedisce l’ingresso di attrezzature mediche e strumenti chirurgici”. Nel territorio si registra inoltre il più alto numero di bambini amputati in rapporto alla popolazione rispetto a qualsiasi altra parte del mondo. Decine di migliaia di minori malati o feriti necessitano ancora di cure urgenti, mentre molti di coloro che avrebbero bisogno di assistenza specialistica all’esterno della Striscia non sono stati evacuati. Secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità sanitarie di Gaza, circa 4.000 bambini necessitano con urgenza di evacuazione per motivi medici. Oltre ai bombardamenti, Israele ha nuovamente emesso ordini di evacuazione per alcune aree del vicino campo profughi di Al-Maghazi. Gli ordini riguardano diverse zone del campo, tra cui centri di riabilitazione, un asilo, edifici comunali e altre aree nei pressi della rotonda di Sidqi. Radio Onda d’Urto si è collegata con Gaza per raccogliere la testimonianza di Sami Abu Omar, cooperante impegnato con diverse realtà attive nella Striscia e collaboratore dell’emittente. Ascolta o scarica. In Cisgiordania occupata, intanto, proseguono i raid e gli attacchi dei coloni, in tandem con l’esercito occupante: secondo Oxfam, nei primi cinque mesi del 2026 sono stati documentati 550 assalti. Dall’ottobre 2023 a oggi, il numero dei civili palestinesi uccisi in Cisgiordania ha superato quello registrato nei 17 anni precedenti: oltre 1.200 morti, di cui circa 300 bambini. Si contano inoltre quasi 50.000 sfollati e oltre 925 barriere che limitano la libertà di movimento di circa 3 milioni di persone, a vantaggio degli insediamenti dei coloni.
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
VENERDÌ 12 GIUGNO: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
L’economista e nostro collaboratore, Andrea Fumagalli, torna su Radio Onda d’Urto con la rubrica del venerdì, 12 giugno 2026, di analisi critica dei fatti economici della settimana. In questa puntata abbiamo parlato dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria di Banca Intesa Sanpaolo lanciata  su Monte dei Paschi di Siena; del bussness dei Mondiali di calcio; di capralato e delle responsabilità della legge Bossi-Fini. BANCHE – Banca Intesa Sanpaolo ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria su Monte dei Paschi di Siena (Mps) per creare un colosso bancario europeo con oltre 16 miliardi di utile netto stimato entro il 2029 e circa 27 milioni di clienti. La potenziale acquirente è la seconda banca italiana per valore ma probabilmente la più influente di tutte. Quella eventualmente acquisita è una banca dalla storia travagliata che nell’ultimo anno e mezzo si era resa protagonista di un’importante operazione finanziaria: l’acqisizione di Mediobanca. In mezzo ci sono altre grandi istituzioni finanziarie, tra cui la compagnia assicurativa Generali, ma anche Unipol, BPER e Banco BPM. MONDIALI DI CALCIO – I Mondiali di calcio rappresentano più che una competizione sportiva: sono divenuti una delle principali piattaforme economiche e finanziarie a livello globale. L’edizione 2026 della Coppa del Mondo, con il debutto di 48 squadre e tre Paesi ospitanti (Stati Uniti, Canada, Messico), segnerà un nuovo record in termini di valore economico. Secondo le stime ufficiali della FIFA e dei principali analisti di mercato, i ricavi totali supereranno gli 11 miliardi di dollari solo per l’organizzazione, trainati da diritti TV, sponsorizzazioni e autorizzazioni. I Mondiali sono tra i primi dieci motori economici della crescita mondiale, come sottolineato dal World Economic Forum. CAPORALATO – Dopo l’uccisione di 4 braccianti agricoli, bruciati vivi in un minivan nel Cosentino, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha difeso la linea del governo, promettendo inoltre più ispezioni, controlli e vigilanza sul lavoro agricolo. Piantedosi,rispondendo all’opposizione che accusava la legge Bossi-Fini di creare un esercito di persone vulnerabili perché irregolari, ha invece rivendicato la bontà e la non responsabilità di tale legge di fronte a caporalato, bracciantato e violenze contro i lavoratori migranti. 1% EQUO – In meno di un mese,  la proposta di legge di iniziativa popolare “1% equo” ha già superato il quorum di 50.000 firme, superando il minimo richiesto per la presentazione in Parlamento. L’iniziativa mira a introdurre un’imposta patrimoniale annuale e progressiva sui patrimoni che superano la soglia dei 2 milioni di euro e aliquota progressiva dall’1% al 3,5%. Il prelievo interesserebbe 100–500 mila contribuenti, meno dell’1%, e il gettito stimato è tra 26 e 65 miliardi annui. La conversazione di venerdì 12 giugno 2026 con Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia e nostro collaboratore. Ascolta o scarica
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
“SPOP”: TORNA IL FESTIVAL DELLO SPORT POPOLARE DELL’UNIONE SPORTIVA STELLA ROSSA, DAL 12 AL 14 GIUGNO A CEVO (BS)
“Quando Cevo, ce vò!“. Sarà Cevo, Valle Camonica, la sede principale delle tre giornate di sport e iniziative dal basso organizzate dall’Unione Sportiva Stella Rossa che come ogni anno dà vita a SPOP, il festival dello sport popolare. Da venerdì 12 a domenica 14 giugno lo sport sarà al centro di diversi appuntamenti organizzati nel fine settimana che mette insieme tornei, trekking, musica e campeggio trasformando il paese in uno spazio aperto a squadre, associazioni e cittadinanza. Si inizia questa sera, venerdì, alla Casa del Parco Adamello per poi proseguire sabato 13 giugno con i tornei di green volley, calcio, rugby touch e molto altro. Domenica, poi, i trekking organizzati dall’Unione Sportiva insieme ad APE e lo yoga; nel pomeriggio un momento di confronto con Fausto De Stefani, alpinista che ha raggiunto tutte le 14 vette del mondo sopra gli 8mila metri, e il Collettivo Resistente Alta Valle Camonica. Presenta SPOP 2026 Beppe, dell’USSR – Unione Sportiva Stella Rossa e conduttore del programma Radio SPOP su Radio Onda d’urto. Ascolta o scarica. -------------------------------------------------------------------------------- Di seguito il programma: * Sabato 13 giugno: si gioca Dalle 9:30 alle 18:30 il campo sportivo di via Pineta sarà il centro della giornata. In programma due tornei Green Volley 4 contro 4, con squadre miste e almeno una donna sempre in campo; Calcio 7 contro 7, anch’esso riservato a formazioni miste. I posti sono limitati: dodici squadre per il volley e sei per il calcio. L’iscrizione costa 5 euro a persona e va effettuata in anticipo tramite WhatsApp. Intorno ai campi continuerà però a succedere altro: partite spontanee di Rugby Touch, sfide improbabili alla Coppa Chiosco e tutto quel contorno che spesso rende memorabile una giornata più dei risultati finali. Dalle 21 le premiazioni e la festa si sposteranno all’Area Feste. * Domenica 14 giugno: si cammina, si ascolta, si immagina La giornata inizia alla Casa del Parco Adamello. Alle 8:30 prende il via il trekking organizzato da USSR e APE lungo i sentieri della zona. Un’ora più tardi, sul prato dello Spazio Feste, Chiara Barcellini guiderà una sessione di yoga aperta a chiunque abbia voglia di iniziare la mattina muovendosi con calma. Nel pomeriggio, alle 14, la montagna sarà raccontata da Fausto De Stefani, tra i pochissimi alpinisti ad aver raggiunto tutte le quattordici cime oltre gli ottomila metri. Attraverso un documentario e un confronto aperto con il Collettivo Resistente Alta Valle Camonica si parlerà di ambiente, territori e del rapporto tra chi la montagna la vive e chi la attraversa. Alle 15:30, la plenaria conclusiva riunirà le realtà presenti per condividere idee, progetti e prossimi passi. Mangiare, ballare, fermarsi Ogni festival si ricorda anche per il tempo trascorso fuori dal programma. Così, il venerdì sera si apre con una cena comunitaria alla Casa del Parco. Sabato il campo sportivo ospiterà pranzo, merenda e punto ristoro per tutta la giornata, mentre la cena sarà curata dalla Pro Loco. Domenica non mancheranno colazione, pranzo e taglieri caldi. La notte, invece, sarà affidata alla musica: venerdì alla Casa del Parco con Beppe Miami & Big Mafia Sound; sabato all’Area Feste con Pedra, Marchino e altri ospiti. Per chi decide di restare fino all’ultimo, sono disponibili aree tenda e sistemazioni tra la Casa del Parco Adamello e il Camping & Chalet Pian della Regina. Tutte le informazioni sui canali social dell’Unione Sportiva Stella Rossa
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
FIRENZE: AL VIA L’HACKMEETING 2026. DAL 12 AL 14 GIUGNO AL CSA NEXTEMERSON
Al via l’Hackmeeting 2026. La ventinovesima edizione dell‘incontro annuale delle controculture digitali si svolgerà dal 12 al 14 giugno a Firenze, presso csa NextEmerson. Un’iniziativa totalmente autogestita dalla comunità che la attraversa e la costruisce anno dopo anno con modalità, pratiche e canali propri. Una tre giorni di incontri, seminari, giochi e condivisione di saperi per guardare alla tecnologia in maniera critica e consapevole. L’obiettivo degli Hackmeeting (o Hackit) – si legge sul sito dell’iniziativa – è “analizzare assieme le tecnologie che utilizziamo quotidianamente, come cambiano e che stravolgimenti inducono sulle nostre vite reali e virtuali, quale ruolo possiamo rivestire nell’indirizzare questo cambiamento per liberarlo dal controllo di chi vuole monopolizzarne lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali e relegandoci in spazi virtuali sempre più stretti”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Subsonic dell’hacklab di Brescia, in collegamento con noi dagli spazi del centro sociale fiorentino che ospita l’evento. Ascolta o scarica   Foto d’apertura: Hackmeeting 2023, Reggio Calabria.  
June 11, 2026
Radio Onda d`Urto