GUERRE, ARMI E AMBIENTE. A BRESCIA IL SEMINARIO ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE MICHELETTI“Guerre, armi e ambiente. Difendere la pace, salvare il pianeta”. E’ questo il
titolo del seminario in programma mercoledì 22 aprile 2026 presso la sede della
Fondazione Micheletti di Brescia, in via Cairoli 9. Un pomeriggio di
approfondimento – dalle ore 14.30 alle ore 17.30 – presso la sala di lettura
della Fondazione con le comunicazioni di Mariam Ahamad, Emanuele Leonardi,
Marino Ruzzenenti, Enzo Ferrara e Pirous Fateh-Moghadam a tema guerra e
l’impatto su ambiente e interi popoli (in fondo all’articolo locandina e
programma completo).
Come spiega lo storico ambientale Marino Ruzzenenti ai microfoni di Radio Onda
d’Urto, le guerre “oltre ai danni che provocano immediatamente cioè i morti, i
feriti, i bombardamenti, lasciano un’eredità pesantissima che è destinata a
durare per decenni su quei territori, in termini di invivibilità, di danni
all’ambiente, danni di dispersione di inquinanti di ogni genere da metalli
pesanti a gas tossici, a polveri, a diossine, PCB, polveri di amianto.”
Ruzzenenti sintetizza con questa premessa l’importanza di riflettere sulla
correlazione tra guerra, armi e ambiente, con le conseguenti implicazioni, che
saranno al centro del seminario in programma domani, mercoledì, a Brescia.
“E’ un aspetto che viene spesso sottovalutato”, sottolinea Ruzzenenti. “Tutti
questi danni rendono invivibile quei territori perchè tutto questo inquinamento
significa provocare danni alla salute a tutti coloro che dovranno ricostruirsi
una vita. Per di più il nesso tra guerra ed ambiente è tremendo perchè è chiaro
che nel momento in cui si fa la guerra non solo si investono risorse per gli
armamenti come sta avvenendo in tutto l’occidente e anche nel mondo ma queste
risorse non possono e non vengono investite per affrontare la vera e grande
crisi che attende l’umanità che è la crisi ecologica e la crisi sociale connessa
con la crisi ecologica”.
L’intervista completa allo storico dell’ambiente e collaboratore della
Fondazione Micheletti Marino Ruzzenenti, per presentare il seminario “Guerre,
armi e ambiente”. Ascolta o scarica.
Il Programma
22 aprile ore 14 e 30 – 17 e 30, sala di lettura della Fondazione Luigi
Micheletti, via Cairoli 9, Brescia. Coordina i lavori Davide Caselli.
Comunicazioni di 15-20 minuti:
* Le grandi mobilitazioni per la Palestina, Mariam Ahmad
Dai movimenti per il clima del 2019 a quelli recenti per la Palestina,
Emanuele Leonardi
Verso un mondo post-occidentale, Marino Ruzzenenti
Il peso ambientale delle armi, “merci oscene”, Enzo Ferrara
Il danno alla salute delle guerre, a Gaza e non solo, Pirous Fateh-Moghadam
Al termine previsto un momento conviviale.
L’avvento di Trump sembra stia mettendo in discussione in Occidente la
narrazione consolidatasi negli ultimi trent’anni: la globalizzazione
neoliberista è vincente e destinata a sconfiggere gli stati del terrore e le
autocrazie conseguendo l’uniformazione al modello occidentale, fondato sul
libero mercato, i diritti individuali, la democrazia.
Questo ottimismo, inoltre, è messo a dura prova dagli orrendi crimini contro
l’umanità perpetuati da Israele a Gaza, con il sostegno di buona parte
dell’Occidente, nonché dall’illegale aggressione all’Iran da parte degli Usa e
di Israele, e infine dalla guerra “alle porte di casa” tra Russia e Ucraina,
tutt’ora in corso, che minaccia di scatenare un conflitto mondiale nucleare.
In verità, studiosi più attenti, da diversi versanti ideologici, da tempo stanno
mettendo radicalmente in discussione questa narrazione:
John Mearsheimer, La grande illusione. Perché la democrazia liberale non può
cambiare il mondo, Luiss University Press, Roma 2019; F. Cardini, La deriva
dell’Occidente, Laterza, Roma-Bari 2023; E. Todd, La sconfitta dell’Occidente,
Fazi, Roma 2024; A. Colombo, Il suicidio della pace. Perché l’ordine
internazionale liberale ha fallito (1989-2024), Raffaello Cortina, Milano 2025.
Dunque, forse, staremmo transitando verso un mondo post-occidentale, del tutto
nuovo rispetto a cinque secoli di storia in cui il dominio del sistema economia
mondo capitalistico (I. Wallerstein; S. Arrighi) è appartenuto sempre ad una
potenza occidentale (Spagna, Paesi Bassi, Inghilterra, Stati Uniti). Potrebbe
affermarsi, per la prima volta nella modernità, un mondo multipolare, senza
alcuna potenza dominante ed egemone, come sembrano auspicare i BRICS, un nuovo
mondo che affida davvero e concordemente a istituzioni internazionali condivise
il compito di derimere i conflitti tra le nazioni, sapendo che, in ogni caso, le
grandi sfide della crisi ecologica e sociale rimangono del tutto aperte e
richiedono un impegno comune.
In questo contesto complesso e in continua evoluzione vano visti con grande
preoccupazione la corsa agli armamenti decisa dall’Ue, nonché il conseguente
accantonamento dei pur timidi propositi di affrontare la crisi ecologica con il
Green Deal o e i fallimenti delle ultime Cop convocate per la crisi climatica.
Un focus particolare intendiamo dedicare alla Palestina, sia per valorizzare le
recenti mobilitazioni giovanili, sia perché si tratta di un caso esemplare del
rapporto perverso tra guerra e crisi ambientale: oltre alle tante vittime umane,
quasi tutte civili, causate dalla criminale aggressione di Israele a Gaza, quei
territori sono stati resi invivibili dalle distruzioni e dagli inquinanti
dispersi in ambiente a seguito dei bombardamenti; a ciò si aggiungerebbe il
paradosso di una ricostruzione affidata ai Petrostati del Golfo (gli stessi che
hanno fatto fallire le Cop impedendo che si potessero anche solo citare i
fossili) e con la regia degli Usa che l’ultima Cop l’hanno addirittura
disertata.
Il seminario, dunque, ha lo scopo di approfondire questi temi per rilanciare una
prospettiva di pace, unica condizione per affrontare sia la crisi ecologica, che
la crisi sociale, ambedue aggravate dai trent’anni di egemonia neoliberale.
I materiali prodotti potrebbero poi essere raccolti in un dossier da pubblicare
su “Altronovecento”.
Brevi bio dei partecipanti:
* Davide Caselli, professore associato di Sociologia dell’ambiente e del
territorio (GSPS-08/B) e insegna Culture urbane e Sociologia del territorio e
comunicazione ambientale al Corso di laurea triennale di Scienze della
comunicazione e Welfare locale e istituzioni culturali al Corso di laurea
magistrale in Valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale
presso il Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione dell’Università
di Bergamo. I suoi principali interessi di ricerca riguardano le politiche
sociali, il lavoro sociale, il ruolo di esperti ed expertise nelle società
contemporanee e i processi di finanziarizzazione. Su questi temi ha
pubblicato il libro, Esperti. Come studiarli e perché (il Mulino, 2020) e
diversi articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali.
* Mariam Ahmad, 26 anni, Palestinese nata e cresciuta a Brescia, studentessa di
sistemi agricoli sostenibili presso l’università degli studi di Brescia.
Giovane attivista da sempre impegnata nella causa palestinese.
* Emanuele Leonardi, Professore Associato presso l’Università di Bologna dal
2024, svolge le sue attività nell’ambito della sociologia economica. Gli
interessi di ricerca sono rivolti in particolare all’ecologia politica,
all’ambientalismo operaio e ai movimenti per la giustizia climatica.
Attualmente incentra la sua ricerca sui temi della Transizione Giusta, in
particolare nel contesto dei progetti PRIN ‘Just Transition in the Factory’ e
PRIN PNRR ‘Digital Food and Just Transition’. Suoi articoli sono ospitati in
riviste prestigiose quali “Ecological Economics”, “Globalizations,
Sustainability: Science, Practice and Policy”, “Sociologia del Lavoro”, e
“Partecipazione e Conflitto”. Per l’editore Orthotes ha pubblicato Lavoro
Natura Valore. André Gorz tra marxismo e decrescita (2017) e L’era della
giustizia climatica (2023 – con Paola Imperatore).
* Marino Ruzzenenti, responsabile del Centro di storia dell’ambiente della
Fondazione Luigi Micheletti, ultimo testo in uscita per Altreconomia, La fine
dell’Occidente? Cinque secoli di dominio del mondo al capolinea.
* Enzo Ferrara, chimico ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Ricerca
Metrologica-INRIM e presidente del Centro Studi per la pace dedicato a
Domenico Sereno Regis (Torino), Direttore del Gruppo di Redazione di
“Medicina Democratica”, socio della cooperativa “Epidemiologia &
Prevenzione”, redattore e collaboratore delle riviste “Gli Asini”,
“Altronovecento”, “Vision For Sustainability e Close Encounters in War”.
* Pirous Fateh-Moghadam, laureato in medicina e specializzato in Igiene e
Medicina preventiva presso l’Università di Bologna, con master universitario
di II livello in Epidemiologia Applicata presso l’Istituto superiore di
sanità/Università Tor Vergata di Roma. Lavora presso il Dipartimento di
Prevenzione dell’Asuit di Trento. I suoi interessi professionali maggiori
sono il monitoraggio della salute e dei fattori che la determinano ponendo
attenzione anche alle disuguaglianze sociali nella salute, alle relazioni tra
salute e sostenibilità ambientale e all’impatto sulla salute di guerra e
militarismo. Coordina il gruppo di lavoro di promozione della pace
dell’Associazione Italiana di Epidemiologia ed è l’autore di Guerra o salute,
Il Pensiero Scientifico Editore, 2023.