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SPAGNA: ATTACCHI FASCISTI ALL’ACAMPADA PER IL DIRITTO ALLA CASA A MADRID. SI RESISTE FINO ALLO SCIOPERO GENERALE DELL’11 NOVEMBRE
Il 12 ottobre in Spagna è la Giornata della Festa Nazionale spagnola (Día de la Hispanidad). La celebrazione è stata l’occasione per gruppi franchisti, fascisti e nazionalisti per attaccare l’acampada alla Puerta del Sol di Madrid, la tendopoli di protesta per il diritto alla casa. L’episodio è avvenuto in prima serata al termine della sfilata militare che si tiene tutti gli anni in occasione del 12 ottobre. Qualche decina di manifestanti di estrema destra provenienti dalla sfilata, si sono diretti verso la piazza centrale imbracciando bandiere nazionaliste e franchiste. I gruppi hanno intonato l’inno falangista “Cara al sol”, rivolto insulti ai residenti della tendopoli, lanciato uova e fatto ripetutamente il saluto fascista. Gli attivisti per il diritto alla casa, accampati in piazza da oltre due settimane a causa dell’emergenza abitativa, hanno reagito formando cordoni di protezione attorno alle proprie tende impedendone l’ingresso. Hanno risposto alle provocazioni intonando cori antifascisti come “Aquí están los antifascistas” e “Madrid será la tumba del fascismo”. La protesta in difesa del diritto all’abitazione è nata a fine settembre a seguito dello sfratto di Maricarmen, un’anziana di 87 anni successivamente deceduta in ospedale. Nonostante i tentativi di sgombero richiesti dalla Comunidad de Madrid, l’Alta Corte di Giustizia locale ha stabilito la legittimità della permanenza dei manifestanti nella Puerta del Sol che intendono occupare la piazza a Madrid, come in tante altre citta’ della Spagna, fino al giorno dello sciopero generale in programma per l’11 novembre. Da Madrid Lorenzo Tecleme giornalista Ascolta o scarica 
October 13, 2026
Radio Onda d`Urto
“LE CLASSI POPOLARI TRADITE DALLA SINISTRA, COSÌ IN EUROPA TRIONFANO I POSTFASCISTI”, INTERVISTA A DAVIDE CONTI
Le classi popolari tradite dalla sinistra, così in Europa trionfano i postfascisti è il titolo di un articolo pubblicato sul quotidiano Il Domani di martedì 13 ottobre 2026 a firma dello storico Davide Conti. Nel suo contributo, Conti affronta il tema dell’avanzata delle destre reazionarie e fasciste cui assistiamo a livello globale guardando alla storia degli ultimi decenni, dalla fine del compromesso socialdemocratico che aveva caratterizzato lo stato sociale tra il 1945 e il 1975 per arrivare all’odierna crisi del modello liberale dentro il reflusso della globalizzazione capitalista in seguito alla crisi del 2008. In questo processo di trasformazione del capitalismo, e nello spostamento dei consensi della classe lavoratrice (e in generale delle classi popolari) verso proposte politiche di estrema destra, la sinistra socialdemocratica ha le proprie responsabilità. Per approfondire questi temi, Radio Onda d’Urto ha intervistato lo storico Davide Conti, consulente della procura di Bologna per l’inchiesta sulla strage del 2 agosto 1980, già consulente della procura di Brescia per l’inchiesta sulla strage del 28 maggio 1974, autore di diversi volumi tra cui Fascisti contro la democrazia. Almirante e Rauti alle radici della destra italiana 1946-1976 (Einaudi, 2023). “Con la fine della Guerra Fredda – spiega Davide Conti su Radio Onda d’Urto – si è sviluppata quella fase di espansione e libertà di movimento dei capitali che non aveva più bisogno dei costrutti fondamentali del compromesso socialdemocratico che, tra il 1945 e il 1975, aveva redistribuito la ricchezza e ‘orizzontalizzato’ il sistema decisionale del potere attraverso le democrazie rappresentative. La globalizzazione ha spostato la dimensione della produzione della ricchezza dal profitto alla rendita“. “Negli ultimi decenni – prosegue Conti – anche la sinistra socialdemocratica ha spostato il proprio baricentro dal lavoro alla rendita: da un lato ha abbandonato la rappresentanza del lavoro, dall’altro è passata alla promozione di altri impianti ideologici, sostitutivi dei paradigmi precedenti, occupandosi di diritti civili e di quegli interventi, anche giusti, che esulano dalla vita materiale, recidendo alla radice il senso della sinistra nella società“. “La destra, invece, ha raccontato che la ‘mondializzazione’ dell’economia, del costume e della cultura ha prodotto l’impoverimento generalizzato delle classi popolari, e che quindi è necessario ripristinare il primato del profitto, dell’economia corporativa, che ha bisogno dei confini, dei dazi e dell’omogeneità etnica delle comunità nazionali. Questi elementi hanno fatto breccia, anche culturalmente, nei ceti popolari“, continua lo storico nell’intervista rilasciata alla nostra emittente. Tutto questo, in Italia, è rappresentato dal governo Meloni e dall’avanzata di Futuro Nazionale guidato da Vannacci. L’esecutivo ha fatto approvare la legge elettorale con la quale, nel 2027, proverà a confermarsi al governo del Paese e ora si appresta a licenziare l’ennesima manovra economica nelle quali sono chiari gli interessi che intende perseguire ancora una volta, a partire dalle spese militari. Secondo Davide Conti, “oggi la partita si gioca sulla scelta politica dirimente del riarmo. Avallarla significa non solo riempire gli arsenali, ma determinare una misura strategica che riconverte l’economia civile in economia militare che produce, in termini di accumulazione primaria, una concentrazione densissima di capitali che sono appannaggio esclusivo di poche componenti e classi proprietarie, possidenti e dirigenti della nostra società, a discapito della larga maggioranza delle restanti classi sociali”. “Se la sinistra non sarà in grado di opporsi in maniera radicale di fronte alla questione del riarmo, finiremo per consegnare arsenali piene e diseguaglianze sociali strutturate nelle mani di governi di estrema destra“, conclude Conti. L’intervista di Radio Onda d’Urto allo storico Davide Conti. Ascolta o scarica.
October 13, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: OGGI QUINTO ATTO DELLA MOBILITAZIONE STUDENTESCA. CORRISPONDENZE DEL NOSTRO INVIATO DAL LICEO ERUALD DI SAINT DENIS
Oggi quinto atto della mobilitazione studentesca contro il governo macronista. Scioperi, blocchi centinaia di scuole e nel 90% degli atenei, oltre a cortei in tutto il Paese, durante lo sciopero indetto dall’Intersindacale di alcune categorie. “Non ci ascoltano, andremo noi da loro, vogliamo subito 10 mld di euro per l’istruzione pubblica”, ha annunciato l’Union étudiante, ricordando come da giorni chiedono di essere ricevuti dal premier Lecornu, che tuttavia si nega. Da oggi Radio Onda d’Urto è in Francia con un proprio redattore, che resterà a Parigi fino al week end: sabato prevista infatti un’altra giornata di lotta nazionale, quella inizialmente indetta dai Gilet Gialli contro il carovita, che verrà attraversata anche da studenti e studentesse. In questa prima trasmissione le corrispondenze del nostro inviato dal Lycée Paul Eluard di Saint Denis comune della cintura metropolitana di Parigi, con interviste a studentesse e studenti ed un professore Ascolta o scarica
October 13, 2026
Radio Onda d`Urto
CASO SEDAT BULDAN: LIBERATO A BRESCIA L’AVVOCATO CURDO FERMATO, NIENTE ESTRADIZIONE IN TURCHIA PER IL 43ENNE.
Brescia. L’avvocato turco di origine curda, Sedat Buldan, è stato scarcerato su disposizione della Corte d’appello di Brescia. L’uomo era stato arrestato alla fine di agosto, arrivato a Sirmione per trascorrere con la compagna alcuni giorni di vacanza, a seguito di una richiesta d’estradizione avanzata dalla Turchia per una presunta condanna definitiva a 15 anni per narcotraffico. Il 43enne ha sempre respinto ogni accusa, ricordando invece soprusi e persecuzioni subite dal governo turco per il suo ruolo di difensore di esponenti della sinistra curda, con incluse minacce di morte. Rifiutata la proposta di fare l’informatore per il Mit, i servizi segreti turchi, è iniziata per Buldan la persecuzione, fino alla decisione di andare in esilio, in Germania. Ora Sedat Buldan è tornato libero, perché la Turchia non ha mai inviato a Brescia questa fantomatica sentenza definitiva di condanna, richiesta dalla magistratura italiana prima di poter decidere in merito all’estradizione, con annessi rischi concreti per l’incolumità fisica del 43enne. Su Radio Onda d’Urto le valutazioni dell’avvocata Giulia Danesi, parte del collegio difensivo italiano di Buldan. Ascolta o scarica
October 13, 2026
Radio Onda d`Urto
LOTTE OPERAIE: A TARANTO MOBILITAZIONE NO STOP ALL’EX ILVA. USB: “IL TEMPO DELL’ATTESA ORMAI E’ FINITO”.
Taranto: dopo lo sciopero di 24 ore con corteo e blocchi di lunedì 12 ottobre, la mobilitazione delle tute blu ex Ilva va avanti a oltranza. Presidio notte e giorno alle portinerie dell’ex Siderurgico e blocchi stradali lungo le statali che lambiscono lo stabilimento. Lo sciopero è a tempo indeterminato, sicuramente per questa settimana, quando è previsto tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre un incontro con la Regione Puglia. Operaie e operai, assieme ai sindacati (Usb, Fiom, Uilm e Fim) chiedono però che venga anticipato Sullo sfondo restano poi altre due date: quella del 20 ottobre, quando la Cassazione si pronuncerà definitivamente sulla chiusura dell’area a caldo disposta dalla Corte d’Appello di Milano e poi quella del 15 novembre, il momento fissato per lo spegnimento di tutti gli stabilimenti dell’ex Ilva. Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza dai blocchi fuori dal Siderurgico con Giacomo Mastro, rsu Usb all’ex Ilva di Taranto. Ascolta o scarica La mobilitazione a oltranza segue il fallimento dell’incontro dell’8 ottobre 2026 a palazzo Chigi sull’ex Ilva, al termine del quale Usb aveva riassunto così la situazione: “Il tavolo di Palazzo Chigi dell’8 ottobre ha certificato quello che denunciamo da tempo: per il Governo la siderurgia non rappresenta, nei fatti, un asset strategico del Paese. Dopo mesi di incontri, accordi, commissariamenti e promesse, siamo ancora in attesa di un progetto industriale che definisca il futuro della produzione siderurgica italiana. Le prospettive di Taranto, Genova, Novi Ligure e degli altri stabilimenti continuano a dipendere dalle decisioni della magistratura e dalle eventuali offerte di soggetti privati, anziché da una precisa scelta di politica industriale dello Stato. Eppure questo Governo, quando decise di commissariare ArcelorMittal, trovò la condivisione delle organizzazioni sindacali. Oggi siamo costretti a constatare che, nonostante quel passaggio, la situazione è diventata persino più grave. Non servono altri interventi tampone. Servono il coraggio politico di assumere il controllo pubblico della siderurgia, un piano industriale credibile e le risorse necessarie a realizzarlo. Anche sulle tutele dei lavoratori continuiamo ad assistere a discussioni inconcludenti. Le nostre richieste sul riconoscimento dell’esposizione all’amianto e del lavoro usurante non sono privilegi da contrattare. Sono rivendicazioni fondate sulle condizioni di salute di chi ha trascorso decenni nelle cokerie e nelle acciaierie. È inaccettabile che si continui a discutere di questi temi senza partire dai dati sanitari e dalle reali condizioni di lavoro.  A Taranto la situazione sociale è ormai pesantissima. Migliaia di lavoratori e le loro famiglie vivono da quattordici anni nell’incertezza, con la paura quotidiana di perdere lavoro e salario. Una condizione che produce conseguenze profonde anche sul piano psicologico e che il Governo continua a sottovalutare.Gli ammortizzatori sociali sono indispensabili per tutelare immediatamente i lavoratori, ma non possono rappresentare il risultato finale dell’azione di Governo né sostituire un progetto industriale. Per USB questa fase di incontri senza risultati è esaurita. Non è più accettabile prolungare l’agonia della siderurgia e dei suoi lavoratori. Questa vertenza si inserisce pienamente nelle ragioni dello sciopero generale del 30 ottobre proclamato da Usb: contro il carovita, per aumentare i salari, difendere l’occupazione e destinare le risorse pubbliche al lavoro e all’industria anziché al riarmo. Il futuro dell’ex Ilva non è soltanto una questione tarantina. Riguarda il futuro industriale dell’intero Paese. Per queste ragioni, a partire da lunedì 12 ottobre USB sarà impegnata in tutto il gruppo Ilva in una mobilitazione permanente, che crescerà progressivamente di intensità e assumerà forme di lotta sempre più incisive in assenza di risposte concrete. Non siamo più disponibili ad assistere passivamente al progressivo smantellamento della siderurgia italiana e alla disperazione di migliaia di lavoratori. Il tempo dell’attesa è finito”.
October 13, 2026
Radio Onda d`Urto
LATINOAMERICA: 59 ANNI SENZA ERNESTO “CHE” GUEVARA. LA PUNTATA DI LUNEDì 12 OTTOBRE 2026
LatinoAmerica è la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. Ogni due settimane, 30 minuti tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia. 30 minuti su Radio Onda d’Urto, dentro la “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45; replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 12 ottobre 2026 ci porta in tutto il Continente, abbracciando idealmente il mondo intero, dove resta ben viva la memoria di Ernesto Che Guevara, medico argentico e rivoluzionario, che ha legato una parte significativa della propria vita a Cuba. 59 anni fa, il 9 ottobre 1967, il “Che” veniva catturato e poi ammazzato in Bolivia, durante il tentativo di animare un movimento rivoluzionario. A Guevara è dedicato il libro ““Comandante Che Guevara.  La vita, le battaglie e il pensiero politico di un rivoluzionario” di Sergio Dalmasso, al centro della puntata di LatinoAmerica. Il libro sarà presentato anche a Brescia, mercoledì 21 ottobre, alle ore 20.30, alla Casa della Sinistra di Rifondazione Comunista in via Eritrea, 20. Oltre a Dalmasso ci saranno Dino Greco, Flavio Guidi e Anna Camposampiero. La puntata di LatinoAmerica andata in onda lunedì 12 ottobre 2026. Ascolta o scarica  
October 13, 2026
Radio Onda d`Urto
MILANO: TENDE CONTRO IL CAROVITA. “ACAMPADA” DELL UDU NEL CUORE DELLA GENTRIFICAZIONE
“Abbiamo deciso di piantare oggi le nostre tende per dare vita ad un presidio permanente proprio alla Biblioteca degli alberi, proprio sotto i palazzi della finanza, proprio vicino ai centri nevralgici della speculazione edilizia e della gentrificazione. Vogliamo denunciare il caro posto-letto per i fuori sede più in generale il carovita insopportabile per gli studenti e non solo.” Riccardo Contardi di Udu Milano, Unione degli universitari, spiega ai microfoni di Radio onda d’urto le motivazioni della protesta e le proposte: “servono più soldi per un vero piano casa strutturale, più soldi per l’istruzione e questi soldi vanno presi dalle risorse buttate nelle armi e nella difesa.” Il collegamento da Milano con Riccardo Contardi di Udu Milano Ascolta o scarica
October 12, 2026
Radio Onda d`Urto
[NOLOGS]: “ANALIZZARE IL MODELLO ISRAELIANO DELL’INDUSTRIA DELLA CYBER SECURITY”. GIOVEDÌ 15 OTTOBRE AL MAG47
Nuovo appuntamento con [NOLOGS] Make Hacking Great Again, la rassegna mensile dell’hacklab BYTE::A che si pone in maniera critica rispetto ai meccanismi di sviluppo, fruizione / uso ed abuso delle tecnologie all’interno della nostra società. Titolo dell’incontro in programma giovedì 15 ottobre, alle ore 19,45, presso il CSA Magazzino 47 di Brescia, “Analizzare il modello israeliano dell’industria della cyber security”. Parlare della cyber security israeliana, significa infatti parlare di un modello tecnologico molto peculiare, intimamente connesso all’intelligence e al governo israeliano e, pertanto, anche al genocidio della popolazione palestinese. Un modello che – come si legge nel testo di presentazione dell’evento – “è in grado di attrarre grossi investimenti e proliferare nel perenne stato di guerra e sorveglianza continua della popolazione palestinese”. La serata – che verrà aperta da un intervento dei Giovani Palestinesi di Brescia – vorrebbe quindi, da un lato, “provare ad analizzare e comprendere questo modello, che tende, nel proprio cinismo creativo, a suscitare purtroppo ammirazione e fare scuola in Occidente”, dall’altro, individuare e illustrare fonti pubbliche e testi utili in questo senso. Ospite della serata, Ginox, attivo fin dai primi anni Novanta nel sottobosco culturale telematico, che abbiamo intervistato Ascolta o scarica
October 12, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: MARTEDì 13 OTTOBRE PRESIDIO IN LARGO FORMENTONE “PER MORTI, INVALIDI E FERITI DI LAVORO”.
A Fiano Romano, vicino alla Capitale, un 57enne operaio è morto dopo essere caduto dal tetto di un capannone industriale in fase di allestimento. L’uomo precipitato attraverso un lucernaio da un’altezza di 8 metri. La stessa modalità con cui perse la vita, nel 2023, Mirko Sick Serpelloni, 27enne operaio bresciano – oltre che apprezzato musicista e artista –  vittima di una caduta da 6 metri dopo il crollo di un lucernario all’interno della Errepi Interni di Manerbio nel settembre 2023. Per Mirko e per tutte le persone vittime ancora oggi di omicidi o infortuni sul lavoro, martedì 13 ottobre , dalle ore 18, presidio in Largo Formentone a Brescia. Un’iniziativa presentata oggi, lunedì 12 ottobre, in una conferenza stampa alla Cobas-Cub di Brescia. Su Radio Onda d’Urto l’audio della conferenza stampa con gli interventi di Maruska, la madre di Sick; di Maurizio Murari, Cobas Brescia e di Claudio Fornari, Collettivo Gardesano Autonomo. Ascolta o scarica Di seguito, il comunicato diffuso dal “Movimento Giustizia per Mirko”: “Martedì 13 ottobre 2026, Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, il movimento Giustizia per Mirko organizza un presidio in Largo Formentone a Brescia, dalle ore 18:00. Nella prima metà del 2026 a Brescia sono già stati 15 i morti di lavoro, e ci sono state circa 8.000 denunce di infortunio. Noi saremo in piazza per dire basta a questa situazione. Saremo in piazza per chiedere il rispetto della vita sul luogo di lavoro. Saremo in piazza per chiedere l’applicazione delle norme di sicurezza. Saremo in piazza per chiedere più controlli da parte degli ispettori del lavoro. Saremo in piazza per chiedere giustizia per Mirko Serpelloni, morto in cantiere a 27 anni. Saremo in piazza per dare una voce a chi non ne ha più una. Il movimento Giustizia per Mirko, composto da familiari e amici di Mirko Sick Serpelloni insieme ad Anmil, Centro Sociale Magazzino 47, Cgil, Cobas, Collettivo Gardesano autonomo, Collettivo Onda Studentesca, Cub, Fare rete contro la repressione politico-sindacale, Fronte studentesco della gioventù comunista, Non una di meno e Usb, sarà ancora una volta presente per sensibilizzare sul tema della sicurezza sul luogo di lavoro. Troppe vite sono sacrificate ogni giorno per la mancanza di sicurezza. Troppi lavoratori e lavoratrici muoiono ogni giorno sul lavoro. Troppe persone non hanno più una voce. Tocca a noi chiedere ai datori di lavoro ed alle istituzioni di garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza”.
October 12, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: MARTEDI’ MOBILITAZIONE NAZIONALE DEL MOVIMENTO DEGLI STUDENTI. INVIATO DELLA RADIO PRESENTE PER TUTTA LA SETTIMANA
Nuova giornata di mobilitazione nazionale martedì 13 ottobre in Francia a sostegno delle rivendicazioni dei liceali: 10 miliardi di risorse per le scuole; fine della selezione di classe per l’ingresso nelle università e della violenza poliziesca contro chi manifesta; riduzione del carico orario. Blocchi di licei e università e cortei si svolgeranno in tutte le città francesi, grandi e piccole: a Parigi il corteo principale che partirà alle ore 14 da Place d’Italie. La scadenza di domani aprirà una settimana cruciale per la mobilitazione studentesca perchè sabato 17 si unirà con quella indetta dai Gilets Jaunes contro il carovita. Proprio per questo motivo Radio onda d’urto ha inviato un suo redattore, Giacomo Corticelli, che si fermerà fino a domenica prossima per realizzare corrispondenze, interviste ed approfondimenti dal cuore della lotta.  “Il movimento si sta estendendo nonostante la repressione selvaggia di piazza ed un accanimento mediatico senza precedenti – racconta da Montreuil il giornalista indipendente e nostro collaboratore Cesare Piccolo – perchè non si è mai visto un movimento così rapido, massiccio e popolare, che è nato nelle periferie e fa una contestazione globale  anche rispetto ai fondamenti  dell’istruzione pubblica francese che sono improntati ad un certo elitismo, ad una certa finta meritocrazia che in questa caso è la migliore giustificazione della selezione di classe.” Corrispondenza da Montreuil, cintura metropolitana di Parigi, del giornalista indipendente e nostro collaboratore Cesare Piccolo Ascolta o scarica foto di Grégoire Korganow  
October 12, 2026
Radio Onda d`Urto
RETE AMBIENTE LOMBARDIA: “METODO TARIFFARIO ARERA SUL TELERISCALDAMENTO GARANTISCE AI GESTORI PROFITTI SPROPOSITATI”
Rete Ambiente Lombardia ha presentato ad Arera (l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) le osservazioni elaborate da un gruppo di attivisti del nodo bresciano in merito alla tecnologia del teleriscaldamento e al metodo con cui vengono stabilite le tariffe. Come da prassi, l’ente ha aperto consultazioni pubbliche per aggiornare i criteri tariffari e i quadri regolatori nei settori di energia elettrica, gas, acqua e rifiuti urbani. Nel documento, presentato entro la scadenza del 30 settembre, Rete Ambiente Lombardia contesta la scelta di utilizzare il metodo “del costo evitato”, che consente agli enti gestori delle reti di teleriscaldamento, come A2a, di decidere in autonomia tariffe molto lontane dai costi reali del servizio, garantendosi enormi extra-profitti. Il tutto in un momento storico nel quale lavoratori e lavoratrici, la maggior parte delle famiglie, faticano a sostenere i costi dell’inflazione, del carovita, dal caro-carburanti al caro-energia, fino all’aumento del carrello della spesa. Rete Ambiente Lombardia ha presentato oggi, con una conferenza stampa che si è svolta sotto il porticato di Palazzo Loggia, la sede del Comune di Brescia, la propria proposta. Radio Onda d’Urto ha registrato gli interventi e li ha raccolti in questa trasmissione.  Ascolta o scarica.
October 12, 2026
Radio Onda d`Urto
SABATO 17 OTTOBRE: SERATA PER LA PALESTINA AL MAG47 DI BRESCIA. TEATRO CON “GAZA VIVE” E CENA PER PALMED ITALIA
Dal Csa Magazzino 47 di Brescia: “Sabato 17 ottobre – Serata benefit per la Palestina. Un appuntamento per raccontare la resistenza del popolo palestinese all’occupazione israeliana e per sostenere i progetti di PalMed Italia (Associazione dei Medici Palestinesi in Italia) che opera per garantire assistenza medica e sanitaria nei punti di primo soccorso e nei centri di accoglienza per migliaia di sfollati nella Striscia di Gaza. ORE 18.30 GAZA VIVE di e con Beppe Casales – Lo spettacolo segue la vicenda di una famiglia di Gaza, prima e dopo il 7 ottobre 2023: dalla gioia semplice di una gita al mare, all’orrore delle bombe e della fame. La vita dei palestinesi è schiacciata da un’ideologia – il sionismo israeliano – che ha portato pulizia etnica, apartheid e, infine, genocidio. Un’ideologia che giustifica il massacro, nata molto prima di quel 7 ottobre. “Gaza vive” cerca, con il linguaggio del teatro, di fare ciò che il poeta palestinese Refaat Alareer chiedeva ai suoi studenti: raccontare storie di perdita, di sopravvivenza e di speranza. Come antidoto alla morte. Come ultimo gesto di resistenza. Durata spettacolo: 60 minuti circa, atto unico. ORE 20.00 Cena a sostegno di PalMed Italia – MENÙ (piatto unico): falafel, insalata di cavolo cappuccio e carote, baba ghanoush, salsa yogurt e khubz. Sottoscrizione: 10 euro. Prenotazione: 03045670 (Radio Onda d’Urto). Per la liberazione della Palestina e di tutti i popoli oppressi, vi aspettiamo in sabato 17 ottobre dalle 18.00 in via Industriale 10 – Brescia.
October 12, 2026
Radio Onda d`Urto