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SPAGNA: ENNESIMO INCIDENTE FERROVIARIO SULLA LINEA AD ALTA VELOCITA’. 68 LE VITTIME
Sono almeno 68 le vittime del disastro ferroviario sulla linea dell’alta velocità fra Madrid e Siviglia, con la collisione di un treno contro un altro fermo sui binari, secondo l’ultimo bilancio ufficiale del governo della Comunità autonoma di Castilla-La Mancia. Un’italiana risulta dispersa mentre altri quattro connazionali che erano a bordo di uno dei convogli stanno bene. All’origine del disastro ferroviario un guasto al sistema di segnalamento che avrebbe imposto la gestione manuale della circolazione e un operatore avrebbe dato per errore il via libera al treno poi schiantatosi contro quello fermo sui binari. Sanchez ha annunciato 3 giorni di lutto nazionale. Il Sindicato Español de Maquinistas y Ayudantes Ferroviarios (Semaf) ha espresso il suo dolore e le sue condoglianze per il grave incidente avvenuto sulla linea ad Alta Velocità Madrid-Sevilla, ha tuttavia confermato la giornata di sciopero per questo giovedì 29 ottobre. Semaf ha chiesto la massima prudenza nel valutare le possibili cause dello scontro finché i fatti non saranno chiariti con precisione e non si disporrà di informazioni ufficiali, con l’obiettivo di evitare congetture. A suo giudizio, la priorità imprescindibile in queste ore è prestare assistenza alle vittime e accompagnare i loro familiari. Parallelamente, il sindacato ha ribadito ai propri iscritti che resta confermata la convocazione dello sciopero per il 29 ottobre, proposto in difesa della sicurezza ferroviaria e per rivendicare che si rispettino gli impegni assunti in vista di promuovere un cambiamento strutturale in questo ambito. Allo stesso modo, la rappresentanza dei macchinisti ha informato il resto dei professionisti del settore che sta analizzando la messa in atto di nuove azioni e misure complementari volte a rafforzare le condizioni di sicurezza in tutta la rete ferroviaria. Nel servizio il giornalista Lorenzo Tecleme Ascolta o scarica 
October 28, 2026
Radio Onda d`Urto
ELEZIONI IN ISRAELE: LIKUD PRIMO PARTITO, ACCUSA I PARTITI ARABI DI SOSTENERE IL TERRORISMO
Si è concluso lo spoglio delle urne nelle elezioni in Israele, anche se mancano ancora 430 – 480 mila voti a distanza, espressione principalmente di voti di soldati, dei detenuti, del personale medico, delle persone affette da patologie e rappresentanti israeliani in missione all’estero. Lo spoglio sarà in serata e potrebbe non essere definitivo prima di venerdì. Se la situazione restasse così come è ora, vedrebbe in vantaggio ma senza maggioranza sufficiente a governare il blocco dell’attuale premier Netanyahu, la coalizione che in questi ultimi tre anni ha perpetrato il genocidio a Gaza ed era già al governo il 7 ottobre 2023: il Likud, partito del premier, sembra confermarsi primo con 26-27 seggi, mentre il secondo partito sarebbe Yashar, guidato dall’ex generale Eisenkot, con 21-22 seggi. In totale, la coalizione di Netanyahu si fermerebbe a 53 seggi, il blocco di opposizione a Netanyahu (ma sempre sionista) a 48 e l’insieme dei partiti arabi ne avrebbe 19 (quasi raddoppiando i propri seggi, anche grazie all’altissima affluenza al voto, cresciuta soprattutto tra la popolazione palestinese che pesa circa il 20% del corpo elettorale). Per avere la maggioranza del Parlamento, la Knesset, servono 61 dei 120 seggi. Non va per niente giù a Netanyahu, che da tre anni perpetra il genocidio nella Striscia di Gaza e nei suoi 15 anni al governo ha ampliato l’occupazione dei territori palestinesi e peggiorato le condizioni dei non ebrei in Israele, il risultato dei partiti arabi. Il Likud ha dichiarato che ”Le elezioni sono state rubate da partiti arabi che sostengono il terrorismo e l’eliminazione dello Stato ebraico attraverso gravi reati penali quali corruzione, minacce, violenza, falsificazione e utilizzo di software proibiti per sollecitare gli elettori”. Abbiamo parlato della situazione, quando i risultati sono ancora non definitivi, con Umberto de Giovannangeli, storico corrispondente dell’Unità, esperto di Medioriente e collaboratore di Limes. Ascolta o scarica
October 28, 2026
Radio Onda d`Urto
ROMA: ASSALTO NEOFASCISTA ALLA MOSTRA DI LAIKA. IMMOBILIZZATO IL GALLERISTA E DISTRUTTO LE OPERE
Roma. Il gallerista immobilizzato e minacciato di morte; poi, vernice spray nera contro le opere della street artist Laika. Il blitz squadrista di almeno 3 persone incappucciate ieri nel tardo pomeriggio alla galleria ‘Rosso20sette’ in via del Sudario. Tra i lavori colpiti ‘The King is Naked’ dove Trump è raffigurato nudo e altre opere di denuncia del genocidio israeliano in corso da oltre 3 anni in Palestina. Un estratto della ricostruzione dell’accaduto della stessa streetartist Laika (qui la testimonianza intera). Ascolta o scarica.
October 28, 2026
Radio Onda d`Urto
MILANO: VENERDI 30 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE E GENERAZIONALE CONTRO IL CAROVITA. DUE I CONCENTRAMENTI DI LAVORATORI E STUDENTI
Cresce l’attesa per lo sciopero generale e “generazionale” di venerdì 30 ottobre 2026. Si annuncia una giornata di scioperi e manifestazioni in tutta Italia. Al centro della protesta ci sono il caro vita e le politiche economiche del governo Meloni, contro cui l’Unione sindacale di base (USB) e altri sindacati di base hanno organizzato una mobilitazione che interesserà almeno 60 città, coinvolgendo lavoratori, studenti e cittadini. Da Roma a Milano, passando per Bologna e Napoli, sono già stati annunciati orari e punti di ritrovo dei cortei e dei presidi. Le iniziative raggiungeranno anche i porti italiani, dove sono previste proteste nell’ambito di una giornata di mobilitazione internazionale contro la logistica di guerra. A Milano due concentramenti: quello sindacale in Piazza Duca d’Aosta alle 10 e poco prima quello “generazionale” in piazza Leonardo da Vinci alle 9,30. L’obiettivo dichiarato è una convergenza tra student* e lavorator* contro il governo Meloni. Questa sera alla Statale assemblea pubblica per mettere a punto la “convergenza”. Sentiamo Luciano Muhlbauer nostro collaboratore Ascolta o scarica  All’interno del corteo ci sarà anche lo spezzone dei lavoratori e lavoratrici delle biblioteche. La presentazione con Alberto ABO Di Monte RSU Comune di Milano Ascolta o scarica 
October 28, 2026
Radio Onda d`Urto
MILANO: “MAFIA A MILANO E IN LOMBARDIA”, IL LIBRO E LA SUA PRESENTAZIONE NELLA SEDE DI MEDICINA DEMOCRATICA
Si intitola “Mafia a Milano e in Lombardia. Ottant’anni di affari e delitti” ed è il libro di Mario Portanova, Giampiero Rossi e Franco Stefanoni che verrà presentato oggi, mercoledì 28 ottobre, alle 17,30, nella sede nazionale di Medicina Democratica, a Milano (via Carlo Imbonati, 23). Il volume, di 856 pagine, si propone come la versione ampliata e aggiornata dell’edizione pubblicata dagli stessi autori nel 1996 – intitolata semplicemente Mafia a Milano e in Lombardia – e ripercorre quasi un secolo di storia, mostrando il volto della criminalità organizzata presente nel capoluogo lombardo e, più in generale, in Lombardia.  Un racconto articolato, che arriva fino ai giorni nostri, e che proprio in virtù dell’importanza che assume – e ha assunto in passato – è stato inserito da Medicina Democratica nel progetto “A libro aperto. Incontri senza filtri con chi scrive per cambiare le cose“. La presentazione di questo pomeriggio – che vedrà la partecipazione di uno degli autori, Giampiero Rossi, e di David Gentili, membro del Comitato antimafia del Comune di Milano – rientra nell’ambito della 13ª edizione del Festival dei beni confiscati alla criminalità organizzata e, come ha sottolineato Marco Caldiroli, presidente di Medicina Democratica, “assume un valore particolarmente significativo, in quanto Medicina Democratica ospita l’iniziativa proprio in locali confiscati alle mafie, un “finale” che il libro ha contribuito a raggiungere”. L’intervista a Marco Caldiroli, presidente di Medicina Democratica, e Giampiero Rossi, giornalista del Corriere della Sera, tra gli autori del libro Ascolta o scarica    
October 28, 2026
Radio Onda d`Urto
VERITÀ E GIUSTIZIA PER FAKIR: DOPO LE FRASI DEI POLIZIOTTI, PER IL COMITATO OCCORRE “ABOLIRE IMMEDIATAMENTE LO SCUDO PENALE”
“È schiattato ah’. ‘Cazzo me ne frega a me”: sono alcune delle frasi che si sono scambiati i due poliziotti intervenuti il 19 luglio al Pilastro di Bologna, quando morì Abderrahim Fakir. Parole registrate dalla bodycam di uno dei due agenti e citate nella consulenza tecnica medico legale disposta dalla Procura. Secondo i consulenti, a determinare il decesso tre concause: l’agitazione psicomotoria di Fakir, l’assunzione di sostanze e, soprattutto, la posizione prona imposta dai poliziotti saliti sopra il 42enne, che avrebbe aggravato un quadro già complesso. “Se tutto è consentito contro chi vive al Pilastro, allora è consentito anche disumanizzare una persona come Abderrhaim che aveva bisogno di soccorsi, di aiuto e non di violenza. È consentito fregarsene se muore. È consentito voltarsi dall’altra parte – scrive il Comitato Verità e Giustizia per Fakir – Chiediamo l’abolizione immediata dello scudo penale. Noi non ci rassegniamo, non guardiamo da un’altra parte, teniamo alta l’attenzione e restiamo al fianco della richiesta di verità e giustizia della famiglia e degli amici di Abderrhaim Fakir e la porteremo con noi nella piazza dello sciopero del 30 ottobre“. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Francesca del Comitato Popolare Pilastro di Bologna, parte del Comitato Verità e Giustizia per Fakir  Ascolta o scarica
October 28, 2026
Radio Onda d`Urto
ELEZIONI ISRAELE: NESSUNA MAGGIORANZA ASSOLUTA. DECISIVI I SEGGI DELLE LISTE PALESTINESI, IN FORTE CRESCITA
1 vittima e 8 feriti nel sud della Striscia di Gaza per un drone israeliano ad al-Mawasi, mentre continua, ormai da una settimana, l’assedio israeliano contro Al Khalil/Hebron, con migliaia di persone cacciate dalle loro case, oltre ai raid terroristici dei coloni contro la raccolta delle olive dei palestinesi. Dentro Israele intanto prosegue lo scrutinio delle elezioni politiche. Affluenza record, complessivamente al 77,7% (+7,1%), con punte dell’85% tra la popolazione palestinese nei Territori Occupati dal 1948. Con il 77,6% dei voti processati (qui il conteggio di Haaretz), 54 seggi al blocco pro-Netanyahu e coloni, 49 al blocco sempre sionista ma antiNetanyahu di Eisenkot, ex capo di Stato maggiore. Entrambi sono lontani dalla maggioranza assoluta, 61 seggi. Il Likud di Netanyahu è il più votato, pur passando dai precedenti 32 agli attuali 27 seggi. Calo, seppur lieve, per la destra fascista colonica, da 14 a 13 seggi: più marcato per la destra ultraortodossa di Shas, da 11 a 7. All’opposizione, la prima forza è Yashar, di Eisenkot, 22 seggi; Insieme, il centrodestra antiLikud, 12 seggi; 8 per Democratici, unione di Laburisti e Meretz. I Dem per ora sono gli unici nella coalizione antiNetanyahu a chiamare a un’alleanza con le 2 liste della comunità palestinese dentro i Territori Occupati del 1948, che arrivano per ora a ben 17 seggi; ben 11 scranni vengono assegnati alla Lista Unita (in foto), che raggruppa le forze laiche e progressiste, oltre alla sinistra antisionista israeliana, terza forza della futura Knesset; 6 seggi invece per Ra’am, l’ala conservatrice islamica. In attesa dei risultati definitivi e delle (non brevi) consultazioni postelettorali, per ora al potere in Israele ci resta Netanyahu, che punta già a un nuovo attacco contro l’Iran, subito dopo il midterm Usa, per replicare lo schema degli ultimi anni: aprire fronti di guerra ovunque e rimanere al potere. Per impedirlo, i mediatori del Qatar hanno reso pubblicamente noto di aver presentato all’Iran una nuova bozza di accordo, che Teheran sta valutando. La risposta entro il fine settimana: il tutto dopo che gli Usa avrebbero avvertito diversi Paesi dell’area, Qatar compreso, della concreta possibilità di nuovi attacchi congiunti israeloUsa contro l’Iran nelle prossime giornate. Su Radio Onda d’Urto un primo commento ai risultati delle elezioni politiche in Israele con Samuele Tofano, cittadino italoisraeliano, raggiunto telefonicamente poco prima delle ore 13 di mercoledì 28 ottobre, con lo scrutinio al 77,6%.  Ascolta o scarica
October 28, 2026
Radio Onda d`Urto
SCIOPERO GENERALE: SALVINI VUOLE PRECETTARE I TRASPORTI E ALTRI SETTORI. USB: “NON OBBEDIREMO”
Sciopero generale di venerdì 30 ottobre 2026 in Italia. Di fronte a una mobilitazione prevista in tutte le città italiane, con la partecipazione della quasi totalità del sindacalismo di base e di decine di movimenti – studenteschi, per la casa, la giustizia climatica e contro il carovita – Salvini precetta i trasporti e altri settori. “È rimasto inascoltato l’invito formulato dall’Unione Sindacale di Base – spiega Francesco Staccioli, responsabile nazionale Trasporti ed esecutivo nazionale del sindacato di base promotore della giornata di lotta – durante l’incontro di lunedì 26 ottobre di tenere in considerazione la situazione di forte crisi generale e di forte tensione popolare rispetto invece il rispetto di una franchigia, uno degli elementi ritenuti illegittimi dall’ultima decisione dal Consiglio d’Europa. Un’altra scelta repressiva che impedisce lo strumento del conflitto previsto dalla costituzione a disposizione dei lavoratori e che rischia solo di esacerbare gli animi e gettare altra benzina sul fuoco. A salari divorati dal carovita, condizioni di lavoro sempre più pesanti e servizi pubblici sempre più inaccessibili e privatizzati, questo governo risponde imponendo a Lavoratori e Lavoratrici di mettere a tacere la propria esasperazione. Lo fa proprio nel giorno in cui i portuali di più di 100 porti in 4 continenti lottano insieme, per respingere la militarizzazione delle banchine e porre un freno all’economia di guerra. Proprio per questi motivi, Usb comunicherà a Salvini e a tutto il Governo che non obbedirà all’ordinanza e conferma lo sciopero per l’intera giornata nei settori indicati nell’atto ministeriale, accollandosi le sanzioni che sono pesantissime ma nella consapevolezza che queste siano illegittime…stiamo provvedendo a informare tutti i lavoratori e lavoratrici del comparto delle sanzioni individuali previste in questo caso, che sono pesantissime, coscienti delle difficoltà che questo comporterebbe alle categorie e permettendo che ogni Lavoratrice e ogni Lavoratore deve poter scegliere con piena consapevolezza e trasparenza”. Le parole diffuse da Francesco Staccioli, di Usb, e riprese da Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica  
October 28, 2026
Radio Onda d`Urto
“IL POTERE DELLE IDEE – GRAMSCI TRA PASSATO E PRESENTE”. DAL 2 NOVEMBRE, OGNI LUNEDÌ, SU RADIO ONDA D’URTO
Dal 2 novembre 2026, ogni lunedì alle 12 su Radio Onda d’Urto andrà in onda Il potere delle idee – Gramsci tra passato e presente, un podcast di 8 puntate curato da Elia Zaru, redattore di Radio Onda d’urto e ricercatore in Storia del pensiero politico all’Università di Milano. La trasmissione prende forma a partire dall’omonimo ciclo di lezioni che si è svolto alla Nuova Libreria Rinascita di Brescia. Antonio Gramsci, è il caso di dirlo, non ha bisogno di presentazioni. Tra gli autori italiani più studiati e tradotti nel mondo, il pensatore sardo è stato un uomo politico capace di attraversare momenti fondamentali della storia italiana e del movimento operaio e comunista internazionale, e un teorico in grado di innovare i campi del sapere a cui ha dedicato le sue riflessioni, dalla filosofia alla politologia, passando per la letteratura, la filologia, la pedagogia e la storia. Le riflessioni raccolte nei celebri Quaderni del carcere, scritti durante la prigionia fascista, continuano a offrire strumenti per interrogare il presente e pensare le possibilità della trasformazione radicale dell’esistente. Quello di Gramsci è un pensiero complesso e, per questo, ricco. A cento anni dal suo arresto da parte del regime fascista, avvenuto la sera dell’8 novembre 1926 in violazione dell’immunità parlamentare, Radio Onda d’Urto dedica a Gramsci una serie podcast. Attraverso otto puntate, questa trasmissione naviga dentro la complessità del suo pensiero per rispondere a tre domande: chi era Antonio Gramsci, che cosa ha detto e quanto sono attuali le sue riflessioni? Al centro di ogni puntata ci saranno alcuni dei suoi concetti fondamentali, osservati nel laboratorio in cui sono stati forgiati: i Quaderni del carcere. Per presentare Il potere delle idee – Gramsci tra passato e presente, su Radio Onda d’Urto è intervenuto Elia Zaru, curatore della trasmissione, redattore dell’emittente e ricercatore in Storia del pensiero politico all’Università di Milano. Ascolta o scarica. In questa pagina, qui di seguito, pubblicheremo in podcast le 8 puntate del ciclo dopo che saranno andate in onda. 
October 28, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: CENTINAIA DI STUDENTESSE E STUDENTI OCCUPANO IL LICEO LEONARDO DI VIA BALESTRIERI
A Brescia studentesse e studenti hanno occupato il liceo Leonardo di via Balestrieri, 6, che conta poco meno di 2mila alunni, divisi in un’ottantina di classi tra indirizzi liceali scientifici, linguistici e artistici, in zona sudest della città. Nella mattinata di mercoledì 28 ottobre 2026 centinaia di studentesse e studenti si sono ritrovati all’ingresso, esponendo un grande striscione con la scritta “Leonardo Occupato”, sulla scorta della mobilitazione studentesca contro carovita, tagli all’istruzione pubblica, riarmo ed economia di guerra e mancanza di futuro. All’ingresso dentro il liceo per fare partire l’occupazione, la dirigenza scolastica ha filmato studentesse e studenti cercando di impedire l’iniziativa, ma a centinaia sono comunque entrati nell’istituto per far iniziare l’occupazione. La corrispondenza dal liceo Leonardo di Brescia con Francesco, della Redazione di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica L’audio dell’annuncio dell’occupazione da parte di uno studente del liceo Leonardo. Ascolta o scarica
October 28, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: DAL GENOCIDIO NELLA STRISCIA DI GAZA, ALLO STERMINIO IN CORSO IN CISGIORDANIA. LE ACCUSE DELL’ONU A ISRAELE
In Palestina il genocidio e la pulizia etnica operate da Israele continuano, a Gaza come in Cisgiordania. A ribadirlo, la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’Onu sui Territori Palestinesi Occupati. Nel suo ultimo rapporto – pubblicato lunedì 26 ottobre, alla vigilia delle elezioni in Israele – la Commissione d’inchiesta sottolinea come nella Striscia di Gaza prosegua “l’intento genocidario di Israele di distruggere, in tutto o in parte, i palestinesi». Ma non solo. Per la prima volta, infatti, la relazione Onu punta apertamente il dito contro i piani espansionistici di Tel Aviv nella Cisgiordania occupata, parlando di un “cambio di strategia” finalizzato, in sintesi, a replicare nei Territori occupati la distruzione e lo sterminio operati a Gaza. Sotto la lente della Commissione soprattutto l’operazione in corso a Hebron, che al suo quinto giorno assume sempre più i contorni di una vera e propria “punizione collettiva”. Solo oggi, martedì 27 ottobre, i militari israeliani hanno lanciato gas lacrimogeni contro l’ospedale Al-Ahili, causando problemi respiratori a diversi pazienti, mentre fuori proseguivano sia l’assedio della città palestinese, sia le espulsioni di massa. Attacchi di coloni ed esercito anche a Ramallah, dove si registrano 2 persone ferite. A Nablus un giovane palestinese è colpito al piede da un proiettile sparato da un militare al checkpoint. A Gaza, invece, una bambina di 6 anni è stata uccisa nella zona di Al-Mawasi, a Khan Younis, per mano delle milizie occupanti israeliane, mentre altre 2 persone, tra cui – anche qui – un bambino, sono state uccise dai raid israeliani nel campo profughi di al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. Una violenza e una strategia, quella israeliana, che trovano l’ennesima conferma nelle parole del ministro sionista della Sicurezza Nazionale e dell’ultra destra israeliana Itamar Ben-Gvir, che ha chiesto apertamente lo smantellamento dell’Autorità Nazionale Palestinese e ulteriori piani per lo sfollamento forzato dei palestinesi dalla Cisgiordania e dalla Striscia di Gaza, dove in occasione delle elezioni in Israele sono stati chiusi tutti i valichi con l’Egitto e sospesi sia il transito di persone, sia l’invio di aiuti umanitari. Elezioni, quelle nello Stato di Israele, già contraddistinte da un’affluenza record. Alle 18,00 l’affluenza si attestava intorno 66,7%, mai così alta negli ultimi 50 anni. Al voto 7 milioni e 300mila aventi diritto, che potranno esprimere la loro preferenza fino alle ore 21 (ora italiana), anche se il Likud (partito del premier Netanyahu) ha già presentato una richiesta per prolungare le votazioni fino a dopo la chiusura delle urne, paventando già brogli elettorali. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi e le riflessioni di Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri e corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto Ascolta o scarica
October 27, 2026
Radio Onda d`Urto
YOUSSEF SIHER: “È UN ATTACCO ALLA TENUTA DEMOCRATICA E AL DIRITTO DI ESPRIMERE DISSENSO” INTERVISTA AI GIOVANI PALESTINESI D’ITALIA
È previsto per domani il deposito della decisione del gip sulla convalida del fermo e sulla misura cautelare per Youssef Siher, il ricercatore 30enne fermato il 24 ottobre per le folli accuse di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, “colpevole” di essere l’amministratore dei canali social del “Movimento 17 ottobre”, nati dopo le proteste di piazza delle giovani generazioni contro il carovita. La Procura ha chiesto che Siher resti in carcere per i pericoli di reiterazione del reato e di fuga: “Lui non ha fatto niente. Non c’è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c’è il terrorismo, non c’è alcun reato e noi nell’udienza abbiamo contestato le imputazioni dal punto di vista del diritto”, fanno sapere i suoi legali, che chiedono che non venga applicata alcuna misura e che torni libero. Nel frattempo, cresce la solidarietà nei confronti del ricercatore, come quella espressa dai Giovani Palestinesi d’Italia, di cui sentiamo Samed. Ascolta o scarica.
October 27, 2026
Radio Onda d`Urto