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COSENZA: GRANDE PARTECIPAZIONE AL CORTEO PER CHIEDERE “VERITÀ E GIUSTIZIA PER MOMO, GIUSTIZIA PER TUTTE E TUTTI”
Si è svolto ieri sera, lunedì 27 luglio, il corteo cittadino per chiedere verità e giustizia per Mohamed Amin Bessioud, il 25enne italiano di origini tunisine che, a Cosenza, mercoledì scorso si è gettato dal balcone della propria camera durante una perquisizione dei carabinieri. I militari hanno fatto irruzione in casa del ragazzo e, dopo aver imposto alla madre di uscire dalla stanza in cui era Mohamed, si sono chiusi insieme a lui per procedere con la perquisizione. Tuttavia, è proprio mentre erano nella stanza con lui che il giovane, già agli arresti domiciliari, si è gettato dalla finestra, manette ai polsi. Mohamed soffriva da anni di una grave depressione certificata e aveva un appuntamento fissato per il mese prossimo con il Dipartimento di Salute Mentale di Cosenza. È morto durante il viaggio in ospedale. L’appuntamento di ieri sera era alle 18.30 in via dei Mille, ovvero nel quartiere in cui Mohamed viveva, da cui è partito un partecipato corteo di circa 1.500 persone. La cittadinanza ha voluto così manifestare la propria vicinanza alla famiglia, nonché ribadire due punti fondamentali, già sottolineati da compagne e compagni de La Base di Cosenza nella chiamata dell’iniziativa. “Minuto dopo minuto, la morte di Momo assume contorni sempre più gravi e le responsabilità delle forze dell’ordine sono sempre più chiare. – si legge sui canali social del collettivo – La tragedia di Mohamed, che richiama a quanto accaduto a Fakir qualche giorno fa a Bologna, ci restituisce in modo drammatico le conseguenze della gestione della salute mentale in questo paese: contenimento e repressione al posto di cura e assistenza sociale. Quando la politica risponde alle disuguaglianze e al disagio con le manette anziché con i diritti, la violenza diventa uno strumento ordinario. È una realtà che in Calabria conosciamo bene, in un territorio abbandonato dove l’assenza di tutele per i più fragili uccide ogni giorno”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il racconto e l’analisi di Vittoria, compagna de La Base di Cosenza Ascolta o scarica Di seguito un frammento video del corteo inviatoci dalla stessa Vittoria https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2026/07/video-corteo-bessioud.mp4
July 28, 2026
Radio Onda d`Urto
SANITÀ: LICENZIATA IN TRONCO DAL SAN RAFFAELE. MARGHERITA NAPOLETANO INIZIA LO SCIOPERO DELLA FAME E SI INCATENA DAVANTI ALL’OSPEDALE
“Giù le mani da Margherita”. È lo slogan del presidio iniziato ieri mattina, lunedì 28 luglio, davanti all’ospedale San Raffaele di Milano. La richiesta è il reintegro di Margherita Napoletano, coordinatrice della Rsu, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e delegata Cub, licenziata con effetto immediato dalla direzione del personale dell’ospedale. Prosegue anche oggi, e a oltranza, il presidio davanti all’ospedale di Milano per chiedere il reintegro di Margherita Napoletano. Al presidio, organizzato da Usi Sanità, Cub Sanità Provinciale Milano e Cub Sanità San Raffaele, è stata avviata anche una raccolta firme per chiedere il reintegro immediato della sindacalista. Napoletano, che ha annunciato l’avvio di uno sciopero della fame e di un presidio permanente con incatenamento, ha spiegato che “la vera motivazione è che diamo fastidio come sindacato”, colpevole di aver organizzato degli scioperi per denunciare pubblicamente le inadempienze all’interno del comparto sanitario. La sindacalista ha definito “assurde” le contestazioni disciplinari alla base del licenziamento e ha annunciato un ricorso. Abbiamo raggiunto telefonicamente la stessa sindacalista sotto attacco, Margherita Napoletano delegata Cub. Ascolta o scarica
July 28, 2026
Radio Onda d`Urto
EX ILVA: SENTENZA STORICA, “L’AREA A CALDO DELL’ACCIAIERIA VA CHIUSA. A RISCHIO LA SALUTE”.
L’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto va chiusa entro 90 giorni. La Corte d’appello di Milano accoglie il reclamo dell’associazione “Genitori Tarantini” e di altre formazioni civiche, riconoscendo che le emissioni nocive e la presenza di amianto rappresentano un pericolo potenziale. Per i giudici di Milano, i rischi sanitari “vanno ridotti entro i limiti di sicura accettabilità”. La sentenza del tribunale impone entro 90 giorni la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva. La ripresa della produzione potrà avvenire soltanto dopo la bonifica completa e integrale dall’amianto e la riduzione delle emissioni di polveri sottili, che vanno riportate nei limiti di legge. Il provvedimento della Corte d’appello di Milano sembra cogliere in contropiede il governo, che due settimane fa aveva fissato per questo martedì 28 luglio, a Palazzo Chigi, la riunione del tavolo tecnico con i sindacati. Già nel Consiglio dei Ministri di lunedì l’esecutivo aveva annunciato lo stanziamento di 100 milioni per mantenere l’azienda. Il governo sta provando da molto tempo a vendere a un privato la società proprietaria dello stabilimento di Taranto, che oggi si chiama Acciaierie d’Italia ed è gestita dallo Stato in amministrazione straordinaria, una procedura che serve a ristrutturare o liquidare le grandi imprese. Flacks Group è la società interessata a mettere le mani su ex Ilva. Dall’altro lato, il sindacato Usb chiede al governo di puntare sulla nazionalizzazione come unico strumento possibile per tutelare industria e lavoro. Ai microfoni di radio Onda d’Urto Francesco Rizzo dell’Usb lavoro privato. Ascolta o scarica
July 28, 2026
Radio Onda d`Urto
DESENZANO (BS): DOPO ANNI DI LOTTA ARRIVA LA VITTORIA DEL COMITATO LOCALE, L’OSPEDALE DEL MONTECROCE RESTA DOV’È
Sanità. Vittoria del comitato “Manteniamo l’ospedale di Desenzano sul Monte Croce”. Il nuovo presidio sanitario del paese gardesano in provincia di Brescia sarà infatti costruito nello stesso luogo in cui sorge il vecchio ospedale Montecroce. È questa la soluzione individuata dal Documento di fattibilità, presentato lunedì 28 luglio a Palazzo Lombardia dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. Esultano le migliaia di abitanti che in questi ultimi sono scesi in piazza per evitare ulteriore consumo di suolo di un’area naturale e mantenendo la destinazione sanitaria di tutta la zona verde del Montecroce, salvandolo dalla speculazione. L’ospedale sarà dunque demolito e ricostruito nella stessa area. Il commento di Daniela Carassai, del comitato “Manteniamo l’ospedale di Desenzano sul Monte Croce”. Ascolta o scarica.
July 28, 2026
Radio Onda d`Urto
LE PAROLE SONO PIETRE, LE PIETRE SONO PAROLE
Riceviamo e diffondiamo: Dopo il riesame negativo di Pietro, compagno anarchico arrestato nell’operazione del 16 giugno Mentre scorrono ancora sugli schermi di tutta Italia le immagini dell’omicidio per mano di...
July 28, 2026
mezzoradaria
RIFUGIO GINO E MASSIMO: GRANDE RISPOSTA SOLIDALE DOPO L’ATTACCO FASCISTA. UN CENTINAIO DI PERSONE ALLA PASTASCIUTTATA ANTIFA
Una grande risposta, antifascista e solidale, a sostegno del “rifugino”: un centinaio di persone ha raggiunto sabato a 1860 metri di quota il Rifugio Gino e Massimo, sulle Alpi Orobie Valtellinesi sopra Ponte in Valtellina, che ha subito nelle ultime settimane gravi intimidazioni.  La jeep utilizzata per portare i rifornimenti al rifugio è stata gravemente danneggiata e ci sono state varie minacce  via social perchè Anna, la gestrice, aveva organizzato una pastasciutta antifascista  sabato 25 luglio. “E’ essenziale che si risponda a queste provocazioni con la presenza, in modo da aumentare un’opposizione a questo sistema infame che si è andato a creare in Italia – afferma il papà di Anna  – c’è tanta solidarietà che dimostra che c’è tanta gente che non è più disposta a sopportare certi soprusi, grandi e piccoli.” All’iniziativa solidale c’era anche Laura Forcella, ex insegnante dell’Anpi di Brescia e collaboratrice di Radio Onda d’Urto che ha raccolto alcune interviste. Introduzione e spiegazione dell’iniziativa di Laura Forcella Ascolta o scarica Intervista al padre di Anna Ascolta o scarica Intervista a un’escursionista della provincia di Bologna  Ascolta o scarica Intervista a Giuseppe Vaghi rappresentante dell’ANPI di Como e dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” (ISC) di Como Ascolta o scarica Intervista a Daniela dell’Anpi di Dongo Ascolta o scarica Interviste ad alcuni giovani presenti  Ascolta o scarica Una breve battuta finale di Anna, la gestrice del rifugio Ascolta o scarica
July 27, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA E SPAGNA IN FIAMME: 325 MILA EVACUATI, TIMORI PER I 40 GRADI IN ARRIVO
I vigili del fuoco francesi e spagnoli stanno combattendo contro vasti incendi che hanno costretto oltre 325.000 persone a fuggire dalle loro case nei due Paesi: sia nei pressi di Bordeaux, nel sud-ovest della Francia, dove le fiamme distano 5 km dalla città e la situazione potrebbe peggiorare a causa del calore, sia in diverse altre regioni spagnole. La Spagna ha già evacuato decine di migliaia di persone dai villaggi a ovest della capitale Madrid, dove le condizioni di estrema siccità sono state aggravate da ondate di calore e forti venti. Nella regione di Valencia, sulla costa orientale della Spagna, le autorità hanno affermato di avere difficoltà a contenere gli incendi. Il contributo di Lorenzo Tecleme, giornalista indipendente esperto di questioni climatiche e ambientali. Ascolta o scarica L’analisi delle responsabilità degli incendi in Francia con il giornalista e nostro collaboratore d’oltralpe Cesare Piccolo. Ascolta o scarica
July 27, 2026
Radio Onda d`Urto
VAL DI SUSA: 800 PERSONE IDENTIFICATE, MILITARIZZAZIONE E PASSERELLA ELETTORALE DI MELONI. IL MOVIMENTO NO TAV RISPONDE CON UNA CONFERENZA STAMPA – L’AUDIO
Oltre 800 persone che hanno preso parte al Festival Alta Felicità in val di Susa, Torino, sono state identificate. È quanto emerge dalle prime informazioni che arrivano dalla Valle che resiste, dopo un weekend di festa e lotta No Tav. Questa mattina le forze di polizia e digos di Torino hanno istituito massicci posti di blocco all’uscita del perimetro del Festival. Su tutte le strade verso si è proceduto a fermi e identificazioni di massa. Non a caso, in mattinata, sono giunti ai cantieri di Chiomonte Giorgia Meloni e il ministro degli Interni Piantedosi: “una passerella elettorale per rispondere alla grande manifestazione di massa di sabato e alla partecipazione di migliaia di giovani al Festival Alta Felicità”, ha sottolineato il movimento No Tav, che alle 14.30 di oggi ha chiamato una partecipata conferenza stampa per rispondere alle provocazioni di polizia e governo. Fuori dal dibattito politico di queste ore la Val di Susa e il suo popolo, che da 30 anni vede cantierizzata, militarizzata e devastata la propria terra: decenni di speculazione senza che sia mai stato costruito un centimetro di Tav. L’entrata in funzione della Torino-Lione è slittato al 2034, come reso noto dalla stessa società costruttrice TELT, quella che nel frattempo si è intascata i milioni di fondi pubblici, speculando per anni sulla costruzione, e che soltanto pochi mesi fa aveva messo nel mirino il 2032 per la consegna dell’opera. Il ritardo rispetto alle iniziali tabelle di marcia tocca così la soglia dei vent’anni. Ritardi strutturali e costi fuori controllo erano già stati evidenziati anche dalla Corte dei Conti Europea, lievitati del 127%. Dopo decenni di annunci, speculazione delle aziende costruttrici, la parte di Tav più impattante sul territorio italiano deve ancora cominciare. “Il 2034 non è solo una nuova data. È la dimostrazione che questa grande opera continua a sopravvivere alle proprie contraddizioni, sostenuta da una volontà politica che ignora i dati, il territorio e trent’anni di opposizione. Non è sviluppo. Non è progresso. È accanimento”, sottolinea in un comunicato l’ormai storico movimento No Tav dalla Val di Susa. L’audio completo della conferenza stampa di questo lunedì 27 luglio 2026 del Movimento No Tav, con gli interventi di Nicoletta Dosio e Guido Fissole del movimento No Tav, di Franco Olivero Fugera, consigliere comune di Giaglione e di Matilde dei Giovani No Tav. . Ascolta o scarica.
July 27, 2026
Radio Onda d`Urto
FESTA DI RADIO ONDA D’URTO 2026: IL PROGRAMMA COMPLETO DEI DIBATTITI!
La Festa di Radio Onda d’Urto, giunta alla sua XXXIV edizione, sta per iniziare. E con essa, dal 5 al 22 agosto, si svolgeranno numerosi dibattiti e incontri di confronto sui principali temi politici affrontati durante l’anno da Radio Onda d’Urto. I temi di quest’anno vanno dalla Palestina al riarmo, dai movimenti sociali a quelli antifascisti, per la difesa del lavoro, della salute, della natura, contro sfruttamento, caporalato, capitalismo digitale, attraversando vertenze e lotte che animano la nostra terra. Inizio ore 19.30 presso lo stand Spazio Dibattiti. Di seguito gli appuntamenti: Mercoledì 5 agosto H 19.30 – 2006-2026 Vent’anni senza Renato. A vent’anni dall’assassinio di Renato Biagetti per mano fascista presentazione dell’edizione speciale “Storie per Renato. Speciale Antifa!nzine” (coedizione Cronache Ribelli e Freeink Comix, 2026). Intervengono: Erre Push, illustratore e fumettista; Cristiana Gallinoni (Loa Acrobax); Cronache Ribelli; Antifanzine; l* compagn* di Dax; Campagna Free All Antifas. Modera Elia Rosati, storico e collaboratore di Radio Onda d’Urto. Venerdì 7 agosto H 19.30 – Guerra globale! Anatomia e perversione di una morte annunciata. Intervengono: Donatella Di Cesare, filosofa, Università La Sapienza di Roma, Nicoletta Dentico, esperta di diritto alla salute e già direttrice di Medici senza Frontiere, Adriano Zamperini, psicologo, Università degli Studi di Padova. Moderano e conducono: Manuel Colosio, Paolo Patuelli, Giuseppe (Beppe) Ricca autori e conduttori della trasmissione di Radio Onda d’Urto “Il disagio nella civiltà”. Mercoledì 12 agosto H 19.30 – La musica sta cambiando. Il potere economico si sta appropriando di ogni anello della filiera: dalla produzione alla distribuzione, dai grandi eventi agli spazi in cui si suona. È ancora possibile fare musica e vivere un concerto sottraendosi a questa logica? Ne parliamo con Flavia Tommasini (TPO Bologna), Rolando Lutterotti (Sherwood Festival/Città Invisibili) e Andrea Cegna (giornalista freelance e lavoratore intermittente dello spettacolo). Modera: Siham Ouzif (Radio Onda d’Urto). Venerdì 14 agosto H 19.30 – “L’industria della salute. Farmaci, privatizzazioni e affari. Ecco perché un’altra medicina è necessaria”. Presentazione del libro con l’autore Vittorio Agnoletto, medico, membro del direttivo nazionale di Medicina Democratica e docente di Globalizzazione e Politiche della Salute presso l’Università degli Studi di Milano. Con lui Antonino Cimino, medico di Medicina Democratica e co-conduttore della trasmissione radiofonica Curami – prima di tutto la salute. Domenica 16 agosto H 19.30 – Palestina: 3 anni di genocidio, 78 anni di occupazione. Con Saif Abukeshek, attivista palestinese e portavoce della Global Sumud Flotilla, Fabian Odeh, cittadino italo-palestinese che si reca spesso in Cisgiordania, Coordinamento Palestina di Brescia. Il nome dell’ultimo relatore sarà comunicato a breve. Lunedì 17 agosto H 19.30 – Fredde fusioni Vs calde passioni. Passato, presente e futuro del calcio bresciano. Intervengono: Diego Piccinelli del gruppo ultras “Brescia 1911” e gli ultras del gruppo “Fossa Salò”. Martedì 18 agosto H 19.30 – Data Center: il volto materiale dell’Intelligenza Artificiale. I data center sono diventati il simbolo delle ricadute sui territori del capitalismo digitale. In Italia, la Lombardia è al centro di una corsa agli investimenti in questo settore. Ne parliamo con Giuseppe De Ruvo della redazione di Limes, Rita Cantalino, giornalista freelance, Enrico Duranti del Comitato di Lachiarella (MI) e attivisti del Comitato di Travagliato (BS). Mercoledì 19 agosto H 19.30 – Lavorare per morire. Un dibattito sui modelli di organizzazione produttiva e sfruttamento in Italia, dedicato a Mirko Serpelloni e Massimiliano Lauro, lavoratori bresciani e frequentatori della Festa morti di lavoro. Ospiti Maruska, mamma di Mirko Serpelloni, Elena Lott che per Usb segue la lotta dei ciclofattorini di Milano e Marco Omizzolo, docente di Sociopolitologia delle migrazioni all’Università La Sapienza di Roma ed esperto di sfruttamento e caporalato. Giovedì 20 agosto H 19.30 – “Vivere alla fine dei tempi” (Ombre Corte, 2026). Il soggetto scabroso tra le macerie del presente con Federico Chicchi, Paolo Patuelli, Giuseppe (Beppe) Ricca e Manuel Colosio in dialogo con Elia Zaru. Venerdì 21 agosto H 19.00 Con Renata nel cuore. Omaggio alla vita di militante femminista/transfemminista e sindacale di base a pochi mesi dalla sua morte. Ricordo con microfono aperto alle realtà con cui Renata De Marco ha condiviso esperienze di lotta. A seguire, dibattito sullo stato della scuola pubblica con la partecipazione di Cattive maestre, Educare alle differenze, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università, Marco Meotto, insegnante e storico. Sabato 22 agosto H 19.30 – Guerra, sciopero, movimento: quale organizzazione? A partire dalla forza e dai limiti del movimento “Blocchiamo tutto”, vogliamo discutere quali forme di organizzazione siano oggi praticabili per costruire percorsi duraturi contro la guerra, il militarismo, l’oppressione e lo sfruttamento. Partecipano: ∫connessioni precarie, Dinamopress, Global- project, Infoaut, Teiko-Euronomade.
July 27, 2026
Radio Onda d`Urto
VAL DI SUSA: «C’ERAVAMO, CI SIAMO, CI SAREMO. ORA E SEMPRE NO TAV». IL MOVIMENTO COMMENTA LA GRANDE MOBILITAZIONE NEL FINE SETTIMANA
Primi fermi di polizia dopo la straordinaria mobilitazione in Valle di Susa nel fine settimana con l’assedio e l’invasione dei cantieri dell’alta velocità  da parte del movimento No Tav. Quattro persone, tutte non italiane, sono state poste in stato di fermo nelle scorse ore dalla polizia di Torino. Non si conoscono le accuse nei loro confronti. La Procura di Torino indaga per devastazione e saccheggio ed un’altra serie di reati, mentre ripropone la solita narrazione fatta secondo loro di “frange violente provenienti anche dall’astero con la regia di Askatasuna”. Le identificazioni di massa messe in campo anche ieri secondo la Questura ha portato all’identificazione di 436 persone. Le forze di polizia lamentano oltre 120 feriti poliziotti, carabinieri e finanzini. In mattinata, infatti,  visita al cantiere da parte della premier  Meloni e del ministro dell’interno, Piantedosi e del capo della polizia Pisani. La conta di quanto è stato distrutto ai cantieri intanto è iniziata e “una prima stima dei danni solo in quello di Chiomonte è di circa 1 milione di euro. Sono ancora da valutare le tempistiche per la rimozione dei detriti e il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi in galleria” fa sapere Telt, la società binazionale che sta realizzando l’opera. Mancano da quantificare i danni a Salbertrand, a Susa (frazione Traduerivi) e a San Didero. Secondo il movimento, “20.000 persone hanno sfilato per le strade e i sentieri della Val di Susa, trasformando la mappa dei lavori in un percorso da attraversare con spirito ed entusiasmo: per opporsi concretamente al progetto, per alzare la testa contro chi ci vorrebbe silenti, per difendere questa nostra terra condannata dall’alto ad essere una zona di sacrificio”. Gli attivisti parlano di “una giornata piena di significato” e di “una marea umana” che “è riuscita a dividersi dalla bassa all’alta valle, a percorrere per ore sentieri, strade, prendere treni, attraversare prati, fare carovane e serpentoni infiniti”. Le valutazioni di Nicoletta Dosio, storica compagna del movimento No Tav della Val di Susa. Ascolta o scarica  
July 27, 2026
Radio Onda d`Urto