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Un posto dove giocare
LA STORIA DI DUE PORTE DA CALCIO RIMOSSE DA UN PARCO E APPRODATE AL TIBURTINO III RACCONTA MOLTO PIÙ DI UNA VICENDA DI QUARTIERE. PARLA DI SPAZIO PUBBLICO, INFANZIA, SPORT POPOLARE E DEL DIRITTO DEI BAMBINI A GIOCARE SENZA ESSERE SCHIACCIATI DALLA BUROCRAZIA O DALLA LOGICA DELLA PRESTAZIONE. IN FONDO, DIETRO QUELLE PORTE, C’È UN’IDEA SEMPLICE E RADICALE: UNA CITTÀ EDUCA ANCHE QUANDO LASCIA SPAZIO A UN PALLONE Finalmente iniziano i mondiali di calcio maschili? No. L’interesse per questa edizione è stato già ampiamente limitato negli ultimi mesi e non certo per l’esclusione, l’ennesima, dell’Italia Finalmente è stato trovato un posto (e che posto!) per le porte che erano state sistemate inizialmente nel parco di Carlo Felice dalla scuola calcio dell’Esquilino Football Club. Dal parco erano state rapidamente rimosse perché non erano state richieste le autorizzazioni necessarie a sistemarle lì e qualche cittadino “preoccupato” dal fatto che i bambini le stessero effettivamente usando e che effettivamente ci stessero giocando, disturbato forse dall’ormai inusuale rumore, dall’inusuale confusione che tanto “fastidio” arreca alla cittadinanza “per bene”, che vuole “dormire” sonni tranquilli, si era lamentato invitando l’amministrazione a farle rimuovere. Si poteva forse ragionare sul “senso” di quell’azione e sul risultato prima di toglierle: bambini che nuovamente si ritrovano al parco per giocare a pallone in un paese che ha per decenni, certo, in un’altra era dal punto di vista democratico, fatto dello spazio pubblico il luogo per antonomasia dell’incontro e della formazione motoria, libera e autogestita. Considerate le riflessioni che in queste settimane hanno occupato le pagine dei giornali, a ridosso dell’inaugurazione dell’ennesima edizione dei mondiali di calcio maschili alla quale non parteciperemo, si poteva forse immaginare una soluzione diversa, ma la preoccupazione rispetto alla legittimità dell’operazione ha prevalso. Via le porte. Si poteva forse aprire un tavolo tecnico e verificare insieme alla cittadinanza, all’associazione degli amici del parco, d’accordo con l’Esquilino FC sulla “operazione porte da calcio”, come procedere. Invece si è preferito la strada più breve e veloce. Rimuoverle. La meno coraggiosa, confessiamocelo. E così, oltre al danno, togliere ai bambini del territorio uno spazio finalmente impreziosito da porte “vere” con cui giocare a pallone come si faceva una volta, per strada, si poteva unire la beffa di vedere abbandonate quelle porte chissà dove. Ma grazie a una bellissima collaborazione tra il circolo dell’Arci Concetto Marchesi di Tiburtino III, l’Osteria Scuppiata Itinerante Anticapitalista, grazie alle moltissime realtà sociali e culturali che si sono unite e hanno collaborato alla riuscita dell’iniziativa, dalla Borgata Gordiani, all’Atletico San Lorenzo, al Kung-Fu della Luna e la tartaruga dell’Esquilino, dalla Capoeira del Kilombo Urbano, dalla Ciclofficina di Centocelle, allo Yoga Riot, allo Skatebord di Beat SB, le porte hanno trovato una seconda casa al Tiburtino III. Anche il Tiburtino non è più la borgata dove Vittorio De Seta andò a girare lo sceneggiato televisivo “Diario di un maestro”, all’inizio degli anni Settanta. Quel pullulare di bambini e bambine che scorrazzano nelle immagini dello sceneggiato per le strade del quartiere tra prati e campi sterrati inseguiti dal loro maestro, un vago ricordo. Nel film il calcio non ha molto spazio, ma le scene in cui Bruno D’Angelo, interpretato da Bruno Cirino, trasposizione cinematografica di Albino Bernardini, figura quasi mitologica della pedagogia democratica nel nostro paese, prova a capire le ragioni dell’emarginazione e dell’insuccesso scolastico dei ragazzi che gli erano toccati, nella classe differenziale alla quale lo avevano assegnato, ancora oggi emozionanti. Tra caccia alle lucertole, fionde per colpire barattoli abbandonati per la strada, gare di motorini, il maestro Bernardini-D’Angelo segue i suoi ragazzi un po’ ovunque, entra nelle loro baracche, fa lezione in mezzo ai campi e accompagna Remo fino al mercato di Piazza Ungheria ai Parioli. Lì impara che il suo alunno invece di frequentare la scuola vende le teste d’aglio per 100 lire alle ricche borghesi. Lo sceneggiato mostra come quella del maestro sia un’esperienza di vera e propria “osservazione partecipante”, che fin dai primi giorni di scuola lo mette in condizione di riflettere sulle difficoltà immediate di quei ragazzi che difficilmente potevano essere preoccupati dalla storia del Risorgimento o della Prima guerra mondiale e avevano bisogno di un insegnamento diverso. Emblematica la scena in cui discute proprio del senso oppressivo della scuola con il direttore che lo viene a trovare nella sua classe e rimane quasi scioccato dal fatto che la predella della cattedra si sia trasformata in una libreria dove ora i ragazzi possono sistemare i loro lavori. Ecco, le riprese interne invece furono girate nelle aulee dell’allora Scuola statale d’arte, oggi Liceo artistico Enzo Rossi di via del Frantoio, proprio a due passi dal circolo dell’Arci dove sono state sistemate le porte. In qualche modo ci piace pensare che tra quell’esperienza e l’arrivo delle porte al Tiburtino III si sia stabilita una connessione pedagogica e anche politica. La seconda edizione dei “Giochi tiburtini” patrocinata dal comitato romano della Uisp è stata infatti organizzata proprio per informare il quartiere del fatto che un campetto da calcio è ora a disposizione e augurarsi che quegli spazi un tempo così ricchi di umanità si possano riempire di nuovo.   Anche per correre appresso a un pallone: nel campo ora riqualificato e liberamente accessibile al territorio dove campeggiano le porte che secondo l’amministrazione non potevano rimanere nel Parco di Carlo Felice dove erano state sistemate dai genitori dell’Esquilino FC. La speranza è che moltiplicando l’esistenza di luoghi come questi, si possa contendere all’approccio competitivo nel quale sono immersi i bambini, oggi egemonico, il loro interesse per il gioco. La speranza è che organizzando iniziative che si ispirino a un modo diverso di concepire l’attività fisica, lo sport, il gioco, sia possibile per loro fare esperienze più ricche e positive di quanto non avvenga oggi, impegnati come sono in campionati, tornei, partite in cui il desiderio di vittoria, portato ai suoi massimi eccessi, stritola e compire quello del divertimento più spensierato. Peggio. Il divertimento è diventato la vittoria. E se non si ottiene quella si torna tristi e abbattuti a casa come dopo una sconfitta nella finale di champions league. Come il maestro D’Angelo prova a smontare il sistema oppressivo della scuola autoritaria degli anni Settanta e a segnalare riprendendo una vecchia espressione di Bruno Ciari, che è proprio la scuola a creare il disadattamento dei bambini, così oggi è in corso una partita difficilissima tra chi vorrebbe sottrare il calcio agli interessi economici che lo hanno trasformato in un business e i protagonisti di questa trasformazione violenta e ingiusta. Quando i genitori di Esquilino FC, durante le giornate delle vacanze di Natale, si diedero appuntamento per fissare le porte al campetto di Carlo Felice a questo pensavano, questo avevano in mente. Se l’amministrazione nonostante le ripetute sollecitazioni, nonostante il numero enorme di attività promosse in quello spazio, nonostante l’urgenza, non raccoglieva la proposta di ragionare su una ridefinizione di quello spazio di terra, perché potesse ospitare con modalità più “strutturate” il calcio, allora ci avrebbe pensato l’Esquilino FC acquistando con le quote dei soci delle porte e sistemandole nel parco perché i bambini e le bambine del quartiere potessero usarle liberamente. E funzionava. Perché i bambini e le bambine del quartiere hanno subito “preso la palla al balzo” e sfruttato la presenza delle porte per ricominciare a giocare liberamente. Per fortuna, alla fine, alla maggioranza della cittadinanza, ai media che si interessarono alla storia, ad alcuni volenterosi genitori dell’Esquilino FC che cominciarono a scriverne e parlane, sembrò un grande errore. Per fortuna, per una volta la reazione, se non indignata, sicuramente di incomprensione prevalse e dopo alcune giornate di intesi scambi telefonici con rappresentanti delle istituzioni ci si accordò perché dopo la rimozione delle porte a Carlo Felice si aprisse un ragionamento sulla ridefinizione dell’area, da anni sempre rinviato a data da destinarsi. Ora un tavolo tecnico si è aperto con l’obiettivo di definire un progetto di collaborazione anche a Carlo Felice ma intanto sapere che quelle bellissime porte non sono state perse e acquistate inutilmente e invece si trovano al Tiburtino III e a disposizione di quel territorio, riempie di orgoglio chi ama il calcio popolare e inclusivo, di chi crede ancora che non ci possa essere emancipazione senza educazione. L'articolo Un posto dove giocare proviene da Comune-info.
June 12, 2026
Comune-info
DALLA PARTE DEL DIRITTO ALL’ABITARE: SABATO MANIFESTAZIONI A MILANO E ROMA. IL 18 GIUGNO MOBILITAZIONE A BRESCIA CONTRO GLI SFRATTI
“Dalla parte del diritto all’abitare”, trasmissione quindicinale di informazione e approfondimento sulle lotte per la case, contro sfratti, sgomberi e pignoramenti. In questa puntata: Brescia: giovedi 18 giugno ci sarà una giornata di mobilitazione generale contro gli sfratti con 3 picchetti per bloccare 4 esecuzioni. In almeno due ci sarà l’intervento della polizia. Sentiremo Alice compagna di Diritti per tutti e del Csa Magazzino 47 Milano: manifestazione sabato 13 giugno per il diritto alla casa e alla città promossa dal Movimento 3 luglio che racchiude vari collettivi, associazioni e sindacati inquilini. La partenza sarà da Piazza Tricolore alle ore 16 ma dal mattino ci saranno iniziative e preconcentramenti in alcuni quartieri popolari come il Gratosoglio, Giambellino, Baggio e Via Padova. Ci presenta la giornata Gianni Carenza di unione inquilini di Milano Roma: nella giornata di mobilitazione antifascista e antirazzista “Fuck remigration” ci sarà anche il corteo contro il piano casa del governo Meloni, contro sfratti e sgomberi.  Sentiremo Paolo Divetta del Movimento per il diritto all’abitare La puntata della trasmissione Dalla parte del diritto all’abitare Ascolta o scarica  
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
SCIOPERO NAZIONALE DEL COMPARTO CULTURA E SPETTACOLO. DECINE DI ORGANIZZAZIONI E SINDACATI MOBILITATI, COME NON ACCADEVA DA 50 ANNI
Sciopero di tutto il comparto cultura e spettacolo – musei, biblioteche, archivi, teatri, oltre a precari di editoria, musica, produzione artistica e culturale – indetto per tutta la giornata da Cub, Cobas, Clap, Adl Cobas, Usi e per i confederali da Fp e Nidil Cgil, oltre ad associazioni autorganizzate del settore come Mi Riconosci, Redacta, Galassia, Vogliamo Tutt’Altro. “Da circa 30 anni, i governi in Italia hanno spinto verso una privatizzazione selvaggia della cultura, in tutte le sue forme. Risultato? Non di certo più efficienza, ma povertà salariale, disorganizzazione e mercificazione del patrimonio pubblico sottratto a cittadini e cittadine”, denunciano i sindacati. Uno sciopero ampio e trasversale, indetto con questa profondità di settori e organizzazioni come non accadeva da 50 anni. Oltre le singole vertenze locali e settoriali, al centro c’è il diritto a condizioni lavorative dignitose per tutte e tutti, contro l’unica logica del profitto e per una cultura non mera merce di scambio. Per questo, decine i presidi e i sit in lungo tutta Italia. Da Pisa Federico Giusti, della CUB. Ascolta o scarica. Da Roma Vincenzo Miliucci, confederazione COBAS. Ascolta o scarica.
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
VENERDÌ 12 GIUGNO: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
L’economista e nostro collaboratore, Andrea Fumagalli, torna su Radio Onda d’Urto con la rubrica del venerdì, 12 giugno 2026, di analisi critica dei fatti economici della settimana. In questa puntata abbiamo parlato dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria di Banca Intesa Sanpaolo lanciata  su Monte dei Paschi di Siena; del bussness dei Mondiali di calcio; di capralato e delle responsabilità della legge Bossi-Fini. BANCHE – Banca Intesa Sanpaolo ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria su Monte dei Paschi di Siena (Mps) per creare un colosso bancario europeo con oltre 16 miliardi di utile netto stimato entro il 2029 e circa 27 milioni di clienti. La potenziale acquirente è la seconda banca italiana per valore ma probabilmente la più influente di tutte. Quella eventualmente acquisita è una banca dalla storia travagliata che nell’ultimo anno e mezzo si era resa protagonista di un’importante operazione finanziaria: l’acqisizione di Mediobanca. In mezzo ci sono altre grandi istituzioni finanziarie, tra cui la compagnia assicurativa Generali, ma anche Unipol, BPER e Banco BPM. MONDIALI DI CALCIO – I Mondiali di calcio rappresentano più che una competizione sportiva: sono divenuti una delle principali piattaforme economiche e finanziarie a livello globale. L’edizione 2026 della Coppa del Mondo, con il debutto di 48 squadre e tre Paesi ospitanti (Stati Uniti, Canada, Messico), segnerà un nuovo record in termini di valore economico. Secondo le stime ufficiali della FIFA e dei principali analisti di mercato, i ricavi totali supereranno gli 11 miliardi di dollari solo per l’organizzazione, trainati da diritti TV, sponsorizzazioni e autorizzazioni. I Mondiali sono tra i primi dieci motori economici della crescita mondiale, come sottolineato dal World Economic Forum. CAPORALATO – Dopo l’uccisione di 4 braccianti agricoli, bruciati vivi in un minivan nel Cosentino, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha difeso la linea del governo, promettendo inoltre più ispezioni, controlli e vigilanza sul lavoro agricolo. Piantedosi,rispondendo all’opposizione che accusava la legge Bossi-Fini di creare un esercito di persone vulnerabili perché irregolari, ha invece rivendicato la bontà e la non responsabilità di tale legge di fronte a caporalato, bracciantato e violenze contro i lavoratori migranti. 1% EQUO – In meno di un mese,  la proposta di legge di iniziativa popolare “1% equo” ha già superato il quorum di 50.000 firme, superando il minimo richiesto per la presentazione in Parlamento. L’iniziativa mira a introdurre un’imposta patrimoniale annuale e progressiva sui patrimoni che superano la soglia dei 2 milioni di euro e aliquota progressiva dall’1% al 3,5%. Il prelievo interesserebbe 100–500 mila contribuenti, meno dell’1%, e il gettito stimato è tra 26 e 65 miliardi annui. La conversazione di venerdì 12 giugno 2026 con Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia e nostro collaboratore. Ascolta o scarica
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
“SPOP”: TORNA IL FESTIVAL DELLO SPORT POPOLARE DELL’UNIONE SPORTIVA STELLA ROSSA, DAL 12 AL 14 GIUGNO A CEVO (BS)
“Quando Cevo, ce vò!“. Sarà Cevo, Valle Camonica, la sede principale delle tre giornate di sport e iniziative dal basso organizzate dall’Unione Sportiva Stella Rossa che come ogni anno dà vita a SPOP, il festival dello sport popolare. Da venerdì 12 a domenica 14 giugno lo sport sarà al centro di diversi appuntamenti organizzati nel fine settimana che mette insieme tornei, trekking, musica e campeggio trasformando il paese in uno spazio aperto a squadre, associazioni e cittadinanza. Si inizia questa sera, venerdì, alla Casa del Parco Adamello per poi proseguire sabato 13 giugno con i tornei di green volley, calcio, rugby touch e molto altro. Domenica, poi, i trekking organizzati dall’Unione Sportiva insieme ad APE e lo yoga; nel pomeriggio un momento di confronto con Fausto De Stefani, alpinista che ha raggiunto tutte le 14 vette del mondo sopra gli 8mila metri, e il Collettivo Resistente Alta Valle Camonica. Presenta SPOP 2026 Beppe, dell’USSR – Unione Sportiva Stella Rossa e conduttore del programma Radio SPOP su Radio Onda d’urto. Ascolta o scarica. -------------------------------------------------------------------------------- Di seguito il programma: * Sabato 13 giugno: si gioca Dalle 9:30 alle 18:30 il campo sportivo di via Pineta sarà il centro della giornata. In programma due tornei Green Volley 4 contro 4, con squadre miste e almeno una donna sempre in campo; Calcio 7 contro 7, anch’esso riservato a formazioni miste. I posti sono limitati: dodici squadre per il volley e sei per il calcio. L’iscrizione costa 5 euro a persona e va effettuata in anticipo tramite WhatsApp. Intorno ai campi continuerà però a succedere altro: partite spontanee di Rugby Touch, sfide improbabili alla Coppa Chiosco e tutto quel contorno che spesso rende memorabile una giornata più dei risultati finali. Dalle 21 le premiazioni e la festa si sposteranno all’Area Feste. * Domenica 14 giugno: si cammina, si ascolta, si immagina La giornata inizia alla Casa del Parco Adamello. Alle 8:30 prende il via il trekking organizzato da USSR e APE lungo i sentieri della zona. Un’ora più tardi, sul prato dello Spazio Feste, Chiara Barcellini guiderà una sessione di yoga aperta a chiunque abbia voglia di iniziare la mattina muovendosi con calma. Nel pomeriggio, alle 14, la montagna sarà raccontata da Fausto De Stefani, tra i pochissimi alpinisti ad aver raggiunto tutte le quattordici cime oltre gli ottomila metri. Attraverso un documentario e un confronto aperto con il Collettivo Resistente Alta Valle Camonica si parlerà di ambiente, territori e del rapporto tra chi la montagna la vive e chi la attraversa. Alle 15:30, la plenaria conclusiva riunirà le realtà presenti per condividere idee, progetti e prossimi passi. Mangiare, ballare, fermarsi Ogni festival si ricorda anche per il tempo trascorso fuori dal programma. Così, il venerdì sera si apre con una cena comunitaria alla Casa del Parco. Sabato il campo sportivo ospiterà pranzo, merenda e punto ristoro per tutta la giornata, mentre la cena sarà curata dalla Pro Loco. Domenica non mancheranno colazione, pranzo e taglieri caldi. La notte, invece, sarà affidata alla musica: venerdì alla Casa del Parco con Beppe Miami & Big Mafia Sound; sabato all’Area Feste con Pedra, Marchino e altri ospiti. Per chi decide di restare fino all’ultimo, sono disponibili aree tenda e sistemazioni tra la Casa del Parco Adamello e il Camping & Chalet Pian della Regina. Tutte le informazioni sui canali social dell’Unione Sportiva Stella Rossa
June 12, 2026
Radio Onda d`Urto
FIRENZE: AL VIA L’HACKMEETING 2026. DAL 12 AL 14 GIUGNO AL CSA NEXTEMERSON
Al via l’Hackmeeting 2026. La ventinovesima edizione dell‘incontro annuale delle controculture digitali si svolgerà dal 12 al 14 giugno a Firenze, presso csa NextEmerson. Un’iniziativa totalmente autogestita dalla comunità che la attraversa e la costruisce anno dopo anno con modalità, pratiche e canali propri. Una tre giorni di incontri, seminari, giochi e condivisione di saperi per guardare alla tecnologia in maniera critica e consapevole. L’obiettivo degli Hackmeeting (o Hackit) – si legge sul sito dell’iniziativa – è “analizzare assieme le tecnologie che utilizziamo quotidianamente, come cambiano e che stravolgimenti inducono sulle nostre vite reali e virtuali, quale ruolo possiamo rivestire nell’indirizzare questo cambiamento per liberarlo dal controllo di chi vuole monopolizzarne lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali e relegandoci in spazi virtuali sempre più stretti”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Subsonic dell’hacklab di Brescia, in collegamento con noi dagli spazi del centro sociale fiorentino che ospita l’evento. Ascolta o scarica   Foto d’apertura: Hackmeeting 2023, Reggio Calabria.  
June 11, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: 1200 EURO DI MULTA PER UN GAZEBO DI USB IN SOLIDARIETA’ ALLA FLOTILLA E AL POPOLO PALESTINESE
A Brescia sono state recapitate a USB tre raccomandate con cui il Prefetto respinge il ricorso per ben 1160 euro di multa, comminati al sindacato dal comune di Brescia per un gazebo per Gaza allestito in piazza Paolo VI, lo scorso ottobre 2025, dopo il primo assalto israeliano alla Flotilla. In quei giorni il sindacato di base aveva promosso un presidio di protesta  per la Palestina, così come accaduto in decine di altre piazze italiane. Il ricorso  è stato giudicato inammissibile e Usb in un comunicato parla di “fatto gravissimo” ed “un provvedimento enorme e chiaramente privo di qualsiasi accettabile motivazione”. chiedono quindi “la cancellazione delle multe per un gazebo che “ intralciava il traffico” in zona pedonale”. Annunciando di perseguire “tutte le vie legali per lmpugnare questi provvedimenti vergognosi” Usb chiede anche “la solidarietà politica e materiale di tutte le forze realmente democratiche ed antifasciste, che sanno bene che colpire con multe di migliaia di euro chi manifesta, significa ledere profondamente i diritti costituzionali”. Ne parla ai nostri microfoni Dario Filippini, coordinatore provinciale dell’USB di Brescia. Ascolta o scarica
June 11, 2026
Radio Onda d`Urto
FOCUS: IRLANDA DEL NORD. SECONDA NOTTE DI SCONTRI. CACCIA AI MIGRANTI ANCHE IN SCOZIA E INGHILTERRA
Bruciano per un’altra notte le strade di Belfast. Decine di manifestanti unionisti anti-migranti hanno dato alle fiamme case e veicoli, lanciando pogrom contro i residenti di origine migrante. La polizia ha impiegato cannoni ad acqua per disperdere manifestanti a Glengormley, cittadina alle porte di Belfast. Secondo le autorità, la situazione si è fatta tesa quando gruppi di manifestanti hanno lanciato mattoni, bottiglie e altri oggetti contro gli agenti, incendiando anche alcuni cassonetti. È stato quindi utilizzato un cannone ad acqua per disperdere la folla. Sul fronte istituzionale è arrivata la condanna di Starmer, ma i populisti di Farage cavalcano le proteste, alimentate anche da appelli diffusi sui social. Uno di questi è stato rilanciato da Musk. “Istiga alla rivolta”, lo accusa Londra mandando militari nella capitale nordirlandese. Il primo ministro nordirlandese, Michelle O’Neill, ha definito le violenze «puro teppismo». Il segretario di Stato britannico per l’Irlanda del Nord, Hilary Benn, ha affermato che «non c’è alcuna giustificazione per questo tipo di distruzione». “Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l’ostilità”, hanno affermato i familiari della vittima, “siamo devastati ma la protesta pacifica è l’unica via da seguire: abbiamo molti migranti che danno un contributo prezioso al nostro paese, anche nel sistema sanitario e nel settore dell’ospitalità, e dipendiamo da loro per il buon funzionamento del nostro paese. Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l’ostilità”. Il punto con Carlo Giannuzzi nostro collaboratore e curatore del podcast “Diario d’Irlanda” Ascolta o scarica  Oltre a Belfast, si sono svolte proteste anche nel centro di Glasgow, in Scozia, dove centinaia di manifestanti si sono radunati in diverse aree della città, con il volto coperto. Molti scandivano slogan, sventolando bandiere britanniche e striscioni. Decine di manifestanti nella serata anche a St Andrew Square a Edimburgo, che hanno marciato lungo Princes Street, gridando slogan con fumogeni blu e croci di Sant’Andrea, mentre circa 100 persone hanno organizzato una manifestazione ad Ayr. In Inghilterra, decine di manifestanti hanno sventolato bandiere britanniche e di San Giorgio davanti a un hotel di Southampton, un tempo utilizzato per ospitare richiedenti asilo. Da Londra Claudio Ceruti nostro collaboratore Ascolta o scarica  Su quanto sta accadendo a Belfast sentiamo il commento di Enrico Terrinoni, ordinario di letteratura inglese presso l’Università per Stranieri di Perugia, nonché autore, traduttore (soprattutto Joyce, ma non solo) e giornalista autore di un editoriale questa mattina sul Manifesto dal titolo “Lealisti e patrioti la nuova polveriera irlandese” Ascolta o scarica  Sentiamo anche Riccardo Michelucci giornalista e autore di libri sul conflitto anglo-irlandese gia’ ospite alla Festa di Radio Onda d’Urto Ascolta o scarica 
June 11, 2026
Radio Onda d`Urto
AL VIA I MONDIALI DI CALCIO 2026 IN UN MONDO IN FIAMME, TRA LE PROTESTE IN MESSICO E L’ANTI-IMMIGRAZIONE STATUNITENSE
Iniziano, tra le proteste e in un mondo in fiamme, i Mondiali di calcio negli Stati Uniti, Messico e Canada: da un lato le manifestazioni di piazza in Messico, dall’altro le politiche anti-migratorie degli Stati Uniti di Donald Trump che hanno bloccato campioni di calcio e staff provenienti da tutto il mondo. Nel pieno delirio anti-immigrazione, gli Stati Uniti stanno ostacolando l’ingresso nel paese a molti giocatori, staff e altre persone coinvolte nei Mondiali di calcio, che si svolgeranno dall’11 giugno al 19 luglio. Ad alcuni membri delle delegazioni sono stati negati i visti, altri sono stati interrogati per ore alla frontiera, altri ancora potranno entrare negli Stati Uniti solo per giocare le partite. In particolare, la squadra calcistica dell’Iran è stata soggetta a controlli mirati, espulsioni e intimidazioni. Un esempio è anche quello di Omar Artan, un arbitro somalo che avrebbe dovuto dirigere alcune partite dei prossimi Mondiali, ma è stato “remigrato” in Somalia dopo essere stato interrogato per 11 ore e poi respinto all’aeroporto di Miami, negli Stati Uniti. Artan sarebbe stato il primo cittadino somalo ad arbitrare le partite dei Mondiali. Invece è dovuto tornare in Somalia. Lì, uno stadio gremito ha accolto Omar Artan come un eroe nazionale: migliaia di persone hanno riempito gli spalti per celebrarlo con cori e bandiere. E poi ci sono le proteste di massa in Messico. A Città del Messico una manifestazione oceanica ha anticipato l’apertura dei mondiali, in programma per questa sera. Sulla Paseo de la Reforma, sono stati bruciati i manifesti del torneo e abbattute le installazioni per la FIFA World Cup 2026. Lo sciopero degli insegnanti che in questi giorni ha animato le piazze messicane per chiedere l’aumento retributivo e la revisione delle riforme pensionistiche si è unito alla lotta delle madri deI desaparecidos, quelle che cercano i propri figli scomparsi e che in queste settimane di avvicinamento ai mondiali hanno moltiplicato le azioni di sensibilizzazione sul tema. “Ci mancano più di 134mila persone”, recita uno dei manifesti affissi attorno al Mexico City Stadium. In tutto questo la FIFA, che organizza l’evento sportivo con un giro d’affare da 13 miliardi di dollari, è stata criticata per non aver cercato di mediare con gli Stati Uniti. Il presidente della FIFA, lo svizzero Infantino, è notoriamente amico del presidente statunitense Trump. Da Los Angeles, le valutazioni di Luca Celada, giornalista de Il Manifesto. Ascolta o scarica.  
June 11, 2026
Radio Onda d`Urto
PODCAST: IL MONDIALE DELLO SFRUTTAMENTO A CURA DEL NODO SOLIDALE
Dietro la festa del calcio, il Mondiale 2026 visto da chi ne paga il prezzo e le sue ingiustizie. A poche ore dal fischio di inizio dei Mondiali di Calcio il Nodo Solidale ha prodotto un podcast dal titolo “Il Mondiale dello sfruttamento”. Lo potete ascoltare anche qui Ascolta o scarica  Tra gli echi lontani delle imprese di Maradona e della “Partita del Secolo”, lo Stadio Azteca si prepara a entrare ancora una volta nella storia ospitando il Mondiale 2026. Ma dietro il luccichio della grande festa del calcio globale della FIFA, targata Infantino e Trump, Città del Messico racconta un’altra storia: quella dei cantieri che avanzano senza sosta e senza diritti, dei quartieri che cambiano volto schiacciando chi in quei quartieri ci vive, delle lavoratrici sessuali senza ascolto, degli affitti che schizzano alle stelle, del saccheggio dell’acqua e delle comunità che resistono. E quello di un paese intero sospeso nella violenza criminale narcostatale quotidiana, dove mentre si gioca una partita di calcio scompaiono in media 2 persone. Questo podcast attraversa le contraddizioni di una metropoli sospesa tra mito sportivo e gentrificazione, dando voce a Sofia Pontiroli, giornalista indipendente che vive a Città del Messico, e un compagno attivista dell’Assemblea AntiMundialista, che ci raccontano i diversi impatti economici, sociali e politici del megaevento estrattivista per eccellenza. Tra le lotte delle madres buscadoras, le mobilitazioni sociali e le partite popolari organizzate nelle strade, emerge un racconto in cui il calcio diventa lente per denunciare un modello, tanto messicano quanto globale, che privilegia il profitto rispetto alla vita delle persone. Osservare il presente del Messico, un viaggio tra calcio e lotta, per ascoltare e portare solidarietà e complicità a chi resiste al “Mondiale dello sfruttamento”. Ps. Alla fine del podcast, un omaggio a Eduardo Galeano e al suo El Fin del Partido, perchè nessuno come lui ha saputo raccontare e significare, in tutti i sensi e nel bene e nel male, el fútbol.
June 11, 2026
Radio Onda d`Urto