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#Iran, #Libano, #Ucraina: un solo disegno #war I giornalisti e scrittori Vincenzo Maddaloni e Antonio Mazzeo guarderanno dietro le notizie unendo due fronti che i media dominanti raccontano separati: il vertice di Londra fra Starmer, Macron, Merz e Zelensky sul riarmo europeo, e l'asse iraniano che torna a colpire Israele dopo il botta e risposta tra Hezbollah e Tel Aviv. Un solo disegno, e un solo grande beneficiario del caos energetico.https://www.youtube.com/watch?v=gnlqv9EJ8rA
June 9, 2026
Antonio Mazzeo
Etica della reciprocità (vale anche per gli Usa e per Israele?)
Confucio sintetizza così: “L’allievo Tse Kung chiese: Esiste una parola che possa esser la norma di tutta una vita? Il maestro rispose: Questa parola è ‘reciprocità’. E cioè, non comportarti con gli altri come non vuoi che gli altri si comportino con te.” articoli di Lucio Caracciolo (ripreso da infosannio.com) e MJ Rosenberg (ripreso da invictapalestina.org/blog), con due domande di Francesco Masala.
MEDIO ORIENTE: DOPO LO SCAMBIO DI ATTACCHI, ENNESIMA “TREGUA ARMATA” TRA IRAN E ISRAELE. ANCORA BOMBE SU LIBANO E GAZA
I Pasdaran iraniani hanno sospeso le operazioni militari contro Israele avvertendo al contempo di “attacchi più duri e devastanti” qualora Tel Aviv tornasse a violare la tregua, parziale, violata nelle scorse ore in Libano. Prima dello stop, l’esercito iraniano aveva fatto sapere di avere ucciso 5 persone di un non meglio precisato “gruppo separatista” attivo nella provincia sud-orientale del Sistan-Baluchestan, al confine con il Pakistan. Sono stati 19 gli arresti nella stessa operazione, durante la quale è morto anche un militare iraniano. Teheran parla di un gruppo “affiliato ai servizi segreti di Stati Uniti e Israele” che avrebbe “pianificato di entrare in Iran attraverso la zona di confine di Saravan”. Tutto questo è accaduto dopo una notte e una mattinata di bombardamenti israeliani su diversi siti iraniani, in particolare impianti petrolchimici, e dopo i missili che le forze armate iraniane avevano lanciato verso Israele in risposta al precedente raid sionista contro il Libano – e in particolare sulla capitale Beirut – in aperta violazione della tregua stipulata pochi giorni fa. Per la prima volta da mesi, 2 missili sono partiti anche dallo Yemen, dove gli Houthi hanno annunciato il divieto di navigazione per le navi israeliane nel Mar Rosso con un blocco nello stretto di Bab al-Mandab. Al momento, su pressione del presidente Usa Trump, il premier israeliano Netanyahu ha detto che “per ora gli attacchi sono cessati”. Da Teheran il presidente iraniano Pezeskhian fa sapere: “non abbandoneremo né il campo di battaglia né il tavolo dei negoziati. Restiamo impegnati sui 2 fronti”. In Libano, intanto, anche oggi 7 persone sono state uccise e 24 ferite in una serie di bombardamenti israeliani. Gli attacchi hanno colpito Nabatiye, Sidone, Tiro (qui danneggiate anche le rovine romane, patrimonio mondiale dell’Unesco) Bint Jbeil, Marjayoun e Jezzine. A Gaza, in Palestina, almeno una dozzina di palestinesi sono stati uccisi soltanto nella mattinata di oggi, lunedì 8 giugno. Fonti mediche della Striscia hanno annunciato che il bilancio delle vittime del genocidio per mano israeliana è salito a 72.980, con 173.171 feriti dal 7 ottobre 2023 a oggi. Il numero totale di palestinesi uccisi dall’annuncio del cessate il fuoco dell’11 ottobre 2025 ha raggiunto quota 970, mentre il numero dei feriti registrati nello stesso periodo è salito a 3.063. Inoltre, sono stati recuperati 782 corpi in diverse località. Per commentare gli ultimi sviluppi su Radio Onda d’Urto è intervenuto il giornalista palestinese Samir Al Qaryouti. Ascolta o scarica.
June 8, 2026
Radio Onda d`Urto
MEDIO ORIENTE: NUOVA ESCALATION TRA IRAN E ISRAELE. TEHRAN RISPONDE AI RAID SU BEIRUT, TEL AVIV COLPISCE IN TERRITORIO IRANIANO
Rappresaglia israeliana sull’Iran dopo i missili che, ieri, Tehran ha lanciato in risposta ai bombardamenti israeliani sulla periferia sud di Beirut, considerati da Teheran una violazione del cessate il fuoco raggiunto ad aprile. Israele ha reagito con attacchi contro diversi obiettivi sul territorio iraniano: Tel Aviv parla di “un attacco su vasta scala contro sistemi di difesa strategici appartenenti al regime iraniano che erano stati ripristinati” mentre Tehran parlano anche di attacchi aerei contro impianti petrolchimici iraniani nel sud-ovest del Paese. L’Iran accusa gli Usa tramite il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei: “hanno la responsabilità diretta di qualsiasi violazione dell’accordo di cessate il fuoco dell’8 aprile”, sostenendo che le azioni israeliane non possono essere separate dalla politica statunitense. In questo quadro la preoccupazione della popolazione civile iraniana cresce, come racconta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Behrooz Sarabi, compagno iraniano di Together for Iran Milano. Ascolta o scarica. Intanto continua l’aggressione israeliana anche nei territori palestinesi. Nella Striscia di Gaza nuovi bombardamenti hanno causato vittime e feriti nelle ultime ore. “Israele  controlla tutto, incluso il valico di Rafah stato chiuso in conseguenza alla ripresa della guerra con l’Iran. Per questo motivo, più che guardare a soluzioni politiche e diplomatiche, io credo che la prospettiva più realistica sia addirittura una ripresa dell’offensiva israeliana a pieno ritmo nella striscia di Gazza, senza dimenticare che in realtà il cessato il fuoco non è mai stato in vigore” commenta invece Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro collaboratore. Ascolta o scarica.
June 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Il problema é il sionismo, non solo Netanyahu: presidio a Torino
Oggi, lunedì 8 giugno h17 (Corso Inghilterra 7) Torino per Gaza ha organizzato una contestazione dell’evento organizzato da “Sinistra per Israele”. “Domani contesteremo l’ennesimo evento vergognoso, partecipato da ipocriti parolai che provano a riabilitare Israele, cancellando con un colpo di spugna i suoi crimini storici. […] La Palestina lotta per la fine dell’occupazione, il diritto al ritorno e la giustizia storica. Questo processo di liberazione non può che iniziare con il riconoscere che Israele non è uno stato democratico, bensì un regime coloniale.” dal comunicato di Torino per Gaza Parlare ancora oggi di “due popoli, due Stati” e sostenere che Netanyahu sia l’unico problema significa mistificare la realtà del progetto sionista coloniale, razzista ed estrattivista, finalizzato alla pulizia etnica del popolo palestinese e di tutti quei territori, come il Libano, che si oppongono al progetto coloniale della Grande Israele. Dopo oltre due anni di genocidio a Gaza, che continua ancora oggi attraverso i bombardamenti, l’affamamento deliberato della popolazione, l’ingresso discontinuo dei beni di prima necessità e i progetti di sfruttamento e speculazione nella Striscia, fino alla riproposizione delle stesse dinamiche di occupazione e devastazione in Libano, continuare a sostenere queste retoriche false e faziose significa essere complici di quanto accade in Medio Oriente e del mantenimento di uno stato di violenza, oppressione e privazione dei diritti che continua a colpire il popolo palestinese. Ne abbiamo parlato con Sara di Torino per Gaza
Israele bombarda l’Iran per impedire qualsiasi accordo
Sono saltati tutti i paletti piazzati per arrivare ad un accordo. Il Medio Oriente è un campo di battaglia in cui lo stato genocida di Israele prova a dettar legge mentre il suo storico «protettore» va in affanno e mostra persino qualche crepa nel rapporto bilaterale. Fin dall’inizio della cosiddetta […] L'articolo Israele bombarda l’Iran per impedire qualsiasi accordo su Contropiano.
June 8, 2026
Contropiano
Palestina sul tetto del mondo
Articoli di Alessandra Filippi, Michele Giorgio, Marwa Rommaneh, Maurizio Perriello, Alessandro Lamberti, Gian Luca Gasca, Mario Sommella, Linda Maggiori, Chiara Cruciati ed altro. Con video e audio. SOMMARIO DI QUESTO DOSSUIER 1 – aggiornamenti da Anbamed; 2 – Alessandra Filippi sulla occupazione progressiva di Gaza; 2 – Michele Giorgio sui dati personali dei palestinesi; 3 – Marwa Rommaneh sulla scomparsa
Notizie dal Medio Oriente
Dialogo inter-palestinese Sono giunte al Cairo le 8 delegazioni di organizzazioni palestinesi, tra le quali Hamas, FDLP e FPLP. Saranno discusse le proposte di mediazione egiziana per mettere in azione gli accordi di Sharm Sheikh del 10 ottobre 2025, mai applicate da Israele. All’incontro è assente il movimento del presidente dell’ANP, Abbas. Libano Il presidente libanese Aoun e il premier Salam hanno attaccato Hezbollah e Iran per le loro posizioni sul negoziato di Washington. “Pietà per la nostra popolazione del sud”, hanno detto. Un capovolgimento della logica. Gli israeliani bombardano e si addossa la responsabilità alla resistenza contro gli invasori. Il presidente del parlamento libanese Berri ha chiarito che “non sarà accettato nessun accordo che non preveda il ritiro israeliano e il cessate il fuoco in tutto il Libano”. Prima di lui, il segretario generale di Hezbollah aveva definito i negoziati diretti di Washington “una vergogna”. Una frattura nel fronte interno libanese, che Israele e Usa sfrutteranno per imporre condizioni drastiche al governo di Beirut, sotto i colpi militari. L’offensiva israeliana non è mai cessata. Bombardamenti aerei e di artiglieria hanno continuato prima, durante e dopo il negoziato. Nel comunicato del Dipartimento di Stato Usa infatti non è previsto un cessate il fuoco da parte di Tel Aviv, ma soltanto di Hezbollah contro il nord di Israele. Oltre ai morti e feriti, l’offensiva israeliana ha provocato ulteriori sfollamenti della popolazione verso nord. L’esercito israeliano ha lanciato minacce contro la popolazione delle città a nord del fiume Litany per sfollare a nord del fiume Zaharany. Il Ministero della sanità libanese ha pubblicato gli effetti dell’invasione: 3.558 uccisi e 10.870 feriti dall’inizio del’invasione. Gaza Ieri sera, bombardamenti di artiglieria in contemporanea con gli spari provenienti dai veicoli di occupazione diretti verso la parte settentrionale di Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza. Bombardamenti di artiglieria anche nel sud della Striscia, a Mawassi Rafah. Il rapporto del Ministero della sanità, di ieri, informa di 11 uccisi e 32 feriti nelle 24 ore precedenti. A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco. Un rapporto delle Nazioni Unite: La carenza di fondi costringe i partner umanitari a Gaza a tagliare servizi essenziali; I fondi per il piano di risposta umanitaria a Gaza e in Cisgiordania hanno raggiunto solo il 15% del fabbisogno totale di 4,1 miliardi di dollari. Quattro partner umanitari hanno iniziato a ridurre le operazioni di trasporto dell’acqua tramite autocisterne alla fine di maggio, mettendo a rischio oltre 330.000 persone, privandole della loro principale fonte di acqua potabile. Il numero di pasti giornalieri distribuiti a Gaza è sceso a 678.000, rispetto a 1,5 milioni di pasti al giorno a metà marzo. La maggior parte dei 2,1 milioni di abitanti di Gaza rimane sfollata e fortemente dipendente dagli aiuti umanitari. Aggressione USA-Israele sull’Iran Nessun accordo al momento. Dichiarazioni criptiche di Trump che dice che le trattative continuano, ma tutte le opzioni sul tavolo. “Raggiungeremo i nostri obiettivi in un modo o in un altro”. Ieri regnava un clima di ottimismo sia nelle dichiarazioni di Teheran, sia in quelle di Washington. Il Ministro degli esteri Usa Rubio ha consultato esperti di nucleare, un segnale che il negoziato avrebbe toccato fasi avanzate. Un nodo ancora da risolvere sarebbe quello dei fondi iraniani congelati, che Teheran chiede di sbloccarne una parte, “almeno il 50%”, dice il ministro degli esteri Araqchi. Cisgiordania Un lattante è morto a causa delle ferite riportate quando le forze di occupazione israeliane hanno aperto il fuoco contro l’auto della sua famiglia a El-Khalil (Hebron). Il Ministero della Salute ha confermato la morte del piccolo Sam Fahd Abu Haikal, di 7 mesi, e il ferimento dei suoi genitori dopo che le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro di loro nella zona di Tel Rumeida, a sud di Hebron, ieri sera venerdì. Proseguono gli attacchi dei coloni ebrei israeliani contro i contadini e pastori musulmani e cristiani palestinesi. Ultimo attacco è avvenuto all’labe di oggi nella zona rurale di Toubas. I coloni con l’uniforme militare hanno attaccato 7 contadini mentre lavoravano le loro terre e li hanno presi in ostaggio. L’esercito di occupazione ha dato manforte agli aggressori sparando in aria pallottole di guerra, per intimorire maggiormente i contadini palestinesi disarmati. Non si conosce finora la sorte dei sette contadini. Ieri, un attacco simile è avvenuto a Beita, a sud di Nablus. Gerusalemme est occupata Il sito web Middle East Eye, con sede a Londra, ha riportato che Gli Stati Uniti e Israele stanno coordinando le proprie azioni per revocare la custodia giordana della moschea di Al-Aqsa e sostituirla con un ente istituito dal governo israeliano. Questa mossa rappresenta il culmine di una campagna sistematica per cancellare la presenza islamica nella Gerusalemme occupata e un appello diretto ai musulmani di tutto il mondo affinché si risveglino. Quando verrà dato l’annuncio, sarà presentato con un linguaggio pluralista, utilizzando espressioni come “coesistenza interreligiosa”, “pari opportunità” e “patrimonio condiviso”. L’amministrazione Trump – scrive il sito – vuole privare la moschea di Al-Aqsa della sua identità islamica per poi trasformarla in un’attrazione turistica che abbracci le “tre religioni abramitiche”. Tunisia Venerdì, nel cuore della capitale Tunisi, una marcia silenziosa organizzata da decine di politici, attivisti per i diritti umani e altri militanti ha fatto rivivere le scene dei movimenti di protesta che si erano recentemente affievoliti. I manifestanti hanno denunciato le crescenti restrizioni alle libertà pubbliche e hanno chiesto la liberazione dei prigionieri politici. Alla marcia hanno partecipato figure di diverse correnti politiche, tra cui il Movimento Ennahda e membri del Partito Democratico Costituzionale, in una rara convergenza tra gruppi che per anni erano stati profondamente in disaccordo. Questa volta, tuttavia, hanno trovato un terreno comune su questioni relative alle libertà pubbliche e all’indipendenza della magistratura. La marcia ha attraversato le vie della capitale, Tunisi, fino alla sede del complesso chimico, dove i manifestanti hanno sollevato rivendicazioni ambientali, in particolare riguardo al diritto dei residenti del governatorato di Gabes a un ambiente sano, protestando contro i “gas tossici emessi dal complesso chimico situato nella regione”. Incontro nazionale con Francesca albanese Il 19 giugno, tutte le piazze militanti, in solidarietà con la Palestina e con il diritto del suo popolo alla libertà e indipendenza, si incontreranno in un collegamento online con Francesca Albanese. Anbamed ha aderito. Giovedì sera si è tenuto un incontro organizzativo al quale hanno partecipato quasi 100 realtà da tutta Italia. Una nuova rete che si batte per una pace giusta e per la fine dell’occupazione israeliana. Dina e Domenico liberi subito! Da quasi due settimane Dina e Domenico e altri 9 attivisti del Global Sumud Land Convoy sono in detenzione in Libia con l’accusa di immigrazione illegale. Purtroppo la detenzione è stata rinnovata e la situazione è critica, anche perché hanno iniziato uno sciopero della fame e delle sete. In molte città italiane ed europee si stanno svolgendo mobilitazioni per chiederne l’immediata liberazione. Dal sito di GSF è possibile partecipare al mail bombing per chiedere l’intervento dei governi europei. Intanto continua il lavoro del team legale della Flotilla riguardo alle violenze subite dagli attivisti attaccati e sequestrati da Israele in acque internazionali il 29-30 aprile e il 18-19 maggio. Un primo fascicolo è stato già depositato e sono in corso le audizioni degli attivisti che hanno identificato alcuni soldati israeliani del reparto speciale che ha effettuato gli attacchi. Un riconoscimento importantissimo per le denunce che seguiranno, come sottolinea Mario De Vito su Il Manifesto. ANBAMED
June 6, 2026
Pressenza
Libano meridionale e tregua: Il Governo di Beirut verso il collaborazionismo esplicito
Salto di qualità nei “negoziati diretti” fra regime sionista e governo libanese. Inizialmente, questi apparivano un tentativo rabberciato di provare a far sì che il Presidente Aoun ed il Primo Ministro Salam potessero intestarsi politicamente l’estensione al Libano delle trattative fra USA e Iran, evitando che si evidenziasse il ruolo […] L'articolo Libano meridionale e tregua: Il Governo di Beirut verso il collaborazionismo esplicito su Contropiano.
June 6, 2026
Contropiano
Libano // Hezbollah, il «Partito di Dio»@1
Israele mette a ferro e fuoco il Libano e nel mirino ora c’è direttamente anche la capitale Beirut. Per ora, i morti accertati in 3 mesi di attacchi sono arrivati a sfiorare quota 3.500 in Libano, con 10mila feriti e oltre un milione di sfollati in un Paese, il Libano, oltre il collasso. ‘Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l’aggressione illegale e l’ingerenza del regime sionista’, ricorda il ministero degli Esteri iraniano, che comunica lo stop ai negoziati indiretti con gli Usa e paventa il blocco totale al già asfittico stretto di Hormuz, chiuso da ormai 3 mesi. Al telefono con una compagna che vive a Beirut, ci facciamo spiegare la situazione in Libano e anche la storia millenaria, e del tutto peculiare, del Paese dei Cedri e della sua capitale. Il Libano è stato più volte definito la “Svizzera del Medio Oriente”, e la sua capitale, Beirut, la “Parigi del Medio Oriente” o “la perla del Mediterraneo”, eppure pesanti sono – e sono sempre state – le ingerenze straniere sul suo territorio. Dalla dissoluzione dell’Impero Ottomano, passando per l’occupazione coloniale francese, l’indipendenza, arriviamo al 1948, anno di fondazione di Israele, e da questa data seguiamo la ricostruzione della storia di Hezbollah proposta da Marco Di Donato nel libro “Hezbollah, storia del Partito di Dio”. Tracklist 1. Harik حريق – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM 2. Habibon حبيبٌ – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM 3. I Remember I Forget بنسى وبتذكر – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine Hamdan 4. Vows سبع صنايع – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan 5. Abyss حويك وزويك – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan 6. Daya3 ضياع – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine Hamdan 7. St. Baghdadi’s Celebrations مولد سيدي البغدادي – La Bombe by The Great Departed 8. Seven Coins سبع لحاليح – La Bombe by The Great Departed 9. Cheftak – The Best Of by Soapkills 10. Marco Slow – The Best Of by Soapkills 11. Aranis & Koullou Ndif – The Best Of by Soapkills 12. Galbi – The Best Of by Soapkills 13. Holako (Hulagu) – Aynama-Rtama by Alif 14. Al-Juththa (The Corpse) – Aynama-Rtama by Alif 15. DOUNANA (without us) – by SIBA & MONKYMAN