#Iran, #Libano, #Ucraina: un solo disegno #war
I giornalisti e scrittori Vincenzo Maddaloni e Antonio Mazzeo guarderanno dietro
le notizie unendo due fronti che i media dominanti raccontano separati: il
vertice di Londra fra Starmer, Macron, Merz e Zelensky sul riarmo europeo, e
l'asse iraniano che torna a colpire Israele dopo il botta e risposta tra
Hezbollah e Tel Aviv. Un solo disegno, e un solo grande beneficiario del caos
energetico.https://www.youtube.com/watch?v=gnlqv9EJ8rA
Tag - libano
Etica della reciprocità (vale anche per gli Usa e per Israele?)
Confucio sintetizza così: “L’allievo Tse Kung chiese: Esiste una parola che
possa esser la norma di tutta una vita? Il maestro rispose: Questa parola è
‘reciprocità’. E cioè, non comportarti con gli altri come non vuoi che gli altri
si comportino con te.” articoli di Lucio Caracciolo (ripreso da infosannio.com)
e MJ Rosenberg (ripreso da invictapalestina.org/blog), con due domande di
Francesco Masala.
MEDIO ORIENTE: DOPO LO SCAMBIO DI ATTACCHI, ENNESIMA “TREGUA ARMATA” TRA IRAN E ISRAELE. ANCORA BOMBE SU LIBANO E GAZA
I Pasdaran iraniani hanno sospeso le operazioni militari contro Israele
avvertendo al contempo di “attacchi più duri e devastanti” qualora Tel Aviv
tornasse a violare la tregua, parziale, violata nelle scorse ore in Libano.
Prima dello stop, l’esercito iraniano aveva fatto sapere di avere ucciso 5
persone di un non meglio precisato “gruppo separatista” attivo nella provincia
sud-orientale del Sistan-Baluchestan, al confine con il Pakistan. Sono stati 19
gli arresti nella stessa operazione, durante la quale è morto anche un militare
iraniano. Teheran parla di un gruppo “affiliato ai servizi segreti di Stati
Uniti e Israele” che avrebbe “pianificato di entrare in Iran attraverso la zona
di confine di Saravan”.
Tutto questo è accaduto dopo una notte e una mattinata di bombardamenti
israeliani su diversi siti iraniani, in particolare impianti petrolchimici, e
dopo i missili che le forze armate iraniane avevano lanciato verso Israele in
risposta al precedente raid sionista contro il Libano – e in particolare sulla
capitale Beirut – in aperta violazione della tregua stipulata pochi giorni fa.
Per la prima volta da mesi, 2 missili sono partiti anche dallo Yemen, dove gli
Houthi hanno annunciato il divieto di navigazione per le navi israeliane nel Mar
Rosso con un blocco nello stretto di Bab al-Mandab.
Al momento, su pressione del presidente Usa Trump, il premier israeliano
Netanyahu ha detto che “per ora gli attacchi sono cessati”. Da Teheran il
presidente iraniano Pezeskhian fa sapere: “non abbandoneremo né il campo di
battaglia né il tavolo dei negoziati. Restiamo impegnati sui 2 fronti”.
In Libano, intanto, anche oggi 7 persone sono state uccise e 24 ferite in una
serie di bombardamenti israeliani. Gli attacchi hanno colpito Nabatiye, Sidone,
Tiro (qui danneggiate anche le rovine romane, patrimonio mondiale dell’Unesco)
Bint Jbeil, Marjayoun e Jezzine.
A Gaza, in Palestina, almeno una dozzina di palestinesi sono stati uccisi
soltanto nella mattinata di oggi, lunedì 8 giugno. Fonti mediche della Striscia
hanno annunciato che il bilancio delle vittime del genocidio per mano israeliana
è salito a 72.980, con 173.171 feriti dal 7 ottobre 2023 a oggi. Il numero
totale di palestinesi uccisi dall’annuncio del cessate il fuoco dell’11 ottobre
2025 ha raggiunto quota 970, mentre il numero dei feriti registrati nello stesso
periodo è salito a 3.063. Inoltre, sono stati recuperati 782 corpi in diverse
località.
Per commentare gli ultimi sviluppi su Radio Onda d’Urto è intervenuto il
giornalista palestinese Samir Al Qaryouti. Ascolta o scarica.
MEDIO ORIENTE: NUOVA ESCALATION TRA IRAN E ISRAELE. TEHRAN RISPONDE AI RAID SU BEIRUT, TEL AVIV COLPISCE IN TERRITORIO IRANIANO
Rappresaglia israeliana sull’Iran dopo i missili che, ieri, Tehran ha lanciato
in risposta ai bombardamenti israeliani sulla periferia sud di Beirut,
considerati da Teheran una violazione del cessate il fuoco raggiunto ad aprile.
Israele ha reagito con attacchi contro diversi obiettivi sul territorio
iraniano: Tel Aviv parla di “un attacco su vasta scala contro sistemi di difesa
strategici appartenenti al regime iraniano che erano stati ripristinati” mentre
Tehran parlano anche di attacchi aerei contro impianti petrolchimici iraniani
nel sud-ovest del Paese.
L’Iran accusa gli Usa tramite il portavoce del ministero degli Esteri iraniano
Esmail Baghaei: “hanno la responsabilità diretta di qualsiasi violazione
dell’accordo di cessate il fuoco dell’8 aprile”, sostenendo che le azioni
israeliane non possono essere separate dalla politica statunitense.
In questo quadro la preoccupazione della popolazione civile iraniana cresce,
come racconta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Behrooz Sarabi, compagno
iraniano di Together for Iran Milano. Ascolta o scarica.
Intanto continua l’aggressione israeliana anche nei territori palestinesi. Nella
Striscia di Gaza nuovi bombardamenti hanno causato vittime e feriti nelle ultime
ore.
“Israele controlla tutto, incluso il valico di Rafah stato chiuso in
conseguenza alla ripresa della guerra con l’Iran. Per questo motivo, più che
guardare a soluzioni politiche e diplomatiche, io credo che la prospettiva più
realistica sia addirittura una ripresa dell’offensiva israeliana a pieno ritmo
nella striscia di Gazza, senza dimenticare che in realtà il cessato il fuoco non
è mai stato in vigore” commenta invece Michele Giorgio, direttore di Pagine
Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro collaboratore.
Ascolta o scarica.
Il problema é il sionismo, non solo Netanyahu: presidio a Torino
Oggi, lunedì 8 giugno h17 (Corso Inghilterra 7) Torino per Gaza ha organizzato
una contestazione dell’evento organizzato da “Sinistra per Israele”.
“Domani contesteremo l’ennesimo evento vergognoso, partecipato da ipocriti
parolai che provano a riabilitare Israele, cancellando con un colpo di spugna i
suoi crimini storici. […] La Palestina lotta per la fine dell’occupazione, il
diritto al ritorno e la giustizia storica. Questo processo di liberazione non
può che iniziare con il riconoscere che Israele non è uno stato democratico,
bensì un regime coloniale.” dal comunicato di Torino per Gaza
Parlare ancora oggi di “due popoli, due Stati” e sostenere che Netanyahu sia
l’unico problema significa mistificare la realtà del progetto sionista
coloniale, razzista ed estrattivista, finalizzato alla pulizia etnica del popolo
palestinese e di tutti quei territori, come il Libano, che si oppongono al
progetto coloniale della Grande Israele.
Dopo oltre due anni di genocidio a Gaza, che continua ancora oggi attraverso i
bombardamenti, l’affamamento deliberato della popolazione, l’ingresso
discontinuo dei beni di prima necessità e i progetti di sfruttamento e
speculazione nella Striscia, fino alla riproposizione delle stesse dinamiche di
occupazione e devastazione in Libano, continuare a sostenere queste retoriche
false e faziose significa essere complici di quanto accade in Medio Oriente e
del mantenimento di uno stato di violenza, oppressione e privazione dei diritti
che continua a colpire il popolo palestinese.
Ne abbiamo parlato con Sara di Torino per Gaza
Israele bombarda l’Iran per impedire qualsiasi accordo
Sono saltati tutti i paletti piazzati per arrivare ad un accordo. Il Medio
Oriente è un campo di battaglia in cui lo stato genocida di Israele prova a
dettar legge mentre il suo storico «protettore» va in affanno e mostra persino
qualche crepa nel rapporto bilaterale. Fin dall’inizio della cosiddetta […]
L'articolo Israele bombarda l’Iran per impedire qualsiasi accordo su
Contropiano.
Palestina sul tetto del mondo
Articoli di Alessandra Filippi, Michele Giorgio, Marwa Rommaneh, Maurizio
Perriello, Alessandro Lamberti, Gian Luca Gasca, Mario Sommella, Linda Maggiori,
Chiara Cruciati ed altro. Con video e audio. SOMMARIO DI QUESTO DOSSUIER 1 –
aggiornamenti da Anbamed; 2 – Alessandra Filippi sulla occupazione progressiva
di Gaza; 2 – Michele Giorgio sui dati personali dei palestinesi; 3 – Marwa
Rommaneh sulla scomparsa
Notizie dal Medio Oriente
Dialogo inter-palestinese
Sono giunte al Cairo le 8 delegazioni di organizzazioni palestinesi, tra le
quali Hamas, FDLP e FPLP. Saranno discusse le proposte di mediazione egiziana
per mettere in azione gli accordi di Sharm Sheikh del 10 ottobre 2025, mai
applicate da Israele.
All’incontro è assente il movimento del presidente dell’ANP, Abbas.
Libano
Il presidente libanese Aoun e il premier Salam hanno attaccato Hezbollah e Iran
per le loro posizioni sul negoziato di Washington. “Pietà per la nostra
popolazione del sud”, hanno detto. Un capovolgimento della logica.
Gli israeliani bombardano e si addossa la responsabilità alla resistenza contro
gli invasori.
Il presidente del parlamento libanese Berri ha chiarito che “non sarà accettato
nessun accordo che non preveda il ritiro israeliano e il cessate il fuoco in
tutto il Libano”.
Prima di lui, il segretario generale di Hezbollah aveva definito i negoziati
diretti di Washington “una vergogna”.
Una frattura nel fronte interno libanese, che Israele e Usa sfrutteranno per
imporre condizioni drastiche al governo di Beirut, sotto i colpi militari.
L’offensiva israeliana non è mai cessata. Bombardamenti aerei e di artiglieria
hanno continuato prima, durante e dopo il negoziato.
Nel comunicato del Dipartimento di Stato Usa infatti non è previsto un cessate
il fuoco da parte di Tel Aviv, ma soltanto di Hezbollah contro il nord di
Israele.
Oltre ai morti e feriti, l’offensiva israeliana ha provocato ulteriori
sfollamenti della popolazione verso nord.
L’esercito israeliano ha lanciato minacce contro la popolazione delle città a
nord del fiume Litany per sfollare a nord del fiume Zaharany.
Il Ministero della sanità libanese ha pubblicato gli effetti dell’invasione:
3.558 uccisi e 10.870 feriti dall’inizio del’invasione.
Gaza
Ieri sera, bombardamenti di artiglieria in contemporanea con gli spari
provenienti dai veicoli di occupazione diretti verso la parte settentrionale di
Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza.
Bombardamenti di artiglieria anche nel sud della Striscia, a Mawassi Rafah.
Il rapporto del Ministero della sanità, di ieri, informa di 11 uccisi e 32
feriti nelle 24 ore precedenti.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Un rapporto delle Nazioni Unite: La carenza di fondi costringe i partner
umanitari a Gaza a tagliare servizi essenziali;
I fondi per il piano di risposta umanitaria a Gaza e in Cisgiordania hanno
raggiunto solo il 15% del fabbisogno totale di 4,1 miliardi di dollari.
Quattro partner umanitari hanno iniziato a ridurre le operazioni di trasporto
dell’acqua tramite autocisterne alla fine di maggio, mettendo a rischio oltre
330.000 persone, privandole della loro principale fonte di acqua potabile.
Il numero di pasti giornalieri distribuiti a Gaza è sceso a 678.000, rispetto a
1,5 milioni di pasti al giorno a metà marzo.
La maggior parte dei 2,1 milioni di abitanti di Gaza rimane sfollata e
fortemente dipendente dagli aiuti umanitari.
Aggressione USA-Israele sull’Iran
Nessun accordo al momento. Dichiarazioni criptiche di Trump che dice che le
trattative continuano, ma tutte le opzioni sul tavolo. “Raggiungeremo i nostri
obiettivi in un modo o in un altro”.
Ieri regnava un clima di ottimismo sia nelle dichiarazioni di Teheran, sia in
quelle di Washington.
Il Ministro degli esteri Usa Rubio ha consultato esperti di nucleare, un segnale
che il negoziato avrebbe toccato fasi avanzate.
Un nodo ancora da risolvere sarebbe quello dei fondi iraniani congelati, che
Teheran chiede di sbloccarne una parte, “almeno il 50%”, dice il ministro degli
esteri Araqchi.
Cisgiordania
Un lattante è morto a causa delle ferite riportate quando le forze di
occupazione israeliane hanno aperto il fuoco contro l’auto della sua famiglia a
El-Khalil (Hebron).
Il Ministero della Salute ha confermato la morte del piccolo Sam Fahd Abu
Haikal, di 7 mesi, e il ferimento dei suoi genitori dopo che le forze israeliane
hanno aperto il fuoco contro di loro nella zona di Tel Rumeida, a sud di Hebron,
ieri sera venerdì.
Proseguono gli attacchi dei coloni ebrei israeliani contro i contadini e pastori
musulmani e cristiani palestinesi.
Ultimo attacco è avvenuto all’labe di oggi nella zona rurale di Toubas.
I coloni con l’uniforme militare hanno attaccato 7 contadini mentre lavoravano
le loro terre e li hanno presi in ostaggio.
L’esercito di occupazione ha dato manforte agli aggressori sparando in aria
pallottole di guerra, per intimorire maggiormente i contadini palestinesi
disarmati.
Non si conosce finora la sorte dei sette contadini.
Ieri, un attacco simile è avvenuto a Beita, a sud di Nablus.
Gerusalemme est occupata
Il sito web Middle East Eye, con sede a Londra, ha riportato che Gli Stati Uniti
e Israele stanno coordinando le proprie azioni per revocare la custodia giordana
della moschea di Al-Aqsa e sostituirla con un ente istituito dal governo
israeliano.
Questa mossa rappresenta il culmine di una campagna sistematica per cancellare
la presenza islamica nella Gerusalemme occupata e un appello diretto ai
musulmani di tutto il mondo affinché si risveglino.
Quando verrà dato l’annuncio, sarà presentato con un linguaggio pluralista,
utilizzando espressioni come “coesistenza interreligiosa”, “pari opportunità” e
“patrimonio condiviso”.
L’amministrazione Trump – scrive il sito – vuole privare la moschea di Al-Aqsa
della sua identità islamica per poi trasformarla in un’attrazione turistica che
abbracci le “tre religioni abramitiche”.
Tunisia
Venerdì, nel cuore della capitale Tunisi, una marcia silenziosa organizzata da
decine di politici, attivisti per i diritti umani e altri militanti ha fatto
rivivere le scene dei movimenti di protesta che si erano recentemente
affievoliti. I manifestanti hanno denunciato le crescenti restrizioni alle
libertà pubbliche e hanno chiesto la liberazione dei prigionieri politici.
Alla marcia hanno partecipato figure di diverse correnti politiche, tra cui il
Movimento Ennahda e membri del Partito Democratico Costituzionale, in una rara
convergenza tra gruppi che per anni erano stati profondamente in disaccordo.
Questa volta, tuttavia, hanno trovato un terreno comune su questioni relative
alle libertà pubbliche e all’indipendenza della magistratura.
La marcia ha attraversato le vie della capitale, Tunisi, fino alla sede del
complesso chimico, dove i manifestanti hanno sollevato rivendicazioni
ambientali, in particolare riguardo al diritto dei residenti del governatorato
di Gabes a un ambiente sano, protestando contro i “gas tossici emessi dal
complesso chimico situato nella regione”.
Incontro nazionale con Francesca albanese
Il 19 giugno, tutte le piazze militanti, in solidarietà con la Palestina e con
il diritto del suo popolo alla libertà e indipendenza, si incontreranno in un
collegamento online con Francesca Albanese. Anbamed ha aderito.
Giovedì sera si è tenuto un incontro organizzativo al quale hanno partecipato
quasi 100 realtà da tutta Italia. Una nuova rete che si batte per una pace
giusta e per la fine dell’occupazione israeliana.
Dina e Domenico liberi subito!
Da quasi due settimane Dina e Domenico e altri 9 attivisti del Global Sumud Land
Convoy sono in detenzione in Libia con l’accusa di immigrazione illegale.
Purtroppo la detenzione è stata rinnovata e la situazione è critica, anche
perché hanno iniziato uno sciopero della fame e delle sete. In molte città
italiane ed europee si stanno svolgendo mobilitazioni per chiederne l’immediata
liberazione. Dal sito di GSF è possibile partecipare al mail bombing per
chiedere l’intervento dei governi europei.
Intanto continua il lavoro del team legale della Flotilla riguardo alle violenze
subite dagli attivisti attaccati e sequestrati da Israele in acque
internazionali il 29-30 aprile e il 18-19 maggio.
Un primo fascicolo è stato già depositato e sono in corso le audizioni degli
attivisti che hanno identificato alcuni soldati israeliani del reparto speciale
che ha effettuato gli attacchi. Un riconoscimento importantissimo per le denunce
che seguiranno, come sottolinea Mario De Vito su Il Manifesto.
ANBAMED
Libano meridionale e tregua: Il Governo di Beirut verso il collaborazionismo esplicito
Salto di qualità nei “negoziati diretti” fra regime sionista e governo libanese.
Inizialmente, questi apparivano un tentativo rabberciato di provare a far sì che
il Presidente Aoun ed il Primo Ministro Salam potessero intestarsi politicamente
l’estensione al Libano delle trattative fra USA e Iran, evitando che si
evidenziasse il ruolo […]
L'articolo Libano meridionale e tregua: Il Governo di Beirut verso il
collaborazionismo esplicito su Contropiano.
Libano // Hezbollah, il «Partito di Dio»@1
Israele mette a ferro e fuoco il Libano e nel mirino ora c’è direttamente anche
la capitale Beirut. Per ora, i morti accertati in 3 mesi di attacchi sono
arrivati a sfiorare quota 3.500 in Libano, con 10mila feriti e oltre un milione
di sfollati in un Paese, il Libano, oltre il collasso. ‘Non esiteremo ad agire
in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l’aggressione
illegale e l’ingerenza del regime sionista’, ricorda il ministero degli Esteri
iraniano, che comunica lo stop ai negoziati indiretti con gli Usa e paventa il
blocco totale al già asfittico stretto di Hormuz, chiuso da ormai 3 mesi.
Al telefono con una compagna che vive a Beirut, ci facciamo spiegare la
situazione in Libano e anche la storia millenaria, e del tutto peculiare, del
Paese dei Cedri e della sua capitale.
Il Libano è stato più volte definito la “Svizzera del Medio Oriente”, e la sua
capitale, Beirut, la “Parigi del Medio Oriente” o “la perla del Mediterraneo”,
eppure pesanti sono – e sono sempre state – le ingerenze straniere sul suo
territorio.
Dalla dissoluzione dell’Impero Ottomano, passando per l’occupazione coloniale
francese, l’indipendenza, arriviamo al 1948, anno di fondazione di Israele, e da
questa data seguiamo la ricostruzione della storia di Hezbollah proposta da
Marco Di Donato nel libro “Hezbollah, storia del Partito di Dio”.
Tracklist
1. Harik حريق – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM
2. Habibon حبيبٌ – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM
3. I Remember I Forget بنسى وبتذكر – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine
Hamdan
4. Vows سبع صنايع – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan
5. Abyss حويك وزويك – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan
6. Daya3 ضياع – I remember I forget بنسى وبتذكر
by Yasmine Hamdan
7. St. Baghdadi’s Celebrations مولد سيدي البغدادي – La Bombe
by The Great Departed
8. Seven Coins سبع لحاليح – La Bombe by The Great Departed
9. Cheftak – The Best Of by Soapkills
10. Marco Slow – The Best Of by Soapkills
11. Aranis & Koullou Ndif – The Best Of by Soapkills
12. Galbi – The Best Of by Soapkills
13. Holako (Hulagu) – Aynama-Rtama by Alif
14. Al-Juththa (The Corpse) – Aynama-Rtama by Alif
15. DOUNANA (without us) – by SIBA & MONKYMAN