Tag - libano

Trump consegna il Libano al genocidio. E la trattativa al fallimento
Per un giorno il focus della guerra Usa-Israele contro l’Iran e il mondo sciita si sposta dal Golfo al Libano. Ma fino ad un certo punto… Alla Casa Bianca l’incontro tra gli ambasciatori a Washington di Tel Aviv e Beirut, sotto l’occhiuta sorveglianza dei “Narco” Rubio e Donald Trump, ha […] L'articolo Trump consegna il Libano al genocidio. E la trattativa al fallimento su Contropiano.
April 24, 2026
Contropiano
Libano. Israele continua il killeraggio contro i giornalisti. Uccisa Amal Khalil
Mentre stava documentando i raid israeliani nel sud del Libano, insieme alla fotografa Zeinab Faraj, la nota giornalista libanese Amal Khalil è stata presa di mira dai militari israeliani. Il fuoco è stato diretto prima contro l’automobile su cui viaggiava, poi sulla casa in cui si era rifugiata e infine […] L'articolo Libano. Israele continua il killeraggio contro i giornalisti. Uccisa Amal Khalil su Contropiano.
April 24, 2026
Contropiano
Furundulla 317 – Sinonimi e contrari…
…torniamo ai fondamentali di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Civile: agg. [dal lat. civilis, der. di civis «cittadino»] “Sette degli otto bimbi uccisi erano figli del killer, identificato nel 31enne Shamar Elkins, un veterano dell’esercito” RSI Sparatoria in Louisiana “Mi
La Resistenza Continua: il 25 Aprile Manifestiamo Per Tenere Fuori l’Italia dalla Guerra
Il 25 Aprile non può ridursi ad una semplice ritualità. Oggi difendere lo spirito della guerra di Liberazione partigiana richiede di trasformare la memoria in una giornata di lotta per ribadire con forza ciò che la nostra Costituzione afferma senza ambiguità: l’Italia ripudia la guerra. L’Unione Europea, il Governo italiano e la sua contraddittoria opposizione parlamentare con le loro politiche guerrafondaie e complici ci stanno facendo pagare i costi della guerra in Ucraina, in Medio Oriente e del riarmo europeo alimentando inflazione, carovita, crisi energetica, impoverimento sociale, diseguaglianze, smantellamento dello stato sociale, militarizzazione e repressione, con un’escalation sempre più pericolosa. Inoltre la presenza di oltre 120 basi NATO/USA, anche con bombe nucleari, rende evidente la condizione di subordinazione strategica, di paese colonizzato e di obiettivi militari. Per quello spirito che la guerra di Liberazione partigiana ci ha trasmesso: – non è accettabile che nel corteo del 25 aprile sfilino le bandiere dello stato terrorista, colonialista e genocida di Israele rappresentato dalla Brigata Ebraica. – è necessario distinguersi dalle ambiguità di coloro che non si oppongono alla linea guerrafondaia e di riarmo dell’Unione Europea contro la Russia, che si oppongono solo strumentalmente alle azioni di Trump e Netanyahu non condannando seriamente le criminali aggressioni all’Iran e al Libano, dimenticandosi delle guerre scatenate dagli USA negli ultimi decenni e degli 80 anni di feroce occupazione israeliana della Palestina. Per queste ragioni, il Coordinamento per la Pace – Milano, esprimendo solidarietà ai popoli di Palestina, Libano e Iran, sarà come sempre nel corteo tra gli antifascisti ma formando uno spezzone autonomo con interventi alternativi alla conclusione per riaffermare, nelle attuali condizioni, la Resistenza continua contro la guerra, il riarmo e le aggressioni. UNISCITI AL NOSTRO SPEZZONE E AL COMIZIO ALTERNATIVO CONCLUSIVO FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA Coordinamento Per La Pace – Milano https://www.facebook.com/coordinamentopacemilano/ https://www.instagram.com/coordinamentopacemilano/ https://www.youtube.com/@coordinamentopacemilano   Cristina Mirra
April 22, 2026
Pressenza
Una linea gialla anche per il Libano. Israele demolisce e si appropria del gas libanese
Il cessate il fuoco in Libano vacilla come sempre, quando c’è di mezzo l’occupazione sionista. Come era giusto che fosse, migliaia di libanesi stavano tornando verso le loro case, nonostante i divieti israeliani. Tel Aviv ha “risolto” la questione istituendo una “linea gialla” nel sud del paese, simile a quella […] L'articolo Una linea gialla anche per il Libano. Israele demolisce e si appropria del gas libanese su Contropiano.
April 21, 2026
Contropiano
Una nuova partenza verso Gaza
Partirà a giorni la nuova missione per rompere l’assedio a Gaza. Il ruolo delle soggettività organizzate in questa fase, a partire da settembre-ottobre, è stato quello di riconoscere il momento […] The post Una nuova partenza verso Gaza first appeared on notav.info.
April 20, 2026
notav.info
Libano: i primi passi di una fragile tregua
Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi politici e militari alla base del conflitto. Da un lato Israele mantiene la propria strategia di occupazione militare nel sud del Libano e si riserva il diritto di intervenire militarmente contro qualsiasi situazione definita unilateralmente come “minaccia” alla propria sicurezza; dall’altro Hezbollah conserva una capacità di fuoco notevole ed ha ancora una volta dimostrato di saper mettere in difficoltà il governo sionista. A pesare è anche la posizione del governo libanese, sempre più orientato a contenere il ruolo di Hezbollah, senza però avere la forza di imporre militarmente il disarmo o la marginalizzazione politica di un partito che rappresenta un terzo degli abitanti del paese. Ne parliamo con Marco Magnano, giornalista freelance attualmente a Damasco:
April 19, 2026
Radio Blackout - Info
Diario di un ordinario massacro
Libano È stata raggiunta una tregua in Libano, annunciata da Trump ed imposta a Netanyahu con una telefonata. “Quando dico basta, è basta!”, avrebbe tuonato il tycoon contro il macellaio di Gaza e Beirut, che tergiversava. Una tregua sotto la minaccia delle armi. L’esercito israeliano non si ritira dalle zone occupate e politici e militari israeliani affermano che dalla zona di confine a sud di Litany non si ritireranno mai. L’area è equivalente al 10% del territorio libanese. Ieri sera, un civile libanese è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti quando droni israeliani hanno colpito una motocicletta e un’auto nella città di Qounine, vicino a Bint Jbeil, in violazione del cessate il fuoco annunciato dal presidente statunitense Donald Trump. Il bilancio complessivo delle vittime dell’aggressione israeliana contro il Libano, iniziata il 2 marzo, ha raggiunto quota 2.294, con 7.544 feriti. Il settore sanitario, come a Gaza, è stato preso di mira dai criminali generali israeliani: 100 medici e infermieri uccisi e 233 feriti. Il presidente libanese Aoun ha affermato che è disposto a qualsiasi viaggio e incontro pur di garantire l’unità e la salvezza del paese. In realtà non avendo un esercito all’altezza, ha dovuto chinare la testa di fronte all’arroganza israeliana. Trump ha annunciato che ospiterà, martedì alla Casa Bianca, un incontro tra Aoun e Netanyahu, ma dal ricercato per crimini di guerra non è arrivata ancora nessuna conferma. Hezbollah ha dato il suo consenso alla tregua, l’ha reputata un risultato della resistenza sul terreno, ma ha sottolineato che il “dito rimane sul grilletto”, per far fronte a qualsiasi violazione e che del disarmo dei suoi combattenti non se ne parla neppure. Gaza Un civile palestinese è stato ucciso, ieri, e diversi altri sono rimasti feriti quando le forze israeliane di occupazione hanno preso di mira un campo profughi nel nord di Gaza. Gli attivisti di Al-Najdah ci hanno riferito che le forze israeliane hanno aperto il fuoco con mitragliatrici contro le tende degli sfollati a Tel al-Dahab, vicino a Beit Lahia, nel nord di Gaza, provocando un morto e diversi feriti. Bombardamenti di artiglieria, stamattina, hanno preso di mira le zone orientali della città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. L’esercito di occupazione ha completato, ieri, la demolizione di ciò che resta delle case nelle aree della cosiddetta linea gialla nel quartiere di Al-Tuffah, a est di Gaza città. A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco. Secondo quanto riportato da UN Women, alla fine dello scorso anno oltre 38.000 donne e ragazze sono state uccise nella Striscia di Gaza, con una media di 47 vittime al giorno, a seguito dell’offensiva israeliana lanciata in ottobre 2023. Un rapporto pubblicato dall’agenzia venerdì ha rivelato che tra ottobre 2023 e dicembre 2025 sono state uccise 22.000 donne e 16.000 ragazze a causa di raid aerei e operazioni militari di terra israeliane. «Le vittime sono molto più che semplici numeri», ha dichiarato Sofia Kaltorp, responsabile della divisione per l’azione umanitaria di UN Women, «Erano madri, figlie, sorelle e amiche, profondamente amate da chi le circondava. Erano individui con le proprie vite e i propri sogni». Oltre al terribile bilancio delle vittime, il rapporto indica che quasi 11.000 donne e ragazze hanno riportato disabilità permanenti. Il rapporto rileva inoltre che il numero effettivo di donne uccise è probabilmente superiore, poiché molti corpi giacciono ancora sotto le macerie, mentre il collasso dei sistemi sanitari ha gravemente ostacolato la documentazione di decessi e feriti. Cisgiordania A Dora, vicino ad El-Khalil (Hebron), un giovane di 25 anni è stato assassinato stamattina all’alba, dalle truppe israeliane mentre stava andando al lavoro nei campi della famiglia. I soldati gli hanno sparato uccidendolo all’istante. Il suo corpo è stato preso in ostaggio. Il motivo dell’assassinio: “si era avvicinato ad un avamposto di coloni ebrei arrivati da ogni dove, realizzato in un terreno del villaggio”, dicono i familiari. Incursioni israeliane in diverse province palestinesi, con arresti e demolizioni di case. Nella sola giornata di ieri, 18 incursioni militari in altrettante città e villaggi con l’arresto di 39 persone, tra le quali anche minorenni di 14 anni, semplicemente per aver lanciato pietre contro le truppe. Le più gravi incursioni sono avvenute a Nablus, a Khadar (vicino a Betlemme) e Al-Fariya, a sud di Toubas. Le aggressioni dei coloni sono all’ordine del giorno. È un’offensiva generalizzata, programmata e coordinata dal governo coloniale israeliano. La denuncia arriva anche dal giornale di Tel Aviv, Haaretz. Gruppi di coloni armati, protetti dai soldati, attaccano le fattorie e case dei palestinesi, appiccando il fuoco e distruggendo i raccolti. Appena la popolazione reagisce, interviene l’esercito di occupazione per coprire la ritirata dei coloni, uccidere o ferire i palestinesi e poi provvede agli arresti degli attivisti. Non sono episodi sporadici, ma azioni quotidiane e toccano tutto il territorio palestinese occupato. Ieri ne sono state registrate 21 casi. Giornata del prigioniero politico palestinese Ieri, venerdì, i palestinesi in patria e nella diaspora, hanno commemorato la Giornata dei prigionieri palestinesi nelle carceri dell’occupazione israeliana. La giornata quest’anno cade in un momento particolare, nel quale le condizioni dei detenuti sono le più difficili degli ultimi decenni, con l’escalation degli abusi all’interno delle carceri israeliane e l’approvazione di una legge razzista che autorizza l’esecuzione dei prigionieri contro i palestinesi. La Giornata dei prigionieri ricorre il 17 aprile di ogni anno, data istituita dal Consiglio Nazionale Palestinese nel 1974 per onorare la lotta dei prigionieri nelle carceri israeliane. Le attività per la commemorazione sono iniziate giovedì a Gaza e in Cisgiordania, con eventi organizzati in diverse città per denunciare le condizioni dei detenuti e le violazioni che subiscono nelle carceri israeliane. In molte città del mondo le comunità palestinesi hanno inscenato sit-in e flash-mob per denunciare la legge razzista che introduce in Israele la pena di morte per i palestinesi. ANBAMED
April 18, 2026
Pressenza
Il cessate il fuoco in Libano segna una storica sconfitta strategica
Finalmente gli equilibri si stanno spostando. Per la prima volta in decenni, il corso della storia non è più a favore di Israele. Giovedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco in Libano, ma la realtà dei fatti è ben diversa. Il cessate il […] L'articolo Il cessate il fuoco in Libano segna una storica sconfitta strategica su Contropiano.
April 18, 2026
Contropiano