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IRAN: TRUMP ANNUNCIA IL “PROJECT FREEDOM” A HORMUZ. “GLI USA HANNO DECISO CHE IL LORO UNICO ALLEATO È ISRAELE” L’ANALISI CON IL GIORNALISTA ALBERTO NEGRI
Sono in corso colloqui bilaterali tra l’Iran e l’Oman per mettere a punto un protocollo che garantisca il transito sicuro delle navi dallo Stretto di Hormuz, ha dichiarato il ministero degli Esteri di Teheran, che poco prima aveva avvisato tutte le navi mercantili e petroliere di evitare qualsiasi movimento nello stretto di Hormuz senza il coordinamento dell’Iran altrimenti la loro sicurezza sarebbe in pericolo. Una risposta a Trump ed il suo annunciato Project Freedom, la scorta per permettere alle navi di attraversare lo Stretto. “Non so quale sia questa iniziativa” ha detto stamattina il presidente francese Emmanuel Macron a chi gli chiedeva se prenderà parte all’iniziativa annunciata da Trump sostenendo che la Francia non parteciperà “a nessuna operazione di forza in un contesto che, per quanto mi riguarda, non mi sembra chiaro”. “Gli Stati Uniti hanno deciso che il loro unico alleato è Israele. Gli Stati Uniti di Trump hanno deciso questo. Guardate le minacce che vengono continuamente fatti nei confronti degli alleati europei dell’alleanza atlantica e questo conduce gli Stati Uniti a prendere decisioni che non sono funzionali alla grande strategia e dei grandi interessi che ha una superpotenza nel mondo.” analizza ai microfoni di Radio Onda d’Urto il giornalista Alberto Negri. Sul fronte diplomatico Teheran ha affermato che gli Stati Uniti “devono abbandonare richieste massimaliste” e che sono responsabili della lentezza degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. Ieri sera aveva fatto sapere che stava valutando la risposta americana al piano in 14 punti iraniano. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi con Alberto Negri, giornalista per anni inviato di guerra e oggi editorialista del quotidiano Il Manifesto. Ascolta o scarica.
IRAN: “GLI STATI UNITI HANNO SBAGLIATO I CALCOLI, IL SISTEMA PER ORA TIENE”. INTERVISTA ALL’ANALISTA TARA RIVA
Alta tensione nello stretto di Hormuz, anche se per ora senza ripresa in grande stile dell’aggressione israelo-Usa, dove a sorpresa salta un’altra testa: il segretario della Marina Usa John Phelan è stato licenziato con effetto immediato dopo mesi di tensioni con il capo del Pentagono, Pete Hegseth, “invidioso” degli stretti rapporti tra Trump e Phelan. Fino a oggi era il più alto civile in grado nella Us Navy e la sua uscita arriva nel mezzo del blocco nello stretto di Hormuz, contro cui i Pasdaran ieri hanno sequestrato 2 cargo e colpito un terzo per il perdurare del blocco imposto dagli Usa. 31 le navi fermate da Washington, che proroga unilateralmente il cessate il fuoco di durata indefinita; Trump, in difficoltà, annuncia che i colloqui sono ‘possibili già venerdì’, mentre l’ambasciatrice degli States in Pakistan ha incontrato il ministro degli Interni di Islamabad, principale negoziatore in campo. L’estensione del cessate il fuoco senza la ripresa della navigazione dal Golfo Persico non convince Teheran che teme una trappola, come già accaduto a giugno 2025 e febbraio 2026 e invita gli Usa a ‘togliere il blocco prima di ogni trattativa’, per ora in stallo. La prima parte dell’intervista con Tara Riva, giornalista italo-iraniana e analista di questioni internazionali, che si concentra sullo stallo dei negoziati tra Stati Uniti ed Iran. Ascolta o scarica La seconda parte dell’intervista con Tara Riva, che si focalizza sulla situazione economica e sociale interna all’Iran. Ascolta o scarica
April 23, 2026
Radio Onda d`Urto
IRAN: USA SEQUESTRANO NAVE CARGO IRANIANA E TEHRAN PROMETTE UNA RISPOSTA. A RISCHIO IL SECONDO ROUND NEGOZIALE
L’esercito degli Stati Uniti ha colpito e sequestrato una nave cargo iraniana intercettata nel Golfo dell’Oman, assumendone il controllo. Immediata la reazione di Teheran, che accusa Washington di aver violato il cessate il fuoco e promette una risposta: «Reagiremo presto a questo atto di pirateria». Il sequestro del mercantile, battente bandiera iraniana Touska, aumenta la pressione su una tregua già fragile tra Stati Uniti e Iran. Secondo Teheran, le forze statunitensi avrebbero aperto il fuoco contro l’imbarcazione in un’azione in aperta violazione degli accordi. L’episodio si inserisce in un momento particolarmente delicato, alla vigilia dei colloqui previsti a Islamabad: Donald Trump ha annunciato l’arrivo di una delegazione statunitense lunedì 20 aprile, guidata dal vicepresidente JD Vance. Resta invece incerta la partecipazione iraniana al nuovo ciclo negoziale, secondo Axios i funzionari iraniani sospettano essere una trappola per un attacco a sorpresa degli Stati Uniti. Nel frattempo, il Pakistan ha messo in guardia Washington: un eventuale blocco navale nello Stretto di Hormuz potrebbe compromettere seriamente i negoziati. Nonostante i colloqui, entrambe le parti sembrano prepararsi a una possibile escalation: secondo stime statunitensi, Teheran disporrebbe ancora di circa il 40% dei droni e del 60% dei sistemi lanciamissili, oltre a numerosi barchini d’assalto armati, considerati particolarmente efficaci contro petroliere e mercantili. Parallelamente, Washington ha rafforzato la propria presenza militare nella regione, schierando portaerei, caccia e truppe aggiuntive. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Martino Mazzonis, giornalista e americanista. Ascolta o scarica.
April 20, 2026
Radio Onda d`Urto
La guerra in mano a guitti e affaristi
Dodicesimo giorno di guerra, come quella del giugno scorso. Ma non sarà di certo l’ultimo. Il ministro della guerra statunitense, l’esponente del Ku Klux, Klan Pete Hegseth, spiega tutto esaltato che quella di ieri è stata la giornata di attacchi più pensate. E che l’obiettivo è “vincere”. Che cosa e […] L'articolo La guerra in mano a guitti e affaristi su Contropiano.
March 11, 2026
Contropiano
“Indifferenti al genocidio, ora tutto il mondo è Gaza”
Nella notte tra il 27 e il 28 febbraio scorsi Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran, aprendo uno scenario che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile: l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei, al potere da oltre 36 anni, e un’escalation senza precedenti in tutto il Medio Oriente, con centinaia di vittime, tra cui non […] L'articolo “Indifferenti al genocidio, ora tutto il mondo è Gaza” su Contropiano.
March 11, 2026
Contropiano