PALESTINA: TRUMP ANNUNCIA I MEMBRI DEL CONSIGLIO DELLA PACE. “GAZA COME ESPERIMENTO GLOBALE, AI PALESTINESI NEGATA L’AUTODETERMINAZIONE”
Mentre a Gaza non si ferma l’aggressione israeliana, l’amministrazione Trump
annuncia i membri del cosiddetto “Consiglio della Pace”, una élite straniera di
affaristi che nega l’autodeterminazione palestinese.
Il Consiglio si articola in due livelli: uno riservato a leader mondiali
disposti a versare un contributo di un miliardo di dollari per l’adesione
permanente, e uno operativo, il comitato esecutivo, già dominato da figure
vicine agli interessi israeliani come Marco Rubio; l’inviato di Trump Steve
Witkoff; Jared Kushner, genero e consigliere fidato del presidente Usa; e figure
di spicco della finanza internazionale e amici del tycoon come Marc Rowan, Ajay
Banga e Robert Gabriel. In questo quadro, la governance palestinese viene
ridotta a un comitato tecnico con competenze puramente amministrative, privo di
reale autonomia politica e sottoposto al veto costante degli organismi
superiori.
“Ai palestinesi – sottolinea ai microfoni di Radio Onda d’Urto Michele Giorgio,
direttore di Pagine Esteri e corrispondente da Gerusalemme per il Manifesto –
viene negato il diritto di governarsi davvero”.
Tra i numerosi paesi coinvolti figurano Italia, India, Brasile, Turchia, Canada,
Albania, Argentina, Cipro, Egitto, Giordania, Ungheria, Romania, Paraguay e
Pakistan.
Sul fronte della ricostruzione, l’annunciato finanziamento miliardario viene
presentato come un aiuto per una Gaza devastata da due anni di genocidio, ma le
ambiguità restano profonde. Accanto ai discorsi ufficiali sulla rinascita della
Striscia, riemerge l’idea, mai realmente abbandonata, di una “emigrazione
volontaria” dei palestinesi.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi di Michele Giorgio, direttore di
Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro
collaboratore. Ascolta o scarica.