MEDIO ORIENTE: USA E IRAN ANNUNCIANO 15 GIORNI DI CESSATE IL FUOCO. ISRAELE ATTACCA ANCORA LIBANO E PALESTINA

Radio Onda d`Urto - Wednesday, April 8, 2026

In Iran si fermano, dopo 40 giorni, le bombe e si torna a un tavolo negoziale, per 15 giorni. Trump ha dato l’ok a 2 settimane di cessate il fuoco, non è chiaro da quando, mediato dal Pakistan. Washington precisa che lo stop vale “a condizione che l’Iran acconsenta all’apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz” (in foto). L’Iran ha accettato la proposta anche grazie all’intervento della Cina. Il primo round di trattative per un accordo complessivo è previsto a Islamabad venerdì. Dovrebbero esserci il vicepresidente JD Vance, oltre a Witkoff e Kushner.

Ad annunciare l’intesa è stato il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif, che parla di cessate il fuoco immediato e ovunque, “inclusi il Libano e altrove”. Subito Israele prova, come già fatto in Palestina e nello stesso Libano, a minare l’accordo per tornare alla guerra totale e permanente; Netanyahu prima si dice “sorpreso” dall’accordo, obbligato ad accettarlo dagli Usa, ma “sul Libano nessun’intesa”. All’alba nuovi raid, con 8 morti e 22 feriti a Sidone, con il totale delle vittime dal 2 marzo arrivato a 1538 morti e 3mila feriti.

La corrispondenza da Beirut, per Radio Onda d’Urto, di David Ruggini, capomissione di Un Ponte Per in Libano. Ascolta o scarica.

Anche in Iraq l’accordo vale, tanto che le milizie sciite fanno sapere di avere aderito al cessate il fuoco. Sempre in Iraq dopo 7 giorni di prigionia la giornalista americana Shelly Kittleson è libera. Khataib Hezbollah, che l’ha rapita il 31 marzo a Baghdad, ne ha annunciato il rilascio. In cambio della liberazione di alcuni prigionieri del gruppo e a condizione che la reporter lasci il Paese

Così la situazione, fluida, dentro e fuori dall’Iran. Di Palestina invece non parla nessuno: Trump torna a minacciare la Resistenza palestinese, imponendo la resa e il disarmo totale, mentre Israele continua a colpire, tanto in Cisgiordania (3 feriti a Masafer Yatta e raid di coloni e polizia vicino a Betlemme) quanto a Gaza, dove torna a scarseggiare il cibo visto il perdurare dello stop ai valichi, mai riaperti davvero nonostante l’accordo ormai di ottobre. L’Oms rilancia l’allarme sanità per le condizioni drammatiche in cui vivono oltre 2 milioni di palestinesi.

Sul fronte economico, l’Iran dovrebbe riaprire nelle prossime ore lo Stretto di Hormuz, in accordo con l’Oman, altro paese rivierasco. Sui mercati il petrolio perde il 18%, scendendo sotto i 95 dollari al barile. Il gas (-16%) è invece sotto i 45 dollari. Cresce di valore, dopo settimane di crollo, il Bitcoin, sopra i 70mila dollari.