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BOLIVIA: INSEGNANTI IN LOTTA CONTRO TAGLI ALLA SCUOLA E PER AUMENTI SALARIALI. SCONTRI CON LA POLIZIA
Sciopero dei maestri e degli insegnanti di tutte le regioni della Bolivia contro i tagli alla scuola, le politiche di destra e neoliberiste del nuovo governo e per aumenti salariali. La controriforma della ministra dell’istruzione sta anche smantellando i programmi scolastici innovativi come l’introduzione di materie quali la psicologia e l’educazione di genere e di depatriarcatizzazione. L’attacco governativo è comunque più vasto e sta interessando anche altri settori lavorativi. Gli insegnanti si sono scontrati ieri con la polizia ed anche oggi i nuovi cortei sono stati attaccati con candelotti lacrimogeni come si può sentire dalle corrispondenze che abbiamo realizzato da La Paz con il nostro collaboratore Manfredo Pavoni Gay che attualmente vive nel paese sudamericano. Corrispondenza da La Paz con Manfredo Pavoni Gay durante il corteo in corso in questo momento Ascolta o scarica Intervista in spagnolo ad un maestro in sciopero Ascolta o scarica
April 23, 2026
Radio Onda d`Urto
IRAN: “GLI STATI UNITI HANNO SBAGLIATO I CALCOLI, IL SISTEMA PER ORA TIENE”. INTERVISTA ALL’ANALISTA TARA RIVA
Alta tensione nello stretto di Hormuz, anche se per ora senza ripresa in grande stile dell’aggressione israelo-Usa, dove a sorpresa salta un’altra testa: il segretario della Marina Usa John Phelan è stato licenziato con effetto immediato dopo mesi di tensioni con il capo del Pentagono, Pete Hegseth, “invidioso” degli stretti rapporti tra Trump e Phelan. Fino a oggi era il più alto civile in grado nella Us Navy e la sua uscita arriva nel mezzo del blocco nello stretto di Hormuz, contro cui i Pasdaran ieri hanno sequestrato 2 cargo e colpito un terzo per il perdurare del blocco imposto dagli Usa. 31 le navi fermate da Washington, che proroga unilateralmente il cessate il fuoco di durata indefinita; Trump, in difficoltà, annuncia che i colloqui sono ‘possibili già venerdì’, mentre l’ambasciatrice degli States in Pakistan ha incontrato il ministro degli Interni di Islamabad, principale negoziatore in campo. L’estensione del cessate il fuoco senza la ripresa della navigazione dal Golfo Persico non convince Teheran che teme una trappola, come già accaduto a giugno 2025 e febbraio 2026 e invita gli Usa a ‘togliere il blocco prima di ogni trattativa’, per ora in stallo. La prima parte dell’intervista con Tara Riva, giornalista italo-iraniana e analista di questioni internazionali, che si concentra sullo stallo dei negoziati tra Stati Uniti ed Iran. Ascolta o scarica La seconda parte dell’intervista con Tara Riva, che si focalizza sulla situazione economica e sociale interna all’Iran. Ascolta o scarica
April 23, 2026
Radio Onda d`Urto
RADIO AFRICA: “LA RESISTENZA AFRICANA CONTRO IL FASCISMO” E GLI ABUSI SULLE DONNE MIGRANTI
Radio Africa: nuova puntata, giovedì 23 aprile, per l’approfondimento quindicinale dedicato all’Africa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, dentro la Cassetta degli attrezzi. Oggi dedicheremo i 35 minuti a nostra parlando innanzitutto del convegno intitolato “Bella Ciao. Resistenza africana contro il fascismo”. Lo faremo con il direttore di Africa Rivista, che organizza l’iniziativa, Marco Trovato. La parola poi a Pietro Gorza, antropologo e coordinatore dei progetti dell’associazione On Borders, che ci racconterà del rapporto presentato mercoledì 22 aprile al Parlamento Europeo e intitolato “Woman State Trafficking. Violenze di genere, espulsioni e tratta delle donne nere migranti tra Tunisia e Libia. 33 testimonianze da un confine esterno della UE”. La puntata di Radio Africa, in onda giovedì 23 aprile alle ore 18.45 e in replica venerdì 24 aprile, alle ore 6.30. Ascolta o scarica Pubblichiamo il programma del convegno online che si tiene giovedì 23 aprile dalle ore 18.15 alle 19.20, al quale è possibile iscriversi gratuitamente cliccando qui. C’è una storia della Resistenza che raramente trova spazio nei manuali, ma che attraversa mari, deserti, altipiani e città ben oltre i confini italiani ed europei. È la storia delle donne e degli uomini africani che si opposero all’occupazione coloniale fascista, pagando un prezzo altissimo in termini di vite, repressione e memoria negata. Questo incontro online vuole riportare alla luce quelle vicende rimosse, intrecciando la Resistenza italiana e il contributo dei “partigiani neri” con le lotte anticoloniali nel continente africano. Dall’Etiopia alla Libia, fino all’esperienza dei combattenti antifascisti afrodiscendenti in Italia, emergerà un racconto più ampio, complesso e necessario: quello di una Resistenza plurale, capace di mettere in discussione miti consolatori, rimozioni e narrazioni parziali del nostro passato. Un viaggio nella storia, alla vigilia della Festa della Liberazione, che è anche un invito a guardare il presente con occhi più consapevoli, a partire da ciò che abbiamo scelto — troppo a lungo — di non vedere. Con l’adesione e il sostegno della CGIL – Confederazione Generale Italiana del Lavoro e IAFTUN – International Network of Antifascist Trade Unions e con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri. Programma: Memoria e Liberazione: Giustizia e antifascismo globale – Akhator Joel Odigie, Segretario Generale ITUC-AFRICA. Partigiani d’oltremare: dal Corno d’Africa alla lotta di Liberazione italiana – Matteo Petracci, storico e saggista. Etiopia resistente: la lunga lotta contro l’occupazione fascista – Gabriella Ghermandi, scrittrice italo-etiope. Giorgio Marincola, il partigiano nero: identità, lotta e memoria di un antifascista dimenticato – Carlo Costa, storico, dottore di ricerca, saggista. L’ascaro: una storia anticoloniale – Uoldelul Chelati Dirar, professore di Storia e Istituzioni dell’Africa, Università di Macerata. La Libia sotto l’occupazione italiana: repressione, deportazioni e Resistenza – Farid Adli, giornalista, direttore di AnbaMed. I miti del colonialismo italiano tra propaganda e rimozione – Angelo Del Boca, storico del colonialismo italiano scomparso nel 2021 (videointervista). Noi però gli abbiamo fatto le strade: il fascismo e le colonie tra bugie e razzismi – Francesco Filippi, storico della mentalità. Conduce Marco Trovato, direttore editoriale di Rivista Africa. Il video del convegno verrà pubblicato sul canale YouTube di Africa Rivista.
April 23, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: NON SI FERMANO LE VIOLENZE DI ESERCITO E COLONI ISRAELIANI. ALMENO QUATTRO MORTI E DECINE DI FERITI IN UN GIORNO
Esercito israeliano e coloni scatenati in Palestina. A Beit Imrin, nella Cisgiordania Occupata settentrionale, diverse abitazioni palestinesi sono state incendiate, causando otto feriti. Un rapproto del West Bank Protection Consortium denuncia come i soldati e coloni israeliani starebbero utilizzando violenze sessuali e molestie per spingere i palestinesi ad abbandonare le loro case in Cisgiordania. Nella mattinata, decine di coloni hanno preso d’assalto la moschea di Al-Aqsa, sotto la stretta protezione delle forze israeliane, che contemporaneamente hanno intensificato posti di blocco, chiusure stradali e restrizioni all’accesso alla moschea, ma solo per i palestinesi. Tra questi, alcuni dipendenti dei servizi della Spianata sono stati arrestati dopo aver protestato. Tutto ciò avviene poche ore dopo i massacri di ieri, che hanno ucciso almeno persone: tra le vittime, il 16enne Muhammad al-Ja’bari, investito da un veicolo di un colono a Hebron mentre andava a scuola in bicicletta. Il veicolo apparteneva alla scorta di un ministro israeliano residente in un insediamento abusivo e illegale. Altri due palestinesi sono stati uccisi e cinque feriti da colpi d’arma da fuoco sparati dai coloni ad al-Mughayyir, a est di Ramallah: lo studente quattordicenne Aws Hamdi al-Naasan e il 32enne Marzouq Abu Naim. Infine, un morto anche a Jenin, il 49enne Raja’ Fadl Bitawi. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Fabian Odeh, nostro collaboratore. Ascolta o scarica.
April 22, 2026
Radio Onda d`Urto
“LATINOAMERICA”: IL CILE SOTTO IL TALLONE DI KAST E IL CAOS IN PERU’ DOPO IL PRIMO TURNO DELLE ELEZIONI GENERALI
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti in volo libero e ribelle tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 20 aprile 2026 ci porta in Cile e in Perù. CILE – Torniamo in Cile a un mese, o poco più, dall’entrata in carica del presidente  Josè Antonio Kast, nostalgico di Pinochet e nemico dichiarato di donne, poveri e migranti. Il padre, Michael Kast, fu membro del Partito nazista e ufficiale delle SS. Il fratello, Miguel Kast, economista dei cosiddetti “Chicago Boys”, è stato ministro del lavoro dal 1980 al 1982 e direttore della Banca Centrale del Cile durante la dittatura militare di Augusto Pinochet, di cui Kast in queste prime settimane ha esplicitamente seguito le tracce, con politiche ultraliberiste in favore dei ricchi e repressione generalizzata, in particolare contro i migranti. PERU’ – Spazio poi al Perù; il primo turno delle elezioni generali, tenutosi il 12 aprile, non ha ancora risultati definitivi. Lo scrutinio è fermo al 93%. Al ballottaggio del 7 giugno ci sarà Keiko Fujimori, figlia dell’ex dittatore Alberto e ora alfiere dell’ultradestra trumpiana di Fuerza Popular, al 17%. Al secondo posto per ora il candidato progressista Sanchez, di Juntos por el Perù, con il 12%, che ha superato l’altro ultraconservatore, Aliaga, al momento all’11,9%, indietro di meno di 15mila voti. Aliaga però non ci sta, denuncia brogli, intima di annullare il voto, offre 6mila dollari per ogni funzionario che gli faccia avere prove su eventuali irregolarità al voto, oltre ad avere già chiamato i suoi in piazza a Lima. Nonostante i ritardi logistici, gli osservatori dell’Unione Europea dichiarano però di non aver trovato “elementi oggettivi” di manipolazione ma, causa delle schede ancora da verificare, “potrebbero volerci un paio di settimane per conoscere i risultati finali”. Più prudenti invece i media peruviani, che prevedono di avere i dati finali…a metà maggio. Di Cile e di Perù parliamo in “LatinoAmerica”, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto. Nostro ospite Rodrigo Andrea Rivas, compagno cileno, ex deputato di Unitad Popular, costretto all’esilio in Italia a seguito del golpe Pinochet. Rivas è giornalista, economista, già docente universitario e attento analista di questioni americane. La puntata di “Latinoamerica” di lunedì 20 aprile 2026 su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
April 21, 2026
Radio Onda d`Urto
USA – IRAN: POSSIBILE RIPRESA DEI NEGOZIATI IN PAKISTAN A POCHE ORE DALLA FINE DEL CESSATE IL FUOCO
Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance dovrebbe essere a Islamabad, in Pakistan, da martedì. Il giorno dopo scade il cessate il fuoco concordato tra Stati Uniti e Iran e potrebbero riprendere i negoziati. “I colloqui dovrebbero avere luogo. Presumo che nessuno stia facendo giochetti”. Così una tra le tante dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Trump,  aggiungendo la disponibilità a incontrare la leadership di Teheran, salvo poi minacciare: “senza accordo inizieranno a esplodere molte bombe”. Non è chiaro se in Pakistan arriverà la delegazione iraniana. Fonti di stampa, iraniane e Usa, vanno verso la presenza degli emissari di Teheran, ma non è ancora stata ufficializzata. Questo nel timore che sia un’altra trappola per un nuovo attacco a sorpresa, come già a giugno 2025 e febbraio 2026. Intanto, secondo l’intelligence Usa, Teheran avrebbe recuperato fino al 70 per cento delle scorte di missili balistici prebelliche e il 60 per cento dei lanciatori. Nel mezzo c’è lo Stretto di Hormuz, chiuso, dove l’esercito Usa ha colpito una nave cargo iraniana, intercettata nel Golfo dell’Oman, assumendone il controllo. Immediata la reazione di Teheran: “Gli Usa hanno violato il cessate il fuoco, reagiremo presto contro l’atto di pirateria”. Abbiamo commentato le ultime notizie con Gennaro Gervasio docente di Storia dei paesi islamici all’Università di Roma 3 e con Marco Magnano giornalista, analista di questioni internazionali e profondo conoscitore del Medio Oriente Con loro abbiamo discusso l’attacco alla nave iraniana, la possibile ripresa dei colloqui, e anche l’uccisione di un soldato francese dell’Unifil in Libano: di questa uccisione è stato accusato Hezbollah; in passato i soldati dell’Unifil non sono mai stati attaccati da Hezbollah, ma dall’esercito israeliano. Ascolta l’intervista con Gennaro Gervasio docente di Storia dei paesi islamici all’Università di Roma 3 Ascolta o scarica Ascolta l’intervista con Marco Magnano giornalista, analista di questioni internazionali e conoscitore del Medio Oriente Ascolta o scarica
April 20, 2026
Radio Onda d`Urto
IRAN: USA SEQUESTRANO NAVE CARGO IRANIANA E TEHRAN PROMETTE UNA RISPOSTA. A RISCHIO IL SECONDO ROUND NEGOZIALE
L’esercito degli Stati Uniti ha colpito e sequestrato una nave cargo iraniana intercettata nel Golfo dell’Oman, assumendone il controllo. Immediata la reazione di Teheran, che accusa Washington di aver violato il cessate il fuoco e promette una risposta: «Reagiremo presto a questo atto di pirateria». Il sequestro del mercantile, battente bandiera iraniana Touska, aumenta la pressione su una tregua già fragile tra Stati Uniti e Iran. Secondo Teheran, le forze statunitensi avrebbero aperto il fuoco contro l’imbarcazione in un’azione in aperta violazione degli accordi. L’episodio si inserisce in un momento particolarmente delicato, alla vigilia dei colloqui previsti a Islamabad: Donald Trump ha annunciato l’arrivo di una delegazione statunitense lunedì 20 aprile, guidata dal vicepresidente JD Vance. Resta invece incerta la partecipazione iraniana al nuovo ciclo negoziale, secondo Axios i funzionari iraniani sospettano essere una trappola per un attacco a sorpresa degli Stati Uniti. Nel frattempo, il Pakistan ha messo in guardia Washington: un eventuale blocco navale nello Stretto di Hormuz potrebbe compromettere seriamente i negoziati. Nonostante i colloqui, entrambe le parti sembrano prepararsi a una possibile escalation: secondo stime statunitensi, Teheran disporrebbe ancora di circa il 40% dei droni e del 60% dei sistemi lanciamissili, oltre a numerosi barchini d’assalto armati, considerati particolarmente efficaci contro petroliere e mercantili. Parallelamente, Washington ha rafforzato la propria presenza militare nella regione, schierando portaerei, caccia e truppe aggiuntive. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Martino Mazzonis, giornalista e americanista. Ascolta o scarica.
April 20, 2026
Radio Onda d`Urto
GIORNATA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETÀ CON I PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI. “MIGLIA DI SCOMPARSI NELLE CELLE ISRAELIANE”
Oggi, venerdì 27 aprile, si celebra la Giornata internazionale di solidarietà con i prigionieri politici palestinesi: la ricorrenza nasce con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione internazionale sulle condizioni di detenzione e sui diritti dei prigionieri. Secondo l’organizzazione per i diritti dei prigionieri Addameer, oggi quasi 10.000 palestinesi sono detenuti nelle carceri israeliane, tra Israele e territori occupati: 342 sono minori, 84 donne. I dati rivelano un’escalation senza precedenti nelle politiche di arresto, oltre 3.500 palestinesi si trovano detenuti senza accuse né processo. In questi casi, gli avvocati non hanno accesso alle prove e i detenuti non possono difendersi in modo effettivo; inoltre, la durata della detenzione può essere prorogata ripetutamente. Tra i detenuti figurano anche centinaia di minori mentre il bilancio delle morti in custodia, dal 1967, è salito a 326 vittime, di cui 89 solo negli ultimi due anni e mezzo. In questo contesto le condizioni nelle celle rimangono disumane: sovraffollamento, condizioni sanitarie gravemente inadeguate, restrizioni alle visite familiari, abusi e violenze fisiche. I prigionieri palestinesi rilasciati e deportati testimoniano e parlano di torture e violenze sessuali. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri e collaboratrice de Il Manifesto. Ascolta o scarica. Tra i prigionieri politici palestinesi più noto c’è Marwan Barghouti, pestato 3 volte nelle scorse ore dalle guardie al soldo di Ben Gvir, come denunciato dal suo avvocato. Per Barghouti e tutti i prigionieri politici palestinesi presidi e iniziative fino a domenica anche in Italia. A mobilitarsi tra le prime, ieri giovedì 16 aprile, la Valle Camonica bresciana, come ci racconta Adarosa, di Solidale Camuna con la Palestina. Ascolta o scarica. Tra le piazze anche Milano: in piazza Mercanti, dalle 16.30 alle 20 verranno letti i nomi e si darà voce “a coloro che soffrono le pene dell’inferno nelle carceri israeliane”. Di questo appuntamento ce ne parla Andrea De Lotto, nostro collaboratore. Ascolta o scarica.
April 17, 2026
Radio Onda d`Urto
LIBANO: REGGE PER ORA IL CESSATE IL FUOCO, DOPO 2.200 PERSONE UCCISE E UN MILIONE E DUECENTOMILA SFOLLATI
Da ieri, in tarda serata, è in vigore il cessate il fuoco di 10 giorni annunciato da Trump in Libano. Si tratta del primo stop in un mese e mezzo di raid incessanti, via aria e via terra, di Israele in Libano. Un periodo durante il quale sono state ammazzate 2.200 persone (13 solo poche ore prima della tregua), con quasi 8mila feriti, a cui aggiungere le persone sfollate, costrette a lasciare le proprie case a causa degli attacchi, soprattutto a sud; sono circa 1 milione e duecentomila, cioè più di un quarto della popolazione libanese. Le truppe israeliane hanno fatto sapere che continuerà l’occupazione e l’annessione di quella porzione di sud conquistata durante 45 giorni di duri scontri con Hezbollah. Il movimento sciita– escluso dai negoziati – in un comunicato ha preso atto della tregua ma ricorda che Israele ha una lunga storia di violazioni di cessate il fuoco (basti pensare a quello che, in teoria, era in vigore dal novembre 2024). Così Hezbollah ha affermato di tenere “il dito sul grilletto” nel caso Tel Aviv dovesse violare la tregua, mentre migliaia di persone stanno provando a tornare a casa, verso sud. David Ruggini, capomissione di Un ponte per in Libano, spiega ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’accordo raggiunto ieri  Ascolta o scarica Mauro Pompili, giornalista freelance appena rientrato dal Libano, sottolinea ai microfoni di Radio Onda d’Urto come la tregua nei combattimenti stia tenendo. Ascolta o scarica
April 17, 2026
Radio Onda d`Urto
LIBANO: TRUMP DAGLI USA ANNUNCIA “10 GIORNI DI CESSATE IL FUOCO” TRA BEIRUT E TEL AVIV.
Medio Oriente.  Trump annuncia che Israele e Libano hanno concordato un cessate il fuoco di 10 giorni dopo “l’incontro tra i funzionari dei due Paesi a Washington”, nei giorni scorsi. Sempre Trump dice di avere “invitato Netanyahu e il presidente libanese Aoun per colloqui diretti, i primi dal 1983”. Da capire se incluso nell’accordo ci sia o meno anche Hezbollah, movimento sciita che nel sud continua a resistere, ormai da un mese e mezzo, all’ennesima aggressione israeliana. Oggi sono almeno 9 le vittime, in particolare nel bombardamento aereo del ponte di Qasmiyeh (in foto), ultimo collegamento chiave ancora in piedi per superare il fiume Litani, tra Tiro e Sidone, nel sud del Libano, dove salgono a 2.200 le vittime dal 2 marzo, a cui aggiungere oltre 7mila feriti e un milione e mezzo di sfollati. L’intervista di Radio Onda d’Urto (effettuata poco prima delle parole del presidente Usa) con Bilal Moustafa, dell’Unione studenti libanesi in Italia, raggiunto telefonicamente nel pomeriggio di giovedì 16 aprile 2026. Ascolta o scarica
April 16, 2026
Radio Onda d`Urto