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La guerra riprende, ma dopo le elezioni
Il punto di svolta in Medio Oriente appare per il momento legato all’esito di due elezioni da qui ad un mese: quelle di midterm per negli Stati Uniti (3 novembre) e quelle politiche in Israele (27 ottobre). Non stranamente, quelle di Tel Aviv sono meno importanti, anche se simbolicamente di […] L'articolo La guerra riprende, ma dopo le elezioni su Contropiano.
September 27, 2026
Contropiano
Fermiamo la guerra contro l’Iran del Re Pazzo
Una lettera aperta ai membri del Congresso degli Stati Uniti di Jeffrey D. Sachs (*) – Common Dreams La guerra con l’Iran è una follia di Trump, ma è una vergogna per il Congresso non averla fermata. Cari membri del Congresso, In un discorso davvero delirante rivolto ai leader mondiali alle Nazioni Unite, Donald Trump ha dichiarato: «Ho una decisione
September 25, 2026
La Bottega del Barbieri
MEDIO ORIENTE: CONTO SALATO PER GLI USA E DANNI INGENTI ALLE LORO BASI NELLO SCONTRO CON L’IRAN. YEMEN: 90MILA PROFUGHI IN FUGA.
“E’ da aprile 2026  la sensazione che questo conflitto sia insostenibile a tanti livelli ed è per questo che il presidente Trump ad ogni intervista ripete che la guerra finirà presto, che gli Usa hanno vinto e raggiunto tutti i propri obiettivi strategici quando non c’è nulla di vero. Sin dall’inizio si è voluto raccontare di una coalizione guidata da Israele e Stati Uniti che avrebbe potuto ottenere i suoi risultati molto rapidamente e dell’ Iran invece completamente isolato e inerme, tanto politicamente quanto nel senso letterale; Trump l’ha detto più volte che l’Iran non ha più la capacità di lanciare missili, non ha più una difesa aerea, non ha più strumenti difensivi, l’esercito sta sbandando: niente di tutto questo si è rivelato vero“. Il giornalista e analista di questioni internazionali Marco Magnano commenta in questo modo le ultime notizie che arrivano dagli Stati Uniti sui costi della guerra e sulle pardite subìte. Cbs news ha mostrato le fotografie inviate da militari Usa dislocati in diverse località mediorientali in cui si possono riscontrare i danni ingenti subìti da edifici, caserme e mezzi militari in diverse basi degli Stati uniti in Medio oriente e nel Golfo, colpite da missili e droni iraniani. Inoltre l’ispettore generale del Dipartimento della Difesa ha pubblicato un nuovo rapporto sulla guerra con l’Iran, rivelando «perdite di equipaggiamento» per un valore fino a 3,7 miliardi di dollari, inclusi quasi 60 velivoli. L’ispettore generale ha aggiunto che il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha segnalato attacchi iraniani contro basi americane in Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Iraq, Oman e Giordania. Intanto il Congressional Budget Office, organismo indipendente incaricato di fornite analisi economiche al Congresso ha comunicato che la guerra contro l’Iran è costata 38 miliardi di dollari tra febbraio e il 1 agosto e costerà 2-3 miliardi al mese andando avanti: La stima è simile ai 37,5 miliardi di dollari che il capo del Pentagono Hegseth aveva già calcolato in luglio. Secondo Magnano sono costi che si possono spiegare anche con l’uso da una parte di  armi a bassissimo costo come i droni che devono essere abbattuti da missili Patriot costosissimi; “una asimmetria che non poteva durare e ora si vede il costo nella grande difficoltà di riempire i propri armamenti e nel crescente malcontento per poi ottenere cosa? Un Iran con una leadership che non vacilla più e siamo di fronte potenzialmente ad una delle più grandi crisi energetiche che abbiamo mai vissuto, frutto diretto di questa offensiva iniziata il 28 febbraio.”  Anche la minaccia di nuove rigidissime sanzioni per stritolare economicamente l’Iran, come dichiarato da Trump, non tiene conto che significherebbe anche “provocare delle reazioni che avrebbero stritolato l’Arabia Saudita punto primo ed in seconda battuta il grosso dell’economia globale.” In Yemen intanto il conflitto sta vivendo una nuova fase di escalation: una grande offensiva degli houthi ha portato ad una occupazione della costa occidentale, quindi al loro controllo  di tutta la costa yemenita del Mar Rosso. “L’avanzata di questi giorni rompe quindi l’equilibrio – prosegue lo studioso del Medio Oriente – e si affianca ad un’ altra rottura che è il bombardamento partito dall’Iraq in questo caso  e non dallo Yemen  del corridoio est-ovest, del gasdotto che l’Arabia Saudita aveva incrementato a livello di uso proprio per il blocco di Hormuz. Questo spingerà probabilmente l’Arabia Saudita ad intervenire anche se gli Stati Uniti in questo momento frenano; è una  escalation in corso ma non capiamo come potrà essere contrastata da parte saudita, siamo in uno stallo.” L’intervista al giornalista e analista di questioni internazionali e mediorientali Marco Magnano Ascolta o scarica Intanto i combattimenti in Yemen stanno generando una nuova crisi umanitaria. Secondo i dati delle Nazioni Unite, in una settimana oltre 2000 yemeniti sono arrivati a Gibuti, in fuga dal conflitto tra Houthi (sostenuti dall’Iran) e le forze lealiste, legate all’Arabia Saudita. Dentro lo stesso Yemen, gli sfollati sono intanto vicini a quota 90mila. L’intervista a Cornelia Isabel Toelgyes, vicedirettrice di Africa Express, quotidiano online in lingua italiana dedicato all’Africa Ascolta o scarica
September 16, 2026
Radio Onda d`Urto
TORNA L’ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON L’ECONOMISTA ANDREA FUMAGALLI, OGNI VENERDÌ SU RADIO ONDA D’URTO
È iniziata questo venerdì 4 settembre la stagione 26/27 dell’Analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e nostro storico collaboratore Andrea Fumagalli. Al centro della puntata di oggi i fatti economici del mese di agosto che si riverberano inevitabilmente anche negli inizi del mese di settembre. Nella puntata un breve cenno sulla vicenda Banca Etica e Autistici/Inventati; il risico bancario di Monte dei Paschi di Siena; l’aumento dei tassi di interesse dei titoli di Stato statunitensi; i dati sull’occupazione italiana; la guerra imperialista di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e le ricadute sul prezzo del petrolio. La puntata lunga di venerdì 4 settembre 2026 con Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia. Ascolta o scarica.
September 4, 2026
Radio Onda d`Urto
Perdere la guerra contro l’Iran: il fronte economico
La “D” nel “D-Day” di Bessent sta per “Dud” [fallimento, bidone]. Dunque, ecco come si presenta, secondo Trump e i suoi funzionari, lo stato della guerra con l’Iran: l’Iran è stato totalmente sconfitto ed è disperato per un accordo – in effetti, Trump ha annunciato che un accordo è imminente […] L'articolo Perdere la guerra contro l’Iran: il fronte economico su Contropiano.
September 4, 2026
Contropiano
Bombe sull’Iran, ma il gioco si allarga
Ricomincia la tarantella… Dopo un mese passato a contare i missili intercettori mancanti nei magazzini del Pentagono e dunque a presentare la “nuova strategia” fondata sulle sanzioni, gli Stati Uniti hanno ripreso a bombardare strutture iraniane nello Stretto di Hormuz, prendendo di mira soprattutto l’isola di Larak. La motivazione è […] L'articolo Bombe sull’Iran, ma il gioco si allarga su Contropiano.
August 31, 2026
Contropiano
La costosa via d’accesso dell’Iran allo stretto di Hormuz
Dopo la metà di luglio, le petroliere iraniane cariche, ancora visibili ai sistemi di tracciamento commerciali, sono praticamente scomparse dallo Stretto di Hormuz. Alcune navi potrebbero aver continuato a navigare con i transponder spenti. Ciononostante, il traffico registrato ha mostrato con quanta rapidità il principale sbocco petrolifero dell’Iran sia tornato […] L'articolo La costosa via d’accesso dell’Iran allo stretto di Hormuz su Contropiano.
August 30, 2026
Contropiano
“Strangolare” l’Iran? Tra il dire e il fare, ce ne corre…
L’ultima parola d’ordine statunitense, come già riportato, è “strangolamento economico”. Dell’Iran, in questo caso, ma facendo l’esempio pratico di Cuba. A tutti gli analisti attendibili questo “cambio di strategia” è apparso subito come un’ammissione di debolezza. Esaurite le opzioni militari – i bombardamenti ottengono risultati limitati, l’attacco di terra costerebbe […] L'articolo “Strangolare” l’Iran? Tra il dire e il fare, ce ne corre… su Contropiano.
August 21, 2026
Contropiano
“Dove si appanna la stella Usa cresce il nuovo ordine mondiale”
 Non è una sorpresa, per chi ha seguito e segue la dinamica militare americana. Dov’è la dimensione  della sconfitta strategica? In primo luogo, gli statunitensi sono sostanzialmente disarmati per quanto riguarda i missili di precisione. Ciò coinvolge tutto l’assetto militare strategico americano, sia nella sua capacità di vendere armi all’Europa […] L'articolo “Dove si appanna la stella Usa cresce il nuovo ordine mondiale” su Contropiano.
August 17, 2026
Contropiano
L’Iran e l’impotenza dell’impero Usa
Le due dispiegate contro l’iran, la Lincoln e la Bush, stazionano nel Mare Arabico, a oltre mille chilometri dalla costa iraniana, fuori da uno specchio d’acqua che per ottant’anni è stato un lago americano. La terza, la Ford, dirottata in marzo nel Mar Rosso a fronteggiare gli Houthi, ha ceduto […] L'articolo L’Iran e l’impotenza dell’impero Usa su Contropiano.
August 16, 2026
Contropiano