GUERRA USA-IRAN: TACCIONO (PER ORA) LE ARMI NEL GOLFO. GLI AGGIORNAMENTI CON L’ANALISTA TARA RIVALe armi Usa tacciono (per ora) nel Golfo d’Iran, dopo due giorni di violenti
attacchi con 200 raid. Il transito delle navi nello Stretto di Hormuz è ripreso,
seppur al lumicino e limitato alle imbarcazioni di stazza media o piccola, non
ai maxicontainer. Una pausa armata, quella che pare essere in corso, mentre
diverse fonti fanno sapere che i contatti indiretti tra negoziatori proseguono,
sul tema nucleare e su Hormuz, con il pedaggio voluto da Teheran ma rifiutato da
Trump.
A gettare benzina sul fuoco è invece Israele, che ha ribadito con il ministro
Katz di essere pronto a una terza guerra con Teheran, facendo arrivare nella
notte ai media la notizia su presunti preparativi iraniani per un…attentato a
Trump. Tel Aviv freme per una nuova campagna di attacchi, ma per ora non è
ancora arrivato il via libera Usa. Da qui le notizie sull’attentato, fatte
filtrare – anche piuttosto grossolanamente – alla stampa, senza aggiungere
alcuna prova al riguardo.
Tace Israele pure su due attacchi non rivendicati, ieri sera, in Iran: in un
impianto militare nella città meridionale di Bushehr – sede dell’unica centrale
nucleare operativa – e poi nella provincia sud-orientale del Sistan e
Baluchistan; attacchi di cui gli Usa hanno smentito la paternità, facendo sapere
che “le forze armate degli Stati Uniti non hanno effettuato raid in Iran nelle
ultime ore”.
Su Iran, Hormuz e dintorni a Radio Onda d’Urto Tara Riva, analista
italo-iraniana di questioni internazionali. Ascolta o scarica.