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XXXIV FESTA DI RADIO ONDA D’URTO: IL PROGRAMMA DELL’EDIZIONE 2026. 5-22 AGOSTO A BRESCIA!
XXXIV Festa di Radio Onda d’Urto, da mercoledì 5 a sabato 22 agosto 2026, nell’area feste di via Serenissima a Brescia! Ad agosto 2026 Brescia ospita 18 serate di socialità libera e liberata, dibattiti, incontri, grande musica live con diversi palchi, libri, autoproduzioni, enogastronomia, confronto e scambio reciproco. La Festa sostiene Radio Onda d’Urto, emittente antagonista nata il 18 dicembre 1985 e che trasmette tutti i giorni senza un secondo di pubblicità, padrini né padroni. Siamo in via Serenissima, a 150 metri dal capolinea sud della metropolitana, Sant’Eufemia – Buffalora. Per arrivare: clicca qui I CONCERTI 2026 (apertura cancelli ore 19): MERCOLEDì 5 AGOSTO – SICK TAMBURO + CARA CALMA. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20 GIOVEDì 6 AGOSTO – NOYZ NARCOS + MARTE + CUTA. Sottoscrizione: 20 euro dalle ore 19 VENERDì 7 AGOSTO – SARAFINE + FUCKSIA. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. SABATO 8 AGOSTO – 99 POSSE + ASIAN DUB FOUNDATION. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 19 DOMENICA 9 AGOSTO – CASINO ROYALE + ELLIE COTTINO & SISTA SOFY. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. LUNEDì 10 AGOSTO – MARLENE KUNTZ + DELTA V. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20. MARTEDì 11 AGOSTO – ERNIA + BEBA. Sottoscrizione: 20 euro dalle ore 19. MERCOLEDI 12 AGOSTO – GOOD RIDDANCE + ADOLESCENTS + RICCOBELLIS. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20 GIOVEDì 13 AGOSTO – CAPAREZZA CON “ORBIT ORBIT TOUR”. Biglietto Siae: 33 euro. Direttamente ai cancelli della Festa la sera stessa! [Prevendite online chiuse] VENERDì 14 AGOSTO – DISCHARGE + SPEEDGOAT + OH DiE!. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20. SABATO 15 AGOSTO – ERIC SARDINAS + WAYLOZ. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. DOMENICA 16 AGOSTO – CISCO + GIANGILBERTO MONTI. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. LUNEDì 17 AGOSTO – DISS GACHA + LATRELLE + AYO MICH + DMOHA + OT FLAME. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 19. MARTEDì 18 AGOSTO – MINISTRI + BEE BEE SEA.  Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20. MERCOLEDì 19 AGOSTO – ENSI + NERONE + DANI FAIV + LIFFE + ARCOBALEDO + BARRA 1. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20 GIOVEDì 20 AGOSTO – SUBSONICA CON “TERRE RARE TOUR” + TÄRA. Biglietto Siae: 25 euro. Prevendite su: Mailticket – Ticketmaster – Ticketone o direttamente ai cancelli della Festa la sera stessa! VENERDì 21 AGOSTO – THE ZEN CIRCUS + VIADELLIRONIA + AYMARA. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 19. SABATO 22 AGOSTO – ALBOROSIE & SHENGEN CLAN. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20.   Oltre al palco principale, clicca di seguito per: PROGRAMMA DIBATTITI PROGRAMMA LIBRERIA DEL GATTO NERO   PROGRAMMA TENDA BLU   PROGRAMMA PATCHANKA   PROGRAMMA CHIRINGUITO
July 28, 2026
Radio Onda d`Urto
“LATINOAMERICA”: IL RICORDO DI BERTA CACERES IN HONDURAS E IL DEVASTANTE SISMA IN VENEZUELA
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti in volo libero e ribelle tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 29 giugno 2026 ci porta in Honduras e in Venezuela. HONDURAS – A 10 anni dal vile assassinio politico in Honduras di Berta Cáceres, la sua voce continua a risuonare nelle lotte dei popoli indigeni, dei movimenti femministi e di chi difende la terra e i beni comuni. Di questo si è parlato il 19 giugno 2026 al Cs Cantiere di Milano, in un incontro con Bertita (Berta Zúniga Cáceres), figlia di Berta e oggi tra le principali figure del Copinh, insieme a Camilo Bermúdez, consigliere politico e responsabile del lavoro di giustizia e difesa dei diritti dell’organizzazione. Il nostro collaboratore Andrea Cegna, curatore della newsletter Il Finestrino, ha intervistato Bertita Caceres e Camilo Bermúdez prima dell’incontro: nella puntata vi proponiamo la doppia intervista, tradotta in italiano. VENEZUELA – Andremo poi in Venezuela, devastato dal terremoto con sisma massimo di magnitudo 7.5, il 24 giugno 2026. Continuano le scosse di assestamento, con un bilancio di vittime in crescita continua – a ora, siamo a circa 1.700 corpi ritrovati – e decine di migliaia di dispersi. Il punto, di cronaca e politico, con Marco Consolo, analista di questioni internazionali ed esperto di Latinoamerica, ai nostri microfoni. La puntata di lunedì 29 giugno 2026 di LatinoAmerica su Radio Onda d’Urto.  Ascolta o scarica
June 30, 2026
Radio Onda d`Urto
“LATINOAMERICA”: TRA CUBA E COLOMBIA, SPERANZE E RESISTENZA
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti in volo libero e ribelle tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 15 giugno 2026 ci porta a Cuba e in Colombia. Dall’isola socialista la corrispondenza con un compagno italiano, che da anni vive a Cuba, sulla guerra psicologia e mediatica Usa che si accompagna a quella economica, scatenata contro l’intera popolazione cubana, oltre alle strategie di resistenza messe in campo a L’Avana. In Colombia, invece, fiato sospeso per il ballottaggio delle elezioni presidenziali del 21 giugno (anche se il voto all’estero è già iniziato). Si sfidano Ivan Cepeda, candidato progressista dell’Alleanza per la vita, e il fascista e trumpiano Abelardo de la Espriella, avanti di un paio di punti percentuali al primo turno. Su questo, uno stralcio dell’intervista di Radio Blackout Torino con Alioscia Castronovo, ricercatore universitario, redattore di DinamoPress e autore dell’articolo “Elezioni in Colombia, al ballottaggio l’estrema destra contro il progressismo”. La puntata di lunedì 15 giugno 2026 di LatinoAmerica su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
June 16, 2026
Radio Onda d`Urto
“LATINOAMERICA”: COSA E’ SUCCESSO AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN COLOMBIA? L’ANALISI DI RODRIGO ANDREA RIVAS
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti assieme tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 1 giugno 2026 ci porta in Colombia. Con Rodrigo Andrea Rivas – giornalista, scrittore, analista di questioni sudamericane e nostro collaboratore – cerchiamo di leggere il primo turno delle elezioni presidenziali in Colombia, tenutesi il 31 maggio 2026; Alle urne il 57,9% degli aventi diritto, un dato in crescita rispetto al 2022 di quasi 3 punti percentuali. Sarà ballottaggio, il 21 giugno, come previsto, ma con numeri ben distanti rispetto a quanto ipotizzato alla vigilia. In testa è arrivato infatti Abelardo de la Espriella, candidato dell’ultradestra trumpiana e fascista, epigono dei vari Milei e Bukele. A lui un inaspettato 43,7% dei voti, pari a 10milioni e 362mila consensi. Al secondo posto invece Iván Cepeda, candidato della coalizione progressista Pacto Historico, con il 40,9%, pari a 9milioni e 688mila voti. Lo scarto tra i due è quindi piuttosto significativo: 674mila voti. Lontanissima invece la candidata uribista, Paloma Valencia, sotto il 7%. Il candidato dell’estrema destra, De la Espriella, ha ottenuto i migliori risultati nello storico Eje Cafetero, tra Cali e Medellin, nella zona di Santander e nelle pianure dei Llanos, Iván Cepeda, invece, è andato meglio nel Sud-Ovest, nei Caraibi e nella capitale, Bogotà. Ascolta l’analisi sul voto in Colombia, sulle sue implicazioni sociali e politiche verso il ballottaggio del 21 giugno 2026 con Rodrigo Andrea Rivas, dentro “Latinoamerica” di lunedì 1 giugno 2026 su Radio Onda d’Urto. 
June 2, 2026
Radio Onda d`Urto
NAKBA: LO SPECIALE DI RADIO ONDA D’URTO A 78 ANNI DALLA “CATASTROFE” DEL POPOLO DI PALESTINA
15 maggio 2026: 78esimo anniversario della Nabka, la “catastrofe” per milioni di palestinesi, che coincide con la proclamazione di Israele. Uno Stato nato al termine di un trentennio – quello tra le due Guerra Mondiali – di violenze e terrore, fino all’attacco militare del 1948, con almeno 500 villaggi palestinesi letteralmente rasi al suolo, 15mila vittime, 750mila persone cacciate dalle loro tessere per evitare i massacri da parte delle bande sioniste, architrave di quello che diventerà il futuro Stato – ed esercito – sionista. 78 anni dopo, la storia non è cambiata. Anzi, se possibile, è peggiorata, a partire dalla martoriata Striscia di Gaza, il 60% della quale è stata inglobata manu militari da Tel Aviv, tra “linea gialla” e “linea arancione”, con la finta tregua in vigore dall’ottobre 2025, durante la quale sono svariate centinaia le vittime palestinesi, arrivate alla soglia delle 75.000 considerato quanto accaduto dall’ottobre 2023, oltre a 175mila feriti e migliaia di dispersi tutt’ora sotto le macerie. Da Gaza alla Cisgiordania Occupata, dove coloni ed esercito perpetrano con sempre più ferocia assalti e violenze. Il 14 maggio, migliaia di coloni fascisti hanno preso parte alla provocatoria “Marcia delle bandiere” che ha preso d’assalto la Porta di Damasco, principale ingresso est della Città Vecchia di Gerusalemme occupata, sotto la protezione della polizia. Decine le aggressioni a giornalisti e residenti palestinesi di Gerusalemme Est, mentre il ministro-colono Smotrich è tornato a rivendicare l’annessione di tutta la West Bank, sostenendo che “è ora di abolire la divisione tra aree A, B e C”, cacciando quindi l’intera popolazione palestinese per fare spazio a nuove colonie. In occasione del 78esimo anniversario della Nakba, Radio Onda d’Urto ha tradotto in italiano il comunicato integrale diffuso dall’Fplp, il Fronte popolare di liberazione della Palestina, principale organizzazione della sinistra palestinese. Ascolta o scarica Per la Palestina e contro il sionismo, manifestazioni in tutto il mondo nei giorni della Nakba. A Milano, indetta una manifestazione nazionale – “Ricorda la Nakba, combatti il sionismo” – con le principali organizzazioni palestinesi e decine e decine di adesioni. Concentramento alle ore 14.30 in piazza XXIV Maggio. Sempre sabato 16 maggio, ma a Roma, corteo, con ritrovo dalle ore 15, da piazza dei Cinquecento. Delle manifestazioni di Milano e Roma Radio Onda d’Urto ha parlato qui, intervistando su Milano Youssef, dei Giovani Palestinesi d’Italia, mentre su Roma Vincenzo Miliucci, storico compagno capitolino e della Confederazione Cobas. A Brescia invece il ricordo della Nakba sarà in Piazza del Duomo, alle ore 18, di lunedì 18 maggio. Radio Onda d’Urto ne ha parlato (a questo link) con Alfredo Barcella, dell’Associazione di Amicizia Italia – Palestina, una della realtà che fa parte del Coordinamento Palestina di Brescia.  
May 15, 2026
Radio Onda d`Urto
VITTORIO “VIK” ARRIGONI: A 15 ANNI DALLA MORTE, TANTE VOCI PER RICORDARCI DI “RESTARE UMANI”
Il ritratto di Vittorio realizzato da Abdullah M., un giovane che frequentava il centro Vik a Gaza e che vorrebbe, nonostante genocidio e occupazione in Palestina, ‘restare umano’ Il 15 aprile 2011, 15 anni fa, veniva ritrovato morto Vittorio ‘Vik’ Arrigoni, volontario italiano dell’International Solidarity Movement. 2 giorni Vittorio prima era stato sequestrato da un gruppo salafita, guidato da un cittadino giordano, Abdel Rahman Breizat, poi ucciso un paio di giorni dopo assieme a un altro suo sodale a Nuseirat, durante un blitz delle Brigate Ezzedin Al Qassam e dei corpi di polizia, entrambi legati ad Hamas. Altri responsabili furono arrestati e condannati in primo grado a pesanti pene detentive, poi ampiamente ridotte in appello. Nessuno dei sequestratori è ancora in carcere: si tratta di Abu Ghoul, Khader Jram, Mohammed Salfi e Hasanah Tarek. Un anno fa, nel 2025, abbiamo pubblicato sul sito di Radio Onda d’Urto un lungo articolo con la biografia di Vittorio e i link a diverso del materiale che aveva realizzato mentre si trovava in Palestina, anche dalle frequenze antagoniste della Radio, assieme a una trasmissione storico-politica ad hoc, realizzata nel 2020. Oggi, giovedì 15 aprile 2026, Radio Onda d’Urto ricorda Vittorio Arrigoni con un’altra trasmissione speciale, con le voci di chi ha conosciuto e amato Vik da vicino. In questa trasmissione ci sono i ricordi di Meri Calvelli, cooperante che ha vissuto a Gaza buona parte della sua vita dal 2000 in poi e si trovava a Gaza nel periodo dell’uccisione di Vittorio, con cui ripercorriamo i momenti del ritrovamento del corpo  ma anche quello che resta di lui ancora oggi nella memoria dei palestinesi. La foto che apre questo articolo,  “il ritratto di Vittorio realizzato da un giovane che frequentava il centro Vik a Gaza e che vorrebbe ‘rimanere umano”, ci è arrivata proprio da Meri Calvelli in queste ore. Sempre su Radio Onda d’Urto c’è il ricordo di Sami Abu Omar, cooperante da Gaza di numerosi progetti tra cui il centro di scambio culturale che a Vittorio è stato dedicato dopo la sua morte. Sami ci ricorda quanto “è vivo il ricordo di Vik nella Striscia, di come tutti gli anni venisse commemorato il suo ricordo ma di come non sia stato possibile farlo negli ultimi 3 anni”, a causa del genocidio israeliano. Ecco il ricordo di Sami Abu Omar. Ascolta o scarica C’è anche il ricordo di Manolo Luppichini, compagno e attivista per la Palestina di lungo corso, che conobbe Vittorio a Gaza e che ci racconta di un momento di interposizione a difesa del popolo palestinese: “tra i proiettili dell’esercito sparati ad altezza d’uomo, noi strisciavamo a terra, mentre Vittorio era in piedi come se volesse dire non mi piegherete“. Vi riproponiamo inoltre uno stralcio di una corrispondenza che Vittorio Arrigoni fece a Radio Onda d’Urto negli ultimi giorni di dicembre 2008, durante l’operazione Piombo Fuso. Qui la versione integrale.  Abbiamo poi il ricordo di Samuele Sciarrillo, autore del podcast Le Ali di Vik realizzato nel decennale della scomparsa. In chiusura, la voce della madre di Vittorio, Egidia Beretta, a cui abbiamo chiesto che significato ha avuto per lei vedere la frase con cui Vittorio chiudeva le sue corrispondenze dalla Striscia di Gaza, Restiamo Umani, scritta sugli striscioni delle piazze di tutta Italia nell’autunno 2025, quando sono esplose, soprattutto in Italia, le manifestazioni a sostegno della popolazione palestinese. Ascolta la trasmissione realizzata in occasione del 15esimo anniversario della morte di Vittorio “Vik” Arrigoni sulle frequenze di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
April 15, 2026
Radio Onda d`Urto
“CARO VIK TI SCRIVO”: IL LIBRO DI ANNA MARIA SELINI A 15 ANNI DALLA MORTE DI VITTORIO ARRIGONI IN PALESTINA
Nella notte tra il 14 e 15 aprile 2011 Vittorio “Vik” Arrigoni, attivista dell’International Solidarity Movement in Palestina, veniva ritrovato morto nella Striscia di Gaza. Poche ore prima, Vittorio – tra le tante cose, collaboratore anche di Radio Onda d’Urto – era stato rapito da una sedicente cellula salafita. Il corpo di Arrigoni fu rinvenuto dalle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio militare di Hamas, che pochi giorni dopo, il 19 aprile 2011, a Nuseirat, uccisero in uno scontro a fuoco 2 dei presunti rapitori. A processo altre 4 persone, condannate, nel 2012, a pene dall’ergastolo (la famiglia di Vik si oppose da subito all’ipotesi della condanna a morte) ai 10 anni di reclusione. A Vittorio è dedicato ora il libro “Caro Vik ti scrivo”, uscito nel 2026 per Altreconomia. A scriverlo Anna Maria Selini,  giornalista professionista freelance specializzata in aree di crisi, con reportage e pubblicazioni in particolare dalla e sulla Palestina, oltre che amica di Vittorio Arrigoni. Il libro, con la prefazione di Maria Elena Delia (portavoce della Global Sumud Flotilla 2025) e le illustrazioni di Fogliazza, sceglie la forma delle lettere scritte a Vittorio, riflettendo ad alta voce con lui su quanto accade oggi in Palestina, in Medio Oriente e più in generale nel resto del mondo. “In un’epoca – spiega la Selini, intervista da Radio Onda d’Urto – dominata da algoritmi e velocità, rivendichiamo umanità e approfondimento, riscoprendo il senso del motto, oggi diventato dovere civile: Restiamo umani”, come lo stesso Arrigoni chiudeva i suoi articoli e le sue corrispondenze dalla Striscia di Gaza, dove aveva scelto di vivere, a fianco del popolo palestinese. L’intervista di Radio Onda d’Urto ad Anna Maria Selini, autrice del libro “Caro Vik ti scrivo”.Ascolta o scarica.
April 12, 2026
Radio Onda d`Urto
“CUBA NO ESTA SOLA”: A ROMA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL BLOQUEO USA
Manifestazione nazionale oggi pomeriggio, sabato 11 aprile a Roma, al fianco di Cuba, strangolata da fine gennaio 2026 dall’embargo totale energetico degli Usa, che segue l’infame bloqueo in vigore fin dagli anni ’60. L’appuntamento, con l’associazione di amicizia Italia – Cuba è dal Colosseo fino Porta San Paolo, con decine di adesioni di sindacati, partiti, realtà politiche, sociali e singole persone, solidali con l’isola socialista, piegata ma non spezzata da oltre 65 anni di bloqueo e in particolare da 2 mesi e mezzo senza carburante. Per cercare di ovviare alla crisi, intanto, a Cuba il commercio dei prodotti agricoli sarà aperto parzialmente al settore privato. Il nuovo regolamento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di L’Avana oggi, autorizza agricoltori indipendenti, cooperative, piccole e medie imprese private e lavoratori autonomi a commercializzare i loro prodotti direttamente. Le autorità dell’Avana continueranno comunque a controllare prezzi ed esportazioni. Cercando strade nuove, Cuba quindi resiste, nonostante lo strangolamento imposto dagli Usa, sostenuta anche 5mila persone arrivate a Roma oggi per il corteo “Cuba no esta sola. Contro il bloqueo, Cuba non è una minaccia”. Dal corteo di Roma per Cuba la corrispondenza con Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione per il Partito della Rifondazione Comunista, tra le realtà in piazza nella Capitale a fianco dell’isola socialista. Ascolta o scarica  
April 11, 2026
Radio Onda d`Urto
CUBA: SABATO 11 APRILE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA. “SE CADE CUBA, CADE L’UMANITA’ INTERA”.
“Da oltre 65 anni Cuba vive sotto uno dei più lunghi e duri regimi di sanzioni economiche della storia contemporanea. Oggi questa pressione si è ulteriormente aggravata: nuove misure e restrizioni cercano di strangolare l’economia dell’isola, colpendo la vita quotidiana di milioni di persone”. Inizia così l’appello dell’Associazione nazionale di Amicizia Italia – Cuba, che sabato 11 aprile organizza a Roma una manifestazione nazionale in solidarietà con l’isola e contro l’infame bloqueo Usa Partenza dal Colosseo e arrivo a Porta San Paolo. Parole d’ordine: “Cuba non è una minaccia. Se cade Cuba, cade l’umanità intera”. Il bloqueo Usa, in corso ufficialmente dal 7 febbraio 1962 (ma in realtà già dall’ottobre 1960) è stato ulteriormente e drammaticamente aggravato a fine gennaio 2026, dopo l’aggressione militare di Trump al Venezuela, con il blocco totale alle importazioni energetiche. Il risultato, come denuncia Marco Papacci di Italia – Cuba a Radio Onda d’Urto, è pesantissimo per l’isola socialista: “Trasporti paralizzati, energia ridotta, difficoltà nella produzione e nella distribuzione di beni essenziali: a pagare il prezzo di questo assedio economico non sono i governi, ma il popolo cubano. Il blocco imposto dagli Stati Uniti non è un semplice divieto commerciale. È un sistema di sanzioni economiche e finanziarie che limita il commercio, i pagamenti internazionali, i trasporti e gli investimenti con Cuba.  Inoltre può colpire con pesanti sanzioni anche aziende e banche di altri paesi che intrattengono rapporti economici con l’isola, rendendo estremamente difficile per Cuba commerciare e accedere al sistema finanziario globale. Eppure, nonostante tutto, Cuba non ha mai smesso di dimostrare solidarietà internazionale. Lo abbiamo visto anche in Italia durante la pandemia, quando le brigate mediche cubane sono arrivate a Crema e a Torino per aiutare il nostro Paese nel momento più difficile, e adesso in Calabria consente ai residenti di avere cure adeguate. Per questo, la nostra Associazione si è fatta portavoce e insieme ad altre organizzazioni e partiti ha indetto una manifestazione nazionale per Cuba”, con decine e decine di adesioni (clicca qui per l’elenco completo di realtà organizzate e singole persone) Oggi – aggiunge Papacci – è il momento di restituire quella solidarietà”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Marco Papacci, segretario nazionale dell’Associazione di Amicizia Italia – Cuba. Ascolta o scarica
April 10, 2026
Radio Onda d`Urto
MEDIO ORIENTE: USA E IRAN ANNUNCIANO 15 GIORNI DI CESSATE IL FUOCO. ISRAELE ATTACCA ANCORA LIBANO E PALESTINA
In Iran si fermano, dopo 40 giorni, le bombe e si torna a un tavolo negoziale, per 15 giorni. Trump ha dato l’ok a 2 settimane di cessate il fuoco, non è chiaro da quando, mediato dal Pakistan. Washington precisa che lo stop vale “a condizione che l’Iran acconsenta all’apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz” (in foto). L’Iran ha accettato la proposta anche grazie all’intervento della Cina. Il primo round di trattative per un accordo complessivo è previsto a Islamabad venerdì. Dovrebbero esserci il vicepresidente JD Vance, oltre a Witkoff e Kushner. Ad annunciare l’intesa è stato il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif, che parla di cessate il fuoco immediato e ovunque, “inclusi il Libano e altrove”. Subito Israele prova, come già fatto in Palestina e nello stesso Libano, a minare l’accordo per tornare alla guerra totale e permanente; Netanyahu prima si dice “sorpreso” dall’accordo, obbligato ad accettarlo dagli Usa, ma “sul Libano nessun’intesa”. All’alba nuovi raid, con 8 morti e 22 feriti a Sidone, con il totale delle vittime dal 2 marzo arrivato a 1538 morti e 3mila feriti. La corrispondenza da Beirut, per Radio Onda d’Urto, di David Ruggini, capomissione di Un Ponte Per in Libano. Ascolta o scarica. Anche in Iraq l’accordo vale, tanto che le milizie sciite fanno sapere di avere aderito al cessate il fuoco. Sempre in Iraq dopo 7 giorni di prigionia la giornalista americana Shelly Kittleson è libera. Khataib Hezbollah, che l’ha rapita il 31 marzo a Baghdad, ne ha annunciato il rilascio. In cambio della liberazione di alcuni prigionieri del gruppo e a condizione che la reporter lasci il Paese Così la situazione, fluida, dentro e fuori dall’Iran. Di Palestina invece non parla nessuno: Trump torna a minacciare la Resistenza palestinese, imponendo la resa e il disarmo totale, mentre Israele continua a colpire, tanto in Cisgiordania (3 feriti a Masafer Yatta e raid di coloni e polizia vicino a Betlemme) quanto a Gaza, dove torna a scarseggiare il cibo visto il perdurare dello stop ai valichi, mai riaperti davvero nonostante l’accordo ormai di ottobre. L’Oms rilancia l’allarme sanità per le condizioni drammatiche in cui vivono oltre 2 milioni di palestinesi. Sul fronte economico, l’Iran dovrebbe riaprire nelle prossime ore lo Stretto di Hormuz, in accordo con l’Oman, altro paese rivierasco. Sui mercati il petrolio perde il 18%, scendendo sotto i 95 dollari al barile. Il gas (-16%) è invece sotto i 45 dollari. Cresce di valore, dopo settimane di crollo, il Bitcoin, sopra i 70mila dollari.
April 8, 2026
Radio Onda d`Urto