BRASILE: LE CLASSI POPOLARI FANNO VOLARE LULA. 10 MILIONI DI VOTI IN PIU’ DEL PRIMO TURNO: SCONFITTO BOLSONARO JR
Il Brasile, il Paese più popoloso di tutto il SudAmerica con quasi 215 milioni
di abitanti (oltre che l’economia più forte del Continente) sceglie ancora una
volta Luiz Inácio Lula da Silva.
Per la quarta volta, l’ex lustrascarpe, venditore di strada, operaio
metalmeccanico, sindacalista, cofondatore in piena dittatura del Pt, il Partito
dei Lavoratori, sarà quindi nuovamente il presidente progressista del Paese,
spinto in particolare da un’ondata di voti nella storica roccaforte popolare del
Nord-Est, dove ha toccato punte statali sopra il 70% dei consensi; voti arrivati
dalle classi popolari, dalle comunità rurali e quelle operaie, fortemente
preoccupate di un possibile ritorno all’ultradestra del Brasile, in tandem con
il vicino argentino Milei.
Lula, 81 anni da compiere il 27 ottobre, è stato così rieletto presidente al
ballottaggio di domenica 25 ottobre con un rotondo 51,7%, riuscendo per la prima
volta nella storia della democrazia verdeoro a ribaltare il risultato del primo
turno. Il leader del Pt ha così battuto nettamente la destra reazionaria di
Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente fascista e golpista Jair, che sta
scontando 27 anni di carcere per tentato golpe, sempre contro Lula, durante la
cerimonia d’insediamento del 2022.
La vittoria di Lula è figlia della capacità di mobilitare anche chi, al primo
turno, si era astenuto, o aveva espresso voto bianco o nullo. In termini
assoluti, Lula passa infatti da meno di 54 milioni di voti al primo turno a
oltre 64 milioni del ballottaggio, mentre il fascista Bolsonaro – che grida già
ai brogli, ascoltato al momento solo da Trump – cresce solo di 3 milioni di
voti, passando da oltre 56 milioni a meno di 60 milioni, nonostante il sostegno
esplicito incassato da alcuni candidati minori e da tutto l’establishment
economico e finanziario, non solo nazionale.
Dopo la riconferma elettorale, le piazze di tutto il Brasile si sono riempite di
centinaia e centinaia di migliaia di persone in festa per Lula, anche se forse
più per lo scampato pericolo di tornare nelle grinfie del clan dell’ultradestra
di Bolsonaro. Lula si è rivolto alla folla nella metropoli di Sao Paulo,
dicendosi ‘eternamente grato al popolo brasiliano per ogni gesto di fiducia,
ogni voto e ogni passo preso in difesa della democrazia. L’emozione di questo
viaggio rafforza la certezza che abbiamo ancora molto da costruire insieme.
Questa vittoria non è una destinazione, ma il rinnovamento del nostro impegno
verso il Brasile, la giustizia sociale, la sovranità e la speranza per un futuro
migliore per tutti”. E ancora: “Queste elezioni mi hanno insegnato molte cose;
posso garantirvi che cambieremo il nostro modo di governare il Brasile”.
Parole rivolte oltre che alla piazza al Parlamento di Brasilia, in mano alla
destra, e a borse e mercati internazionali, in fortissimo calo dopo la sconfitta
del loro beniamino Bolsonaro.
Da Porto Alegre, Brasile, la corrispondenza con Samuele, nostro collaboratore
dallo stato del Rio Grande do Sul. Ascolta o scarica
Dal Brasile la corrispondenza anche con Josè Carlos Leonel, del portale
ofatomaringa.com, basato a Maringà, stato del Paranà. Ascolta o scarica