Berlinale 2026, la regista di “The voice of Hind Rajab” rifiuta di ritirare il premio per il suo film

Pressenza - Friday, February 20, 2026

La regista tunisina Kaouther Ben Hania non ha accettato il premio “Most Valuable Film”assegnato al film da lei diretto, “The voice of Hind Rajab”, come gesto di protesta e di denuncia per la presenza di Noam Tibon, maggiore generale israeliano in pensione e protagonista del documentario canadese sul 7 ottobre The Road Between Us, premiato al Toronto Film Festival.

“Quello che è successo a Hind non è un’eccezione. È parte di un genocidio” ha dichiarato la regista. “Stasera a Berlino ci sono persone che hanno dato copertura politica a quel genocidio riformulando l’uccisione di massa di civili come autodifesa, come circostanze complesse. Denigrando chi protesta. Stasera non porterò questo premio a casa. Lo lascio qui come promemoria. E quando la pace sarà perseguita come un obbligo legale e morale, radicato nella responsabilità per genocidio, allora tornerò e lo accetterò con gioia” ha concluso.

Il gesto clamoroso di Kaouther Ben Hania è arrivato dopo altri due episodi di contestazione: la scrittrice indiana Arundhati Roy ha dichiarato che “l’arte non può tacere su un genocidio” e annunciato che non avrebbe partecipato al festival del cinema di Berlino dopo che il presidente della giuria Wim Wenders aveva sostenuto la necessità per il cinema di “restare fuori dalla politica.”

Alla sua dura presa di posizione è poi seguita la lettera aperta firmata da più di 80 registi e attori, tra cui Javier Bardem e Tilda Swinton, che condannava il Festival Internazionale del Cinema di Berlino per il suo “silenzio istituzionale” sul genocidio nella Striscia di Gaza e per la complicità con Israele.

 

 

Redazione Italia