Dal 24 al 27 settembre a Torino il ‘cibo buono pulito e giusto’ di Terra Madre

Pressenza - Wednesday, September 23, 2026

Nell’arco di quattro giorni, il Salone del Gusto organizzato da Slow Food ospiterà circa 1˙000 eventi, tra cui 200 conferenze, decine di laboratori di degustazione, oltre 60 pranzi e cene comunitarie, e centinaia di attività organizzate da partner, istituzioni e organizzazioni della comunità.

L’evento coincide anche con l’Assemblea dei partecipanti della Fondazione Slow Food, il più importante incontro globale del movimento in materia di governance. I delegati discuteranno di priorità, strategie e orientamenti politici per gli anni a venire.

Torino diventa la capitale delle culture gastronomiche globali

La dimensione internazionale di Terra Madre va ben oltre conferenze e assemblee.

Per quattro giorni, il cuore storico di Torino si trasformerà in una mappa vivente delle culture alimentari del mondo: una ‘carta geografica’ tracciata dalle iniziative in svolgimento in alcuni degli spazi più iconici della città, da Piazza San Carlo a Piazza Vittorio, da Piazzetta Reale a Piazza Carlo Alberto, da Piazza C.L.N a Via Roma,…

Oltre a queste location, il Salone del Gusto si diffonderà in tutta Torino, coinvolgendo cinema e teatri, auditorium, ristoranti, scuole, musei e innumerevoli altri luoghi con le proprie attività e grazie agli eventi Off.

Lungo questo percorso di eventi i visitatori scopriranno storie, prodotti e tradizioni di comunità provenienti da ogni continente. Anche chi si troverà semplicemente di passaggio nel centro di Torino avrà l’opportunità di entrare in contatto con i valori e la visione di Slow Food.

Al centro dell’esperienza si trova il vasto Mercato Terra Madre, che riunisce oltre 600 espositori, tra cui agricoltori, artigiani del cibo, comunità indigene, presidi Slow Food, produttori di street food e delegati internazionali. Insieme a mostre, degustazioni e installazioni immersive, il mercato offre l’opportunità di sperimentare la straordinaria ricchezza della biodiversità globale e scoprire come il cibo connetta territori, ecosistemi, culture e persone in tutto il mondo.

Tra le installazioni più ambiziose spicca Terre Connesse: un percorso che esplora il cibo come forza politica e strumento di costruzione di relazioni. Attraverso le storie di colture e prodotti come riso, mais, caffè e carne, i visitatori sono invitati a ripercorrere i viaggi globali che hanno plasmato paesaggi, economie, culture e identità. Allestita in piazza Castello, l’installazione mette in luce sia le vulnerabilità create dai sistemi alimentari omogeneizzati, sia le opportunità offerte dall’agroecologia e dalla biodiversità.

INFORMAZIONI: https://2026.terramadresalonedelgusto.com/date-accessi-e-location/

Le soluzioni esistono già

Il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, i conflitti e le migrazioni forzate sono temi ricorrenti in tutto il programma.

Le discussioni esploreranno il loro impatto sui sistemi alimentari, nonché le risposte che emergono dalle comunità stesse.

Agricoltori africani, rappresentanti indigeni latinoamericani, leader del settore alimentare asiatici e organizzazioni di base europee condivideranno esperienze di adattamento e resistenza.

Le loro storie ricorderanno ai partecipanti che la lotta per la biodiversità è inseparabile dalla lotta per la sovranità alimentare, per la giustizia sociale e per il diritto delle comunità a rimanere sulle proprie terre.

Uno dei messaggi più forti che emerge dal programma di Terra Madre 2026 è che le soluzioni esistono già.

In tutto il mondo, le comunità stanno proteggendo i semi, ripristinando gli ecosistemi, preservando le conoscenze tradizionali e sviluppando economie locali resilienti.

La sfida non è scoprire nuove risposte, ma riconoscere, sostenere e ampliare il lavoro già svolto.

Questa prospettiva è particolarmente evidente nell’ampio programma internazionale dedicato ai popoli indigeni e alle comunità locali.

Oltre 150 delegati della Rete dei Popoli Indigeni di Slow Food parteciperanno a discussioni sulla sovranità alimentare, la conservazione della biodiversità e i diritti territoriali.

La loro partecipazione riflette una crescente consapevolezza del fatto che molti dei più efficaci custodi dell’ambiente a livello mondiale continuano a essere esclusi dalle principali decisioni politiche, nonostante detengano generazioni di conoscenze sui sistemi alimentari sostenibili.

L’eredità di Carlo Petrini e il futuro del movimento

Sono trascorsi trent’anni dal primo Salone del Gusto e quarant’anni dalla fondazione di Slow Food a Bra.

In questi decenni, gli avvertimenti del movimento sulla perdita di biodiversità, l’agricoltura industriale e le conseguenze ambientali della produzione alimentare sono passati dai margini del dibattito pubblico al centro. Preoccupazioni un tempo considerate di nicchia sono diventate priorità globali.

Eppure l’opera rimane incompiuta.

Quel senso di lavoro incompiuto è forse l’eredità più potente di Carlo Petrini.

Nel corso del programma, relatori, attivisti e leader della comunità torneranno su una domanda centrale: cosa succederà da adesso in poi…?

La storia più profonda, in definitiva, è una storia di persone: migliaia di custodi, attivisti e comunità che dimostrano che un sistema alimentare diverso non è solo auspicabile, ma che si sta già costruendo, ogni giorno, in tutto il mondo.

Redazione Italia