Dal 24 al 27 settembre a Torino il ‘cibo buono pulito e giusto’ di Terra Madre
NELL’ARCO DI QUATTRO GIORNI, IL SALONE DEL GUSTO ORGANIZZATO DA SLOW FOOD
OSPITERÀ CIRCA 1˙000 EVENTI, TRA CUI 200 CONFERENZE, DECINE DI LABORATORI DI
DEGUSTAZIONE, OLTRE 60 PRANZI E CENE COMUNITARIE, E CENTINAIA DI ATTIVITÀ
ORGANIZZATE DA PARTNER, ISTITUZIONI E ORGANIZZAZIONI DELLA COMUNITÀ.
L’evento coincide anche con l’Assemblea dei partecipanti della Fondazione Slow
Food, il più importante incontro globale del movimento in materia di governance.
I delegati discuteranno di priorità, strategie e orientamenti politici per gli
anni a venire.
Torino diventa la capitale delle culture gastronomiche globali
La dimensione internazionale di Terra Madre va ben oltre conferenze e assemblee.
Per quattro giorni, il cuore storico di Torino si trasformerà in una mappa
vivente delle culture alimentari del mondo: una ‘carta geografica’ tracciata
dalle iniziative in svolgimento in alcuni degli spazi più iconici della città,
da Piazza San Carlo a Piazza Vittorio, da Piazzetta Reale a Piazza Carlo
Alberto, da Piazza C.L.N a Via Roma,…
Oltre a queste location, il Salone del Gusto si diffonderà in tutta Torino,
coinvolgendo cinema e teatri, auditorium, ristoranti, scuole, musei e
innumerevoli altri luoghi con le proprie attività e grazie agli eventi Off.
Lungo questo percorso di eventi i visitatori scopriranno storie, prodotti e
tradizioni di comunità provenienti da ogni continente. Anche chi si troverà
semplicemente di passaggio nel centro di Torino avrà l’opportunità di entrare in
contatto con i valori e la visione di Slow Food.
Al centro dell’esperienza si trova il vasto Mercato Terra Madre, che riunisce
oltre 600 espositori, tra cui agricoltori, artigiani del cibo, comunità
indigene, presidi Slow Food, produttori di street food e delegati
internazionali. Insieme a mostre, degustazioni e installazioni immersive, il
mercato offre l’opportunità di sperimentare la straordinaria ricchezza della
biodiversità globale e scoprire come il cibo connetta territori, ecosistemi,
culture e persone in tutto il mondo.
Tra le installazioni più ambiziose spicca Terre Connesse: un percorso che
esplora il cibo come forza politica e strumento di costruzione di relazioni.
Attraverso le storie di colture e prodotti come riso, mais, caffè e carne, i
visitatori sono invitati a ripercorrere i viaggi globali che hanno plasmato
paesaggi, economie, culture e identità. Allestita in piazza Castello,
l’installazione mette in luce sia le vulnerabilità create dai sistemi alimentari
omogeneizzati, sia le opportunità offerte dall’agroecologia e dalla
biodiversità.
INFORMAZIONI: https://2026.terramadresalonedelgusto.com/date-accessi-e-location/
Le soluzioni esistono già
Il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, i conflitti e le
migrazioni forzate sono temi ricorrenti in tutto il programma.
Le discussioni esploreranno il loro impatto sui sistemi alimentari, nonché le
risposte che emergono dalle comunità stesse.
Agricoltori africani, rappresentanti indigeni latinoamericani, leader del
settore alimentare asiatici e organizzazioni di base europee condivideranno
esperienze di adattamento e resistenza.
Le loro storie ricorderanno ai partecipanti che la lotta per la biodiversità è
inseparabile dalla lotta per la sovranità alimentare, per la giustizia sociale e
per il diritto delle comunità a rimanere sulle proprie terre.
Uno dei messaggi più forti che emerge dal programma di Terra Madre 2026 è che le
soluzioni esistono già.
In tutto il mondo, le comunità stanno proteggendo i semi, ripristinando gli
ecosistemi, preservando le conoscenze tradizionali e sviluppando economie locali
resilienti.
La sfida non è scoprire nuove risposte, ma riconoscere, sostenere e ampliare il
lavoro già svolto.
Questa prospettiva è particolarmente evidente nell’ampio programma
internazionale dedicato ai popoli indigeni e alle comunità locali.
Oltre 150 delegati della Rete dei Popoli Indigeni di Slow Food parteciperanno a
discussioni sulla sovranità alimentare, la conservazione della biodiversità e i
diritti territoriali.
La loro partecipazione riflette una crescente consapevolezza del fatto che molti
dei più efficaci custodi dell’ambiente a livello mondiale continuano a essere
esclusi dalle principali decisioni politiche, nonostante detengano generazioni
di conoscenze sui sistemi alimentari sostenibili.
L’eredità di Carlo Petrini e il futuro del movimento
Sono trascorsi trent’anni dal primo Salone del Gusto e quarant’anni dalla
fondazione di Slow Food a Bra.
In questi decenni, gli avvertimenti del movimento sulla perdita di biodiversità,
l’agricoltura industriale e le conseguenze ambientali della produzione
alimentare sono passati dai margini del dibattito pubblico al centro.
Preoccupazioni un tempo considerate di nicchia sono diventate priorità globali.
Eppure l’opera rimane incompiuta.
Quel senso di lavoro incompiuto è forse l’eredità più potente di Carlo Petrini.
Nel corso del programma, relatori, attivisti e leader della comunità torneranno
su una domanda centrale: cosa succederà da adesso in poi…?
La storia più profonda, in definitiva, è una storia di persone: migliaia di
custodi, attivisti e comunità che dimostrano che un sistema alimentare diverso
non è solo auspicabile, ma che si sta già costruendo, ogni giorno, in tutto il
mondo.
Redazione Italia