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Basi USA in Italia per guerra a Iran: dopo dichiarazioni di Rutte la Rete Pace Disarmo chiede trasparenza e stop a coinvolgimento
Le dichiarazioni rilasciate oggi dal Segretario generale della NATO Mark Rutte a Fox News (secondo cui dalle basi presenti in Italia sarebbero decollati circa 500 aerei statunitensi a sostegno dell’operazione “Epic Fury” contro l’Iran, in un quadro europeo di 4.000-5.000 missioni di volo) destano forte preoccupazione e impongono un chiarimento urgente da parte del Governo. Come Rete Italiana Pace Disarmo chiediamo con forza, unendoci alle tante richieste già avanzate in queste ore, che la Presidente del Consiglio e i Ministri competenti riferiscano in Parlamento e al Paese su cosa sia realmente avvenuto sul (o a partire dal) nostro territorio nazionale. Le informazioni trapelate dimostrano quanto andiamo denunciando da tempo: occorre fare piena chiarezza sul tipo di accordi che intercorrono tra Italia e Stati Uniti per l’utilizzo delle basi, e sulla catena decisionale che riguarda strutture a gestione statunitense o congiunta dalle quali può poi prendere forma un contributo a uno sforzo bellico deciso unilateralmente da Washington. “Le rivelazioni di oggi ci pongono di fronte a una doppia inaccettabilità” sottolinea Alfio Nicotra, coordinatore dell’Esecutivo di Rete Italiana Pace Disarmo “o il Governo italiano era stato informato delle operazioni statunitensi verso l’Iran e ha dato il proprio consenso, partecipando di fatto a una guerra illegale, sanguinosa e dagli impatti pesanti anche per i cittadini italiani oppure gli Stati Uniti non si sono nemmeno degnati di segnalare che assetti in partenza da basi italiane sarebbero stati coinvolti nelle operazioni militari in Iran. In entrambi i casi emerge un problema enorme”. Questa seconda ipotesi dimostrerebbe come gli accordi su cui si regola la presenza statunitense in Italia siano obsoleti, opachi, insensati, e ci collochino non in una vera alleanza tra pari ma in una condizione di sudditanza. Non è più accettabile che intese segrete risalenti a decenni fa continuino a determinare ciò che gli Stati Uniti possono fare sul nostro territorio senza chiedere permesso o senza informare adeguatamente un Governo che è sovrano sul proprio suolo. “Allo scoppiare delle ostilità sia la Presidente Meloni sia il Ministro Crosetto avevano dato ampie rassicurazioni sul fatto che le basi italiane non sarebbero state coinvolte”, ricorda Nicotra. “Proprio per questo oggi abbiamo bisogno che non rispondano in maniera generica, ma che forniscano dettagli precisi. E che considerino anche di dare informazioni su tutte le forme di sostegno: non solo gli eventuali assetti in partenza dal territorio italiano, ma anche i supporti indiretti, come quelli logistici o riguardanti i movimenti da basi site in Italia di sistemi d’arma e munizionamento statunitensi”. Le notizie di oggi confermano che esiste un problema strutturale e che è necessario cambiare sistema, riprendendo in mano le decisioni che riguardano l’uso militare del territorio nazionale. Per questo Rete Italiana Pace Disarmo chiede al Governo: * un’informativa urgente e completa in Parlamento sulle operazioni svolte dalle basi in Italia in relazione alla guerra contro l’Iran * la pubblicazione e la revisione degli accordi bilaterali e NATO che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi statunitensi in Italia * l’introduzione di meccanismi trasparenti di controllo parlamentare sulla catena decisionale relativa all’impiego di tali strutture * lo stop a qualsiasi coinvolgimento, diretto o indiretto, dell’Italia in azioni di guerra L’Italia, Paese che ripudia la guerra come strumento di offesa per dettato Costituzionale, non può essere ridotta a “piattaforma di proiezione di potenza” altrui senza nemmeno che cittadini e Parlamento ne siano informati. Rete Italiana Pace e Disarmo
June 24, 2026
Pressenza
Liberata la delegazione del Global Sumud Land Convoy a un mese dal sequestro illegale in Libia
Dopo un mese di detenzione illegale in Libia, gli attivisti italiani Leonarda “Dina” Alberizia e Domenico Centrone, insieme a tutta la delegazione del Global Sumud Land Convoy, sono stati finalmente liberati. Il loro rientro in Italia è previsto per oggi, 24 giugno, con l’arrivo da Tunisi all’aeroporto di Roma Fiumicino alle ore 12.50. La notizia della liberazione è stata data direttamente dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, attraverso un post sul social X, in cui ha rivendicato il successo dell’operazione grazie a un “intenso lavoro diplomatico” e ringraziato il personale della Farnesina e i servizi di intelligence per l’“ottimo lavoro svolto”. Tuttavia, oltre al silenzio assordante dei trenta giorni appena trascorsi, nelle dichiarazioni del Ministro non si trova alcuna traccia di una condanna formale per le violazioni del diritto internazionale subite dagli attivisti durante la prigionia, né un riconoscimento per il ruolo cruciale giocato dalla mobilitazione internazionale della società civile. Continua infatti anche oggi mercoledì 24 giugno, la campagna in collaborazione con Amnesty “Free Them All” in una nuova giornata di mobilitazione nazionale: sono previsti presidi e incontri in numerose città italiane e presso le sedi istituzionali di Milano, Bologna, Parma, Bari, Napoli. Global Sumud Flotilla
June 24, 2026
Pressenza
Casa, clima, lavoro, partecipazione: AVS porta ‘Visione Comune’ in Emilia-Romagna
Sabato 27 giugno, presso ORTI – Casa di Quartiere “L. Spallanzani” di Reggio Emilia, Alleanza Verdi e Sinistra organizza la giornata regionale di Visione Comune Emilia-Romagna. Un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza in cui amministratrici e amministratori locali, consiglieri regionali, parlamentari ed europarlamentari di AVS incontrano la comunità emiliano-romagnola per confrontarsi su alcune delle principali sfide dei territori: il diritto all’abitare e il contrasto alla speculazione immobiliare, la transizione ecologica e le comunità energetiche rinnovabili, la mobilità sostenibile, il lavoro dignitoso e il ruolo attivo dei Comuni, i beni comuni e le nuove forme di partecipazione democratica. «In due anni di governo regionale abbiamo approvato oltre cento atti su ambiente, territorio e mobilità: una legge sulle aree idonee per le energie rinnovabili, atti sulla forestazione, de-sealing e rigenerazione urbana, una regolamentazione degli allevamenti intensivi e il sostegno all’agricoltura biologica e ai biodistretti. La Legge Regionale per il Clima integra tutto questo in una strategia comune, responsabilizza chi governa nel lungo periodo e introduce strumenti concreti per misurare i risultati. Perché la transizione ecologica senza giustizia sociale è incompleta. Non c’è giustizia ambientale senza diritto alla casa e alle cure, non c’è giustizia sociale senza investimenti in mobilità sostenibile e trasporto pubblico.» Sara Londrillo – Co-Portavoce Europa Verde Emilia-Romagna La giornata del 27 giugno si inserisce in un contesto di forte pressione sugli enti locali. Nel quinquennio 2025-2029, i Comuni subiscono dal Governo Meloni circa 3,2 miliardi di euro di definanziamento degli investimenti e oltre 2 miliardi di tagli sui fondi che servono a far funzionare ogni giorno le città. Di fronte a questa stretta, AVS sceglie di partire dai Comuni e dai quartieri. È da qui che nasce Visione Comune Emilia-Romagna. Un appuntamento per mettere in rete amministratrici, amministratori, elette, eletti e cittadinanza, e per mostrare che un’altra idea di governo dei territori è già al lavoro. “In regione abbiamo messo in campo un Piano Casa che rimetterà a disposizione dei cittadini migliaia di alloggi sociali; abbiamo regolamentato gli affitti brevi e il suicidio medico assistito e avviato una legge sul clima; stiamo inoltre definendo un nuovo regolamento per gli appalti pubblici etici. Non siamo neanche a metà strada. Questi atti rispondono a una visione comune in cui l’eco-socialismo è una proposta politica tangibile che restituisce centralità a persone e territori e non sacrifica né il pianeta né il lavoro umano alla speculazione. Questo è ciò che stiamo costruendo e che continueremo a costruire.» Fortunato Stramandinoli – Segretario regionale Sinistra Italiana Emilia-Romagna All’appuntamento di Reggio Emilia parteciperanno elette ed eletti di AVS operativi in tutta l’Emilia-Romagna, a tutti i livelli istituzionali e politici. Tra i leader nazionali, Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana e deputato AVS; Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato AVS; Fiorella Zabatta, co-portavoce nazionale di Europa Verde e assessore regionale in Campania alle Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità; Francesca Druetti, segretaria nazionale di Possibile. Tra le elette europee, Cristina Guarda e Benedetta Scuderi, europarlamentari di Europa Verde/AVS nel gruppo Greens/EFA. Tra i profili di responsabilità nazionale, Francesca Ruocco, responsabile nazionale organizzazione di Sinistra Italiana, Enrico Panini, responsabile nazionale Enti locali di Sinistra Italiana; Gianfranco Mascia, Responsabile nazionale comunicazione di Europa Verde; Federico Martelloni, responsabile nazionale Lavoro di Sinistra Italiana e segretario di Sinistra Italiana Bologna Metropolitana. La giornata sarà inaugurata dai saluti istituzionali di Lanfranco de Franco, vicesindaco e assessore a lavori pubblici e casa del Comune di Reggio Emilia e Carlotta Bonvicini, assessora alle Politiche per il clima e alla mobilità sostenibile del Comune di Reggio Emilia; Tra amministratrici, amministratori ed eletti regionali e locali: Emily Clancy, vicesindaca di Bologna; Giovanni Paglia, assessore regionale dell’Emilia-Romagna alle Politiche abitative, lavoro e politiche giovanili; Paolo Burani, consigliere regionale AVS e presidente della Commissione territorio, ambiente e mobilità dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna; Paolo Trande, consigliere regionale AVS; Simona Larghetti, consigliera regionale AVS e capogruppo regionale; Juri Guidi, assessore del Comune di San Lazzaro di Savena; Sara Londrillo ed Enrico Ottolini, co-portavoce regionali di Europa Verde Emilia-Romagna; Fortunato Stramandinoli, segretario regionale di Sinistra Italiana Emilia-Romagna; Fabiana Bruschi, segretaria provinciale di Sinistra Italiana Reggio Emilia. Redazione Bologna
June 24, 2026
Pressenza
Sulla propulsione nucleare navale di Fincantieri
Sui media di sabato 20 giugno 2026 è comparso un servizio sulla costruzione di navi a propulsione nucleare da parte di Fincantieri  ove si promuove la capacità della multinazionale cantieristica triestina, di dotare di piccole centrali nucleari “pulite e sicure” le navi che andranno in produzione nel prossimo decennio. Spiace constatare come i reattori per la propulsione navale nulla abbiano a che fare coi nuovi e decantati “mini” reattori modulari, essendo nella realtà di altro tipo la cui tecnologia è soggetta per larga parte a procedure militari. Nessuno al mondo doterebbe di propulsione nucleare navi portacontainer o petroliere; nave ed equipaggio sarebbero soggetti a controlli e collaudi sotto il controllo dell’Autorità nucleare internazionale. Assolvere questo imprescindibile compito comporterebbe spese considerevoli che nessuno si sentirebbe di sostenere. Non a caso gli unici navigli a propulsione nucleare in circolazione sono militari, come in USA in Francia nel Regno Unito e in Russia, dove anche i prestigiosi rompighiaccio artici dipendono dalla marina militare. I reattori navali sono infatti delle bombe galleggianti, in cui il combustibile viene arricchito dal 60 al 90% avvicinandosi al grado in uso per le armi nucleari. Inoltre le dimensioni del reattore devono essere compatte per occupare poco spazio pur fornendo grande potenza. Il tipo di reattore più diffuso e affidabile in questo senso non è il cosiddetto modulare ma il PWR, costituito da un impianto ad acqua in pressione che muove una turbina. Il problema sicurezza peraltro sussiste. Trieste e Capodistria ad esempio sono porti nucleari militari di transito e devono dotarsi di piani di emergenza, in caso di incidente in presenza di portaerei incrociatori o sommergibili a propulsione nucleare. Incidenti avvenuti nel corso del tempo anche nei nostri mari. L’accesso continuo al porto da parte di naviglio nucleare in un territorio sede del più grande terminal petrolifero del Mediterraneo – già oggetto di un terrificante attentato nel 1972 – e in prossimità della base nucleare di Aviano sarebbe ingestibile sotto il profilo della sicurezza; tanto più in questo periodo storico, di rischio bellico conclamato.  Per Tavola Pace FVG  Alessandro Capuzzo Redazione Italia
June 24, 2026
Pressenza
Combatants for Peace compie vent’anni
Quest’anno Combatants for Peace compie vent’anni. Quando il movimento fu fondato nel 2006, pochi avrebbero previsto che saremmo stati ancora qui due decenni dopo. Un gruppo di ex combattenti palestinesi ed ex soldati israeliani decise di costruire qualcosa insieme in un momento in cui la separazione sembrava molto più realistica della collaborazione. La Seconda Intifada si era conclusa da poco e la violenza era ancora vivida nella memoria di tutti. Guardando indietro oggi, ciò che appare più straordinario non è tanto la fondazione di Combatants for Peace, quanto la sua capacità di resistere per vent’anni di conflitti, occupazione, guerra, sconvolgimenti politici e profonde perdite . Intere generazioni sono cresciute conoscendo poco altro che violenza, sfollamento, espropriazione e paura. In tutto questo tempo, molti si sono chiesti se palestinesi e israeliani possano davvero collaborare, soprattutto di fronte alla realtà dell’occupazione, della disuguaglianza e della negazione dei diritti fondamentali. Eppure il nostro movimento è persistito perché non è mai stato costruito su un accordo assoluto. È stato costruito su un impegno condiviso per la nonviolenza, i diritti umani e la comprendendo che nessuno dei due popoli può raggiungere la libertà, la dignità o la sicurezza a spese dell’altro. Molti dei fondatori di Combatants for Peace sono ancora attivi oggi. Alcuni continuano a guidare programmi, mentre altri rimangono coinvolti in manifestazioni, cerimonie e azioni sul campo. A loro si sono unite nuove generazioni di attivisti, educatori, organizzatori e sostenitori , ma il principio che li ha uniti rimane immutato: che la trasformazione è possibile, che l’ingiustizia deve essere affrontata e che un futuro diverso può essere costruito solo attraverso una lotta comune, non attraverso la divisione. A tre anni dall’inizio di uno dei periodi più bui della storia recente per palestinesi e israeliani, questa convinzione ha affrontato la sua prova più difficile. Eppure, nonostante tutte le previsioni, il nostro movimento continua a crescere , sostenuto da persone che comprendono che i nostri futuri sono interconnessi e che una pace duratura richiederà uguaglianza, libertà e diritti umani per tutti. Mentre celebriamo questo anniversario, Non stiamo rendendo omaggio solo alla nostra organizzazione, ma anche a una comunità che ha continuato a insistere – spesso quando ciò si è rivelato difficile, impopolare e profondamente personale – sul fatto che un’altra via sia ancora possibile. Questo anniversario non è solo un momento per guardare al passato, ma anche per immaginare il futuro , e nei prossimi mesi creeremo delle opportunità proprio per questo. Stiamo pianificando una campagna estiva che metterà in luce la collaborazione palestinese-israeliana sul campo, il più grande evento digitale di solidarietà globale della nostra storia e un incontro internazionale per la raccolta delle olive qui in Israele . Che tu faccia parte di questo movimento da anni o che tu ti sia avvicinato solo di recente, speriamo che tu possa partecipare. Maggiori dettagli e istruzioni per la partecipazione saranno condivisi a breve. Siamo orgogliosi di ciò che questo movimento è diventato e, ancor più, siamo grati a tutti coloro che hanno contribuito a portarlo fin qui . A vent’anni di distanza, continuiamo a credere che palestinesi e israeliani meritino qualcosa di meglio dell’occupazione, della violenza e della paura . Questa convinzione è ciò che ha unito i nostri fondatori e continua a guidare il nostro lavoro ancora oggi. Non vediamo l’ora di celebrare questo anniversario con voi e di continuare a collaborare negli anni a venire. Combatants for Peace   Combatants for Peace
June 24, 2026
Pressenza
Oltre 120 adolescenti israeliani annunciano il loro rifiuto di arruolarsi nell’esercito
L’ultimo giorno dell’anno scolastico in Israele, il 19 giugno, una lettera dal titolo “Ci rifiutiamo!” redatta da alcuni adolescenti in cui annunciavano la decisione di non arruolarsi nell’esercito israeliano è stata distribuita in migliaia di copie in diverse scuole di tutto il Paese. La lettera, intitolata “Ci rifiutiamo!”, conta ormai più di 120 firme di studenti delle scuole superiori che dovrebbero prestare servizio militare. Testo completo della lettera “Ci rifiutiamo!” Noi, adolescenti destinati alla coscrizione nell’esercito israeliano, con la presente ci rifiutiamo di prendere parte ai suoi crimini e di servire gli interessi del governo dittatoriale. Siamo stati tutti cresciuti nel mito secondo cui Israele agisce solo per legittima difesa. Il sistema educativo ci terrorizza fin da piccoli, facendoci credere che «non ci sia scelta» e che dobbiamo vivere per sempre con la spada in mano. Le nostre scuole ci preparano all’esercito instillandoci una visione del mondo militarista. Al liceo la preparazione ai test militari e i colloqui con i soldati sono parte integrante della nostra quotidianità, ma la verità è che arruolarsi nell’esercito non è inevitabile. Nessuno nasce soldato. E come ogni altra scelta, arruolarsi nell’esercito ha le sue ripercussioni. Negli ultimi due anni e mezzo, attraverso i social media e i notiziari, siamo stati esposti a contenuti difficili e violenti relativi al 7 ottobre. Ma ciò che era iniziato come una risposta a quel terribile massacro si è trasformato in una crudele campagna di sterminio della popolazione di Gaza, di proporzioni incomprensibili. E quali sono i risultati delle azioni dell’esercito? Secondo i dati ammessi dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), dall’inizio della guerra a Gaza sono state uccise più di 72.000 persone, molte delle quali donne, bambini e persino neonati. E nonostante il cosiddetto «cessate il fuoco», il genocidio, la pulizia etnica e i crimini di guerra continuano. Recentemente, abbiamo assistito a un forte aumento della violenza sia da parte dei coloni che dell’esercito in tutta la Cisgiordania. Non si tratta di un fenomeno nuovo. Da decenni Israele utilizza l’esercito per opprimere il popolo palestinese, annettere territori e perpetrare violenze contro i palestinesi che vivono in Cisgiordania – il tutto nell’ambito del progetto di pulizia etnica del Paese. L’esercito attacca, uccide e arresta persone senza processo, compresi ragazzi della nostra età. L’unica cosa che ci differenzia è che loro sono nati dalla parte sbagliata della linea di confine. Riflettete: sono queste le azioni di una “forza di difesa”? Le guerre infinite hanno un pesante impatto su tutti noi: infliggono ferite fisiche e mentali che dureranno per il resto delle nostre vite. Viviamo tra una corsa ai rifugi antiaerei e l’altra e gli annunci dei soldati caduti. Siete disposti a diventare parte delle statistiche? Siete pronti a compiere un simile sacrificio in nome di un governo cinico e dittatoriale che baratta vite umane per rafforzare il proprio dominio? E voi cosa farete? Mesarvot
June 24, 2026
Pressenza
Flocco a Vadalà: “Sulla Terra dei Fuochi avanti con bonifiche, controlli e monitoraggio”
“L’audizione del Commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati, generale Giuseppe Vadalà, ha restituito un quadro complesso ma fondato su dati, coordinamento istituzionale e azioni sul territorio – ha dichiarato Salvatore Flocco, presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale della Campania – Sulla Terra dei Fuochi, i numeri confermano la dimensione del fenomeno ma anche l’avanzamento del lavoro in corso: sui circa 1.500 ettari di terreni agricoli individuati come prioritari, sono stati finora indagati oltre il 72% del totale, e 110 ettari risultano interdetti a tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Sul fronte del contrasto agli abbandoni illeciti, le operazioni hanno consentito lo smaltimento di oltre 5 mila tonnellate di rifiuti. La struttura commissariale ha avviato 25 bonifiche, soprattutto attività di caratterizzazione. Un lavoro imponente, che deve proseguire con continuità”. “In merito agli illeciti ambientali, i dati illustrati in audizione parlano di oltre 40mila controlli effettuati, che hanno prodotto 58 arresti e un valore dei sequestri di attività stimato in circa 279 milioni – ha precisato Flocco – Sono numeri che dimostrano quanto il contrasto agli sversamenti illegali debba restare una priorità assoluta. Il nostro obiettivo è rafforzare il coordinamento tra Commissione, assessorato regionale, struttura commissariale, Comuni, Arpac, forze dell’ordine e tutti gli enti coinvolti. Per questa ragione ho chiesto al Commissario un aggiornamento sullo stato di avanzamento degli interventi entro la fine dell’anno. Ho proposto inoltre un sopralluogo della Commissione presso la control room della struttura commissariale”. “Desidero ringraziare tutti i commissari per il contributo offerto nel corso dell’audizione – ha concluso Flocco – La Regione Campania, grazie all’attenzione riportata dal presidente Roberto Fico su questo tema, sta facendo la propria parte con serietà. Continueremo a lavorare mettendo insieme controllo, prevenzione e interventi, perché la tutela ambientale si misura sulla capacità di restituire sicurezza, fiducia e dignità ai territori”. Redazione Napoli
June 23, 2026
Pressenza
PRC: “Casa e diritti sotto attacco”. La situazione a Trieste e in FVG.
Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ha aderito alla mobilitazione nazionale contro i ddl Meloni/Salvini indetta dai sindacati degli inquilini martedì 23 giugno dichiarando:   > Le misure contenute nel DDL Piano Casa e nel cosiddetto DDL Sgomberi proposti > dal Governo Meloni rappresentano il più violento attacco al diritto > all’abitare della storia recente del Paese. > Sotto la retorica della sicurezza e della rigenerazione urbana si nasconde, in > realtà, una precisa strategia di colpevolizzazione della povertà e di totale > sottomissione alle speculazioni immobiliari. Il governo continua a fare la > guerra ai poveri anziché alla povertà: mentre i salari restano fermi e gli > affitti subiscono rincari insostenibili, la risposta dell’esecutivo è > criminalizzare il disagio sociale. > Il DDL Sgomberi cancella ogni forma di mediazione sociale, trasforma un > problema sociale in una questione di ordine pubblico. Tutto questo senza > offrire alcuna alternativa abitativa a famiglie, anziani e minori vulnerabili. > Contestiamo duramente anche il “DDL Piano Casa”, perché del tutto inadeguato a > rispondere alla strutturale emergenza abitativa del nostro Paese. Non serve un > piano che favorisce i costruttori privati e il social housing a prezzi di > mercato. Serve un piano straordinario di investimenti nell’edilizia > residenziale pubblica. > Chiediamo il ripristino immediato del fondo per il sostegno agli affitti, > chiediamo lo stanziamento di risorse per la riqualificazione delle migliaia di > alloggi popolari chiusi e inutilizzati, chiediamo la moratoria immediata degli > sfratti per morosità incolpevole e il blocco dei pignoramenti delle prime > case. Chiediamo una legge urbanistica che fermi il consumo di suolo e la > svendita delle città agli immobiliaristi. > Il 23 giugno le militanti e i militanti di Rifondazione Comunista saranno > nelle piazze al fianco dei sindacati degli inquilini e dei movimenti per il > diritto all’abitare. L’obiettivo è bloccare questi provvedimenti classisti e > antipopolari e rilanciare l’edilizia pubblica come pilastro fondamentale dello > stato sociale. Diramando il comunicato del PRC nazionale, la Federazione di Trieste ha diffuso informazioni sulle problematiche nella città e nella regione: > Per sostenere la mobilitazione, la Federazione PRC di Trieste ha partecipato > alla conferenza stampa per il diritto all’abitare che Sunia/Sindacato > Inquilini Casa e territorio/Uniat/Unione inquilini hanno convocato presso la > sede Uil, in cui è stata ricordata la situazione in Regione FVG e nel > capoluogo, in cui, dinanzi a 8500 domande regolarmente presentate, solo a un > numero esiguo è stata data risposta positiva. > In Regione il patrimonio ATER conta 4600 appartamenti (2700 solo a Trieste) in > condizioni di inabitabilità, non ristrutturati, etc. > Inoltre, si contano migliaia di appartamenti sfitti, che potrebbero essere > dati in locazione prevedendo affitti calmierati, previa ristrutturazione degli > appartamenti stessi. Altre situazioni critiche sono dovute al boom turistico, > alle carenze di appartamenti per studenti, etc. > Queste sono solo alcune delle situazioni affrontate in conferenza stampa.  > Anche nella nostra Regione e nella nostra città c’è bisogno di mettere il > diritto all’abitare al centro dell’agenda politica. Redazione Italia
June 23, 2026
Pressenza
Le prospettive per lo sviluppo di comunità energetiche in Campania
L’incontro pubblico con esperti del settore energetico, professionisti e rappresentanti istituzionali in svolgimento il 26 giugno a Giugliano è promosso da Francesco Macillo e dall’APS Amicitia. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di approfondire il ruolo strategico delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nel nuovo scenario europeo, alla luce della risoluzione dell’11 marzo 2026 che riconosce la centralità degli investimenti destinati alla transizione ecologica, aprendo nuove prospettive rispetto ai vincoli di bilancio per le spese considerate strategiche per il futuro dell’Unione. Le Comunità Energetiche infatti rappresentano uno degli strumenti più concreti per trasformare gli obiettivi europei in azioni locali: produzione condivisa di energia rinnovabile, riduzione dei costi energetici, maggiore autonomia e benefici ambientali per cittadini, imprese ed enti locali. “Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono una grande opportunità per i territori, perché consentono di costruire un modello nel quale sostenibilità, innovazione e comunità diventano elementi di crescita- dichiarano gli organizzatori dell’incontro, Francesco Macillo e il presidente dell’APS Amicitia, Lelio Mancino – La transizione ecologica deve essere accompagnata da progetti concreti e partecipati. Questo appuntamento vuole essere un momento di confronto operativo tra istituzioni, professionisti e cittadini per comprendere come le Comunità Energetiche possano diventare uno dei pilastri della transizione ecologica e della crescita sostenibile del futuro. Un percorso già avviato anche sul territorio regionale grazie all’attenzione del vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo, che ha sostenuto il precedente confronto dedicato alle Comunità Energetiche, confermando l’importanza di una strategia orientata alla sostenibilità, all’innovazione e allo sviluppo dei territori campani”. A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è Maria C. Biglietto, ESG Manager – Sostenibilità ambientale, che evidenzia: “La diffusione delle Comunità Energetiche rappresenti un passaggio fondamentale per accompagnare cittadini, imprese e istituzioni verso un nuovo modello energetico basato su consapevolezza, responsabilità e sostenibilità concreta. La sfida non è soltanto produrre energia pulita, ma creare valore condiviso per i territori”. Nel corso dell’incontro interverrà l’europarlamentare Raffaele Topo, che porterà il contributo del Parlamento europeo sul tema degli investimenti per la transizione ecologica e sulle opportunità offerte dal nuovo quadro comunitario. Saranno presenti inoltre Antonio Zanesco, europrogettista che approfondirà gli strumenti europei a sostegno dei progetti energetici territoriali, e Valentina Russo, Esperta in Gestione dell’Energia (EGE) che analizzerà gli aspetti tecnici e operativi delle Comunità Energetiche. I lavori saranno moderati da Lelio Mancino, presidente dell’APS Amicitia. Redazione Napoli
June 23, 2026
Pressenza
Interferare: spazio di scomodità culturale in cui riscoprire la funzione anti-isolazionista della parola
La rassegna culturale che presenta libri e poesie propone incontri e scontri per costruire connessioni tra autori, testi, personaggi, lettori e operatori editoriali nasce dalla presa di coscienza sul carattere delle interazioni umane e di quelle esplicitamente editoriali. “La gran parte delle iniziative culturali si limitano a mettere un autore di fronte ad un intervistatore, senza favorire una reale interazione tra i protagonisti presenti  – spiega il direttore di Interferare, Ulrich D. Estarossa, poeta autore di Acque Farsa (Transeuropa 2026) finalista al Premio Sygla XVIII, saggista economico e organizzatore culturale – Allo stesso modo la crisi sociale contemporanea è il risultato non di una dissociazione bensì di un’iper connessione esclusivamente con la propria persona. Siamo come reti wi-fi ambulanti, le cui coperture entrano in contrasto le une con le altre impedendoci di comunicare. Interferare è una interferenza culturale che riporta all’ordine tutto questo”. La rassegna si articola in quattro categorie. RASSEGNA BASE Conversazioni dedicate alle questioni che attraversano il presente con esperti del settore. Dalla psicologia alla chirurgia, passando per il giornalismo e arrivando alla politica. Quando la letteratura incontra il mondo Tra gli incontri già realizzati nell’edizione precedente si trova un approfondimento nel Disturbo Post-Traumatico da Stress, con: * Giorgia Tribuiani (Binari, Hopefulmonster) * Annalisa Di Luca (Presidente AISTED APS – TES Trauma e Sistemi) * Elena Magnani (Mare Avvelenato, Giunti Editore) MESTIERI EDITORIALI Uno sguardo sul dietro le quinte della filiera del libro. Editor, traduttori, agenti, uffici stampa, grafici, distributori, correttori di bozza, beta reader, direttori editoriali ed editori raccontano il proprio lavoro. Capire come nasce davvero un libro TAVOLO EDITORIALE Una casa editrice al centro dei riflettori. Autori diversi, spesso sconosciuti gli uni agli altri, e libri volutamente difformi pubblicati però sotto lo stesso marchio diventano l’occasione per ricostruirne catalogo, collane e filosofia editoriale. Elemento distintivo dell’incontro è una sfida retorica e lessicale basata sull’estrazione casuale di parole che mettono alla prova la capacità associativa degli autori. Tra gli incontri passati Hacca, con Francesca Scotti (La stagione delle case vuote) e Matteo Paoloni (Le impercettibili oscillazioni) PREMIO STREGA POESIA INTERFERARE è l’unica rassegna in Italia ad ospitare una selezione tra Finalisti, Candidati e Proposte alla più recente edizione del Premio Strega Poesia. L’incontro ripercorre il percorso che conduce al premio, il primo incontro con la poesia, le pubblicazioni pregresse e la struttura della raccolta protagonista. Il cuore della categoria è però Il dibattito tra componimenti: un confronto diretto tra poeti attraverso la lettura e la reazione reciproca ai propri testi, mostrando visioni compatibili, alternative o opposte. Tra gli ospiti della precedente prima edizione: * Marco Corsi (Nel dopo, Guanda) * Jonida Prifti (Sorelle di confine, MarcoSaya Edizioni) * Francesco Antonio Perozzi (On Land, Prufrock Spa) I PROSSIMI APPUNTAMENTI Martedì 23 giugno alle 19:30 – Finalisti Premio Strega Poesia 2026 con: * Fabrizio Lombardo (La linea spezzata, Donzelli Poesia) * Vincenzo Ostuni (Faldone, il Saggiatore) e la mediazione di Ulrich D. Estarossa. Giovedì 25 giugno alle 19:30 – I Cold Case con * Giuseppe Paternó Raddusa (Atlante della Nera Milanese, UTET) * Chatal Milani, antropologa ed ex Ufficiale dei RIS ROMA e la mediazione di Rosaria Scialpi, poeta e animatrice culturale tarantina esperta di mitologia (dirige infatti la rassegna MITOPEDIA), che accompagnerà/sostituirà Estarossa in diversi incontri. Sabato 27 giugno alle 19:30 – Tavolo Editoriale 8tto Edizioni con Barbara Guazzini (Il corpo inverso), Christian Verardi (La memoria dell’acqua) e Martina Tiberti (Ninin). TUTTI GLI INCONTRI SONO SVOLTI ONLINE IN DIRETTA INSTAGRAM SULLA PAGINA @interferare.rassegna Redazione Italia
June 23, 2026
Pressenza