
Ritorno alla Casa di Sindacati di Odessa
Pressenza - Thursday, September 17, 2026È la quarta volta che vado alla Casa dei Sindacati di Odessa ed è la terza volta che vi entro.
La prima volta che sono arrivato a Campo Culicovo, la grande spianata che si apre lì davanti, pensavo fosse abbandonata e mi sembrava ancora più sprettrale.
Poi, mesi dopo, ho incontrato la responsabile del sindacato degli insegnanti dell’Oblast di Odessa al Centro di sostegno psicologico, alla cui realizzazione ha contribuito la Confederazione Italiana Generale del Lavoro.
La sindacalista mi ha detto che due ali dell’edificio, che ha la forma di una C, non furono toccate dall’incendio appiccato dalle bande di criminali nazifascisti che assaltarono il presidio antifascista di Campo Culicovo.
Fu una orribile strage: ma ai seguaci di Banderas, ora eroe nazionale ma in realtà collaborazionista dei Nazisti nonché mandante autore di stragi e pogrom ai danni di Polacchi, Ebrei e Rom, non pare vero di distruggere la sede sindacale.
L’edificio nacque come sede del Soviet di Odessa e successivamente diventò la sede del Sindacato Sovietico i cui beni passarono, dopo l’indipendenza, al neonato Sindacato Ucraino.
Piano piano il sindacato di Odessa procede alla ristrutturazione della prestigiosa sede consapevole che si tratta di un monumento storico e che quindi gli interventi vanno fatti con cura.
Allo scopo di trovare fondi per i lavori in corso, alcuni locali sono stati affittati ad agenzie come uffici.
Ho pensato che sarebbe nostro dovere aiutare il Sindacato Ucraino in questa costosa impresa.
Lo scorso 25 Aprile ho avuto la possibilità di esporre a Maurizio Landini questa idea che lui ha trovato ottima.
Purtroppo il responsabile esteri della segreteria nazionale della Cgil, Salvatore Marraha scritto al responsabile esteri dei sindacati ucraini, ma non ha avuto alcuna risposta.
Mi ha dunque consigliato di contattare la Camera del Lavoro di Roma con la Camera del Lavoro di Odessa.
Di questo volevo aggiornare i dirigenti sindacali di Odessa.
Dopo una lunga conversazione Andrej, il Segretario Confederate, mi ha chiesto di seguirlo e mi ha invitato a pranzare con lui con alcuni operai.
Mi hanno offerto pomodori (italiani) ripieni con riso e carne e guarniti con fettine di peperoncino decisamente piccante, inoltre pomodori con un formaggio locale simile alla feta.
Uno degli operai o dei responsabili dei lavori era un ebreo Ucraino ed indossava una kippah.
Non so come ci siamo capiti perché io non conosco il Russo, che a Odessa credo sia la lingua principale, e loro non conoscevano l’italiano e l’inglese non lo parlava decentemente né io né loro.
Andrej sapeva un po’ di Francese che perlomeno somiglia un po’ di più all’italiano dell’Ucraina.
In qualche caso necessario abbiamo utilizzato il traduttore di Google, ma rallenta molto la conversazione.
Soprattutto abbiamo brindato con diversi bicchierini di ottima Vodka per saldare l’amicizia tra il sindacato Italiano e il Sindacato Ucraino che a causa della Legge Marziale non può indire scioperi né organizzare manifestazioni di piazza… insomma è tollerato e, a quanto pare, odiato dalle squadracce fasciste nonostante abbia sempre condannato l’aggressione della Federazione Russa.

La Casa dei Sindacati di Odessa.
Di fronte hanno posizionato dei carriarmati. Una minaccia?