
Perù: la PUCP avvia procedimenti disciplinari contro gli studenti dopo le proteste e non rispetta l’accordo
Pressenza - Wednesday, August 26, 2026La Federazione degli Studenti della Pontificia Università Cattolica del Perù (FEPUC) ha denunciato il mancato rispetto dell’accordo tra gli studenti e le autorità di tale ateneo, sottoscritto lo scorso 21 maggio, dopo nove giorni di mobilitazione e occupazione del primo piano dell’edificio Dintilhac contro la nuova scala delle rette che avrebbe colpito i nuovi studenti.
Lo scorso maggio, gli studenti della PUCP hanno manifestato nel campus universitario contro la decisione dell’università di stabilire una nuova scala delle rette che sarebbe passata da nove (G1 a G9) a quattro scale e quattro livelli di borse di studio (Mac Gregor e Becas Lucet); una modifica che avrebbe penalizzato i futuri studenti di questo ateneo. In quell’occasione si concordò la revoca della misura di forza, secondo un approccio non punitivo nei confronti dei fatti verificatisi.
Nove studenti sottoposti a procedimenti disciplinari
In un comunicato stampa, la FEPUC ha informato che “l’avvio di questi procedimenti disciplinari risulta incompatibile con l’impegno politico raggiunto tra autorità e studenti dopo l’occupazione di Dintilhac”.
Secondo la documentazione ricevuta, i procedimenti disciplinari sono stati richiesti dall’Ufficio di Sicurezza Integrale (OSI) della PUCP, unità dipendente dalla Direzione di Amministrazione e Finanze (DAF) del Vice-Rettorato all’Amministrazione (VRAD) il 15 giugno di quest’anno, vale a dire a meno di un mese dalla sottoscrizione dell’accordo.
Attualmente, la Segreteria Tecnica dei Procedimenti Disciplinari PUCP ha notificato a nove studenti l’apertura di procedimenti disciplinari nei loro confronti per la loro partecipazione alle mobilitazioni contro l’approvazione del nuovo sistema di scale. Inoltre, “questi nove procedimenti si aggiungono ai procedimenti avviati a seguito della mobilitazione realizzata il 30 marzo presso la Facoltà di Giurisprudenza, durante un dibattito elettorale svoltosi nel campus, in segno di rifiuto della presenza dell’allora candidato al Congresso della Repubblica per Renovación Popular, Frank Krklec”.
Il regolamento impedisce una valutazione adeguata dell’esercizio dei diritti fondamentali
L’università giustifica l’apertura di questi procedimenti sulla base delle disposizioni del Regolamento Unificato dei Procedimenti Disciplinari della PUCP (RU), facendo riferimento a fattispecie come la “turbativa dell’ordine pubblico” e la “limitazione della libertà di insegnamento”.
Mentre gli studenti denunciano che l’applicazione del regolamento ha storicamente utilizzato “specifiche disciplinari controverse” che impediscono una valutazione adeguata dell’esercizio di diritti fondamentali come la libertà di espressione, riunione, organizzazione e protesta.
Per la FEPUC e per gli studenti della Católica nel loro complesso, si ritiene che “il dialogo non può essere utilizzato come una pausa mentre si preparano sanzioni. Gli studenti fin dall’inizio del conflitto hanno dimostrato di essere disposti a dialogare. Ora spetta alle autorità dimostrare la loro disponibilità a rispettare quanto concordato, abbandonando qualsiasi soluzione che passi per la persecuzione disciplinare” hanno dichiarato.
Infine, hanno rivolto un appello all’intera comunità affinché si unisca alla loro campagna contro la persecuzione studentesca. “Non permetteremo che protestare, organizzarsi e rappresentare politicamente gli studenti possa diventare motivo di sorveglianza, profilazione o sanzione” hanno concluso.