Perù: la PUCP avvia procedimenti disciplinari contro gli studenti dopo le proteste e non rispetta l’accordo
La Federazione degli Studenti della Pontificia Università Cattolica del Perù
(FEPUC) ha denunciato il mancato rispetto dell’accordo tra gli studenti e le
autorità di tale ateneo, sottoscritto lo scorso 21 maggio, dopo nove giorni di
mobilitazione e occupazione del primo piano dell’edificio Dintilhac contro la
nuova scala delle rette che avrebbe colpito i nuovi studenti.
Lo scorso maggio, gli studenti della PUCP hanno manifestato nel campus
universitario contro la decisione dell’università di stabilire una nuova scala
delle rette che sarebbe passata da nove (G1 a G9) a quattro scale e quattro
livelli di borse di studio (Mac Gregor e Becas Lucet); una modifica che avrebbe
penalizzato i futuri studenti di questo ateneo. In quell’occasione si concordò
la revoca della misura di forza, secondo un approccio non punitivo nei confronti
dei fatti verificatisi.
NOVE STUDENTI SOTTOPOSTI A PROCEDIMENTI DISCIPLINARI
In un comunicato stampa, la FEPUC ha informato che “l’avvio di questi
procedimenti disciplinari risulta incompatibile con l’impegno politico raggiunto
tra autorità e studenti dopo l’occupazione di Dintilhac”.
Secondo la documentazione ricevuta, i procedimenti disciplinari sono stati
richiesti dall’Ufficio di Sicurezza Integrale (OSI) della PUCP, unità dipendente
dalla Direzione di Amministrazione e Finanze (DAF) del Vice-Rettorato
all’Amministrazione (VRAD) il 15 giugno di quest’anno, vale a dire a meno di un
mese dalla sottoscrizione dell’accordo.
Attualmente, la Segreteria Tecnica dei Procedimenti Disciplinari PUCP ha
notificato a nove studenti l’apertura di procedimenti disciplinari nei loro
confronti per la loro partecipazione alle mobilitazioni contro l’approvazione
del nuovo sistema di scale. Inoltre, “questi nove procedimenti si aggiungono ai
procedimenti avviati a seguito della mobilitazione realizzata il 30 marzo presso
la Facoltà di Giurisprudenza, durante un dibattito elettorale svoltosi nel
campus, in segno di rifiuto della presenza dell’allora candidato al Congresso
della Repubblica per Renovación Popular, Frank Krklec”.
IL REGOLAMENTO IMPEDISCE UNA VALUTAZIONE ADEGUATA DELL’ESERCIZIO DEI DIRITTI
FONDAMENTALI
L’università giustifica l’apertura di questi procedimenti sulla base delle
disposizioni del Regolamento Unificato dei Procedimenti Disciplinari della PUCP
(RU), facendo riferimento a fattispecie come la “turbativa dell’ordine pubblico”
e la “limitazione della libertà di insegnamento”.
Mentre gli studenti denunciano che l’applicazione del regolamento ha
storicamente utilizzato “specifiche disciplinari controverse” che impediscono
una valutazione adeguata dell’esercizio di diritti fondamentali come la libertà
di espressione, riunione, organizzazione e protesta.
Per la FEPUC e per gli studenti della Católica nel loro complesso, si ritiene
che “il dialogo non può essere utilizzato come una pausa mentre si preparano
sanzioni. Gli studenti fin dall’inizio del conflitto hanno dimostrato di essere
disposti a dialogare. Ora spetta alle autorità dimostrare la loro disponibilità
a rispettare quanto concordato, abbandonando qualsiasi soluzione che passi per
la persecuzione disciplinare” hanno dichiarato.
Infine, hanno rivolto un appello all’intera comunità affinché si unisca alla
loro campagna contro la persecuzione studentesca. “Non permetteremo che
protestare, organizzarsi e rappresentare politicamente gli studenti possa
diventare motivo di sorveglianza, profilazione o sanzione” hanno concluso.
Redacción Perú