
Se tu sapessi come va a finire
Comune-info - Monday, August 24, 2026
Immagine Rete Yekatit 12-19 FebbraioNel corso di un’intervista concessa a Roger Cohen del New York Times, Giorgia Meloni ha detto una frase su cui vale la pena riflettere: “Clearly if we look at this history today it’s one thing. If we looked at it standing in the midst of it, probably we would have seen it differently, no?“. “Chiaramente, se guardiamo a questa storia oggi è una cosa. Se l’avessimo guardata mentre ci trovavamo nel mezzo, probabilmente l’avremmo vista diversamente, no?”.
Se tu ti fossi trovato a vivere, poniamo, nel 1936, quando Benito Mussolini proclamava trionfalmente la fondazione dell’Impero (tacendo il milione di vittime della guerra italiana in Etiopia) come l’avresti vista? Saresti stato contento di essere italiano, di avere finalmente un bell’Impero, saresti stato orgoglioso di avere ammazzato un milione di neri, no?
In data 5 giugno e 8 luglio 1936, Mussolini aveva telegrafato a Graziani, dal ministero delle Colonie, i seguenti ordini: «Tutti i ribelli fatti prigionieri devono essere passati per le armi» e «Autorizzo ancora una volta V.E. a iniziare e condurre sistematicamente politica del terrore et dello sterminio contro i ribelli et le popolazioni complici stop. Senza la legge del taglione ad decuplo non si sana la piaga in tempo utile. Attendo conferma». Rodolfo Graziani, noto come il macellaio del Fezzan, riconosciuto criminale di guerra dalle Nazioni Unite, condannato dopo la guerra a diciannove anni di reclusione, e poi condonato e liberato dopo solo quattro mesi, aderì nel 1952 al partito di Giorgio Almirante, quello con la fiamma che Giorgia Meloni continua ad esibire.
“Se l’avessimo guardata mentre ci trovavamo nel mezzo, probabilmente l’avremmo vista diversamente, no?” dice la nostra presidente del Consiglio. Ci sarebbe piaciuta, ce la saremmo goduta, avremmo potuto battere le mani e tornare a casa orgogliosi di essere italiani e fascisti, no? Ma se la guardi oggi, be’, allora è un’altra cosa. If you look at this history it’s one thing. Cioè? Oggi come la vediamo quella storia? È semplice, oggi sappiamo com’è andata a finire. È andata a finire che abbiamo ammazzato un milione di neri ma questo non importa, tanto è vero che la Repubblica democristiana e stalinista permise al criminale di guerra Graziani di uscire dal carcere e di iscriversi a un partito di assassini che è il diretto antecedente del partito di Giorgia Meloni. Ma poi è andata a finire che Mussolini seguì quel mattoide di Hitler e la storia finì con mezzo milioni di italiani morti e la distruzione delle città. Finì che l’8 Settembre gli eroi nazionalisti tagliarono la corda oppure si misero dalla parte delle truppe naziste mentre tutto stava per crollare. Gli italiani, che avevano osannato Mussolini quando ordinava di ammazzare gli etiopi, a quel punto si spaventarono un po’ e cambiarono idea, almeno per qualche tempo.
Adesso agli italiani piacciono di nuovo gli assassini. Hanno dimenticato chi era Rodolfo Graziani, hanno dimenticato le leggi razziali, hanno dimenticato il 25 luglio e l’8 settembre. Ma la brava Meloni, inavvertitamente, ci avverte: finché siamo nel mezzo di questa storia è una cosa. Ma poi come va a finire tra un po’? Dovremmo averlo imparato come va a finire quando i nazionalisti sono al potere: va sempre a finire con una catastrofe, con una carneficina, ieri con Hitler, oggi con Zelenskyy, con Putin e con Trump, poco i porta con chi, purché sia l’Occidente.
La presidente ha aggiunto infatti che questa è la sua linea: “Continuo a credere che l’unità dell’Occidente sia molto importante”. Si scrive: unità dell’Occidente, ma si legge: unità della razza bianca dominatrice. L’unità dell’Occidente è l’unità dei colonialisti, degli schiavisti, in nome dei nazionalisti come Hitler e come Churchill, come Stalin e come Putin. Anche oggi la razza bianca dominatrice è in preda a una crisi di demenza senile, e si precipita verso la guerra. Da quale parte (con Zelenski o con Putin?) poco importa. Purché guerra sia, purché l’occidente si copra di gloria, nel prossimo, (forse imminente) 8 Settembre. Non è la prima volta che succede, e neppure la seconda. Ma questa volta potete starne certi: non avrete il tempo di ripensarci.
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