Tag - colonialismo

Ebola e il neocolonialismo sanitario degli Usa
Washington ha ottenuto da Nairobi la disponibilità a ospitare una struttura di quarantena destinata a cittadini Usa che provengono dalla Repubblica Democratica del Congo e che potenzialmente sarebbero esposti al virus di Ebola. Una scelta che ha provocato proteste popolari, ricorsi alla magistratura e accuse di neocolonialismo sanitario. Il diritto alla salute, infatti, è un bene universale, non una merce da negoziare secondo il peso economico o geopolitico. Se la tutela della salute è un diritto umano, non può trasformarsi in una sorta di esportazione del pericolo verso chi dispone di minori strumenti per far sentire la propria voce. Per questo le proteste dei cittadini kenyani non riguardano soltanto la paura del contagio. Esprimono il rifiuto di una logica antica e mai del tutto scomparsa: quella per cui i Paesi ricchi decidono e quelli poveri subiscono. Una logica che ricorda, in forme nuove, rapporti di dominio che il mondo dovrebbe avere archiviato da tempo. La lotta contro Ebola richiede piuttosto cooperazione internazionale, condivisione delle responsabilità e solidarietà. Non può basarsi sull’idea che alcuni popoli siano chiamati a sopportare rischi che altri non intendono assumere. La dignità umana non conosce confini e la vita di un kenyano vale quanto quella di un americano.   Redazione Italia
June 9, 2026
Pressenza
Il problema é il sionismo, non solo Netanyahu: presidio a Torino
Oggi, lunedì 8 giugno h17 (Corso Inghilterra 7) Torino per Gaza ha organizzato una contestazione dell’evento organizzato da “Sinistra per Israele”. “Domani contesteremo l’ennesimo evento vergognoso, partecipato da ipocriti parolai che provano a riabilitare Israele, cancellando con un colpo di spugna i suoi crimini storici. […] La Palestina lotta per la fine dell’occupazione, il diritto al ritorno e la giustizia storica. Questo processo di liberazione non può che iniziare con il riconoscere che Israele non è uno stato democratico, bensì un regime coloniale.” dal comunicato di Torino per Gaza Parlare ancora oggi di “due popoli, due Stati” e sostenere che Netanyahu sia l’unico problema significa mistificare la realtà del progetto sionista coloniale, razzista ed estrattivista, finalizzato alla pulizia etnica del popolo palestinese e di tutti quei territori, come il Libano, che si oppongono al progetto coloniale della Grande Israele. Dopo oltre due anni di genocidio a Gaza, che continua ancora oggi attraverso i bombardamenti, l’affamamento deliberato della popolazione, l’ingresso discontinuo dei beni di prima necessità e i progetti di sfruttamento e speculazione nella Striscia, fino alla riproposizione delle stesse dinamiche di occupazione e devastazione in Libano, continuare a sostenere queste retoriche false e faziose significa essere complici di quanto accade in Medio Oriente e del mantenimento di uno stato di violenza, oppressione e privazione dei diritti che continua a colpire il popolo palestinese. Ne abbiamo parlato con Sara di Torino per Gaza
Francia. Abolito il “codice nero”… dopo 341 anni!
Della storia di un Paese che ha impiegato 341 anni per togliere dal proprio diritto un testo che dichiarava gli esseri umani “biens meubles” (beni mobili), come un tavolo, come un bue, come un campo di canna da zucchero. Un testo che stabiliva con la precisione burocratica di un contabile […] L'articolo Francia. Abolito il “codice nero”… dopo 341 anni! su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano
Dal «muro di ferro» di Jabotinsky alle tombe di Gaza: le alleanze fasciste del sionismo
Il sionismo non è mai stato un semplice movimento per la fuga degli ebrei dalla persecuzione. È emerso alla fine del XIX secolo come un’ideologia d’insediamento coloniale tipica dell’Europa occidentale, plasmata dalla stessa logica imperiale che si è spartita l’Africa e l’Asia. I pensatori-fondatori del sionismo (Theodor Herzl, Max Nordau […] L'articolo Dal «muro di ferro» di Jabotinsky alle tombe di Gaza: le alleanze fasciste del sionismo su Contropiano.
June 5, 2026
Contropiano
Mobilitazione nazionale contro remigrazione, razzismo e sfruttamento lavorativo
Nella data di domenica 24 maggio, si sono riuniti a Roma al Cinema L’Aquila decine di lavoratori immigrati e di rappresentanti di diverse comunità straniere presenti in Italia. L’assemblea ha concordato sulla necessità di una lotta organizzata contro sfruttamento, discriminazioni e il razzismo che vorrebbero dilagare in Italia e in Europa. La consapevolezza dei lavoratori immigrati di essere protagonisti della vita sociale, politica ed economica di questo Paese ha caratterizzato l’assemblea, nella quale sono state discusse le criticità di questo sistema capitalista che rapina i territori di provenienza dei lavoratori immigrati e che al tempo stesso li sfrutta e ricatta quando questi emigrano in Italia e in Europa alla ricerca di una vita migliore. L’assemblea ha portato al lancio di alcune proposte concrete, a partire da una mobilitazione diffusa sul territorio nazionale il 13 giugno, data in cui alcune organizzazioni fasciste stanno organizzando un corteo nazionale a Roma per la remigrazione e a cui ci opporremmo per ribadire il no alla remigrazione e il sì alla regolarizzazione di tutti i lavoratori e lavoratrici presenti sul territorio nazionale. Di seguito il testo di proposta prodotto dall’assemblea: Nel ricordo di SAKO BAKARI, SOUMALIA SACKO, ABDEL SAALAM, MOUSSA DIARRA, SATMAN SINGH, DAOUDA DIANE, BALA SAGOR  uccisi sul lavoro, uccisi da criminali italiani, uccisi perché stranieri. Oggi 24 maggio si sono riuniti a Roma decine di lavoratori migranti e di rappresentanti delle diverse comunità straniere in Italia, l’assemblea ha concordato che di fronte alla pericolosa azione razzista e fascista portata avanti con la proposta di legge popolare sulla remigrazione presentata da CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads, e Brescia ai Bresciani tutti i lavoratori stranieri devono rivendicare con forza il riconoscimento in Italia di tutti i diritti previsti, dalla cittadinanza alla al riconoscimento rapido del permesso di soggiorno, dal diritto alla casa, al diritto alla salute che sempre più negli anni i governi italiani hanno reso complicato e difficile. Siamo lavoratori e lavoratrici, produciamo ricchezza per questo paese, raccogliamo il cibo che arriva sulle vostre tavole, assistiamo i vostri familiari, lavoriamo nei magazzini e nei cantieri per portare merci e costruire case, vi serviamo nei negozi, nei ristoranti, vi portiamo il pranzo a casa. Siamo veramente stufi. Vogliamo i nostri diritti, volgiamo essere regolarizzati! Basta discriminazioni, basta file per ottenere i documenti, basta attese e diritti negati. Abbiamo più volte denunciato le modalità con cui veniamo trattati dalle istituzioni, Comuni, Commissariati, Uffici Immigrazione, Prefetture: ovunque file e ritardi che incidono sulla vita quotidiana, espressione di un razzismo istituzionale che ci condanna all’invisibilità, dentro un sistema non solo inefficace ma profondamente iniquo, pensato per negare diritti anziché garantirli. Dobbiamo invertire la tendenza esistente in questo paese e in Europa, dobbiamo respingere le politiche della remigrazione, e ridare dignità e rispetto a tutti noi. Regolarizzazione rapida di tutti i lavoratori presenti. Permesso di soggiorno per ricerca di lavoro. Diritto alla casa, alla residenza e alla cittadinanza in 5 anni. Per questo invitiamo tutti i lavoratori stranieri, tutti i cittadini italiani, tutte le Comunità straniere, tutte le associazioni democratiche, antirazziste, antifasciste Ad unirsi alla giornata di lotta contro la REMIGRAZIONE E PER LA IMMEDIATA REGOLARIZZAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI STRANIERI, a partecipare alla giornata nazionale di lotta contro la REMIGRAZIONE organizzando in ogni città manifestazioni di protesta contro ogni forma di razzismo istituzionale. IL 13 GIUGNO ORGANIZZIAMO INIZIATIVE DI PROTESTA IN OGNI CITTA’. L’Unione Sindacale di Base aderisce e promuove iniziative in ogni città per rispondere con la forza della solidarietà a questo ennesimo attacco fascista. Unione Sindacale di Base
May 26, 2026
Pressenza
Dio non è mica obbligato
di Mauro Armanino Tra bambini soldato, Tabaski e guerre dimenticate: il racconto di un’Africa in cui fede, violenza e sopravvivenza convivono sotto lo sguardo di un Dio che non promette …
Per un’immaginazione femminista anticoloniale: intrecciare le …
… le radici contro capitalismo e patriarcato Riprendiamo, per gentile concessione di autrice e editore, un interessante “saggio” di Alice Salimbeni da Machina  C’è una rimozione che attraversa l’Europa – e l’Italia – come una ferita mal cicatrizzata: l’idea di essere «oltre» il colonialismo, di averlo relegato altrove, in un tempo e, soprattutto, in uno spazio che non ci riguarda