
Hussam Abu Safiya: impedita la visita del deputato israeliano Ahmad Tibi
Pressenza - Friday, August 21, 2026Un nuovo grave aggiornamento riguarda il dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza, detenuto dalle autorità israeliane dal 27 dicembre 2024 senza accusa né processo.
Secondo quanto comunicato dal suo ufficio, il deputato della Knesset Ahmad Tibi aveva chiesto formalmente di poter visitare Abu Safiya per verificarne le condizioni di salute e di detenzione. Il Servizio Penitenziario israeliano ha però respinto la richiesta.
Tibi aveva presentato la domanda dopo aver assistito a un’udienza della Corte Suprema israeliana relativa al ricorso per la liberazione di Abu Safiya.
«Impedirmi di incontrare il dottor Hussam Abu Safiya è una decisione puramente politica», ha dichiarato Tibi, ricordando che Abu Safiya fu arrestato dopo essere rimasto accanto ai propri pazienti durante una delle fasi più drammatiche vissute dal sistema sanitario di Gaza.
Il nuovo diniego si aggiunge a quello già opposto dal Servizio Penitenziario israeliano alla richiesta di Physicians for Human Rights Israel (PHRI) di far visitare Abu Safiya da un medico indipendente. Di fronte a quel rifiuto, PHRI ha presentato un ricorso urgente al Tribunale Amministrativo israeliano affinché venga autorizzata una valutazione medica indipendente delle sue condizioni.
Questa successione di dinieghi accresce ulteriormente la preoccupazione per lo stato di salute di Abu Safiya e per l’impossibilità finora di una verifica esterna e indipendente delle sue reali condizioni.
Tibi ha inoltre denunciato il recente arresto della ginecologa e ostetrica palestinese Dima Barqat e ha richiamato l’attenzione sulla detenzione di numerosi altri operatori sanitari palestinesi.
Il caso di Hussam Abu Safiya non è isolato. Il ricorso sostenuto da PHRI riguarda anche altri 13 medici palestinesi di Gaza detenuti senza accusa né processo.
Continuiamo a chiedere con forza:
- la liberazione del dottor Hussam Abu Safiya e degli altri 13 medici detenuti;
- l’accesso immediato a una valutazione medica indipendente;
- il rispetto dei diritti fondamentali delle persone detenute;
- la protezione del personale sanitario.
Ogni firma contribuisce a mantenere alta l’attenzione e a rafforzare la richiesta rivolta alle istituzioni italiane e internazionali.
Condividete la petizione e invitate altri ad aderire.