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Milano, a rischio centinaia di alberi del Parco Agricolo Ticinello
Siamo il Comitato difesa ambiente zona 5 di Milano. Siamo venuti a conoscenza di un piano comunale che prevede l’abbattimento complessivo di 150 alberi nel Parco del Ticinello. Tra i moltissimi alberi che verranno abbattuti, ci sono tutti i lunghi filari di pioppi che caratterizzano il parco. Questo piano che viene presentato come “sostituzione di alberi vetusti” verrà attuato nei prossimi mesi. E’ previsto l’abbattimento di  circa  150  alberi, ma dai dati tecnici del Comune emerge che le piante realmente in classe di stabilità D (l’unica che giustifica l’abbattimento) sono solo 42, mentre le altre potrebbero ancora garantire ombra e servizi ecosistemici per diversi anni o sono addirittura prive di criticità evidenti, in piena salute. Dai documenti emergerebbe anche una seconda tranche altrettanto invasiva. Il piano prevede inoltre la sostituzione di questi alberi, che sono soprattutto pioppi adulti, con chiome ampie e ombreggianti, con piccole querce che impiegheranno molti anni prima di offrire un beneficio climatico paragonabile, se sopravvivono. Tale intervento comporterebbe la distruzione dell’infrastruttura climatica naturale del parco (ombra, traspirazione fogliare, raffrescamento diffuso), oltre una grave perdita di habitat per l’avifauna che utilizza questi alberi per nidificazione e rifugio. Il drammatico cambiamento ambientale e del paesaggio colpirebbe tutti, soprattutto le fasce più fragili della popolazione. Facciamo notare al Comune che non può trattare questo progetto come un “piano di manutenzione”. Quest’opera è un’alterazione dell’ecosistema: si configura come una trasformazione ambientale perché cambia in modo significativo lo stato, la funzione e l’equilibrio del Ticinello, producendo effetti reversibili solo nel lunghissimo periodo. Abbiamo lanciato una raccolta firme che vi chiediamo di sottoscrivere e divulgare, con la quale chiediamo che l’intervento in toto venga eliminato ed avviato un urgente confronto pubblico, considerando che la documentazione ad oggi non è ancora stata condivisa. In due giorni abbiamo raccolto un migliaio di firme e stiamo organizzando una serie di eventi di sensibilizzazione e mobilitazione. Cominciamo il 24 ottobre con una passeggiata nel parco Ticinello dalle ore 15, con ritrovo all’ingresso del parco in via Dudovich. Email: comitato.difesa.ambiente.zona.5@gmail.com Fb: Comitato difesa ambiente zona 5  https://www.instagram.com/comitatodifesambiente/   Redazione Milano
October 14, 2026
Pressenza
Curare non è un crimine. Incontro sul dottor Hussam Abu Safiya e i medici palestinesi detenuti
Mercoledì 7 ottobre 2026 – ore 19.00 Casa del Volontariato di Roma Via Galilei 53, Roma Il 7 ottobre Medici per i Diritti Umani (MEDU) promuove un incontro pubblico con la partecipazione di una delegazione di Physicians for Human Rights Israel (PHRI) sulla situazione del dottor Hussam Abu Safiya e degli altri medici palestinesi detenuti da Israele. PHRI è direttamente impegnata nella tutela dei medici detenuti e ne segue da vicino le condizioni sanitarie e detentive. La presenza della delegazione a Roma offrirà l’occasione per ascoltare una testimonianza diretta da parte di chi è in prima linea per la loro liberazione, oltre che per conoscere gli ultimi aggiornamenti sulla loro situazione. L’incontro si inserisce nella campagna “Curare non è un crimine”, avviata da MEDU per mobilitare la comunità sanitaria italiana e che ha raccolto oltre 9.000 adesioni alla richiesta di liberazione dei 14 medici palestinesi detenuti da Israele. Il confronto affronterà anche la drammatica situazione dell’accesso alle cure nella Striscia di Gaza. PHRI denuncia da tempo come le restrizioni imposte da Israele, gli ostacoli alle evacuazioni mediche e il progressivo smantellamento del sistema sanitario abbiano gravemente compromesso le possibilità per migliaia di pazienti di ricevere trattamenti essenziali, spesso disponibili soltanto fuori dalla Striscia. Proteggere chi cura e garantire il diritto alle cure sono due dimensioni inseparabili della stessa emergenza. La detenzione dei medici e gli ostacoli all’accesso alle cure contribuiscono direttamente a indebolire un sistema sanitario già devastato: liberare il personale sanitario detenuto e garantire evacuazioni mediche regolari significa restituire alla popolazione palestinese una possibilità concreta di cura. Intervengono: Mays Medleg,  Head of International Advocacy e International Spokeswoman Physicians for Human Rights Israel (PHRI) Imran Anati, Researcher and Project Coordinator Physicians for Human Rights Israel (PHRI) Ilaria Masinara, Direttrice dell’Ufficio Campagne di Amnesty International Alberto Barbieri,  Medico, Coordinatore generale di Medici per i Diritti Umani (MEDU) Yousef Salman, Medico, Presidente della Comunità Palestinese di Roma e del Lazio e rappresentante della Mezzaluna Rossa Palestinese in Italia Michele Cozzolino, Consulente per le relazioni istituzionali della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) Modera: Marco Zanchetta, Presidente di Medici per i Diritti Umani Petizione “Curare non è un crimine” mediciperidirittiumani.org https://www.facebook.com/MEDUonlus/   Redazione Roma
October 5, 2026
Pressenza
Lunedì 28 settembre in piazza in tutta Italia parte la raccolta firme per la petizione “La Conoscenza Non Marcia”
È PARTITA LA PETIZIONE “LA CONOSCENZA NON MARCIA”. Rilanciamo il post perchè da più parti ci è stata segnalata la mancanza del numero di petizione sulle locandine, oltre agli innumerevoli problemi incontrati nella firma (il sito non funziona bene: bisogna provare più di una volta) LUNEDÌ, 28 SETTEMBRE IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA PARTE LA RACCOLTA FIRME PER LA PETIZIONE POPOLARE “LA CONOSCENZA NON MARCIA” Vogliamo scuole e università fuori dal complesso militare-industriale: stop alle collaborazioni con industrie belliche, con la NATO, con Paesi che attuano genocidio e pulizia etnica. Un organo di controllo indipendente su ogni accordo tra istituzioni educative e soggetti pubblici o privati. L’obiezione di coscienza per chi rifiuta di partecipare a corsi, gite o progetti di ricerca legati alla guerra, senza conseguenze sul proprio percorso. Qui le piazze in cui si raccoglieranno le firme…in aggiornamento! FIRMA ANCHE TU E ATTIVA ANCHE NELLA TUA CITTÀ UN BANCHETTO PER LA RACCOLTA DELLE FIRME. Per firmare online, clicca sul link di seguito, accedi e cerca la petizione n.1536: https://petizionionline.camera.it/petizioni/web/home.html Di seguito pubblichiamo il materiale per i banchetti (Petizione in pdf, foglio firme, volantino a colori e B/N). PETIZIONE MODULI FIRMEDownload petizione con logoDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“La Conoscenza Non Marcia”. Il 28 si parte con la petizione in tutte le piazze
Il 28 settembre nelle piazze in tutta Italia comincerà la raccolta firme per la petizione popolare “La Conoscenza Non Marcia”. A promuoverla è la rete “La conoscenza non marcia”, una campagna di scopo contro la militarizzazione del mondo della formazione, che negli ultimi mesi ha riscosso non poco successo in […] L'articolo “La Conoscenza Non Marcia”. Il 28 si parte con la petizione in tutte le piazze su Contropiano.
September 22, 2026
Contropiano
La petizione de “La conoscenza non marcia” si può ora firmare
Per firmare la petizione de “La conoscenza non marcia“, clicca sul seguente link, autenticati tramite SPID e cerca la petizione n.1536. https://petizionionline.camera.it/petizioni/web/home.html Ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione, ogni cittadino può «rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità». Ai sensi dell’art. 109 del Regolamento della Camera dei deputati poi, ogni petizione «viene esaminata dalle Commissioni competenti e l’esame in Commissione può concludersi con una risoluzione diretta ad interessare il Governo alle necessità esposte nella petizione ovvero con una decisione di abbinamento con un eventuale progetto di legge all’ordine del giorno». Riportiamo i tre strumenti che la petizione chiede alla Camera dei Deputati di riconoscere e normare: 1. VIETARE COLLABORAZIONI tra istituzioni scolastiche e accademiche e il complesso militare-industriale: * progetti di didattica, ricerca e Terza missione con industrie belliche, con istituzioni (incluse università) di Paesi che attuano genocidio, oppressione coloniale, segregazione e pulizia etnica (come Israele), e con organizzazioni internazionali (es. NATO) che alimentano guerre e riarmo; * partecipazione di docenti a organizzazioni militari o legate all’industria bellica (es. Med-Or); * finanziamenti e partnership con aziende belliche e con realtà che collaborano con governi violatori del diritto internazionale; * corsi, master, scuole di specializzazione, eventi didattici e di orientamento in università e scuole in collaborazione con forze armate e forze dell’ordine, che devono restare fuori dal sistema educativo; * eventi con forze armate e con forze dell’ordine dentro le scuole su tematiche educative che esulano dai loro compiti specifici. 2. costituire un ORGANO DI CONTROLLO E SUPERVISIONE nelle istituzioni dell’istruzione scolastica e universitaria di ogni ordine e grado e negli enti di ricerca, per monitorare, rendere pubblici e intervenire in merito a qualsiasi accordo, partnership, iniziative di scambio, protocolli di intesa e su ogni aspetto etico che riguarda le azioni di atenei, scuole o enti di ricerca in rapporto con altri enti pubblici o privati. Tale organo, da costituirsi necessariamente composto da figure indipendenti al fine di garantirne la credibilità, deve poter essere interpellato mediante meccanismi di partecipazione democratica sia dalla componente studentesca che dal personale (docente e non docente). 3. garantire l’OBIEZIONE DI COSCIENZA nelle scuole, nelle università e negli enti di ricerca, per consentire, in protezione da qualunque controllo del potere esecutivo e dalla ‘gerarchia interna’ (incluso un pregiudizio sul lavoratore), il rifiuto di mansioni legate al complesso militare-industriale e il settore della difesa: gite in basi militari, collaborazioni universitarie con il comparto bellico, accordi di ricerca. Il docente, ricercatore, personale amministrativo potrà, in coerenza con l’obiezione di coscienza prevista dalla legge, astenersi dall’attività se nel suo dipartimento/ scuola/ centro/ facoltà venga organizzata un’iniziativa bellica. Lo studente potrà rifiutare di partecipare a corsi o ad incontri comunque finalizzati alla logica della guerra senza che da tale rifiuto derivi alcun pregiudizio al proprio andamento scolastico o universitario. Da giovedì 28 settembre i banchetti sono nelle piazze di tutta Italia. Firma anche tu! Antropolog3 per la Palestina (PROMOTORE) Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (PROMOTORE) Cambiare Rotta (PROMOTORE) Sanitari per Gaza (PROMOTORE) USB P.I. – Università (PROMOTORE) USB P.I. – Scuola (PROMOTORE) CUB – SUR Accademiche e accademici italo palestinesi Movimento studenti palestinesi in Italia UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese Comunità Palestinese di Roma e del Lazio Centro Culturale Handala Ali – Napoli BDS Italia Rete antisionista e anticolonialista per la Palestina Antonio Mazzeo – militante antimilitarista e autore Alessandro Ferretti – fisico, docente PoliTo FISI SSB scuola Docenti per Gaza CALP – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali Movimento per il diritto all’abitare – Roma Rete dei comunisti Potere al Popolo Coordinamento NO NATO Coordinamento per il boicottaggio di Israele – Pisa Coordinamento Palestina Rieti Collettivo Studentesco Corto Circuito – Rieti Sociologia di posizione Emancipatory Social Science Assemblea precaria Firenze Cobas Scuola Firenze Cobas scuola Puglia Cobas Scuola Sicilia Cobas scuola Umbria Cobas scuola Ancona Cobas scuola Cagliari Cobas scuola Como Cobas scuola Genova Cobas scuola Grosseto Cobas scuola Macerata Cobas scuola Varese Coordinamento no Nato – Firenze Assemblea antimilitarista Firenze Scuole non Caserme No comando NATO CUIR – Coordinamento Universitario in Rivolta – Palermo Comitato Solidarietà con la Palestina in Terzo RUP – Rete Università per la Palestina Rifondazione Comunista – Rieti Comitato Sapienza Per la Palestina Comitato promotore Ingegneria – Sapienza Ex collettivo di Fabbrica GKN SDS Studenti di Sinistra – Firenze Scuole per la Palestina Studentxlapalestina -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. 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I GENITORI MONTANI DISAGIATI – VAL DI SUSA SI MOBILITANO PER LA PRESENZA DI PEDIATRI SUL TERRITORIO
Ai nostri microfoni Anna Pierro, del “Comitato genitori montani disagiati della Val Susa”, che ha lanciato una petizione che richiede il ripristino di una presenza stabile di pediatri nel territorio. La petizione “Salviamo la sanità dei bambini in Valle di Susa” ha messo nero su bianco una serie di obiettivi per migliorare la vita delle famiglie con bambini che si vedono costrette, in molti casi, a spostamenti fino a 50-60 chilometri per raggiungere il pediatra più vicino. Ad oggi, la petizione ha raccolto 2865 firme.  Vivere in montagna non può significare avere meno diritti, soprattutto quando si parla della salute dei più piccoli. È con questo spirito che il nostro comitato informale, costituito lo scorso 7 agosto, si è messo in gioco.
September 16, 2026
Radio Blackout
Autistici/Inventati presenta ricorso verso Banca Etica: “non chiudeteci il conto”
Il collettivo informatico Autistici/Inventati, nei giorni scorsi, ha dichiarato chiusa la propria esperienza dopo 25 anni di servizi digitali liberi, a causa dell’editto Trump /Rubio del 26 agosto 2026, con cui gli Usa hanno bollato la stessa A/I come un’organizzazione “terroristica”, all’interno della caccia alle streghe della Casa Bianca contro il (presunto) “movimento Antifa“. Ora A/I […] L'articolo Autistici/Inventati presenta ricorso verso Banca Etica: “non chiudeteci il conto” su Contropiano.
September 15, 2026
Contropiano
Il Fatto Quotidiano: “La conoscenza non marcia”: la battaglia per separare l’istruzione dall’industria bellica
DI VIRGINIA DELLA SALA SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 4 SETTEMBRE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto dalla Virginia Della Sala, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 4 settembre 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alla presentazione della petizione La conoscenza non marcia. «Vietare le collaborazioni tra scuole, università e industria militare, creare organismi indipendenti che controllino accordi e partnership e garantire a studenti, docenti e ricercatori il diritto all’obiezione di coscienza. Sono i tre punti centrali della petizione popolare lanciata dalla campagna “La Conoscenza Non Marcia”, che punta a portare alla Camera una proposta di intervento legislativo per separare il sistema dell’istruzione e della ricerca dalla crescente integrazione con il settore della Difesa. A chiederlo, nel corso di una manifestazione davanti a Montecitorio a Roma, sono stati Usb, Cambiare Rotta, Osa e l’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’università…continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lanciata la petizione: Per un’istruzione e una ricerca libere dalla militarizzazione
SI È TENUTA IERI POMERIGGIO A ROMA LA CONFERENZA STAMPA DI LANCIO DELLA CAMPAGNA “LA CONOSCENZA NON MARCIA”. DA METÀ SETTEMBRE, HANNO CHIARITO LE REALTÀ DI STUDENTI, STUDENTESSE, DOCENTI, RICERCATRICI E RICERCATORI, CONTESTUALMENTE ALLA RIPARTENZA DELL’ANNO SCOLASTICO E ACCADEMICO, PARTIRÀ LA RACCOLTA FIRME A SOSTEGNO DELLA PETIZIONE POPOLARE CHE CHIEDE IL DIVIETO DI COLLABORAZIONE TRA ISTRUZIONE E FILIERA MILITARE INDUSTRIALE, IL RICONOSCIMENTO DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA E LA ISTITUZIONI DI OSSERVATORI INDIPENDENTI IN ISTITUTI SCOLASTICI E ATENEI. Sintesi Vietare ogni collaborazione della scuola e dell’università con il complesso militare-industriale per favorire un’istruzione libera dalla guerra in senso ampio, sia in termini di ricerca e sviluppo di tecnologie e conoscenze a fini bellici, sia in termini educativi, sociali e culturali. Garantire, nel mondo dell’istruzione e della ricerca, il diritto ad esprimere il proprio dissenso per i propri convincimenti morali, filosofici o religiosi, e di rifiutare di effettuare la propria prestazione lavorativa se questa è connessa direttamente o indirettamente con le armi e la guerra, in linea con il ripudio costituzionale della guerra. Oggetto: Petizione popolare ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione italiana – Per un’istruzione e una ricerca libere dalla militarizzazione (promossa dalla campagna La Conoscenza Non Marcia). I sottoscritti cittadini italiani, mediante la presente petizione redatta ai sensi dell’art. 50 della Costituzione e dell’art. 109 del Regolamento della Camera dei Deputati, intendono sottoporre alla Camera dei Deputati la seguente richiesta di intervento legislativo. Premesso che Politiche e interessi economici orientano sempre più il mondo dell’istruzione, dell’università e della ricerca verso un’economia e cultura militarizzata. Questa deriva mette a rischio il principio costituzionale che richiede all’Italia di ripudiare la guerra (Art. 11), nonché la natura civile della scuola e dell’università come fondamento di democrazia e di costruzione della pace. Da tempo la ricerca è entrata a far parte del cosiddetto complesso militare-industriale, l’insieme di istituzioni, forze armate, aziende e investitori che producono armi, saperi e servizi a fini militari. In un’inchiesta di Altraeconomia dell’ottobre 2025 svolta in 31 atenei, la maggior parte di essi aveva accordi con varie aziende militari, tra le quali spicca Leonardo S.p.a., la partecipata dello Stato e 13° azienda di armamenti al mondo, oltre che fornitore della marina israeliana: in dettaglio, 23 atenei avevano accordi con Leonardo, 20 con Thales-Alenia Space S.p.a., 8 con il colosso dei missili terra-aria MBDA). Il Piano Europeo di Riarmo da 800 miliardi euro propone di aumentare in maniera decisiva le sinergie tra militare e civile, compreso scuola e università, per il rilancio dell’industria europea in chiave miliare. Si promuove così warfare come collante dell’Europa, a discapito del welfare. L’Italia si sta attrezzando di conseguenza. Secondo il Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa – Triennio 2025-2027 si dovrebbe avviare, come ha spiegato il proponente Ministro della Difesa Crosetto “Defence Summit” organizzato da IlSole24Ore a fine 2025: «un modello in cui industria, università, ricerca, difesa sono tutt’uno. I centri sperimentali di Esercito, Marina, Aeronautica devono stare insieme all’università». La questione è ribadita nel documento programmatico pluriennale per la difesa – Triennio 2025-2027 del Governo della Repubblica italiana: “Ricerca e sviluppo. Le attività di ricerca scientifica e tecnologica sono coordinate dalla Direzione nazionale degli armamenti e includono il Piano nazionale della ricerca Militare (PNRM), i progetti dei Centri test della Difesa, gli accordi con università e i programmi di cooperazione a livello Ue, NATO e internazionale (tra cui sono citati quelli in ambito Agenzia europea della difesa, Fondo europeo della difesa, NATO Science and Technology Organization, DIANA e NATO Innovation Fund). Fino al 2039 sono previsti fondi per 1.5 miliardi di euro, di cui il 75% per programmi di cooperazione.” La “Cittadella dell’Aerospazio” di Torino è tra le sperimentazioni più emblematiche. Si tratta di un progetto della NATO denominato DIANA (Defence Innovation Accelerator North Atlantic) per lo sviluppo di tecnologie a doppio uso (civile e militare). Coinvolge Leonardo e il Politecnico di Torino (in violazione allo statuto d’Ateneo). Viene sostenuto dalle istituzioni locali come opportunità di sviluppo territoriale sulle ceneri del settore automobilistico. Sul sito del comune di Torino si legge: “Facendo leva sulla collaborazione tra Leonardo e il Politecnico, si creerà un sistema interconnesso dove coesistono l’accademia, la ricerca e i laboratori di sviluppo tecnologico, le start up e le piccole medie imprese, e la grande impresa” (citato in questo articolo di Internazionale). Il modello torinese trova applicazione in progetti come il Rome Technopole, che unisce atenei del Lazio, enti locali e colossi bellici (Leonardo, Thales Alenia Space, MBDA). Nei territori con basi militari, la NATO si radica stipulando accordi con le università per tirocini nei comandi, attività didattiche gestite da militari, visite guidate e PCTO nelle basi. La presenza atlantica orienta inoltre la ricerca e la didattica attraverso programmi specifici come il NATO SPS Programme, il NATO Model Event dell’università di Bologna o l’esercitazione “Mare Aperto”, condotta con la Marina Militare e circa 14 atenei. L’integrazione tra istruzione e settore militare punta, inoltre, a normalizzare la guerra agendo con forza sul piano simbolico e valoriale ad ogni ordine scolastico, dall’infanzia agli ITS. Tra i vari documenti, la Risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2025 del Parlamento europeo, sull’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune, all’articolo 167 chiede: di mettere a punto programmi di formazione dei formatori e di cooperazione tra le istituzioni di difesa e le università degli Stati membri dell’UE, quali corsi militari, esercitazioni e attività di formazione con giochi di ruolo per studenti civili. Oltre che in varie dichiarazioni ufficiali, forme d’intervento in tal senso sono già molteplici nelle scuole e università italiane, come documenta l’Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università: progetti formativi (dalla legalità al cyberbullismo) affidati a militari anziché a pedagogisti; visite in caserma, alzabandiera e cerimonie ufficiali; stage e PCTO con forze armate o industrie belliche; giornate di orientamento e reclutamento. Casi emblematici includono il primo liceo digitale a Roma guidato da docenti Leonardo, i corsi di inglese ed educazione alimentare tenuti da personale NATO e US Navy, e i moduli STEM promossi da Leonardo tramite principali case editrici (Treccani, Mondadori), penetrando così direttamente nell’editoria scolastica. A fronte della spinta militarista che li coinvolge, alcuni atenei e scuole si stanno tutelando per mantenere fede al ripudio costituzionale della guerra (Art. 11) e la missione civile del mondo dell’istruzione e della ricerca. Nel 2025, per esempio, l’Università di Pisa ha modificato lo Statuto introducendo il divieto di partecipazione a qualsiasi progetto finalizzato allo sviluppo di armamenti bellici. Considerato che L’articolo 11 della Costituzione impone alla Repubblica di ripudiare la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, promuovendo la pace e la giustizia fra le Nazioni; I SOTTOSCRITTI, PROMOTORI DELLA CAMPAGNA “LA CONOSCENZA NON MARCIA”, CHIEDONO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DI APPROVARE LE SEGUENTI PROPOSTE: 1. VIETARE COLLABORAZIONI, tramite opportune misure normative, tra istituzioni scolastiche e accademiche e il complesso militare-industriale: progetti di didattica, ricerca e Terza missione con industrie belliche, con istituzioni (incluse università) di Paesi che attuano genocidio, oppressione coloniale, segregazione e pulizia etnica (come Israele), e con organizzazioni internazionali (es. NATO) che alimentano guerre e riarmo; partecipazione di docenti a organizzazioni militari o legate all’industria bellica (es. Med-Or); finanziamenti e partnership con aziende belliche e con realtà che collaborano con governi violatori del diritto internazionale; corsi, master, scuole di specializzazione, eventi didattici e di orientamento in università e scuole in collaborazione con forze armate e forze dell’ordine, che devono restare fuori dal sistema educativo; eventi con forze armate e con forze dell’ordine dentro le scuole su tematiche educative che esulano dai loro compiti specifici. 2. costituire un ORGANO DI CONTROLLO E SUPERVISIONE nelle istituzioni dell’istruzione scolastica e universitaria di ogni ordine e grado e negli enti di ricerca, per monitorare, rendere pubblici e intervenire in merito a qualsiasi accordo, partnership, iniziative di scambio, protocolli di intesa e su ogni aspetto etico che riguarda le azioni di atenei, scuole o enti di ricerca in rapporto con altri enti pubblici o privati. Tale organo, da costituirsi necessariamente composto da figure indipendenti al fine di garantirne la credibilità, deve poter essere interpellato mediante meccanismi di partecipazione democratica sia dalla componente studentesca che dal personale (docente e non docente). 3. garantire l’OBIEZIONE DI COSCIENZA nelle scuole, nelle università e negli enti di ricerca, per consentire, in protezione da qualunque controllo del potere esecutivo e dalla ‘gerarchia interna’ (incluso un pregiudizio sul lavoratore), il rifiuto di mansioni legate al complesso militare-industriale e il settore della difesa: gite in basi militari, collaborazioni universitarie con il comparto bellico, accordi di ricerca. Il docente, ricercatore, personale amministrativo potrà, in coerenza con l’obiezione di coscienza prevista dalla legge, astenersi dall’attività se nel suo dipartimento/ scuola/ centro/ facoltà venga organizzata un’iniziativa bellica. Lo studente potrà rifiutare di partecipare a corsi o ad incontri comunque finalizzati alla logica della guerra senza che da tale rifiuto derivi alcun pregiudizio al proprio andamento scolastico o universitario. Tutte le info su www.laconoscenzanonmarcia.com Facebook: La Conoscenza Non Marcia Mail: info@laconoscenzanonmarcia.com https://www.instagram.com/p/DcyZrZ-DeAe/?igsi=aGZ5b3oyZ2I3N2Q4 -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Il Fatto Quotidiano: “Una legge per dividere istruzione e difesa”
DI REDAZIONE SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 29 AGOSTO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto dalla Redazione, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 29 agosto 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alla presentazione della petizione La conoscenza non marcia. «La richiesta di una legge nazionale e una petizione per vietare ogni collaborazione tra scuola, università, ricerca e filiera militare, pubblica e privata: l’iniziativa “La conoscenza non marcia” è promossa dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, insieme a sindacati, collettivi e associazioni. La raccolta firme sarà presentata il 1° settembre alle 15:30 …continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente