«Sgomberi dolci. La violenza contro chi vive in campi rom, baraccopoli e occupazioni abitative»

Progetto Melting Pot Europa - Tuesday, June 16, 2026

«Se sei povero, possono farti qualunque cosa.» Lo dice un abitante della baraccopoli di Lungo Stura Lazio a Torino. È una frase che sintetizza la logica che Manu Cencetti documenta e decostruisce nel suo saggio Sgomberi dolci, edito da Eris edizioni, collana BookBlock+.

Il titolo è un ossimoro dichiarato. Uno sgombero non è mai dolce: è sempre un atto violento, militare, che distrugge case, oggetti, documenti, legami, territorio. Eppure da quindici anni – a partire da Torino, città che ha inventato questo «modello», poi adottato da amministrazioni di ogni colore politico in tutta Italia, in particolare a Milano e Roma – gli sgomberi vengono raccontati come gesti umanitari. Come interventi necessari, persino benefici per chi li subisce.

Il saggio nasce da anni di osservazione, ricerca e lotta condotta direttamente accanto alle comunità che vivono nei cosiddetti «campi», nelle baraccopoli e nelle occupazioni abitative sistematicamente sgomberate. L’autore mostra come la violenza che colpisce questi luoghi sia strutturale e pervasiva: non riguarda solo le forze dell’ordine e le istituzioni, ma anche parti del Terzo settore, fondazioni bancarie e filantropiche, la cittadinanza stessa. Una lunga guerra contro la popolazione povera e senza casa, che si inserisce in un più ampio dispositivo nazionale di gestione repressiva della povertà.

Le persone che abitano campi, baraccopoli e occupazioni vengono trattate come «umanità in eccesso»: più o meno etnicizzate, prive di reddito sufficiente o dei documenti necessari per accedere al mercato dell’affitto. Eppure in questi spazi marginali costruiscono relazioni, reti sociali, forme di solidarietà, un luogo da chiamare casa. Lo sgombero cancella tutto questo. Il risultato è la perdita totale: della casa, degli oggetti, dei legami, del territorio. Un nuovo sradicamento che lascia famiglie e individui ancora più soli e vulnerabili.

Sgomberi dolci è però anche una storia di resistenza. Di chi non si arrende passivamente, di chi nella lotta riscopre complicità, solidarietà e persino gioia. Un libro che restituisce dignità e complessità a vite sistematicamente cancellate dal discorso pubblico.

L’autore

Manu Cencetti nasce a Torino. Si occupa da tempo di sgomberi e violenza contro persone povere e senza casa, considerate sempre fuori posto, da cacciare o da sfruttare. Video-maker. Nel 2020 insieme a Jean Diaconescu e Stella Iannitto realizza il film documentario La versione di Jean, proiettato al TFF 2020. Il progetto ha posto le basi per il successivo sito laversionedijean.it sulla storia del Platz, una grande baraccopoli di Torino, e della sua distruzione. Scrive e fa ricerca in modo indipendente.

BookBlock e BookBlock+

Ogni titolo di queste due collane è uno strumento per interpretare la realtà – affrontando nuove tematiche o approfondendo singoli argomenti tramite focus specifici – e per immaginare e intraprendere percorsi diversi da quelli canonici. BookBlock e BookBlock+ nascono per dare spazio a quelle voci che esplorano, con riflessioni attuali, temi chiave della contemporaneità.