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Torino: «Sgomberi dolci»
Gianni Boccardelli (*) sul libro di Manu Cencetti; in coda un prezioso Q Code permette di guardare il documentario «La versione di Jean». «Impegno, dialogo e fermezza sono le tre parole d’ordine per la polizia a Torino […] Qui a Torino c’è un metodo: quello degli sgomberi dolci»: così Luciana Lamorgese, ministra degli Interni nel governo Conte 2. Il sottotitolo
TORINO: PARTE IL FESTIVAL “ALTRI MONDI ALTRI MODI” MALGRADO LE INTIMIDAZIONI DELLA QUESTURA
Da oggi e fino al 3 maggio, decine di appuntamenti politico-culturali organizzati da collettivi e associazioni riuniti nel percorso “Torino partigiana”, che non si lasciano intimidire dalla prescrizioni notificate dalla questura di Torino. Il festival non si ferma, ma ha dovuto allontanarsi dal luogo inizialmente previsto, ovvero a pochi metri dallo stabile sgomberato di corso Regina Margherita. Il festival “Altri Mondi Altri Modi” si tiene in piazza Santa Giulia, comunque non lontano dalla palazzina che ospitava Askatasuna, sempre nel quartiere Vanchiglia. “Il festival partigiano” rappresenta già dalle sue precedenti edizioni, un’occasione di “incontro, confronto, socialità alternativa e si inserisce in un percorso di mobilitazione collettiva a fronte di una situazione di militarizzazione del quartiere Vanchiglia a seguito dello sgombero dell’Aska. Un momento per far rivivere il quartiere e riflettere criticamente su ciò che accade intorno a noi”, spiegano dall’organizzazione. A proposito delle prescrizioni della Questura, viene sottolineato come la decisione sia “la riprova di quanto sia necessario continuare a costruire insieme momenti come questo che vedono strettamente unite la lotta per il nostro presente, per la città che vogliamo, e la lotta contro il regime di guerra imposto. Il laboratorio di militarizzazione in cui vogliono trasformare Vanchiglia comprende anche questo aspetto: respingere iniziative di socialità e di contro-cultura. Di fronte alla postura di chi vorrebbe controllare il nostro territorio e il nostro quartiere, rilanciamo ancora di più a partecipare al Festival e a presidiare insieme Vanchiglia”. Ai nostri microfoni Martina, compagna di Askatasuna. Ascolta o scarica Il programma completo del festival è disponibile cliccando qui, oppure sui canali social “Altri mondi Altri Modi”.  
April 22, 2026
Radio Onda d`Urto
SENTENZA OPERAZIONE CITY
Estratti dalla puntata del 20 aprile 2024 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SENTENZA DI PRIMO GRADO “OPERAZIONE CITY” E LABORATORIO TORINO Grazie al contributo di una compagna imputata cerchiamo di approfondire alcuni aspetti processuali e politici dell’Operazione City. Nella sentenza di primo grado del processo per i fatti del 4 marzo 2023 – quando un corteo arrabbiato nero attraversò una parte del centro di Torino – si registra la caduta dell’accusa di Devastazione e Saccheggio, mentre le condanne ruotano attorno al concetto di “concorso con ignoti” nei danneggiamenti avvenuti. Uno striscione rinforzato – così come fumogeni e tamburelli – diventa “l’arma del delitto”, nel tentativo di appiattire gli eventi a una “dimensione paramilitare”. Cerchiamo di inserire l’analisi di questa inchiesta all’interno del “Laboratorio Torino”, un contesto repressivo dove sperimentare ed esportare altrove strategie repressive volte a disarticolare il conflitto sociale. In conclusione una riflessione sul corteo come strumento di lotta nella contemporaneità, tra urgenza, rischi ed efficacia.
April 21, 2026
Radio Blackout - Info
Ecatombe silenziosa: 21 morti di lavoro in 4 giorni
di Carlo Soricelli (*). A seguire tre link di Radio Onda d’Urto. L’Italia è un bollettino di guerra Non è più un’emergenza, è una mattanza. I numeri del 2026 ci restituiscono una realtà agghiacciante: in soli quattro giorni abbiamo pianto 21 vittime. Superata la soglia dei 400 morti complessivi dall’inizio dell’anno, di cui ben 299 avvenuti direttamente sui luoghi di lavoro.
TORINO: “NO AL LAVORO CHE UCCIDE. BASTA SOVRACCARICO DI LAVORO”. PRESIDIO AL TRIBUNALE DEI SI COBAS
Presidio con conferenza stampa questa mattina presso il Tribunale di Torino in occasione del processo contro i responsabili della societa’ AF Logistics, che svolge i trasporti nella piattaforma GS di Rivalta, per il suicidio di un camionista. L’uomo di 58 anni si suicidò nel 2023 oppresso dai troppi carichi di lavoro. La denuncia, da parte di SI Cobas, è appunto legato ai “carichi di lavoro crescenti e spesso estenuanti nel mondo degli autotrasporti”.  “Aumenta la pressione ad effettuare consegne in tempi ristretti – accollandosi anche i rischi di sanzioni per la violazione dei riposi – e in punti di carico e scarico pericolosi per la sicurezza”. “La maggior parte delle aziende sostiene che il lavoro è discontinuo – dicono i sindacalisti di SÌ Cobas -, ma nei fatti non è così. Ma questo porta a una forfettizzazione dello straordinario che però non è adeguato al costo della vita. I lavoratori lavorano ore di lavoro gratis e nella giornata di sabato, a seguito del rifiuto di un aumento da 5 euro giornalieri, molti autisti si sono astenuti dal giorno di straordinario. La battaglia resta aperta. Se gli orari si sono in parte ridotti, si è intensificato il carico con molti punti di consegna”. “Il lavoro notturno non viene riconosciuto- proseguono – ed è uno dei pochi lavori in cui questo riconoscimento non esiste. E poi è sempre l’autista a dover pagare eventuali danni o problemi a terzi”. “Aumenta quindi la stanchezza – concludono – l’esasperazione e la difficoltà economica, rischiando non di rado di spingere in un angolo di disperazione e profonda percezione di ingiustizia il lavoratore”. Ci siamo collegati con il presidio -conferenza stampa con Fabio dei Si Cobas di Torino Ascolta o scarica  
April 20, 2026
Radio Onda d`Urto
TORINO: MAXI-PROCESSO ASKATASUNA. DOPO L’ASSOLUZIONE DALL’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, LA PROCURA CI RIPROVA CON L’APPELLO
Maxi-processo Askatasuna: dopo che, un anno fa, i giudici torinesi hanno escluso il reato di associazione a delinquere formulato dall’accusa nell’indagine “Sovrano”, la Procura con l’elmetto ci riprova in appello. Si è conclusa lunedì pomeriggio, 13 aprile, la prima udienza d’appello del processo che lo scorso marzo aveva visto 16 dei 28 imputati assolti dall’accusa di far parte di un’associazione a delinquere e, a tal fine, di aver commesso diversi reati legati alla lotta No Tav e alla città di Torino, a partire dal centro sociale Askatasuna. I pm torinesi hanno chiesto e ottenuto il rinnovo del dibattimento, al via stamattina con l’audizione di due agenti della Digos. Non è stata accolta, invece, la richiesta di acquisire il file audio dell’intervista rilasciata alla nostra emittente, Radio Onda d’Urto, da Giorgio Rossetto, compagno torinese tra gli imputati nel processo. Gli avvocati di compagne e compagni hanno poi chiesto a una giudice di “valutare l’opportunità di astenersi”. Si tratta di Emanuela Ciabatti, che aveva fatto parte del tribunale che nel 2015 si pronunciò proprio nei confronti di  Giorgio Rossetto in un’altro processo contro il movimento No Tav. La corte, però, ha respinto la richiesta. L’aggiornamento con Dana Lauriola, compagna del movimento No Tav imputata nel processo. Ascolta o scarica.  
April 13, 2026
Radio Onda d`Urto