«Seconda generazione, Prima destinazione»
C’è un modo di imparare che non passa solo dai libri, ma dalle relazioni, dalla
creatività e dalla possibilità di raccontarsi. È da questa consapevolezza che
nasce il progetto di Quadrato Meticcio (QM) 1, associazione sportiva
dilettantistica attiva dal 2012 nel quartiere Palestro, dove il doposcuola è
diventato negli anni molto più di uno spazio educativo: un laboratorio di
espressione, crescita e condivisione.
Qui, scrivere insieme e imparare insieme significa anche divertirsi,
sperimentare linguaggi nuovi, trovare nella musica e nella parola strumenti per
conoscersi e riconoscersi. Non è la prima volta che la scrittura e il rap
diventano veicoli di unione: già in passato, queste pratiche hanno permesso ai
ragazzi e alle ragazze del doposcuola di costruire ponti tra esperienze diverse,
trasformando le differenze in ricchezza.
Da questo percorso nasce il video-clip realizzato per il concorso nazionale “Il
razzismo è una brutta storia. Cambiamola insieme”. Un lavoro che ha offerto ai
giovani del quartiere Palestro qualcosa di fondamentale: la possibilità di
guardare al proprio rione con occhi nuovi, ribaltando una narrazione troppo
spesso schiacciata sull’idea di degrado.
Seguiti dalla videocamera, i ragazzi e le ragazze hanno attraversato le strade
del quartiere a testa alta. Per una volta, non come oggetto di sguardi esterni o
stereotipi, ma come protagonisti della propria storia. Fier* delle proprie case,
dei propri legami, dei luoghi in cui crescono.
Il cuore del progetto è la canzone “Seconda generazione, Prima destinazione”,
frutto di un lavoro collettivo di scrittura e registrazione. Attraverso le
parole e il ritmo, emergono le esperienze vissute: il razzismo istituzionale,
gli insulti quotidiani, le micro aggressioni che segnano la crescita.
«Tra sorrisi e momenti di leggerezza – sottolinea QM – nascono legami tra chi
condivide ferite simili: la marginalità sociale, la percezione di essere
cittadini di serie B perché provenienti dalle case popolari, la dualità delle
proprie identità. Insieme abbiamo capito di essere molto di più delle etichette
che ci vengono assegnate».
Durante questo percorso, prende forma una consapevolezza condivisa: un’identità
non cancella l’altra. Essere figli e figlie di più culture non è una frattura,
ma una ricchezza. Due storie, due mondi, che si intrecciano generando nuove
forme di appartenenza.
Tra sorrisi e complicità nascono legami profondi, soprattutto tra chi condivide
esperienze simili: la marginalità sociale, lo stigma legato alle case popolari,
la sensazione di essere considerati cittadini di serie B. Insieme, però, emerge
una verità diversa: si è molto più delle etichette che vengono assegnate.
Il valore di questo lavoro è stato riconosciuto anche a livello nazionale: il
video-clip ha vinto il primo premio nella categoria Pionieri. Un riconoscimento
che non riguarda solo il prodotto finale, ma il processo collettivo che lo ha
reso possibile.
Essere definiti “pionieri” assume allora un significato profondo. Quadrato
Meticcio, insieme ai giovani del rione, rivendica questo ruolo come
responsabilità e prospettiva: resistere allo spopolamento e ai processi di
gentrificazione, continuare a vivere e trasformare il quartiere dall’interno,
senza esserne espulsi.
Per questo il lavoro non si ferma. Come pionieri e nuove generazioni, il
percorso nel rione Palestro continua, giorno dopo giorno.
1. Per scoprire di più sulla storia dell’ASD Quadrato Meticcio visita questa
pagina ↩︎