CPR, porte chiuse alla società civile: le prefetture blindano i centri
Tra l’estate e l’autunno 2026 ASGI, nell’ambito del progetto InLimine – Il
diritto di sapere 1, ha chiesto di entrare in tutti i Centri di Permanenza per
il Rimpatrio attivi in Italia. Le prefetture hanno risposto con preavvisi di
rigetto, silenzi o autorizzazioni vincolate a gravi limitazioni.
«Come ci aspettavamo, molte prefetture ci hanno imposto limitazioni all’accesso
che sviliscono il fine ultimo del progetto: consentire al cosiddetto “signor
nessuno” di entrare nei centri di trattenimento», spiegano da InLimine. Una
scelta che, nell’opacità che da sempre circonda il sistema della detenzione
amministrativa, pesa ancora di più.
L’obiettivo di InLimine era entrare con delegazioni di cinque persone dalle
competenze diverse: personale sanitario, giornaliste, ricercatrici, mediatrici,
giuriste. Uno sguardo plurale, capace di leggere insieme le condizioni
sanitarie, giuridiche e materiali del trattenimento.
Le condizioni poste dalle prefetture andavano nella direzione opposta.
«Accettarle avrebbe significato dimezzare le delegazioni ed escludere le aree
sanitarie e i luoghi di trattenimento, sottraendo allo sguardo esterno proprio i
luoghi più importanti per la tutela delle persone trattenute», spiega il
progetto.
A Caltanissetta e a Macomer l’accesso è stato autorizzato solo per una
delegazione ridotta, senza possibilità di entrare nelle celle e nelle aree
sanitarie, consultare i registri, parlare con le persone trattenute o effettuare
riprese. Dopo uno scambio di memorie, le limitazioni sono state confermate e la
delegazione ha rifiutato di entrare. «Non entriamo a condizioni inaccettabili»,
è la linea rivendicata da InLimine: una visita guidata nelle aree comuni non è
monitoraggio.
Le risposte arrivate da territori diversi sono quasi identiche nel contenuto e
nella forma. «Indicano un orientamento uniforme, che nega alla società civile
qualsiasi ruolo di monitoraggio e lo riserva alle sole figure istituzionali»,
osservano da InLimine.
Eppure il diritto della società civile di accedere a questi luoghi è già stato
affermato più volte dai tribunali amministrativi, da ultimo dal TAR Lazio nel
febbraio 2026. Per questo è stata inviata una replica a ciascuna prefettura con
memorie scritte: «Le limitazioni opposte si pongono in antitesi al diritto di
accesso ai luoghi di permanenza dei cittadini stranieri riconosciuto alla
società civile».
Il passo successivo sarà il contenzioso, che il progetto sta strutturando in
queste settimane. «I centri di permanenza per il rimpatrio sono luoghi di
sospensione dei diritti. Mantenere al loro interno un effettivo controllo
democratico e uno sguardo indipendente è indispensabile», ricordano da InLimine.
«L’obiettivo è arrivare al riconoscimento del diritto del “signor nessuno” di
entrare in un CPR per monitorare e denunciare, esattamente ciò che oggi la
pubblica amministrazione esclude».
LE RISPOSTE, CENTRO PER CENTRO
* Caltanissetta: accesso autorizzato per una delegazione ridotta, senza
ingresso nelle celle e nelle aree sanitarie, senza consultazione dei
registri, colloqui con le persone trattenute né riprese audio-video.
Limitazioni ribadite dopo lo scambio di memorie: accesso rifiutato dalla
delegazione.
* Macomer: stesse condizioni di Caltanissetta, confermate dopo le memorie:
accesso rifiutato dalla delegazione.
* Gradisca d’Isonzo: preavviso di rigetto che nega il ruolo di monitoraggio
della società civile. Inviate memorie, si attende risposta.
* Palazzo San Gervasio: preavviso di rigetto con accesso alle sole aree comuni
e senza colloqui con le persone trattenute. Chiesto accesso senza
limitazioni, si attende risposta.
* Torino: preavviso di rigetto con le stesse limitazioni. Chiesto accesso senza
limitazioni, si attende risposta.
* Bari: accesso negato per potenziali interferenze con le prestazioni
sanitarie; negate le riprese per una possibile violazione della privacy e per
il rischio di rivolte che l’ingresso della delegazione potrebbe causare.
* Milano: in attesa di risposta.
* Roma (Ponte Galeria): nessuna risposta, nonostante il sollecito.
* Brindisi: nessuna risposta, nonostante il sollecito.
PERCHÉ UNO SGUARDO INDIPENDENTE È INDISPENSABILE
Le limitazioni arrivano mentre si moltiplicano i segnali di un sistema sempre
più costoso, affollato e inefficace. L’ultimo aggiornamento del report
“Trattenuti” di ActionAid e Università di Bari conta 6.835 persone trattenute
nei CPR nel 2025, di cui solo una su quattro rimpatriata. La permanenza media è
salita a circa 148 giorni e la spesa è cresciuta del 40,5% tra il 2023 e il
2025. Non esiste un dataset pubblico sui CPR, e ASGI segnala difficoltà persino
nell’ottenere informazioni sui cosiddetti locali idonei.
A Torino la relazione del Garante nazionale, registra in un anno 138 episodi di
autolesionismo, appena il 13,8% di persone rimpatriate, certificazioni di
idoneità sommarie e persone con gravi patologie trattenute. Nello stesso CPR
nemmeno le avvocate e gli avvocati dell’Unione Camere Penali hanno ottenuto un
pieno accesso alle aree di trattenimento.
Lo avevamo documentato anche noi il 28 settembre, nel report sulla visita al CPR
di Caltanissetta del 13 luglio: alla delegazione era stato impedito di entrare
nei padiglioni abitativi e di consultare il registro degli eventi critici.
E l’opacità non riguarda solo i CPR. In Campania, mentre il territorio si oppone
al nuovo centro di Castel Volturno, circa 200 persone sono state rimpatriate
negli ultimi tre anni passando direttamente dalle questure, cioè dai locali
idonei: i luoghi di trattenimento meno visibili e meno controllati.
DA CASTEL VOLTURNO AL CONTENZIOSO
Le risposte delle prefetture saranno portate in piazza sabato 24 ottobre a
Castel Volturno, dove associazioni, sindacati e movimenti da tutta Italia si
ritroveranno per la manifestazione nazionale contro la costruzione del nuovo
CPR. «Saremo presenti per portare le risposte delle prefetture e le ragioni
della scelta di non entrare a condizioni inaccettabili», concludono da InLimine.
* Sabato 24 ottobre, Castel Volturno: manifestazione nazionale contro il nuovo
CPR.
* Domenica 25 ottobre, ore 10, Ex Asilo Filangieri (Napoli): assemblea
nazionale e tavoli di lavoro del Network Against Migrant Detention.
* Venerdì 30 ottobre, Radio Radicale: puntata dedicata al progetto InLimine –
Il diritto di sapere e alla manifestazione di Castel Volturno.
1. Il progetto InLimine – Il diritto di sapere di ASGI promuove azioni contro
l’invisibilità dei luoghi di trattenimento per persone migranti, rafforzando
la capacità di controllo della società civile.
Contatti: dirittodisapere@asgi.it ↩︎