A Macerata una carabiniera insegna la “legalità” ai bambini dai tre ai cinque anni

Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Thursday, June 4, 2026

Nell’Arma dei Carabinieri le donne non arrivano a superare la percentuale dell’8%, ma quando si tratta di fare “pubbliche relazioni”, di presentare l’Arma come la divisa che salva e/o protegge dai cattivi, allora la donna è ben presente, al di là delle statistiche, soprattutto se il target di riferimento sono i bambini e le bambine dai tre ai cinque anni.

Ormai siamo tristemente abituati a vedere carabinieri o poliziotti fin dentro le scuole secondarie di primo grado con i loro cani antidroga sempre pronti a scovare lo spinello nascosto, ma vederlo all’interno delle scuole dell’infanzia proprio no!

È quanto accaduto nella Scuola dell’Infanzia “Via Cardarelli”, dell’Istituto Comprensivo “E. Mestica” di Macerata proprio in questi giorni, dove un’appuntata scelta, accompagnata da tre colleghi, ha presentato a bambini dai 3 ai 5 anni le gesta eroiche di due pastori tedeschi dai nomi molto americani: Bob e Kevin (clicca qui per la notizia).

Genuflesso alla retorica militarista, il giornale locale CentroPagina così presentava l’iniziativa con uno stile espositivo roboante che ricorda quella dei cinegiornali del ventennio: «L’iniziativa, pensata per avvicinare i più piccoli alle istituzioni e promuovere fin dall’infanzia la cultura della sicurezza, ha suscitato grande interesse e partecipazione tra i bambini. Sotto la guida dei loro conduttori, il cane Kevin ha mostrato le proprie abilità operative, simulando un’attività di ricerca che ha attirato l’attenzione e l’ammirazione dei presenti, ricevendo applausi spontanei da parte dei bambini»…i bambini, quindi, avrebbero applaudito spontaneamente a questa vittoria della legalità!

La critica però non è né verso i carabinieri né tantomeno verso il cane, che fa il proprio lavoro in cambio della ricompensa, ma verso la progettazione pedagogica di quella scuola, completamente inconsapevole del danno che sta arrecando alle giovani generazioni, addirittura a partire dall’età dell’infanzia, quando dovrebbero essere acquisiti i principi fondamentali della comunicazione nonviolenta, del rispetto del prossimo attraverso la canalizzazione di forme di interrelazione troppo esuberanti o inconsapevolmente prevaricatrici.

Non si inculca ad un/a bambino/a di tre anni l’adorazione verso la divisa per di più attraverso la forma del gioco e sfruttando così l’innata predisposizione dei cuccioli di uomo verso gli amici a quattro zampe che giocano come loro in cambio della ricompensa. Se si scambia la formazione e l’educazione con l‘addestramento, si ottiene semmai un appiattimento verso una concezione della legalità che passa attraverso altri due concetti altrettanto deleteri per una sana crescita dell’individuo, se veicolati a questa età, ovvero quelli di deterrenza e repressione.

Ma poi ci chiediamo se la rappresentazione giocosa di un’operazione simulata antidroga rivolta a dei bambini dai 3 ai 5 anni sia stata preceduta da un’altrettanto giocosa ed attenta spiegazione di cosa sia una “droga“, di quali siano le droghe a meno che non si assuma che siano tutte uguali e/o ugualmente dannose; o ancora, perché si assume una droga, qual è il giro d’affari e quali le implicazioni geo-strategiche e politiche all’origine del traffico, ma anche del consumo, ecc. ecc.

Sospettiamo che nulla di tutto ciò sia stato fatto, non perché sia impossibile, pur trattandosi di bimbi piccoli, ma semplicemente perché, dalle nostre testimonianze di questi ultimi anni non è mai stato fatto. Si preferisce, infatti, la comoda e moderna rappresentazione di un Rin Tin Tin con le stellette che attraverso il gioco veicola inquadramento militaresco fin dalla più tenera età: la scuola, insomma, va alla guerra, come ci suggerisce il titolo del noto libro di Antonio Mazzeo.

Suggeriamo quindi a chi lavora nella scuola di leggere questo testo, acquisendo così (forse) un minimo di consapevolezza intorno al periodo storico che stiamo vivendo!

Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui:

Fai una donazione una tantum

Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo!

Fai una donazione

Fai una donazione mensilmente

Apprezziamo il tuo contributo.

Dona mensilmente

Fai una donazione annualmente

Apprezziamo il tuo contributo.

Dona annualmente