Takis Politis da Santa Clara: «A Cuba è evidente il contrasto tra collettività e individualità»

Pressenza - Tuesday, March 10, 2026

Sabato 7 marzo, la redazione greca dell’agenzia stampa internazionale Pressenza ha organizzato un importante evento nel comune di Halandri, alla periferia di Atene, dal titolo “Cuba non è sola!”

Decine di cittadini e residenti di Halandri hanno donato medicinali e generi alimentari in segno di solidarietà con il popolo cubano, che dall’inizio dell’anno sta affrontando le peggiori sanzioni subite dall’imposizione dell’embargo statunitense 66 anni fa. Quella sera, in una sala gremita del Centro giovani del comune, tra gli altri ospiti, Takis Politis, professore del Dipartimento di Sistemi digitali dell’Università della Tessaglia (Grecia), si è collegato tramite video da Santa Clara, Cuba, dove è professore ospite presso l’università locale, e ha raccontato ciò che vede accadere a Cuba sotto il rigido embargo petrolifero.

Secondo il professore, Cuba sta attualmente affrontando problemi molto gravi legati alla fornitura di energia elettrica, alle difficoltà di trasporto e persino alla possibilità di cucinare nelle famiglie. Questi problemi contribuiscono alla crescita e allo sviluppo dell’ingegno e della coesione sociale, poiché la coscienza sociale è estremamente sviluppata e permea l’intera società cubana, anche quelle parti che sono più critiche nei confronti del governo cubano.

La priorità della collettività rispetto all’individuo è evidente in questo Paese. Il mondo occidentale promuove l’individualismo, mentre gli abitanti dell’isola promuovono la coscienza collettiva e, di conseguenza, l’azione collettiva. Il professor Politis ha affermato che ogni giorno per le strade di Santa Clara le persone utilizzano come mezzi di trasporto carri e cavalli, tricicli elettrici o biciclette. Coloro che possono spostarsi si assicurano di aiutare il maggior numero possibile di concittadini che non hanno questa possibilità.

Le università del Paese hanno implementato metodi di apprendimento a distanza per la terza settimana. Il cambiamento nel modello educativo non significa che i processi educativi si siano interrotti. Parallelamente a ciò, gli studenti che non vivono a Santa Clara ma in altre zone, villaggi e città circostanti, sono coinvolti in modelli organizzati di sostegno e servizio alla comunità nei loro luoghi di residenza. Ad esempio, sostengono il lavoro educativo degli insegnanti delle scuole primarie e secondarie, poiché le scuole continuano le lezioni normalmente.

Inoltre, sia i dipendenti che gli studenti e gli insegnanti dell’Università di Santa Clara erano presenti la scorsa settimana all’ospedale della città, sostituendo il personale addetto alle pulizie che non poteva recarsi al lavoro perché i mezzi pubblici non funzionavano.

“L’immagine dei professori universitari, compreso il rettore dell’università, che puliscono con scope in mano l’ospedale della città in cui vivono è qualcosa che difficilmente si vedrebbe nel mondo occidentale. Questa situazione, oltre a mettere in evidenza un diverso ethos e una totale assenza di arroganza da parte degli accademici cubani, mostra chiaramente il diverso contesto che c’è qui a Cuba rispetto al mondo occidentale. Per Cuba, fornire servizi alla comunità è considerato un obbligo sociale ovvio, un compito che tutti i cittadini svolgono con entusiasmo. Nel mondo occidentale, il servizio alla comunità è una forma alternativa di lavoro assegnata dai tribunali”.

Per quanto riguarda la crisi energetica, il professore ha riferito che molti di coloro che disponevano di impianti fotovoltaici li hanno ceduti al governo affinché potesse gestirli nel miglior modo possibile, dando priorità al fabbisogno energetico degli ospedali e di altri luoghi centrali che sono sensibili e richiedono una fornitura ininterrotta di elettricità.

Le persone hanno cambiato i loro metodi di preparazione del cibo e utilizzano principalmente il carbone. Allestiscono barbecue in strada e i vicini collaborano per preparare i pasti per sé stessi e per chi ne ha bisogno.

Politis ha incluso nel video inviato agli organizzatori un breve estratto di uno degli ultimi discorsi pubblici di Fidel Castro, in cui l’iconico leader cubano ha dichiarato:

“Il nostro Paese non ha mai investito in portaerei o bombe per attaccare le città altrui. Il nostro Paese non possiede armi nucleari, né armi chimiche o biologiche. Al contrario, abbiamo creato un esercito di medici con l’obiettivo di salvare vite umane. Non tenteremo mai interventi preventivi, repressivi o di altro tipo negli angoli più bui del pianeta. Al contrario, invieremo squadre mediche in questi luoghi oscuri per salvare vite umane”.

Cuba ha dimostrato la coerenza delle parole di Fidel Castro inviando missioni mediche nel 2014 durante la crisi dell’Ebola in Guinea, Sierra Leone e Liberia, così come nel 2020 durante la pandemia di coronavirus, con la prima missione medica di dottori a Bergamo. L’amministrazione Trump sta tentando di mettere in ginocchio questa meravigliosa società cubana, che dimostra resilienza, empatia e dedizione altruistica.

L’evento di sabato è stato organizzato dall’Iniziativa di Solidarietà con il Popolo Cubano e dall’Associazione Culturale “José Martí” – Solidarietà con Cuba, ed è stato sostenuto da molte organizzazioni.

Traduzione dall’inglese di Thomas Schmid.

Pressenza Athens