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Musei a Servola: il Comune trovi i fondi per la riapertura
La notizia dell’inagibilità dell’edificio in Via dei Giardini a Trieste, e quindi della conseguente chiusura dei due musei ivi ospitati – il modellismo ferroviario e i presepi – suscita preoccupazione a Servola e, di rimando, in tutta la città. L’edificio fino ad alcuni decenni fa ospitava la Scuola elementare “Damiano Chiesa” e, prima ancora, un Istituto di avviamento agrario (fortemente legato ad un territorio all’epoca ancora adibito per una parte consistente alle attività agricole). Dopo la soppressione della Scuola, l’edificio divenne sede museale e delle Associazioni che gestiscono i due musei, le quali contribuiscono allo sviluppo culturale del territorio. Sono piccoli musei, di nicchia come si suol dire, ma che si occupano di tematiche specifiche, e unici sul territorio, raggiungendo un pubblico ben al di là dei confini provinciali. Servola è per Trieste un rione periferico, ancora più dal punto di vista politico che da quello geografico. Dagli anni ’60 è stato assorbito nella cerchia urbana della città e negli ultimi decenni ha subito un declino di vivibilità che non ha suscitato l’interessamento –se non marginale– della politica cittadina. Unica eccezione, la Ferriera e l’inquinamento da essa prodotto, che ha cannibalizzato l’attenzione dei politici di turno, oscurando la visione (e quindi la risoluzione) di ogni altro problema. Dalla dismissione della Ferriera le cose non sono cambiate: nel corso delle campagne elettorali si sono sentite roboanti proposte, poi finite nel dimenticatoio a urne chiuse. Uniche eccezioni, a piccolo onore degli amministratori della città, un interesse a promuovere alcune iniziative sul territorio (“Servola sotto le stelle”, i festeggiamenti per San Martino, un sostegno allo storico Carnevale…) e l’elaborazione di alcuni progetti di pianificazione territoriale (“Scintille”, “Fenice”…) che al momento, però, rimangono solo sulla carta. E poco altro. Il tessuto sociale ha comunque resistito grazie alle organizzazioni presenti, assieme ai commercianti e agli esercenti (superstiti alle chiusure degli ultimi anni). I due musei fanno parte di una preziosa rete di operatori del territorio –sociali, culturali e ricreativi– che fanno di Servola un rione unico, comunque vivace pur nelle difficoltà. La loro chiusura è un duro colpo e lo sarebbe anche il loro spostamento in altra sede. Occorre che il Comune trovi delle risorse per mettere in sicurezza e ristrutturare l’edificio di Via dei Giardini, che peraltro negli ultimi anni non è stato interessato da importanti lavori di manutenzione. Occorre che il Comune sposti la sua attenzione dal centro cittadino ai rioni periferici. A Servola, oltre a questo dei due musei, sono decine i problemi da risolvere: 35 di questi sono stati raccolti nel dossier “Un’idea per una Servola migliore”, illustrato in un sopralluogo del Sindaco Dipiazza il 19 febbraio 2021. Al di là delle buone intenzioni, è rimasto praticamente tutto lettera morta. Occorre un interesse serio e un impegno produttivo per lo sviluppo di Servola. Circolo PRC di Servola – Chiarbola “Jure Canciani” Krožek SKP za Škedenj in Čarbolo “Jure Canciani” Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
March 8, 2026
Pressenza
Un no in difesa della costituzione democratica e per la pace
Sono già le sei di sera di sabato 7 marzo quando sotto le luci del Teatro Massimo a Palermo gli organizzatori della manifestazione nazionale per votare NO alla consultazione referendaria del 22 e 23 marzo prossimi, in conclusione, lanciano un appello a tutti i partecipanti a mobilitarsi per convincere quante più persone possibile da qui all’appuntamento elettorale a sostenere la battaglia per la difesa della Costituzione e dei principi democratici che la ispirano. L’iniziativa di oggi è nata il 12 febbraio scorso con un appello sottoscritto da duemila cittadini e cittadine rivolto a “tutti coloro che hanno a cuore la democrazia invitandoli a dire NO a questa riforma autoritaria e a mobilitarsi in tutte le forme possibili, in tutti i territori, nei luoghi di lavoro, di studio e della vita quotidiana in difesa della nostra Costituzione democratica”. Per i sottoscrittori del documento “la separazione delle carriere è uno specchietto per le allodole che conduce alla sottomissione della magistratura al potere politico, attentando alla sua indipendenza e autonomia” e che incide pesantemente sulle libertà di tutti alimentando una ancora più forte repressione del dissenso. Come punto di incontro e di avvio della manifestazione è stato individuato lo spiazzale adiacente al Palazzo di Giustizia, luogo doppiamente simbolico se si considera la stagione della lotta alla mafia a Palermo e in Sicilia che a partire dagli anni ‘80 ha fatto assurgere a simbolo proprio questo luogo. Tra la folla di partecipanti che numerosi si sono radunati in piazza, ha preso vita un flash mob con un gruppo di essi che ha formato con dei cartelli la frase “Palermo vota NO in difesa della Costituzione”; dopo è partito il corteo diretto verso il Teatro Massimo seguendo un percorso che ha interessato alcune vie del centro e che ha visto la partecipazione di circa cinquemila persone. L’iniziativa di oggi è stata preceduta in queste settimane da una serie di incontri, dibattiti, iniziative  a cui hanno preso parte esperti in ambito giudiziario, oltre a sindacalisti e rappresentanti di associazioni e della società civile che hanno evidenziato i pericoli di una riforma costituzionale che mette seriamente in discussione la separazione dei poteri ed è funzionale all’attribuzione di maggiori poteri all’esecutivo. Inoltre è stato significativo che in questi giorni in una città come Palermo, la quale ha vissuto la violenza stragista della mafia a cui è seguita la grande risposta della società civile degli anni ‘90, si siano visti i lenzuoli bianchi appesi alle ringhiere dei balconi dal centro alla periferia proprio come in quella stagione, con un grande NO scritto al centro per esprimere con forza il dissenso nei confronti di una riforma così pervasiva imposta a colpi di maggioranza. D’altro canto, il sentimento che oggi spinge così tante persone in piazza in queste ore a manifestare è animato anche dalla forte apprensione per i fronti di guerra aperti in Medio Oriente che rischiano di portarci ad una escalation incontrollabile del conflitto internazionale alimentato da democrazie occidentali che stanno assumendo sempre più i connotati di democrazie illiberali. Siamo di fronte a nuove forme di autoritarismo e di imperialismo che vengono messi in atto sul fronte interno con scelte politiche tendenti a comprimere sempre di più le libertà civili e sociali e a rendere sempre più assoluto il potere di chi governa, mentre sul fronte internazionale ad attuare un nuovo colonialismo funzionale al sistema capitalistico intenzionato ad accaparrarsi le risorse del pianeta a tutti i costi. Per questi motivi la battaglia di oggi a favore del No al referendum assume i contorni di una battaglia più generale per affermare l’intangibilità dei diritti delle persone ad esprimere il proprio dissenso nei confronti della deriva autoritaria in cui sta cadendo il nostro Paese e gran parte delle democrazie occidentali: è un NO contro l’attacco alla nostra Costituzione ed in difesa della Pace e dei diritto dei popoli alla propria autodeterminazione, come dimostrano le tante bandiere arcobaleno presenti alla manifestazione. Giunti in piazza, è stato il momento degli interventi, il primo dei quali è stato quello di uno degli instancabili organizzatori del Comitato per il NO, Gaspare Motta, il quale ha etichettato la riforma come “un attacco eversivo senza precedenti contro la nostra Costituzione democratica che dal 1948 ci ha tenuto al riparo da ogni deriva autoritaria”. A seguire, Mario Ridulfo, segretario della Cgil di Palermo, ha richiamato al dovere di andare a votare e di votare no, non cedendo alla rassegnazione ma andando strada per strada a convincere gli indecisi denunciando un piano eversivo che risale alla P2 di Gelli e che vuole trasformare la nostra democrazia in una democrazia illiberale. L’attore Gigi Borruso ha poi declamato il famoso discorso di Pericle sulla democrazia (“Qui ad Atene noi facciamo così”) che esalta la società che favorisce i molti e non i pochi, con leggi che assicurano una giustizia uguale per tutti, che accoglie gli stranieri. L’ultimo intervento è stato affidato a Monica Genovese in rappresentanza degli avvocati per il NO la quale, preoccupata anche per i modi con cui è stata portata avanti questa riforma, ne ha messo in evidenza i forti limiti a partire dal fatto che non migliora le condizioni dell’amministrazione della giustizia in Italia, oltre a sottolinearne in negativo gli aspetti legati alla nuova figura del pubblico ministero vista come autoreferenziale, alla sdoppiamento del CSM e all’istituzione dell’Alta Corte disciplinare.    foto di Fausta Ferruzza   Enzo Abbinanti
March 7, 2026
Pressenza
“Oggi l’Iran sarà colpito duramente!”
Con il post diffuso alle 12:11 Donald Trump ha annunciato la propria intenzione di sconfiggere l’Iran fino al suo annientamento e che nel mirino della propria furia epica adesso ci sono anche “aree e gruppi di persone che finora non erano stati considerati come obiettivi”, che minaccia di colpire senza remore dichiarando che nelle zone in cui prevede di intervenire avanzerà fino alla loro “completa distruzione” e infierirà fino alla loro “morte certa” degli avversari. Inoltre Donald Trump sostiene che l’Iran “si è scusato e si è arreso ai suoi vicini mediorientali, promettendo che non li attaccherà più” perché, secondo lui, la repubblica islamica persiana sta soccombendo all’incessante offensiva di Stati Uniti e Israele e, vantando che > Per la prima volta in migliaia di anni l’Iran perde nel confronto con i paesi > mediorientali a lui circostanti. Hanno detto: “Grazie, Presidente Trump”. Io > ho risposto: “Prego!” proclama: > L’Iran non è più lo “spaccone del Medio Oriente”, è invece “IL PERDENTE DEL > MEDIO ORIENTE”, e lo sarà per molti decenni fino a quando non si arrenderà o, > più probabilmente, crollerà completamente! Iran, which is being beat to HELL, has apologized and surrendered to its Middle East neighbors, and promised that it will not shoot at them anymore. This promise was only made because of the relentless U.S. and Israeli attack. They were looking to take over and rule the Middle East. It is the first time that Iran has ever lost, in thousands of years, to surrounding Middle Eastern Countries. They have said, “Thank you President Trump.” I have said, “You’re welcome!” Iran is no longer the “Bully of the Middle East,” they are, instead, “THE LOSER OF THE MIDDLE EAST,” and will be for many decades until they surrender or, more likely, completely collapse! Today Iran will be hit very hard! Under serious consideration for complete destruction and certain death, because of Iran’s bad behavior, are areas and groups of people that were not considered for targeting up until this moment in time. Thank you for your attention to this matter! – President DONALD J. TRUMP Redazione Italia
March 7, 2026
Pressenza
Possibile lancia campagna NO DDL “anticritiche”
Possibile ha lanciato una raccolta firme per fermare il cosiddetto DDL “antisemitismo”. La trovi all’indirizzo tinyurl.com/stopddl Perché firmare? Il Senato ha approvato il DDL antisemitismo. Un DDL non combatte l’odio: strumentalizza le critiche. La definizione IHRA adottata dal testo equipara l’antisemitismo alla critica politica a un governo – e lo dicono le stesse organizzazioni ebraiche antirazziste. Inoltre, le scuole verrebbero formate su una definizione politicamente contestata da giuristi e relatori speciali ONU, oltre che da alcune realtà ebraiche antirazziste. L’articolo 3 prevede, infine, il potere di bloccare manifestazioni e cortei. Trovi tutti i dettagli nel testo della raccolta. La libertà di espressione, il diritto di manifestare, la solidarietà con il popolo palestinese, il contrasto al genocidio e la critica ad un governo come quello di Israele non sono negoziabili. Firma la petizione lanciata da Possibile, a prima firma Francesca Druetti e Gianmarco Capogna e Marco Vassalotti. In poche ore la petizione ha raggiunto 15’000 firme. Possibile
March 7, 2026
Pressenza
“Tempo scaduto”: oggi ultimo giorno per revocare il contratto sull’ex Polveriera.
Le associazioni ambientaliste della provincia Rimini rilanciano il loro appello. Oggi è il giorno della scadenza. Secondo quanto emerso nel dibattito pubblico delle ultime settimane, è infatti l’ultimo momento utile perché il Comune di Riccione possa revocare a costo zero il contratto di concessione alla società Hi Riviera srl relativo all’area dell’ex Polveriera di via Piemonte. Dopo questa data, l’eventuale rescissione comporterebbe per l’amministrazione comunale il pagamento di una penale. In questo contesto cresce la mobilitazione delle associazioni ambientaliste e animaliste che nelle scorse settimane hanno espresso forte preoccupazione per la prospettiva di organizzare grandi eventi musicali nell’area naturale dell’ex Polveriera. Le associazioni hanno annunciato di essere pronte a manifestare il proprio dissenso e continuano a chiedere con fermezza la rescissione del contratto di concessione. Di seguito rilanciamo ampi stralci del loro comunicato stampa diffuso alcuni giorni fa. Il comunicato delle associazioni ambientaliste Le associazioni scrivono: “Le associazioni ambientaliste ed animaliste della provincia di Rimini prendono atto delle dichiarazioni effettuate mezzo stampa, pochi giorni fa, dall’Amministrazione Comunale di Riccione in merito alla realizzazione di eventi musicali all’ex Polveriera di via Piemonte. Apprezziamo le dichiarazioni sulla volontà di evitare eventi impattanti e di tutelare l’ecosistema dell’area. Tuttavia, riteniamo necessario chiarire alcuni punti fondamentali.” Il nodo principale, secondo le associazioni, resta l’esistenza stessa di un contratto di concessione che prevede l’organizzazione di eventi: “La presenza di un bando, di una concessione e del relativo contratto (n° 87 del 07.07.2025, prot. n° 0080615/2025 del 16.10.2025) finalizzati all’organizzazione di eventi resta, di fatto, un elemento di forte contraddizione rispetto alla dichiarata incompatibilità dell’area con manifestazioni invasive.” Le associazioni sottolineano inoltre che la questione non riguarda soltanto le dimensioni degli eventi ma il principio stesso di destinare l’area a manifestazioni con afflusso di pubblico. “Per noi il problema non è solo la dimensione ‘di massa’, ma il principio stesso di destinare un’area che negli anni è diventata un habitat naturale consolidato ad iniziative che comportano afflusso di pubblico, allestimenti, illuminazione, impianti audio e pressione antropica.” Dal loro punto di vista, la tutela dell’ecosistema deve restare la priorità assoluta. “Ribadiamo con chiarezza che, dal punto di vista della tutela ambientale ed animale, non riteniamo compatibili tali eventi con le caratteristiche di quell’area. La tutela della biodiversità, della fauna selvatica, degli equilibri ecosistemici e della funzione naturale del sito non può essere subordinata ad una gestione orientata ad attività di intrattenimento, anche se formalmente limitate.” Un altro punto critico riguarda il percorso di confronto con le associazioni, che secondo i firmatari non sarebbe stato strutturato né realmente partecipato. “Inoltre, precisiamo che non esiste ad oggi un Tavolo Ambiente strutturato, permanente e condiviso con le associazioni ambientaliste ed animaliste sul progetto specifico dell’ex Polveriera e della sua concessione. Gli incontri avvenuti non possono essere considerati un percorso partecipativo definito, né una condivisione preventiva delle scelte, tanto più che solo a contratto firmato ci è stato chiesto di fornire proposte.” Le organizzazioni insistono anche sul valore naturalistico acquisito dall’area negli ultimi anni: “Proprio perché siamo associazioni apartitiche e ci muoviamo esclusivamente su basi ambientali e scientifiche, la nostra posizione non è ideologica ma tecnica: l’ex Polveriera è un’area che ha acquisito un valore naturalistico, paesaggistico e storico che merita una destinazione coerente con gli obiettivi di rinaturalizzazione e rafforzamento della rete ecologica regionale (progetto Recore).” Da qui la richiesta esplicita rivolta al Comune di Riccione: “Per questo chiediamo nuovamente con fermezza la rescissione del contratto di concessione a privato da parte del Comune di Riccione e l’avvio di un percorso realmente partecipato, finalizzato alla tutela integrale dell’area, alla sua valorizzazione naturalistica e alla fruizione sostenibile, in coerenza con i finanziamenti regionali ottenuti (Euro 756 mila) per il potenziamento della rete ecologica.” Il comunicato è firmato dalle associazioni ambientaliste e animaliste della provincia di Rimini (in ordine alfabetico): Ambiente & Salute Riccione – Cras Rimini – Legambiente Valmarecchia – Lipu Rimini – WWF Rimini. Il nodo della concessione Al centro della vicenda c’è la concessione dell’area comunale dell’ex Polveriera. Con determinazione dirigenziale n. 804 del 3 giugno 2025 il Comune di Riccione ha infatti indetto un’asta pubblica per la concessione dell’area di proprietà comunale situata in via Piemonte. Secondo l’avviso pubblico, la concessione riguarda lo spazio verde denominato “Ex Polveriera”, destinato ad attività compatibili con l’area. Il documento completo è consultabile sul sito del Comune: https://www.comune.riccione.rn.it/it/news/147765/avviso-di-asta-pubblica-per-la-concessione-di-area-denominata-ex-polveriera-sita-nel-comune-di-riccione-in-via-piemonte Proprio l’interpretazione di cosa sia realmente “compatibile” con quell’area naturale è diventata il punto di scontro tra associazioni ambientaliste e amministrazione. Una decisione che pesa sul futuro dell’area Con la scadenza odierna si apre quindi un passaggio delicato. Se il contratto non verrà revocato entro oggi, la rescissione comporterebbe per il Comune un costo economico legato alla penale prevista. Nel frattempo le associazioni ambientaliste ribadiscono la loro disponibilità a partecipare a un percorso condiviso di tutela e valorizzazione naturalistica dell’area, ma insistono sulla necessità di fermare il progetto degli eventi. Il confronto sul futuro dell’ex Polveriera resta dunque aperto, tra esigenze di tutela ambientale, scelte amministrative e gestione del territorio.   Maggiori informazioni: Per leggere il comunicato completo delle associazioni: qui Ambiente & Salute Riccione Cras Rimini Centro Recupero Animali Selvatici Legambiente Valmarecchia Lipu Rimini WWF Rimini Coordinamento Italiano Tutela Ambienti Naturali dai Grandi Eventi C.I. – T.A.N.G.E Redazione Romagna
March 7, 2026
Pressenza
Brescia, grave atto repressivo contro Dario Filippini, coordinatore provinciale della USB
Riportiamo di seguito il comunicato stampa dell’USB Brescia sulla vicenda di Dario Filippini, coordinatore provinciale della USB. Il GIP di Brescia ha condannato ad una pesante multa Dario Filippini, coordinatore provinciale della USB. Il motivo della condanna è la manifestazione del 30 dicembre scorso in Piazza Paolo VI, dove centinaia di bresciani participarono ad una pubblica assemblea per protestare contro l’arresto di Mohammad Hannoun e di altri dirigenti palestinesi,  accusati ingiustamente di terrorismo. L’assemblea si era svolta senza il minimo incidente, ma ciò nonostante è arrivata la condanna al dirigente sindacale. L’incredibile motivo è che Dario Filippini , pur avendo notificato alla Questura la manifestazione, non avrebbe rispettato I tempi di preavviso. Sulla base del Regio Decreto del 1931 la Questura di Brescia, da tempo impegnata  in una costante e diffusa iniziativa di rappresaglia repressiva verso i movimenti e le lotte, ha denunciato il sindacalista. E il tribunale ha emesso la condanna alla multa senza aver sentito l’accusato o la sua difesa. È un fatto gravissimo , che anticipa il nuovo decreto sicurezza che commina migliaia di euro di ammenda ai manifestanti sulla base di semplici procedure di polizia. È lo Stato di polizia che si diffonde ed afferma. La USB nell’esprimere totale solidarietà e pieno sostegno a Filippini, risponderà  a questa ingiusta condanna per vie legali e con la mobilitazione democratica. È necessario reagire alla politica repressiva e Stato di polizia che il Governo Meloni sta imponendo. Per questo manifesteremo a Roma il 14 marzo. USB invita tutte le forze e le persone che si sono mobilitate  in questi mesi a Brescia a partecipare a un INCONTRO PUBBLICO CONTRO LA REPRESSIONE MARTEDÌ 10 MARZO ORE 17 Presso la sede USB di Brescia ia Corsica 142 NO ALLO STATO DI POLIZIA Redazione Sebino Franciacorta
March 7, 2026
Pressenza
Viaggio a Cuba tra black out e solidarietà
5 marzo, primo giorno all’Avana di questo mio viaggio dell’anno 2026. Ci sono già stato, ma ogni volta il mio amore per questo Paese, per la sua  storia, per la sua rivoluzione non fa che aumentare; è per questo che, se tutto andrà come spero (e io farò tutto il possibile perché vada così) fra poco più di due anni mi trasferirò definitivamente qui. Detto questo iniziamo a parlare di questo Paese, unico al mondo per la sua resilienza, la sua tenace difesa della propria libertà, della propria indipendenza, della propria sovranità, una resistenza che dura da moltissimi anni, esattamente dal 1° gennaio 1959, giorno del trionfo della rivoluzione, al quale a breve fece seguito quello che comunemente viene definito embargo, ma che in realtà è un assedio. E’ come se Cuba fosse un antico maniero arroccato sulla cima di una montagna e circondato dall’assediante, che da allora ha messo in campo qualunque tipo di aggressione diretta e indiretta, coercizione, minaccia, sanzione contro chiunque intrattenga qualsiasi tipo di rapporto con l’isola. Solo pochissime nazioni che non hanno praticamente rapporti con gli Stati Uniti e quindi non subiscono i loro ricatti riescono caparbiamente a far arrivare qualcosa a Cuba. Assedio che, anche se sembrava impossibile, è stato da poco ulteriormente inasprito dall’attuale inquilino della Casa Bianca (personaggio che non voglio neppure nominare tanto mi disgusta); questo inasprimento riguarda come molti sapranno l’importazione di petrolio e derivati. Gli Stati Uniti infatti colpiscono con ogni tipo di sanzione i Paesi produttori che inviano petrolio a Cuba. Come si può facilmente immaginare questo ha conseguenze terribili; i trasporti sono solo l’ultimo tassello di un sistema basato quasi interamente sulla produzione di energia elettrica da centrali termoelettriche alimentate a combustibile fossile. Infatti i problemi più grandi riguardano tutte quelle attività che senza energia elettrica non possono soddisfare le necessità primarie del Paese, ospedali in primis. Immaginiamo se questo accadesse in Italia, ospedali e strutture sanitarie senza energia elettrica… Perciò non ho nessuna remora a parlare di assedio. Nell’emergenza quindi il governo cubano ha realizzato diverse contromisure, tra cui la destinazione delle risorse energetiche disponibili alle attività imprescindibili e il razionamento dei combustibili riguardo alle altre. Con notevole lungimiranza ha anche avviato una politica energetica fortemente orientata verso la produzione fotovoltaica: già nel mio primo viaggio, nel 2023, ho potuto vedere diversi parchi fotovoltaici che si estendevano lungo la carretera central, il lungo serpentone stradale che corre da est a ovest dell’isola. Allora si trattava di impianti estesi che avevano bisogno di ampi spazi e che ovviamente non possedevano batterie di accumulo, così che l’energia prodotta veniva immessa direttamente nella rete nazionale. Oggi, già che qui il sole non manca, oltre al continuo incremento di tali parchi è stata avviata e incentivata, anche con contributi statali, l’installazione di impianti con accumulo in ogni tipo di edificio pubblico e privato. Questo soprattutto grazie allo straordinario aiuto della Cina, che come credo tutti sanno possiede tecnologie avanzatissime anche in questo campo; passeggiando per l’Avana infatti si ha la possibilità di vedere che molte aree di piccole e medie dimensioni, fino a poco tempo fa abbandonate, ora vengano sfruttate per montare questi impianti. Oggi io stesso, che mi trovo qui anche per conto dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba (ANAIC) della quale faccio parte, ho svolto una missione che mi ha riempito il cuore. I circoli lombardi dell’ANAIC sono gemellati da oltre trent’anni con la delegazione dell’ICAP (Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli) della provincia di Las Tunas; non è un gemellaggio formale, ma un rapporto vivo e dinamico, grazie a cui la solidarietà da semplice formula si trasforma di aiuto concreto. L’anno scorso, quando in quella provincia si ruppe l’unica TAC disponibile, senza possibilità alcuna di reperire i pezzi di ricambio per via del suddetto assedio, i circoli della Lombardia si fecero prontamente carico, con moltissime donazioni da parte dei soci, dell’acquisto dei necessari ricambi e del loro invio a Cuba. Oggi invece con una nuova raccolta fondi fra tutti i soci abbiamo risposto alla loro richiesta di aiuto proprio per installare un impianto fotovoltaico con accumulo per la somma di 8.000 euro. Consegnare di persona questo aiuto concreto nelle mani della segretaria dell’ICAP di Las Tunas Maria Romero Rodriguez è stato per me un momento molto emozionante. Tutto questo però non basta, perché il percorso per una definitiva liberazione energetica è lungo e complesso; al momento la produzione di energia da fonti alternative copre solo circa il 30% del fabbisogno nazionale, mentre gli Stati Uniti stanno facendo l’impossibile per soffocare il Paese, con effetti purtroppo evidentissimi. I black-out durano decine di ore e lasciano la popolazione in uno stato di grandissima frustrazione, che si mischia alla rabbia per un castigo collettivo inumano e crudele e purtroppo anche al risentimento e alla disperazione, che rischiano di far implodere la società cubana per la mancanza di ogni tipo di bene di prima necessità. E la situazione si aggrava di giorno in giorno… Anche il turismo è ridotto al lumicino e con la sua quasi totale scomparsa viene a mancare se non la principale, quantomeno una delle più importanti risorse del Paese. Gli interventi in tema energetico però non finiscono con il fotovoltaico; camminando per le vie dell’Avana si nota subito un silenzio abbastanza surreale, sia perché i veicoli con motore a combustione in circolazione sono pochi per via del razionamento di combustibile, ma soprattutto perché le strade sono piene di moto e piccoli veicoli a tre ruote totalmente elettrici di produzione cinese. Tornando al tema degli aiuti concreti, io e molti altri viaggiatori appartenenti a ogni tipo di associazione di sostegno a Cuba non veniamo mai qui a mani vuote, ma con una o più valigie piene di ogni tipo di farmaco, che come potrete immaginare per via dell’assedio non possono arrivare qui. Trasportiamo farmaci per amici, amici degli amici, conoscenti, parenti, ma soprattutto per ospedali e strutture sanitarie. E’ proprio quando si presentano le maggiori necessità che più si concretizza la solidarietà. All’Avana vive da anni un’italiana che definire straordinaria è poco: Barbara Iadevaia, cooperante della Comunità Italiani nel Mondo, nonché rappresentante dell’ASC (Associazione Svizzera Cuba) del Canton Ticino, costituisce il ponte della solidarietà fra l’Europa e Cuba. A lei viene consegnato ogni tipo di farmaco, medicamento e presidio sanitario e Barbara si incarica di organizzare la distribuzione in ogni angolo dell’isola. L’amore incondizionato di Barbara e mio per questo Paese e per questo popolo ci spinge a fare quello che facciamo, perché Cuba è sempre stata solidale con qualunque altra nazione e merita tutto il nostro aiuto e il nostro sostegno. Redazione Italia
March 7, 2026
Pressenza
Decreto sicurezza, una pioggia di multe per bloccare proteste e dissenso
Gli effetti del pacchetto approvato l’11 aprile 2025 arrivano in queste ultime settimane sotto forma di lettere di verbali e denunce alle porte degli attivisti che hanno manifestato per la Palestina lo scorso autunno. Lo scorso aprile il governo Meloni ha approvato il decreto legge che ha introdotto 11 nuove […] L'articolo Decreto sicurezza, una pioggia di multe per bloccare proteste e dissenso su Contropiano.
March 7, 2026
Contropiano
Diventa reato la solidarietà con la Palestina, il Senato approva
Via libera al ddl che adotta la definizione IHRA contestata da giuristi ed esperti ONU. PD diviso e in gran parte astenuto, mentre M5S e AVS votano contro. Il rischio denunciato da molte organizzazioni: trasformare la critica a Israele in sospetto di antisemitismo Il Senato ha compiuto un passo che […] L'articolo Diventa reato la solidarietà con la Palestina, il Senato approva su Contropiano.
March 7, 2026
Contropiano
NO alla guerra e al governo Meloni, NO sociale al referendum, per un 8 marzo di dissenso!
8 marzo: ore 10:30 da Piazza Fabrizio De André (Magliana); ore 17:00 mobilitazione da Circo Massimo 9 marzo: sciopero e mobilitazione ore 9:30 Piazzale Ostiense Verso la manifestazione nazionale del 14 marzo per un NO sociale al referendum, alla guerra e al governo Meloni. Anche quest’anno per l’8 marzo, Giornata […] L'articolo NO alla guerra e al governo Meloni, NO sociale al referendum, per un 8 marzo di dissenso! su Contropiano.
March 7, 2026
Contropiano