
Giù le mani dalla Costituzione. Intervista a Nicola Gratteri
Pressenza - Saturday, February 21, 2026Riportiamo di seguito alcuni commenti riferiti all’intervista a Nicola Gratteri, Procuratore di Napoli. La versione integrale si può vedere al link https://youtu.be/BldzoruIsAk.
“II potere illegale è la gestione mafiosa su un gruppo di persone, sull’intera collettività, su un territorio, quello del quale io mi occupo per cercare di contrastarlo.” Nicola Gratteri, Procuratore di Napoli, risponde così alla domanda su cosa sia il potere.
Ovviamente ci sono i tre poteri legali di ogni Stato democratico: giudiziario, legislativo ed esecutivo, rappresentato dal governo. Purtroppo il potere legislativo rappresentato dal Parlamento ha abdicato quasi del tutto alla sua funzione, lasciando che il governo si occupi anche della creazione delle leggi. Con la riforma Nordio vengono modificati 7 articoli della Costituzione e nei fatti il procedimento del doppio passaggio in Parlamento non è stato rispettato, perché la riforma Nordio è stata accettata dalla maggioranza senza nessuna modifica né alla Camera dei Deputati, né al Senato.
Quando si parla di accentramento dei poteri si dimentica di specificare che non è un problema formale, ma di sostanza, perché se il governo dominasse anche il potere giudiziario, avrebbe così un potere assoluto sui cittadini. Allora bisogna immaginare che vinca il sì e ci sia un governo comunista; forse non tutti sarebbero contenti, tanto per far comprendere alla destra che questa sciagurata riforma non conviene a nessuno.
Un chiarimento personale: mi sono iscritto a Rifondazione Comunista tre anni fa, siamo democratici e non vogliamo affidare un potere assoluto a nessuno. Penso che anche nella destra ci siano molte persone che vogliono difendere la Costituzione, ultimo baluardo a salvaguardia di una democrazia sotto attacco evidente in modi diversi.
Il procuratore di Napoli sottolinea lo squilibrio dei poteri istituzionali che si creerebbe se nel referendum vincesse il sì. Ci spiega che esiste il rischio reale di sottomettere il lavoro della magistratura inquirente alla volontà politica del governo attraverso lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, con un’alta corte in aggiunta.
Con la riforma Nordio i componenti del CSM sarebbero estratti a sorte, ma la parte di nomina politica diventerebbe molto più forte, in quanto già selezionata dalla maggioranza di governo.
La presidente Meloni pensava di vincere il referendum attribuendo una forte connotazione politica alla scelta dei cittadini. Sembra evidente invece che non si tratta di una scelta politica, ma della necessità di salvare gli equilibri costituzionali, che sarebbero compromessi da questa riforma autoritaria.
Quindi bisogna comprendere che la scelta non è tra destra e sinistra. La linea di confine si trova nella consapevolezza che la nostra Costituzione è l’ultimo baluardo di salvaguardia di tutti i cittadini contro una deriva autoritaria che sta contagiando non solo l’Italia, ma tutto l’Occidente.
Giù le mani dalla Costituzione. Al referendum vota NO.