Giù le mani dalla Costituzione. Intervista a Nicola Gratteri
Riportiamo di seguito alcuni commenti riferiti all’intervista a Nicola Gratteri,
Procuratore di Napoli. La versione integrale si può vedere al link
https://youtu.be/BldzoruIsAk.
“II potere illegale è la gestione mafiosa su un gruppo di persone, sull’intera
collettività, su un territorio, quello del quale io mi occupo per cercare di
contrastarlo.” Nicola Gratteri, Procuratore di Napoli, risponde così alla
domanda su cosa sia il potere.
Ovviamente ci sono i tre poteri legali di ogni Stato democratico: giudiziario,
legislativo ed esecutivo, rappresentato dal governo. Purtroppo il potere
legislativo rappresentato dal Parlamento ha abdicato quasi del tutto alla sua
funzione, lasciando che il governo si occupi anche della creazione delle leggi.
Con la riforma Nordio vengono modificati 7 articoli della Costituzione e nei
fatti il procedimento del doppio passaggio in Parlamento non è stato rispettato,
perché la riforma Nordio è stata accettata dalla maggioranza senza nessuna
modifica né alla Camera dei Deputati, né al Senato.
Quando si parla di accentramento dei poteri si dimentica di specificare che non
è un problema formale, ma di sostanza, perché se il governo dominasse anche il
potere giudiziario, avrebbe così un potere assoluto sui cittadini. Allora
bisogna immaginare che vinca il sì e ci sia un governo comunista; forse non
tutti sarebbero contenti, tanto per far comprendere alla destra che questa
sciagurata riforma non conviene a nessuno.
Un chiarimento personale: mi sono iscritto a Rifondazione Comunista tre anni fa,
siamo democratici e non vogliamo affidare un potere assoluto a nessuno. Penso
che anche nella destra ci siano molte persone che vogliono difendere la
Costituzione, ultimo baluardo a salvaguardia di una democrazia sotto attacco
evidente in modi diversi.
Il procuratore di Napoli sottolinea lo squilibrio dei poteri istituzionali che
si creerebbe se nel referendum vincesse il sì. Ci spiega che esiste il rischio
reale di sottomettere il lavoro della magistratura inquirente alla volontà
politica del governo attraverso lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della
Magistratura, con un’alta corte in aggiunta.
Con la riforma Nordio i componenti del CSM sarebbero estratti a sorte, ma la
parte di nomina politica diventerebbe molto più forte, in quanto già selezionata
dalla maggioranza di governo.
La presidente Meloni pensava di vincere il referendum attribuendo una forte
connotazione politica alla scelta dei cittadini. Sembra evidente invece che non
si tratta di una scelta politica, ma della necessità di salvare gli equilibri
costituzionali, che sarebbero compromessi da questa riforma autoritaria.
Quindi bisogna comprendere che la scelta non è tra destra e sinistra. La linea
di confine si trova nella consapevolezza che la nostra Costituzione è l’ultimo
baluardo di salvaguardia di tutti i cittadini contro una deriva autoritaria che
sta contagiando non solo l’Italia, ma tutto l’Occidente.
Giù le mani dalla Costituzione. Al referendum vota NO.
Ray Man