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Roma. Assemblea in piazza per il NO sociale al referendum. Verso la manifestazione nazionale del 14 marzo
Venerdi si è tenuta una assemblea popolare del comitato per il NO sociale a Piazza Vittorio per rilanciare la manifestazione nazionale del 14 marzo per il no al referendum, al governo Meloni e alla guerra, in cui si sono confrontati forze sociali, politiche e giuristi per il no. Al microfono […] L'articolo Roma. Assemblea in piazza per il NO sociale al referendum. Verso la manifestazione nazionale del 14 marzo su Contropiano.
March 7, 2026
Contropiano
NO alla guerra e al governo Meloni, NO sociale al referendum, per un 8 marzo di dissenso!
8 marzo: ore 10:30 da Piazza Fabrizio De André (Magliana); ore 17:00 mobilitazione da Circo Massimo 9 marzo: sciopero e mobilitazione ore 9:30 Piazzale Ostiense Verso la manifestazione nazionale del 14 marzo per un NO sociale al referendum, alla guerra e al governo Meloni. Anche quest’anno per l’8 marzo, Giornata […] L'articolo NO alla guerra e al governo Meloni, NO sociale al referendum, per un 8 marzo di dissenso! su Contropiano.
March 7, 2026
Contropiano
No Sociale al referendum. Lavoro e Costituzione, un binomio da rafforzare
In vista della manifestazione del 14 marzo per il NO sociale al Referendum sulla giustizia, l’USB Pubblico Impiego ha indetto un’assemblea per le Funzioni centrali che si svolgerà il 12 marzo dalle ore 10.30 alle ore 14.30. Una tappa di avvicinamento al corteo nazionale del 14 marzo per il No […] L'articolo No Sociale al referendum. Lavoro e Costituzione, un binomio da rafforzare su Contropiano.
March 6, 2026
Contropiano
Per un NO di sana e robusta Costituzione
Come autorevolmente scritto dai docenti universitari di procedura penale della Associazione Gian Domenico Pisapia, (grandissimo e compianto avvocato, tra gli autori della riforma che introdusse in Italia nel 1988 il processo accusatorio) “… se la separazione delle funzioni di accusa, difesa e giudizio è un connotato di qualunque sistema processuale […] L'articolo Per un NO di sana e robusta Costituzione su Contropiano.
March 6, 2026
Contropiano
6 marzo 2026, 100 voci per il NO
Venerdì 6 marzo dalle ore 10, in diretta dalla Casa Internazionale delle Donne di Roma, prenderà il via “100 voci per il NO,” una grande maratona radio tv e social promossa dall’ANPI nazionale per sostenere le ragioni del NO al referendum sulla riforma Nordio. L’iniziativa sarà svolta con la collaborazione di Articolo21, del Comitato della società civile per il No, del Comitato degli Avvocati per il No, del Comitato dei 15 per il No, del Comitato Giusto dire No. Un’intera giornata di interventi, analisi, testimonianze che vedrà alternarsi ai microfoni artiste e artisti, magistrate e magistrati, giornaliste e giornalisti, sindache e sindaci, docenti universitari, rappresentanti di associazioni e organizzazioni sindacali. Tra le decine d’interventi già confermati (altri se ne aggiungono ogni giorno) quelli di Giovanni Bachelet, Gianfranco Pagliarulo, Rosy Bindi, Edmondo Bruti Liberati, Giuseppe Giulietti, Giuseppe Salmè, Roberto Gualtieri,  Paolo Berizzi, Emilio Ricci, Paolo Fresu, Emiliano Manfredonia, Matteo Lepore, Walter Massa, Armando Spataro, Silvia Albano, Gad Lerner, Vincenzo Vita, Vittorio Di Trapani, Gaetano Azzariti, Paolo Borrometi, Tomaso Montanari, Salvatore Borsellino, Alfredo Morvillo, Lorenza Ghidini, Chiara Gabrielli, Christian Ferrari, Benedetta Tobagi, Roberto Zaccaria, Carlo Guglielmi, Daniele Biacchessi,  Marino Sinibaldi, Maura Cossutta, Massimo Villone, Alfiero Grandi. La maratona sarà trasmessa dal vivo sul canale YouTube dell’ANPI nazionale https://m.youtube.com/@anpinazionalePartigiani, sui profili Facebook Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI e Patria Indipendente, su www.collettiva.it, sui canali delle associazioni e organizzazioni sindacali partecipanti, sulle frequenze FM e web di varie radio, in streaming su www.RadioCom.tv e tramite le sue app per smartphone e PC. A condurre in studio la maratona saranno Altero Frigerio, Filippo Giuffrida Répaci, Roberta Lisi, Natalia Marino. Per un NO diffuso, consapevole e responsabile.   ANPI Nazionale
March 5, 2026
Pressenza
La giustizia per ricchi e le ragioni del NO.
Intervista a Duccio Facchini, direttore di Altreconomia, che insieme alla giornalista Federica Alba Di Raimondo, hanno firmato il libro "La giustizia dei ricchi, perché la «riforma» distrugge l’uguaglianza tra i cittadini. Le ragioni del NO". Nel libro Di Raimondo e Facchini spiegano come dietro il referendum non c'è nessuna riforma tecnica bensì un progetto che non è altro che l’ennesimo tentativo di costruire un modello di giustizia penale di classe, pensato su misura per i più ricchi e più facilmente permeabile alle pressioni del potere politico ed economico. Intervista registrata per Tabula Rasa. Durata 18' ca.
March 5, 2026
Radio Onda Rossa
Anche a Genova un’assemblea per il No Sociale alla guerra e per mandare a casa il Governo Meloni!
Ieri una partecipata assemblea pubblica ha lanciato anche a Genova il Comitato Per il NO sociale al Referendum verso la manifestazione nazionale del 14 marzo a Roma che nel frattempo è diventata inevitabilmente anche una manifestazione contro la guerra e le responsabilità del nostro governo nell’escalation bellica. Come evidenziato dall’intervento […] L'articolo Anche a Genova un’assemblea per il No Sociale alla guerra e per mandare a casa il Governo Meloni! su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
No Sociale, verso la manifestazione del 14 marzo, si comincia venerdi a Roma
Il percorso del No Sociale al referendum del 22/23 marzo sulla controriforma costituzionale della giustizia varata dal governo Meloni sta entrando nel vivo del suo percorso, mentre le adesioni continuano ad aumentare. In molti hanno dunque colto la sfida, che è insieme politica e democratica, che troverà il suo momento […] L'articolo No Sociale, verso la manifestazione del 14 marzo, si comincia venerdi a Roma su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
Il Ministro della Giustizia e l’Alta Corte disciplinare
“I magistrati se sbagliano vengono comunque assolti”. È una frase che viene pronunciata senza che l’autore si preoccupi di dimostrarla. In realtà, i dati ufficiali sui provvedimenti disciplinari proposti e adottati nei confronti dei magistrati inducono ad una valutazione assai diversa. La Costituzione (art. 107) e le norme vigenti (Decreto Legislativo 109/2006) consentono al Ministro della Giustizia e al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione di promuovere l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. I dati a disposizione mostrano che le azioni disciplinari sono state avviate dal Ministro in 24 casi nel 2023 (27%) e in 27 nel 2024 (34%). Quelle proposte dal Procuratore sono state 66 nel 2023 (73%) e 53 nel 2024 (66%). Queste percentuali dimostrano come la magistratura di fatto sia più severa del ministero della giustizia nel proporre l’apertura di un procedimento nei confronti dei giudici o dei pubblici ministeri. La valutazione dei vari casi segnalati e la decisione di stabilire eventuali sanzioni spettano alla Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura (art. 105 Costituzione). In questo caso sono disponili i dati dal febbraio 2023 al dicembre 2025: sono state emesse 199 sentenze, di cui 23 con l’esclusione dal procedimento per decesso o per cessata appartenenza dell’incolpato all’ordine giudiziario. Delle 176 sentenze effettive, sono state comminate 82 condanne (47%) e 94 assoluzioni (53%). Ovviamente è impossibile entrare nel merito di queste sentenze, ma si conoscono i dati delle impugnazioni. Sia il Procuratore sia il Ministro, oltre al magistrato incolpato, hanno la facoltà di ricorrere in Cassazione qualora ritengano che la sentenza sia ingiusta. La Procura Generale ha impugnato 13 sentenze (7%), mentre il Ministro ne ha impugnate 9 (5%). Quest’ultimo dato dimostra che il Ministro della Giustizia ha condiviso il 95% delle sentenze emesse dal Consiglio Superiore della Magistratura negli ultimi 3 anni. A questo punto resta da spiegare perché lo stesso Ministro abbia presentato (insieme alla Presidente del Consiglio dei Ministri) la proposta di revisione costituzionale che prevede di sottrarre l’azione disciplinare al Consiglio Superiore della Magistratura per attribuirla all’Alta Corte disciplinare, che verrebbe istituita se al referendum del 22-23 marzo vincessero i favorevoli. Occorre notare che l’Alta Corte si differenzia per diversi aspetti dall’attuale Consiglio Superiore. In particolare, attualmente del Consiglio possono fare parte magistrati sia di merito sia di legittimità. Invece, nell’Alta Corte potranno essere sorteggiati e insediati soltanto magistrati di Cassazione. Questa scelta si pone in contraddizione con quanto stabilisce la Costituzione vigente, che prescrive che “i magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni” (Art. 107). Ma soprattutto è evidente il rischio che la mancanza di magistrati di merito in seno all’Alta Corte possa determinare una valutazione oggettivamente parziale dei comportamenti dei magistrati di ogni funzione sottoposti a giudizio disciplinare. Inoltre, se nell’Alta Corte disciplinare possono essere presenti pubblici ministeri soltanto di Cassazione, si crea un problema almeno di opportunità per le azioni disciplinari promosse dal Procuratore Generale di Cassazione, poiché quest’ultimo di fatto è il “capo” di quei pubblici ministeri. In questo caso la tanto sbandierata terzietà del giudice, su cui insistono i promotori della riforma costituzionale, è finita tranquillamente nel dimenticatoio. Infine, oggi il Procuratore Generale è tenuto per legge ad affiancare il Ministro della Giustizia nel promuovere l’azione disciplinare, in quanto è membro di diritto del Consiglio Superiore della Magistratura. Ma con l’approvazione della riforma il Procuratore sarà membro di diritto soltanto del Consiglio Superiore dei pubblici ministeri. Di conseguenza non è ragionevole che il Procuratore sia poi anche titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei giudici di fronte all’Alta Corte, poiché si creerebbe un’asimmetria interna all’ordine giudiziario. Perché per i provvedimenti disciplinari la separazione delle carriere non conta più nulla?   Rocco Artifoni
March 4, 2026
Pressenza
Il No sociale diventa anche un no alla guerra. Ci si vede in piazza il 14 marzo
L’aggressione di Israele e Usa all’Iran è diventata immediatamente una guerra regionale di ampie e inquietanti proporzioni. Il piano inclinato sul quale le classi dominanti hanno trascinato il mondo in questi anni, ci presenta lo scenario peggiore possibile. La guerra è entrata con violenza nell’agenda politica quotidiana di tutti, svelando […] L'articolo Il No sociale diventa anche un no alla guerra. Ci si vede in piazza il 14 marzo su Contropiano.
March 3, 2026
Contropiano