Stato e anomia
IL POTERE È OGGI DOVUNQUE IN CRISI E LASCIA SPAZIO ALL’ANOMOS, UN POTERE SENZA
PIÙ LEGGE, DOVE LO STATO DI ECCEZIONE DIVENTA PERMANENTE, MA CHE IN REALTÀ È
L’ALTRA FACCIA DELLO STESSO POTERE. TRUMP E NETANYAHU, RICORDA GIORGIO AGAMBEN,
NON VENGONO DA FUORI. È QUESTA CONDIZIONE CHE DOBBIAMO SMASCHERARE, PER FAVORIRE
L’EMERSIONE DI UNA COMUNITÀ UMANA CHE SI SOTTRAGGA A ENTRAMBE LE FACCE DEL
POTERE
A proposito di comunità lontane da ogni potere: nella foto di Gian Andrea
Franchi qualche giorno fa, la “Piazza del mondo” di Trieste che ogni giorno
prende forma intorno all’associazione Linea d’ombra, i migranti della Rotta
Balcanica appena arrivati in città, alcune cucine autogestite solidali (negli
ultimi giorni Fornello resistente di Calvene-Vicenza, Fornello resistente di
Rovigo…), molti scout e tante persone comuni
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Se ci riferiamo alla dottrina contenuta nella seconda lettera di Paolo ai
Tessalonicesi, possiamo allora dire che il catechon, il potere che trattiene e
ritarda la fine, che i padri identificavano con le istituzioni (l’Impero romano
e la stessa chiesa), è oggi dovunque in crisi e assistiamo pertanto all’avvento
dell’anomos, di un potere senza più legge, che produce rovina e proclama di
essere Dio (per questo i padri lo identificavano con l’Anticristo).
Ciò è evidente negli Stati Uniti, in cui le istituzioni non sembrano più
funzionare e tutto il potere è nelle mani di un uomo che parla e agisce senza
più alcuna legge (lo stesso si può dire per Israele) e si traveste da Dio. È
bene riflettere su questa situazione epocale, che coinvolge tutto l’Occidente.
Dal momento che le istituzioni (lo Stato e le sue articolazioni storiche) hanno
perso ogni credibilità, è vano fondare su di esse il potere che trattiene
l’evento escatologico. E questo è tanto più vero, in quanto l’anomos, il senza
legge, non è un principio esterno, ma la figura che la stessa istituzione assume
nel suo disfacimento. Trump e Netanyahu non vengono da fuori: è lo Stato stesso,
il potere che dovrebbe trattenere e ritardare la fine, che diventa l’agente che
l’affretta e precipita nelle sue forme più rovinose.
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Questo articolo è la seconda parte di Il mistero del potere, pubblicato in
gennaio. Sullo stesso tema Agamben aveva scritto nell’ottobre 2022 Stato e
anomia. Considerazioni sull’anticristo, nella cui parte finale si legge:
“Il potere statale fondato sulle leggi e le costituzioni cosiddette democratiche
si è andato trasformando… in una condizione anomica, in cui la legge è
sostituita da decreti e misure del potere esecutivo e lo stato di emergenza
diventa la forma normale di governo. Resta… che la lettera afferma che una volta
che il potere del «senza legge» è stato svelato, «il Signore lo sopprimerà col
fiato della sua bocca e lo disattiverà con l’apparizione della sua presenza». Il
che significa che quel che ci resta da pensare nella condizione apparentemente
senza uscita che stiamo attraversando è la forma di una comunità umana che si
sottragga tanto al «potere che trattiene» con la sua apparente stabilità
istituzionale che all’anomia emergenziale in cui esso fatalmente si converte…”.
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Pubblicato su Quodlibet (e qui con l’autorizzazione della casa editrice). Tra i
libri più importanti di Giorgio Agamben: Homo Sacer. Edizione integrale
1995-2015, (Quodlibet) e L’uomo senza contenuto (Quodlibet). Il suo ultimo libro
invece è Amicizie (Einaudi)
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