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No Sociale al referendum. Lavoro e Costituzione, un binomio da rafforzare
In vista della manifestazione del 14 marzo per il NO sociale al Referendum sulla giustizia, l’USB Pubblico Impiego ha indetto un’assemblea per le Funzioni centrali che si svolgerà il 12 marzo dalle ore 10.30 alle ore 14.30. Una tappa di avvicinamento al corteo nazionale del 14 marzo per il No […] L'articolo No Sociale al referendum. Lavoro e Costituzione, un binomio da rafforzare su Contropiano.
March 6, 2026
Contropiano
Per un NO di sana e robusta Costituzione
Come autorevolmente scritto dai docenti universitari di procedura penale della Associazione Gian Domenico Pisapia, (grandissimo e compianto avvocato, tra gli autori della riforma che introdusse in Italia nel 1988 il processo accusatorio) “… se la separazione delle funzioni di accusa, difesa e giudizio è un connotato di qualunque sistema processuale […] L'articolo Per un NO di sana e robusta Costituzione su Contropiano.
March 6, 2026
Contropiano
Sei contraddizioni nella riforma della magistratura
Quando si vuole cambiare una parte della Costituzione il minimo richiesto sarebbe che le nuove norme siano coerenti tra loro e con quelle che non vengono coinvolte nelle modifiche. Invece, il testo della legge di revisione costituzionale di sette articoli del Titolo IV della seconda parte della Carta Costituzionale è colmo di contraddizioni. Ecco le sei incongruenze più evidenti. * Il Consiglio Superiore della Magistratura viene duplicato: uno per i giudici, l’altro per i pubblici ministeri. Una scelta che dai promotori viene ritenuta coerente con la netta separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, che è in palese contrasto con la composizione dell’Alta Corte Disciplinare, nuovo organismo istituito dalla riforma, dove si ritroveranno insieme giudici e pubblici ministeri. * Se le carriere tra magistrati giudicanti e requirenti devono essere assolutamente divise, non si comprende per quale ragione la riforma introduca la possibilità che il Consiglio Superiore della Magistratura dei giudici possa – per meriti insigni – ammettere alle funzioni giudicanti della Corte di Cassazione anche “appartenenti alla magistratura requirente”. * L’Alta Corte Disciplinare esercita la giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari, escludendo quelli amministrativi, contabili e militari. In questo modo l’Alta Corte si configura come un giudice speciale. Ci si può chiedere quale sia la ragione per trattare in modo diverso i magistrati ordinari da tutti gli altri, tenendo conto che la vigente Costituzione stabilisce che “non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali” (art. 102). * Il testo di revisione prevede che “contro le sentenze emesse dall’Alta Corte in prima istanza è ammessa impugnazione, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi alla stessa Alta Corte, che giudica senza la partecipazione dei componenti che hanno concorso a pronunciare la decisione impugnata”. Ma la Costituzione prescrive che “contro le sentenze … è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazioni di legge” (art. 111). * Togliendo al Consiglio Superiore della Magistratura la competenza relativa ai provvedimenti disciplinari e lasciando quella relativa ai trasferimenti dei magistrati, di fatto si crea un conflitto di competenze per i trasferimenti d’ufficio, poiché il potere di trasferire spetta ai Consigli Superiori e quello di utilizzare il trasferimento come sanzione spetta all’Alta Corte. * Nell’Alta Corte faranno parte “sei magistrati giudicanti e tre requirenti”. Si tratta di una proporzione (2/3 e 1/3) che non rispecchia il numero reale dei giudici e dei pubblici ministeri in servizio (3/4 e 1/4). Nessuno ha spiegato perché la proporzione è stata alterata a favore dei magistrati requirenti e a scapito dei giudicanti. Di fronte a queste evidenti incongruenze e ad altre scelte irragionevoli (basti ricordare il sorteggio) contenute nel testo di revisione della Costituzione ci si può chiedere se i presentatori (Giorgia Meloni e Carlo Nordio) l’abbiamo davvero scritto, o almeno letto e compreso. Se non si trattasse della Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della Giustizia si potrebbe parlare di dilettanti allo sbaraglio. Forse invece queste contraddizioni sono volute, per incuneare scientemente contrasti tra i magistrati e nelle norme costituzionali relative alla magistratura. “Divide et impera”, ci ammonisce la nota locuzione latina. In ogni caso, non è possibile approvare questa riforma sgangherata della Costituzione. Anche soltanto, come scrisse Dante Alighieri, “per la contradizion che nol consente”. Rocco Artifoni
February 25, 2026
Pressenza
Nell’interesse della Repubblica – l’intervento del Presidente Mattarella al CSM
Pubblichiamo da Questione Giustizia il testo dell’Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del plenum del Consiglio Superiore della Magistratura del 18 febbraio 2026 Sergio Mattarella: Prima di dare la parola al relatore vorrei aggiungere che sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Consiglio Superiore della Magistratura. Soprattutto, la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare – particolarmente da parte delle altre istituzioni – nei confronti di questa istituzione. Istituzione non esente, nel suo funzionamento, da difetti, lacune, errori e nei cui confronti non sono, ovviamente, precluse critiche. Come, del resto, si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo all’attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario. In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica – più che nella funzione di Presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica – avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica. La parola al Consigliere relatore della proposta. Roma, 18/02/2026 23 febbraio 2028 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
February 23, 2026
carteinregola
Giù le mani dalla Costituzione. Intervista a Nicola Gratteri
Riportiamo di seguito alcuni commenti riferiti all’intervista a Nicola Gratteri, Procuratore di Napoli. La versione integrale si può vedere al link https://youtu.be/BldzoruIsAk. “II potere illegale è la gestione mafiosa su un gruppo di persone, sull’intera collettività, su un territorio, quello del quale io mi occupo per cercare di contrastarlo.” Nicola Gratteri, Procuratore di Napoli, risponde così alla domanda su cosa sia il potere. Ovviamente ci sono i tre poteri legali di ogni Stato democratico: giudiziario, legislativo ed esecutivo, rappresentato dal governo. Purtroppo il potere legislativo rappresentato dal Parlamento ha abdicato quasi del tutto alla sua funzione, lasciando che il governo si occupi anche della creazione delle leggi. Con la riforma Nordio vengono modificati 7 articoli della Costituzione e nei fatti il procedimento del doppio passaggio in Parlamento non è stato rispettato, perché la riforma Nordio è stata accettata dalla maggioranza senza nessuna modifica né alla Camera dei Deputati, né al Senato. Quando si parla di accentramento dei poteri si dimentica di specificare che non è un problema formale, ma di sostanza, perché se il governo dominasse anche il potere giudiziario, avrebbe così un potere assoluto sui cittadini. Allora bisogna immaginare che vinca il sì e ci sia un governo  comunista; forse non tutti sarebbero contenti, tanto per far comprendere alla destra che questa sciagurata riforma non conviene a nessuno. Un chiarimento personale: mi sono iscritto a Rifondazione Comunista tre anni fa, siamo democratici e non vogliamo affidare un potere assoluto a nessuno. Penso che anche nella destra ci siano molte persone che vogliono difendere la Costituzione, ultimo baluardo a salvaguardia di una democrazia sotto attacco evidente in modi diversi. Il procuratore di Napoli sottolinea lo squilibrio dei poteri istituzionali che si creerebbe se nel referendum vincesse il sì. Ci spiega che esiste il rischio reale di sottomettere il lavoro della magistratura inquirente alla volontà politica del governo attraverso lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, con un’alta corte in aggiunta. Con la riforma Nordio i componenti del CSM sarebbero estratti a sorte, ma la parte di nomina politica diventerebbe molto più forte, in quanto già selezionata dalla maggioranza di governo. La presidente Meloni pensava di vincere il referendum attribuendo una forte connotazione politica alla scelta dei cittadini. Sembra evidente invece che non si tratta di una scelta politica, ma della necessità di salvare gli equilibri costituzionali, che sarebbero compromessi da questa riforma autoritaria. Quindi bisogna comprendere che la scelta non è tra destra e sinistra. La linea di confine si trova nella consapevolezza che la nostra Costituzione è l’ultimo baluardo di salvaguardia di tutti i cittadini contro una deriva autoritaria che sta contagiando non solo l’Italia, ma tutto l’Occidente. Giù le mani dalla Costituzione. Al referendum vota NO. Ray Man
February 21, 2026
Pressenza
La verità sostituita da un falso verosimile, inesistente
È tempo di scontro politico, in cui ogni argomento si combatte col discredito dell’avversario, la verità opportunisticamente cancellata è sostituita con un falso verosimile inesistente. Tanata la riforma della Giustizia come riforma della Costituzione, il ministro Nordio sposta gli obiettivi “tecnici” di merito di questa sull’attacco alla persona. Quale miglior […] L'articolo La verità sostituita da un falso verosimile, inesistente su Contropiano.
February 19, 2026
Contropiano
Per un NO sociale al referendum contro il governo. Il 14 marzo manifestazione nazionale a Roma
Il referendum del 22/23 marzo sulla controriforma costituzionale sulla giustizia varata dal governo Meloni è diventato una sfida politica e democratica a tutto campo. A tale scopo intendiamo dare vita ad un “Comitato nazionale per il NO sociale” nella scadenza referendaria. Siamo quelli che hanno animato le piazze di questi […] L'articolo Per un NO sociale al referendum contro il governo. Il 14 marzo manifestazione nazionale a Roma su Contropiano.
February 12, 2026
Contropiano
Le ragioni del referendum
Nei giorni scorsi ho partecipato a un dibattito organizzato dalla mia sezione ANPI sul referendum che si voterà a marzo e sabato 6/2/23 la Cassazione ha modificato il quesito che sarà sulla scheda da votare, modifica necessaria perché mancavano su quello proposto dal governo gli articoli che nel caso saranno […] L'articolo Le ragioni del referendum su Contropiano.
February 11, 2026
Contropiano
Votare NO alla “sacrata” riforma
Questa riforma non bisogna più chiamarla della Giustizia, ma riforma della Costituzione. La solennità della cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario della magistratura è risultata stridere con il tono tra il risentito e l’aggressivo dell’intervento del ministro Nordio. In tutte e due le volte alla centralità emersa dell’autonomia e indipendenza della magistratura […] L'articolo Votare NO alla “sacrata” riforma su Contropiano.
February 10, 2026
Contropiano